belpietro ha scritto:
U2511 ha scritto:
Il punto non è certo Kiev, ma Varsavia piuttosto che Vilnius, Riga e Tallin.
su questo concordo completamente.
sono meno d'accordo sul fatto che sia efficace, nell'ottica appunto di dissuasione per il baltico, stare del tutto alla finestra sulla situazione ucraina. ma su quello non sono d'accordo tra loro nemmeno i Paesi NATO.
però sia sull'una che sull'altra posizione
siamo evidentemente entrambi vittime della "disinformazione NATO" di cui si parlava: se la pressione da Est non esiste, è una menzogna dell'imperialismo americano, dov'è il pericolo per Varsavia, Vilnius, Riga e Tallin?
aggiungerei che
per fare imperialismo ci vuole un imperatore; che a Mosca c'è, ma a Washington, ultimamente ...
Cometa Rossa ha scritto:
insomma, penso che il paese sia più spaccato di quanto i media riescano o vogliano far capire, ed è su questo che Putin gioca alla grande
La disinformazione è un concetto molto ampio.
Non mi riferisco certo a cose di questo tipo
https://aurorasito.wordpress.com/2014/07/14/ritornando-nel-cielo-blu-dellavana/
che fanno tenerezza al pari delle trasmissioni in O.C. di Radio Praga da una parte e di WOA dall'altra negli anni ruggenti (lacrimuccia che scende pensando a quando in giovine età mi dilettavo a fare SWL

)
Mi riferisco ad altro, ad esempio all'esposizione cronologica degli eventi a Kiev e dintorni negli ultimi 10 mesi circa: ti pare che ci sia stata grande coerenza?
Oppure, come è stata trattata da nostri media la tragedia dell'MH17?
( su cui non mi hai saputo o voluto esprimere una tua riflessione, né su questo 3d né su quello precedente 8) )
Quanto all'imperialismo (non amo questo termine), c'è la versione interpretata dallo Zar di turno, ma anche quella gestita a livello di sistema, là dove c'è più organizszzione (e gli americani sono maestri nell'organizzazione). Il sistema USA è in grado di sopravvivere ad un inetto (o incapace se preferisci, ma comunque non ci scostiamo molto come concetto), la Russia storicamente no, ha bisogno di uno Zar
Resta il fatto che il Vecchio Continente continua ad essere imbelle, a non prendere una posizione chiara e precisa (quale che sia) ed a fare l'utile vaso di coccio tra i due panzer. Le posizioni che poteva assumere Bruxelles erano sostanzialmente due:
1) l'Ucraina deve essere libera di fare parte dell'Europa se lo vuole perché è un paese che risponde o potrà rispondere ai nostri criteri di Stato, e siamo disposti a difendere il diritto di Kiev, quindi a morire per Kiev
2) l'Ucraina è il primo paese del mondo orbitante su Mosca che confina con l'Europa, con cui (Kiev intendo) certamente gradiamo avere buoni rapporti, ma che per impostazione culturale non fa parte né può far parte di un'Unione Europea che già ora è fin troppo espansa.
Fermo restando in entrambi i casi il concetto che Varsavia Tallin Riga e Vilnius sono "nostre", e fermo restando che il solo proporre concettualmente l'Ucraina come candidato Nato equivale a portare un paio di sottomarini classe Ohio al largo di Arcangelo
Personalmente sono sul punto 2
P.S. non vorrei che accadesse una specie di bis di quanto abbiamo subito grazie all'incoraggiamento d'oltreoceano alle cosiddette "primavere arabe". Il fu colonnello sarà stato anche un figlio di cagna, ma, parafrasando un personaggio di ben altra levatura, la cagna era nostra. Purtroppo, per vari fatti interni, eravamo più deboli del solito e non abbiamo potuto mettere in sicurezza quella zona. Ora, a Kiev non abbiamo né figli né nipoti, ma non vorrei che si illudessero su nostri eventuali intenti adottivi ...