marimasse ha scritto:
Un mio parente ha avuto un paio di ictus che lo hanno ridotto a passare le sue giornate tra il letto e la poltrona, parlando a fatica e riconoscendo a malapena le persone. Non ha dolori fisici, sorride sempre, mangia, dorme.
La sua situazione, paragonata a quella di tantissimi altri (gente che patisce le pene dell'inferno, oppure che perde completamente la testa e passa il tempo ad inveire pesantemente contro chiunque ecc. ecc.), "non è niente".
Questo però non mi porta a considerare quel mio parente "sano", neanche un po'.
Altrimenti chi si stordisce leggermente ogni giorno con l'alcool potrebbe sostenere che si tratti di una abitudine per nulla dannosa o pericolosa, visto che paragonata a quella di chi ha sempre lo bottiglia in mano...
Per me i debiti non possono non essere un problema. Una comunità di persone che un po' alla volta si sono convinte a tutti i livelli (individui, famiglie, aziende, amministrazioni pubbliche...) che per "comprare" le cose non sia necessario avere i quattrini con cui pagarle e che si possa disporre di soldi non ancora guadagnati, basando in pratica tutte le attività su una sorta di gioco d'azzardo, è a mio avviso una comunità estremamente precaria, debole, come una pianta magari bella a vedersi ma senza radici, incapace di resistere al più modesto dei temporali.
Piano, ci stiamo inoltrando in un terreno alquanto pericoloso.
Se partiamo dal concetto che il sistema del credito sia sbagliato a prescindere, che sia una malattia da curare, dio ci scampi, evitiamo di parlarne fin da subito.
Detto ciò, vorrei proprio vedere quanti si possono permettere di comprare casa mettendo i soldi da parte e poi, quando li hanno, fare l'acquisto. CIò vorrebbe dire vivere sotto i ponti (o coi genitori) fino a 45-50 anni prima di vivere dentro casa propria... questo per dire che il credito non è una mera questione di "tutto e subito" ma uno strumento per godere di un bene nel momento in cui serve e poterlo pagare man mano che si ha la disponibilità economica.
Il credito è un semplice strumento per agevolare e, teoricamente, razionalizzare le spese per trarne il massimo godimento nonchè un mezzo per garantire liquidità.
Come tutti gli strumenti, non è negativo a prescindere ma sta all'uso che se ne fa. Anche un'aspirina fa bene quando hai mal di testa ma se esageri ti fa venire l'ulcera... stessa cosa per i prestiti: sta a noi essere consapevoli di ciò che DAVVERO ci possiamo permettere e di cui DAVVERO abbiamo bisogno.
Quanto all'america, era per far capire che le famiglie italiane non sono così indebitate come si pensa... spesso l'unico debito è il mutuo della casa che sotto un punto di vista strettamente finanziario si può considerare alla stregua di un investimento: quando portato a termine, hai un capitale da parte, la tua casa...
Il credito al consumo e i prestiti personali, in linea di massima, dovrebbero essere semplici mezzi per garantire serenità. Lo so, sembra una bestemmia, ma è solo perchè spesso è uno strumento usato male. Ti faccio un esempio:
un uomo sulla 40ina con famiglia, ha un buon reddito e degli investimenti sicuri che però andranno in scadenza tra qualche anno. Di per se NON è un poveraccio. Bene, gli si rompe la tv e la deve cambiare. Ripeto, non essendo un barbone, vuole una bella tv 3d super mega sborona, se la può permettere. Peccato che al momento NON ha la LIQUIDITA' necessaria a pagare la tv e al contempo avere una ragionevole somma di denaro cash in caso di vera emergenza. Che fa? Disisnveste rimettendoci una barca di soldi? Usa la sua riserva di liquidità per le emergenze? Solo per una tv? Andrà invece nella sua banca dove con 2 firme avrà in qualche giorno la somma che gli serve, comprerà la tv e la pagherà comodamente a rate con il suo buon stipendio, salvando capra e cavoli.
Questo è l'uso IDEALE del credito e il cliente perfetto che finanziarie e banche cercano come delle pepite d'oro con le gambe... non i poveracci...
Otre a cio (scusa se mi dilungo oltremodo), devi tenere conto delle polizze CPI che sono diventate prassi nei prestiti personali... grazie a ciò, anche in caso di perdita del lavoro o morte/infermità, si è coperti da brutte sorprese...