<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> crisi ???? ma de che? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

crisi ???? ma de che?

elancia ha scritto:
Ovviamente voler uscire dalla tana pseudo-sicura quando fuori c'è una tormenta di neve è da fessi, a meno che tu non abbia una tana migliore dove sei sicuro di poter entrare oppure uno strato di mezzo metro di grasso (soldi) che ti protegga dal freddo e ti permetta di vagare a tempo indeterminato consentendoti il lusso di scegliere il tuo futuro.

Bellissimo paragone... nella mia zona il mercato del lavoro è stagnante, nessuno assume, molti chiudono. La gente finchè c'è la cig sopravvive, poi si adatta a fare qualsiasi cosa: nero (esploso nell'ultimo periodo), violazioni dei diritti dei lavoratori ed altre amenità varie.
Moltissima gente è in arretrato con gli stipendi da molti mesi finendo per fungere da fido gratuito per le aziende: le aziende non pagano i lavoratori per avere più liquidità, i lavoratori si indebitano per tirare avanti e pagano gli interessi al posto dell'azienda. Poi se l'azienda fallisce i lavoratori hanno lavorato aggratis, se si riprende avranno comunque pagato gli oneri finanziari dell'azienda e saranno coperti di debiti al suo posto per parecchi anni... terzo scenario, il peggiore: la delocalizzazione... oltre al danno, la beffa... :rolleyes:
E' un pò come se uno contraesse un mutuo per la casa e poi se non riesce a pagarlo usa i risparmi della donna delle pulizie... mi spiace ma è troppo facile così...
Parlo di aziende medio piccole, profondo nordest...

So che è impossibile, ma fosse per me se sei un'amministratore e non puoi pagare gli stipendi, per un mese passi, al secondo chiudi, fosse anche per lo stipendio di un solo dipendente. Oppure cedi quote dell'azienda, della tua azienda, a chi lavora per te a titolo di interesse sul prestito/stipendi non pagati... e li cedi subito, non se e quando avra la liquidità, troppo comodo altrimenti... questo a titolo di risarcimento, per il resto tale e quale come ora...
 
dexxter ha scritto:
Crisi globale? I super ricchi non la sentono. Ne è la conferma la notizia che Rolls-Royce ha appena raggiunto il record di esemplari prodotti nell'impianto inglese di Goodwood. La Casa sta realizzando 15 esemplari al giorno, fra Phantom e Ghost. A giugno sono state costruite più di 300 Rolls e la produzione è già tutta prenotata fino a settembre, addirittura ottobre quella della Phantom berlina.

Nella prima metà dell'anno, le vendite mondiali sono raddoppiate rispetto a quelle dello stesso periodo del 2009: i motori principali di questa crescita straordinaria sono i Paesi dell'Asia e del Pacifico, in particolare la Cina.

E voi? avete ordinato il vostro esemplare?
E appunto paesi in crescita economica, come hanno detto un paio di sere fa' in un programma tv, I nuovi ricchi, Vai tranquillo per modo di dire, qui' in Romagna non ci siamo mai lamentati per i soldi, ma purtroppo e arrivata anche per noi la tegola, e sai cosa vedo ora che prima non vedevo, Macchine in vendita seminuove, le conce ne sono piene, anche il mio meccanico si è ridotto a fare un parco macchine usate,perche' la gente non ha i soldi per ripararle, la vedo nera la situazzione e ancora di piu' quest'inverno, sperem ben
 
Ci sono tre fascie:
1-i ricchi che diventano sempre piu' ricchi
2-alcuni con buoni stipendi che se anche subiscono un calo del 5% non hanno problemi
3-giovani, cassaintegrati e pensionati, che si arrangiano coi parenti, con la cassaintegrazione, coi prestiti.....
Ma quando avranno prosciugato i fondi dei parenti, quando in Ottobre scadranno molte casseintegrazioni, e quando molti non riusciranno a rientrare con le finanziarie.....
Scordatevela la ripresa vera.....con la crescita attuale ( e le merci cinesi di sempre migliore qualita' ) ci vorranno 8 anni a tornare al reddito di Precrisi.
Ciao
 
gratacü ha scritto:
chi non ce la fa va avanti a prestiti del microcredito...
Bisogna anche vedere che cose si vuole intendere con "non farcela".
Un conto è non riuscire a comprare il pranzo e la cena, un conto è non riuscire a comprare le vacanze. Il che aprirebbe un discorso molto vasto (o forse no).
 
