jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
a fare i lavori faticosi e poco remunerativi.
come anche l'operaio in acciaieria.
quello che pare difficile da capire per qualcuno, è che gruppi di immigrati si trovano a fare lavori faticosi e poco remunerativi non perché stranieri, ma perché sono quelle tipologie di lavoratori a costituire la grande massa degli emigranti dal loro Paese
Il fatto è che per i loro figli nati ed istruiti in italia, cambia poco. Qualcosa migliora, ma è risibile...
non so se sia risibile, o meglio se lo sia in rapporto ai figli di italiani poveri e inculturati.
in parole chiare, non so se il figlio milanese di un operaio del ghana abbia meno possibilità di crescita sociale del figlio calabrese di un bracciante di Longobucco.