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Domanda sui consumi

renatom ha scritto:
pi_greco ha scritto:
renatom ha scritto:
[

Mi sa che quel motore era un Renault, se non al 100%, quasi.

Quelli denominati PRV, per quanto mi ricordo, erano quei V6 a benzina di cilindrata attorno ai 3 litri, montati anche sulla Lancia Thema, oltre aPSA, Renault e Volvo.
davanti a renato io mi inchino e faccio un passo indietro, fortunati i tuoi studenti...

Grazie della fiducia.

In realtà la mia è solo una deduzione dal fatto che la cilindrata di 1870 cc è tipica del motore Renault di quegli anni

http://www.automoto.it/catalogo/renault/laguna--2001-05/19-dci-120cv-cat-expression/index.html?cbVeicolo=37640

e del fatto che, in quegli anni, o poco prima, Volvo ha montato anche il 1700 Renault a benzina su alcuni modelli.
cvd
 
a_gricolo ha scritto:
Per accelerare una certa massa da fermo a una certa velocità bisogna compiere un lavoro che è dato appunto dalla massa per l'accelerazione. Quindi, in assoluto accelerare velocemente comporta una richiesta energetica maggiore rispetto a un'accelerazione lenta, come è ovvio. Quello che cambia è il rendimento del motore nelle varie condizioni: non ho sotto mano un piano quotato, ma se ben ricordo il punto di minimo consumo specifico (per il diesel) corrisponde a un carico motore dell'85% e a un regime tra quello di coppia e quello di potenza massima. Al di fuori di queste condizioni il consumo specifico aumenta parecchio, per cui la strategia migliore non è nè "l'uovo sotto il pedale", nè il "pedal to metal" bensì, come detto da qualcuno, raggiungere abbastanza in fretta la velocità voluta e poi stabilizzare.

Non è proprio così... facendo un esempio con la mia vettura, tra il regime di coppia massima e quello di potenza massima, in quinta marcia, corrispondono velocità da straccio immediato della patente. Quindi la macchina non può consumare poco... mentre a 90 all'ora il motore è sicuramente sottocoppia* secondo il modo di pensare medio, ma consumerà minimo il 30% in meno che al regime ottimale che comporta i 160 all'ora.
Il consumo diminuisce sopra e sotto a "quei" regimi ma non in modo così ampio da competere con la variazione dei rapporti (mettere la quinta invece di tirare la quarta) o con l'aumento della velocità e correlata resistenza aerodinamica.

* il sottocoppia delle macchine moderne non è come quello dell'epoca dei carburatori e degli spinterogeni. Oggi riprendendo da troppo in basso non si consuma come se ci fossero ancora le pompe di ripresa, comunque nulla in più di quanto la gestione (sempre più raffinata ed efficace man mano che la tecnologia avanza) del motore lasci consumare in base ai parametri del singolo momento. Non battono quasi più in testa e non rifiutano l'acceleratore. Non si possono praticamente ingolfare.
 
La curva di coppia e, conseguentemente il regime di potenza massima, variano in funzione dell'apertura della farfalla (benzina) o comunque acceleratore sul diesel.

In condizioni stabilizzate, i motori funzionano praticamente sempre oltre il regime di coppia massima con quella apertura, altrimenti sarebbe quasi impossibile ottenere una stabilità di funzionamento accettabile.
 
Grattaballe ha scritto:
Non è proprio così... facendo un esempio con la mia vettura, tra il regime di coppia massima e quello di potenza massima, in quinta marcia, corrispondono velocità da straccio immediato della patente. Quindi la macchina non può consumare poco... mentre a 90 all'ora il motore è sicuramente sottocoppia* secondo il modo di pensare medio, ma consumerà minimo il 30% in meno che al regime ottimale che comporta i 160 all'ora.
Il consumo diminuisce sopra e sotto a "quei" regimi ma non in modo così ampio da competere con la variazione dei rapporti (mettere la quinta invece di tirare la quarta) o con l'aumento della velocità e correlata resistenza aerodinamica.