daitegas ha scritto:
...Macchine in vendita seminuove...
Seminuove e non pagate, nella maggioranza dei casi.
Si tratta a mio avviso di uno dei tanti aspetti del gigantesco bluff che abbiamo messo in piedi negli ultimi decenni. Compri oggi e paghi l'anno prossimo, come se comprare e pagare potessero essere due azioni distinte. Finto possesso di beni (automobili, servizi, vestiti, vacanze...) basato sul debito e, di conseguenza, posti di lavoro "stabili" solo per finta, in quanto basati sullo stesso perverso meccanismo.
Spendere i quattrini, anche per "acquisti" per nulla necessari, prima di averli guadagnati, come se si potessero avere certezze sul futuro, nella mia mente forse malata altro non è che una forma di gioco d'azzardo, che oggi sembra essere considerato del tutto normale, non solo innocuo ma addirittura utile e benefico.

Come consumatori, ovvero compratori, pretendiamo il diritto di acquistare quello che vogliamo, dove e quando e da chi ci pare, senza vincoli di sorta, però come lavoratori, ovvero venditori (di lavoro), vorremmo che i compratori della nostra merce non avessero la stessa libertà e fossero addirittura obbligati, per svariati motivi, a comprare il prodotto sempre da noi anche in presenza di alternative più favorevoli.

Siamo tutti d'accordo sulla necessità di eliminare sprechi, inganni, intrallazzi, speculazioni ma pretendiamo che ciò avvenga senza che si metta a rischio alcun reddito o posto di lavoro, compresi quelli, numerosissimi, che (più o meno direttamente) devono la loro stessa esistenza proprio a quegli sprechi, inganni ecc.

Non vedo proprio come si possa pensare di uscire da questo vicolo senza una pesante revisione di tutte queste ipocrisie e senza passare attraverso le inevitabili conseguenze. A meno che non vogliamo intendere, quando parliamo di "ripresa", "riprendere" a prenderci in giro come e più di prima, per vedere di nascosto l'effetto che fa.
 
elancia ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
blackshirt ha scritto:
io dico che sento ogni giorno gente lamentarsi della crisi salvo poi vederli sempre al bar, vestiti firmati, auto nuova fuori ogni logica di costo, I-phone e amenicoli vari.

Io dico che stiamo tutti (a parte quei poveri disgraziati che effettivamente sono rimasti senza lavoro) troppo bene e che un po' di crisi di quella giusta ristabilirà un po' di equilibri che non c'erano più.
Abbiamo bruciato quasi 6 punti di PIL di ricchezza, se questa non si chiama crisi.
Dal punto di vista della percezione qui a Roma effettivamente non si nota, il tenore di vita della popolazione rimane mediamente elevato a mio avviso. Ma questo deriva principalmente dal fatto che qui lavoriamo prevalentemente per la Pubblica Amministrazione, per Enti pubblici, per società a capitale interamente o parzialmente pubblico, per le banche e altre grandi imprese. Quando vado a trovare miei in Abruzzo mi rendo conto che nei territori in cui è la piccola e media impresa a garantire i posti lavoro la realtà è tremenda. Le piccole e medie imprese sono state falcidiate dalla crisi, e con loro chi ci lavora.
Saluti

Infatti.

Io sono architetto, ho 34 anni...

Fui assunto a fine 2005 da uno studio/piccola azienda di tecnici dell'edilizia in provincia di Bologna. Allora avevamo il lavoro che ci usciva dagli occhi, da metà 2008 non c'è più un lavoro novo, un progetto. Non si vende più NIENTE, nè residenziale nè commerciale/artigianale.
Solo pratichette ed è dura far venir sera.

