Doveva vendere auto conformi alle normative e a quanto promesso nelle brochure, una cosa tutt'altro che fantascientifica. E, nel momento in cui è stata presa con le mani nella marmellata, ripristinare la conformità promessa, rifondendo i danni subiti dai clienti e dalla società intera, visto che hanno consapevolmente venduto e fatto circolare veicoli che inquinavano più del dovuto.
Quindi ripristino della qualità delle vetture o riacquisto dell'usato, risarcimento danni al cliente, risarcimento danni da versare al governo del paese dove sono state immatricolate vetture incriminate.
Se fallisci amen, dovrebbe vigere il principio della responsabilità per cui se fai delle cazzate poi devi pagarne le conseguenze.
Il principio e' giusto....
Ma poi?
Penso che anche qui valga il principio, discutibile finche' si vuole:
" troppo grande per fallire "
( per quello che si porterebbe dietro ),
ma difficilmente attuabile proprio per questo