Anche il mio avatar a regime di coppia massima in 5 (4500 RPM) non va esattamente a velocità codice. Il che non contrasta con l'affermazione che il miglior compromesso per i consumi IN ACCELERAZIONE (perchè è di questo che stiamo parlando, non di marcia a velocità/regime costante) è la via di mezzo tra l'uovo sotto il pedale e pestare a tavoletta, ossia salire di marcia (o gestire il cambio automatico) in modo da raggiungere abbastanza alla svelta la velocità voluta mettendo il motore sotto carico.
 
a_gricolo ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
Non è proprio così... facendo un esempio con la mia vettura, tra il regime di coppia massima e quello di potenza massima, in quinta marcia, corrispondono velocità da straccio immediato della patente. Quindi la macchina non può consumare poco... mentre a 90 all'ora il motore è sicuramente sottocoppia* secondo il modo di pensare medio, ma consumerà minimo il 30% in meno che al regime ottimale che comporta i 160 all'ora.
Il consumo diminuisce sopra e sotto a "quei" regimi ma non in modo così ampio da competere con la variazione dei rapporti (mettere la quinta invece di tirare la quarta) o con l'aumento della velocità e correlata resistenza aerodinamica.

Anche il mio avatar a regime di coppia massima in 5 (4500 RPM) non va esattamente a velocità codice. Il che non contrasta con l'affermazione che il miglior compromesso per i consumi IN ACCELERAZIONE (perchè è di questo che stiamo parlando, non di marcia a velocità/regime costante) è la via di mezzo tra l'uovo sotto il pedale e pestare a tavoletta, ossia salire di marcia (o gestire il cambio automatico) in modo da raggiungere abbastanza alla svelta la velocità voluta mettendo il motore sotto carico.

Ribadisco: andare al regime in cui il motore ha la coppia massima quando il gas è tutto aperto, con il gas parzializzato, per cui la coppia massima con quell'apertura è alla metà dei giri (per fare un esempio), come direbbe Cetto Laqualunque, non conta una "beata minchia".
 
renatom ha scritto:
Ribadisco: andare al regime in cui il motore ha la coppia massima quando il gas è tutto aperto, con il gas parzializzato, per cui la coppia massima con quell'apertura è alla metà dei giri (per fare un esempio), come direbbe Cetto Laqualunque, non conta una "beata minchia".

Mi sa che non ho capito: cosa c'entra? La domanda era se con un'auto media conviene accelerare da fermo lentamente o allegramente, se non sbaglio. È sbagliato dire che l'approccio migliore è la via di mezzo, ovviamente a prescindere dal tempo?
 
a_gricolo ha scritto:
renatom ha scritto:
Ribadisco: andare al regime in cui il motore ha la coppia massima quando il gas è tutto aperto, con il gas parzializzato, per cui la coppia massima con quell'apertura è alla metà dei giri (per fare un esempio), come direbbe Cetto Laqualunque, non conta una "beata minchia".

Mi sa che non ho capito: cosa c'entra? La domanda era se con un'auto media conviene accelerare da fermo lentamente o allegramente, se non sbaglio. È sbagliato dire che l'approccio migliore è la via di mezzo, ovviamente a prescindere dal tempo?

Poi il discorso si era un po' spostato anche sui consumi a velocità costante.

Comunque il discorso vale lo stesso: basarsi sul regime di coppia massima, per stabilire quale sia l'andatura più conveniente, lascia il tempo che trova.
 
Nelle accelerazioni prospettate all'inizio della discussione difficilmente si rimane a gas spalancato (conditio sine qua non per poter tirare in ballo il rendimento del motore...) per più di un secondo o due. Molto più facile che il gas non sia proprio mai premuto del tutto, tanto per arrivare a 90 non serve ogni volta tirare una partenza da gran premio a meno che non si stia guidando un frullino da 1.000cc. A gas parzializzato*, quindi, la differenza di rendimento tra i regimi di coppia/potenza massime e gli altri variamente circostanti, diminuisce di molto per non dire che si azzera. A questo punto tanto varrebbe accelerare nel meno dispendioso dei modi, cioè gradualmente e mantenendosi entro consumi istantanei sempre bassi, così la media non potrà che essere bassa. Una marcia in più, consuma in qualsiasi situazione almeno il 15% in meno di quella inferiore. Se lo sprint ottenibile ci basta, scalare è sempre deleterio in quanto a consumi.
Le prestazioni sono un altro discorso. :D

* le curve non variano di molto la loro forma a seconda dell'apertura del gas. Cambia invece la posizione/altezza della curva stessa e non per tutti i motori allo stesso modo. Ci sono esempi (e io ne possiedo uno :D ) di motori dai quali si può ottenere il 90% della coppia disponibile già col 40% dell'apertura dell'acceleratore mentre ad altri serve almeno il 60%. Per fortuna non sono tutti uguali.
 
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