Ovviamente voler uscire dalla tana pseudo-sicura quando fuori c'è una tormenta di neve è da fessi, a meno che tu non abbia una tana migliore dove sei sicuro di poter entrare oppure uno strato di mezzo metro di grasso (soldi) che ti protegga dal freddo e ti permetta di vagare a tempo indeterminato consentendoti il lusso di scegliere il tuo futuro.

Speriamo non finiscano le provviste... ...o quel pò di grasso. :(

...o arrivi, se non la primavera, almeno un inverno più mite.

Adesso i fenomeni 99octane o acrobat68 diranno che non conosco le magìe o che loro sono realizzati, percui la mia testimonianza è da bamboccioni.
Non me ne può fregar di meno, sono pienamente sicuro di affermare che nel mio settore ci sono intere aree che definire in crisi è un eufemismo. Per non parlare dei giovani.

scusate l'OT personale.
Questa te la potevi davvero risparmiare: non solo sei scorretto a tirarmi in ballo in un contesto in cui non c'entro proprio nulla, ma dimostri di non avere capito una parola di quello di cui ti ho parlato in tutti i 3ead a cui abbiamo partecipato.
Io ho sempre e soltanto portato la mia esperienza, tutto qui. Lungi da me voler indicare la strada agli altri, faccio già fatica a tenere la mia...
Non credo di averti mai dato del bamboccione e prendo atto che "non te ne può fregare di meno" di quello che dicono gli altri, quando non ti piace: certo, mi chiedo che ci stai a fare qui...
Nel nostro settore c'è grande crisi, non l'ho mai negato, ma ci sono anche grandi opportunità: sta alle persone scovarle, se non sono troppo "affondate" nella tana.. Se mi consenti un'ultima notazione, spesso quelli più in crisi sono proprio quelli che prima avevano il lavoro che gli usciva anche dagli occhi, quelli che pensavano di occupare tutto il territorio con nuovi condomini o capannoni, certi che non finisse mai (ne il territorio stesso ne la bolla speculativa).
 
La crisi c'è e viene da lontano, dalla concorrenza dell'economia cinese ,indiana ,sud-est asiatica ,est europea, sudamericana dove si hanno ritmi di crescita mostruosi correlati con costo del lavoro bassissimo.
Tutto ciò rallenta ,per via della concorrenza, la crescita americana ed europea,costringendo queste aree a declinare anche se lentamente e comunque a rallentare i ritmi di sviluppo.
Sinora ,anche e soprattutto in Italia il welfare ,inteso come pensioni varie ,cassa integrazione, pubblico impiego , cure e istruzione semigratuita ,assistenza agli anziani ha retto.Questo spiega il mantenimento,nonostante la crisi, di un livello di vita elevatissimo nella maggioranza della popolazione : 2a e 3a auto -tanto per stare in tema- vacanze anche esotiche , vestiti e scarpe fashion e costose,cene al ristorante, oltre naturalmente al mantenimento dei bisogni primari .
Certo le famiglie che non dispongono di quanto sopra ,vale a dire casa di proprietà ,due o tre pensioni ,risparmi in bot ,posti fissi e ipergarantiti e magari assistono alla perdita del posto di lavoro di uno dei coniugi sono già in difficoltà netta. Le altre no.
Però la redistribuzione della ricchezza ad opera dello stato sociale funziona solo se correlata ad alti ed altissimi tassi di crescita del pil ,se no il debito pubblico va in crisi netta. Di ciò abbiamo visto i primi, eclatanti sintomi ultimamente in altre coste mediterranee e atlantiche.
Se ne deduce che il problema degli anni a venire -non per ricchi e supericchi che riescono a cavalcare le tigri asiatiche e amazoniche- sarà quello della credibilità,commerciabilità e controllo dei vari debiti pubblici e quindi della crescita o meno delle economie nelle aree occidentali.Saluti
 
key-one ha scritto:
...solo se correlata ad alti ed altissimi tassi di crescita del pil...
Proprio qui sta, a mio avviso, il colossale e ipocrita paradosso su cui ci siamo seduti.
Come si può pensare ad una società in cui la cosiddetta "crescita" economica sia costante e a tempo indeterminato? Come si possono far nascere sempre nuove aziende e nuovi posti di lavoro, aumentare sempre (per tutte le aziende) produzioni e fatturati e vendite, costruire sempre nuove case e strade e zone industriali e via dicendo?
Come si può pensare ad una "stabilità" basata, già in linea di principio, su presupposti che con i concetti di stabilità ed equilibrio nulla hanno a che fare?

