bumper morgan ha scritto:
Jambana ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
Jambana ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
entrare nel mondo premium è sicuramente difficilissimo ma non impossibile, vedi Jaguar che ha vissuto dei brutti momenti ma ora sta andando alla grande.
Sinceramente questo "entrare nel mondo premium" riferito a Jaguar non lo capisco: a parte il fatto che il marchio Jaguar è sempre stato tradizionalmente diversi gradini oltre il premium, cioé in quello che oggi si chiama segmento luxury - quando negli stabilimenti Audi di oggi si costruiva la Prinz l'entry level della Jaguar era la MK2 - Jaguar ha vissuto brutti momenti così come quasi tutti i produttori di automobili di lusso europei, compresi, in diversi momenti, Ferrari e Lamborghini, fra l'altro.
Ma la produzione delle XJ e delle varie XK non è mai venuta meno, così come il fascino delle automobili prodotte.
Fare automobili cosiddette "premium" per Jaguar ha voluto dire allargare la gamma (parecchio) verso il basso, con la S-Type (che tanto verso il basso non era posizionata, per le motorizzazioni e il listino) poi, con la sciagurata ricarrozzatura della Mondeo, poi con il nuovo corso nel design dato dalla XF e tutta la gamma a seguire, comprese l'ultima XE che pur essendo una segmento D ha contenuti interessanti, e ora addirittura l'immancabile SUV.
Ovvio che oggi come oggi un produttore per stare in modo sostenibile sul mercato internazionale debba fare numeri che solo una gamma abbastanza completa permette. Restare ai tempi della gamma costituita solo dalla XJ e da una coupé di alto livello sarebbe significato relegarsi ad un mondo di piccole produzioni quasi artigianali.
Quindi non capisco la difficoltà, a livello di marketing - fatta astrazione del, quello sì complesso, processo economico industriale e progettuale per la realizzazione dei modelli, ma parliamo d'altro - di entrare in un mondo fatto di auto di segmento di mercato più basso rispetto a quello tradizionalmente occupato, quando un marchio ha comunque così grande fascino. Per molti utenti possedere una Jaguar ha sempre rappresentato un sogno, quando gli se ne propone finalmente una più accessibile, e interessante, ovvio che riscuota interesse.
usare il termine premium mi sta antipatico ma purtroppo ci casco sempre anch'io. Avrei dovuto usare il termine " alta gamma o gamma superiore" perché queste auto per grandezza, costi, potenza e lusso sono superiori a quelle di gamma inferiore.
Verissimo ció che dici circa di Jaguar quando parli di luxury car ( MK2 era stupenda) perché erano veramente tali. Purtroppo erano autentici bidoni. Mi ricordo che a quei tempi avevo un amico il cui datore di lavoro aveva appunto la MK2 e ogni 3 x 2 doveva portare l'auto in officina ( a MI perché a CO non c'era la concessionaria) per problemi vari. Infatti ha fatto una brutta fine.
Ma ora....
Non erano per niente bidoni, in relazione ai loro tempi. e posso confermartelo per esperienza diretta. Infatti parli per sentito dire.
Ovvio che fossero auto delicate che esigevano uso e manutenzione scrupolosi e meccanici esperti, come qualsiasi automobile di lusso o sportiva degli anni '60.
Non è che con una Maserati, una Ferrari o un'Aston Martin, statisticamente, sarebbe andata meglio al datore di lavoro del tuo amico, anzi... forse con una Mercedes, escludendo meccanismi sofisticati come sospensioni pneumatiche, etc...
Come pure le Alfa Romeo dei tempi, fra l'altro, per rientrare in topic.
Mio padre, per esempio, negli anni '60 aveva una bellissima Giulietta Sprint che faceva però strage di pistoni.
Sinceramente, più che le soste in officina di una Jaguar o una Maserati negli anni '60, mi fanno pensare immensamente di più alla parola "bidone" le rotture importanti a motori, cambi, iniettori, catene di distribuzione, e i taroccamenti delle emissioni di svariate vetture di oggi prodotte in milioni di esemplari, con progressi metallurgici, le tecnologie, e i sistemi avanzati e completamente informatizzati di progettazione e controllo qualità di cui disponiamo attualmente.
certamente erano tanti i bidoni , ma, tra tutti i bidoni o presunti tali, solo le inglesi sono fallite. E questo è un dato di fatto. Stessa cosa per le moto.
Poi, ovviamente, altre case hanno avuto problemi grossi (tra le teutoniche porsche e bmw) ma in un modo o nell'altro si sono riprese.
Di inglese invece, ormai, ci è rimasto poco o niente.
Correggimi pure se sbaglio
Beh si, mi pare che il tuo ragionamento abbia bisogno di parecchie correzioni.
Soltanto le inglesi sono fallite?
Prima di tutto Jaguar non è
mai fallita né ha smesso di produrre auto, semmai ha cambiato proprietà: alla fine degli anni '60 (anche per motivi personali di Sir William Lyons) entrò nell'orbita British Leyland, poi fu acquisita da Ford nel 1990, a infine da Tata Motors nel 2008.
Che dire allora delle passate crisi profonde e dei numerosi passaggi di proprietà di Maserati e Lamborghini, della stessa Ferrari passata a Fiat, della stessa Lancia di cui conosciamo le sorti attuali, delle vicissitudini della stessa Alfa Romeo, o di marchi oggi scomparsi come Innocenti, De Tomaso, Iso Rivolta, Bizzarrini, la magnifica Bugatti di Campogalliano, etc etc...
E' chiaro storicamente che l'industria automobilistica inglese ha attraversato in passato una grande e lunga crisi, che è stata innescata soprattutto dalla crisi della British Leyland, che possedeva la quasi totalità dell'industria automobilistica inglese. Crisi iniziata a metà degli anni '70, e legata anche a problematiche sindacali, oltre che, in generale, a modelli - soprattutto quelli popolari che dovevano fare i numeri - inadeguati, scarsa qualità costruttiva, oltre alla crisi petrolifera del '73, che a tutti creò problemi.
Quindi dire che solo le inglesi sono fallite non corrisponde certo a verità: ne abbiamo tanti di esempi in casa nostra. E soprattutto non corrisponde a verità per Jaguar.
Anche l'affermazione "di inglese, ormai, ci è rimasto poco o niente" sinceramente non la capisco: Tata Motors (che fa parte di una holding immensa, che va dall'industria pesante, all'alimentare, al food & beverage, al software, agli hotels, etc) ci mette i capitali, ma produzione, R&D, progettazione rimangono stabilmente in Inghilterra. Sarebbe un po' come dire che Lamborghini e Ducati non sono case italiane perché l'azionariato è straniero.