Le risorse, anche a livello di spazio, sono limitate. Non si può, ad esempio, avere un settore edilizia in costante "crescita". Che facciamo, smantelliamo sistematicamente quegli scampoli di territorio ancora rimasti per poi, una volta esauriti quelli, costruire nuove case e capannoni sopra a quanto già si è costruito?

Ciliegina sulla torta, ultimamente va di moda parlare e scrivere e dibattere (tanto ma solo) di ecologia, rispetto dell'ambiente, riduzione degli sprechi; tutte cose che, se dovessero essere tradotte in pratica, spingerebbero in direzione diametralmente opposta rispetto a quella della suddetta "crescita".
 
marimasse ha scritto:
key-one ha scritto:
...solo se correlata ad alti ed altissimi tassi di crescita del pil...
Proprio qui sta, a mio avviso, il colossale e ipocrita paradosso su cui ci siamo seduti.
Come si può pensare ad una società in cui la cosiddetta "crescita" economica sia costante e a tempo indeterminato? Come si possono far nascere sempre nuove aziende e nuovi posti di lavoro, aumentare sempre (per tutte le aziende) produzioni e fatturati e vendite, costruire sempre nuove case e strade e zone industriali e via dicendo?
Come si può pensare ad una "stabilità" basata, già in linea di principio, su presupposti che con i concetti di stabilità ed equilibrio nulla hanno a che fare?

Le risorse, anche a livello di spazio, sono limitate. Non si può, ad esempio, avere un settore edilizia in costante "crescita". Che facciamo, smantelliamo sistematicamente quegli scampoli di territorio ancora rimasti per poi, una volta esauriti quelli, costruire nuove case e capannoni sopra a quanto già si è costruito?

Ciliegina sulla torta, ultimamente va di moda parlare e scrivere e dibattere (tanto ma solo) di ecologia, rispetto dell'ambiente, riduzione degli sprechi; tutte cose che, se dovessero essere tradotte in pratica, spingerebbero in direzione diametralmente opposta rispetto a quella della suddetta "crescita".

Hai sostanzialmente alcune buone ragioni . Ma così va il mondo ! E tutte le persone di buon senso sanno che difficilmente si può cambiare in meglio. Molto più probabilmente qualsiasi intervento volontaristico su equilibri delicati e leggi economiche radicate può causare disastri : vedi secolo XX°.
L'umile cronista non può che cercare di raccontarlo com'è , che non vuol dire necessariamente approvarlo in tutto e per tutto o volere che non si evolva mai.
Saluti
 
crisi? ieri tutte le autostrade bloccate...

al solito son rimasti in città con l'asfissia

chi è sempre rimasto , ossia anziani

con la minima ,coppie che consumano

cibo per cani e minestrina, extracee senza

arte ne parte e ladri di appartamenti,

ma che ci lamentiamo? ci dicono che siam pieni di

soldi e che tutto va bene , crediamoci.
 
gratacü ha scritto:
crisi? ieri tutte le autostrade bloccate...

al solito son rimasti in città con l'asfissia

chi è sempre rimasto , ossia anziani

con la minima ,coppie che consumano

cibo per cani e minestrina, extracee senza

arte ne parte e ladri di appartamenti,

ma che ci lamentiamo? ci dicono che siam pieni di

soldi e che tutto va bene , crediamoci.
Io sono rimasto in città, ho studiato alcune circolari che non ho il tempo materiale di vedere in ufficio. Con il climatizzatore a 23 C° sono stato come un papa...
Per le vacanze quest'anno non ho comunque intenzione di buttare via molti denari. Con i soldi risparmiati mi faccio un bell'orologino...
 
migliazziblu ha scritto:
Ci sono tre fascie:
1-i ricchi che diventano sempre piu' ricchi
2-alcuni con buoni stipendi che se anche subiscono un calo del 5% non hanno problemi
3-giovani, cassaintegrati e pensionati, che si arrangiano coi parenti, con la cassaintegrazione, coi prestiti.....
Ma quando avranno prosciugato i fondi dei parenti, quando in Ottobre scadranno molte casseintegrazioni, e quando molti non riusciranno a rientrare con le finanziarie.....
Scordatevela la ripresa vera.....con la crescita attuale ( e le merci cinesi di sempre migliore qualita' ) ci vorranno 8 anni a tornare al reddito di Precrisi.
Ciao
Bisogna vedere cosa si intende per buoni stipendi. Un mensile netto di 2900-3000-3100 Euro potrebbe apparire come uno stipendio che inizia ad essere soddisfacente. Se poi devi detrarre 1500 Euro a titolo di affitto o di mutuo le cose cambiano però ed eventuali riduzioni della RAL base/soppressione dei premi di produttività iniziano a pesare.
 
marimasse ha scritto:
gratacü ha scritto:
chi non ce la fa va avanti a prestiti del microcredito...
Bisogna anche vedere che cose si vuole intendere con "non farcela".
Un conto è non riuscire a comprare il pranzo e la cena, un conto è non riuscire a comprare le vacanze. Il che aprirebbe un discorso molto vasto (o forse no).
Ci sono dipendenti di piccole imprese che, se licenziati, hanno diritto solo all'assegno di disoccupazione per 8 mesi. Mi pare che siano poche centinaia di Euro. Dopo sono a ZERO Euro, ergo non mangiano.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
migliazziblu ha scritto:
Ci sono tre fascie:
1-i ricchi che diventano sempre piu' ricchi
2-alcuni con buoni stipendi che se anche subiscono un calo del 5% non hanno problemi
3-giovani, cassaintegrati e pensionati, che si arrangiano coi parenti, con la cassaintegrazione, coi prestiti.....
Ma quando avranno prosciugato i fondi dei parenti, quando in Ottobre scadranno molte casseintegrazioni, e quando molti non riusciranno a rientrare con le finanziarie.....
Scordatevela la ripresa vera.....con la crescita attuale ( e le merci cinesi di sempre migliore qualita' ) ci vorranno 8 anni a tornare al reddito di Precrisi.
Ciao
Bisogna vedere cosa si intende per buoni stipendi. Un mensile netto di 2900-3000-3100 Euro potrebbe apparire come uno stipendio che inizia ad essere soddisfacente. Se poi devi detrarre 1500 Euro a titolo di affitto o di mutuo le cose cambiano però ed eventuali riduzioni della RAL base/soppressione dei premi di produttività iniziano a pesare.

Giusto.
Volevo pero' parlare di un altro concetto
Un buon stipendio e' sicuramente un concetto astratto, basti pensare a uno che prende 3.000 con moglie e un figlio e uno che invece di figli ne ha 4.....
Volevo dire che c' e' una differenza abissale con la terza categoria, che vive perennemente con un bilancio negativo e dove la semplice comparsa di una spesa extra non e' sostenibile.
Condizione ben diversa da chi comunque perdendo il 5% del proprio
reddito puo' fare pratiamente quanto faceva prima anche con 150 / 200 Euri in meno.
Ciao
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Io sono rimasto in città, ho studiato alcune circolari che non ho il tempo materiale di vedere in ufficio. Con il climatizzatore a 23 C° sono stato come un papa...
Per le vacanze quest'anno non ho comunque intenzione di buttare via molti denari. Con i soldi risparmiati mi faccio un bell'orologino...

io invece ...ferie ..e orologio da 3 euro dal cinese al mercato.
 

Utenti online

Statistiche del Forum

Discussioni
186.360
Messaggi
4.111.539
Membri
195.118
Ultimo Iscritto
rtr
Back
Alto