<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Cosa succederebbe con la crisi dell'Italia? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Cosa succederebbe con la crisi dell'Italia?

arizona77 ha scritto:
non capisco....
perche' oggi non paghi in E :?:
si, vero, volevo dire che paghi normalmente la rata (in euro, ovvio, oppure no????) ma la casa potrebbe valere un quarto di di quello che vale adesso...
 
Non credo che nuove tasse o un inasprimento della pressione fiscale possano far uscire l'Italia dalla crisi , anzi deprimerebbero ancor più i consumi e quindi la produzione industriale. L'unica soluzione alla crisi , anche se per ora rimane ed è destinata a rimanere a lungo nel libro dei sogni,sarebbe quella di un ritorno ad una robusta crescita del pil che a sua volta aumenterebbe in automatico il gettito fiscale in un circolo virtuoso .Non credo neppure al raggiungimento della redistribuzione della richhezza e tantomeno a quello della giustizia sociale-ridicolous- tramite il prelievo fiscale.
Ma tant'è il partito delle tasse e il suo tam-tam ideologico e soprattutto mediatico è riuscito a far entrare nella testa delle masse che è proprio così , l'unico problema dell'Italia è che non si pagano o che tutti non pagano abbastanza tasse.
Pur considerando perniciosi e massimamente da scovare e punire i grandi evasori o coloro i quali , alle spalle di chi è costretto a privarsi di una notevole parte del proprio salario o dei propri redditi, denunciano al fisco cifre irrrisorie ; pur vedendo tutto ciò ,dicevo, considero singolare e paradossale che i sudditi reclamino balzelli e gabelle maggiori . E' un paradosso post-moderno : i contadini della foresta di Sherwood invece che con Robin Hood , stanno dalla parte dello Sceriffo di Nottingham e invocano una ancor maggiore imposizione di tasse. E' un miracolo del potere contemporaneo non riuscito ai più grandi tiranni della storia che , imponendo tasse sul macinato e roba del genere ed ottenendone spesso in cambio rivolte e insurrezioni, si sono dimostrati , al confronto dei nostri politici di Bruxelles , dei veri dilettanti.
 
arizona77 ha scritto:
...oggi molti giovani sono aiutati dai "vecchi"...
Anche perché molti vecchi, specialmente se ultra sessantenni, sono ancora portatori di quella mentalità (ormai quasi estinta in quanto considerata arcaica e nemica dello "sviluppo") secondo cui, ad esempio, non si comprano le cose che non servono davvero, non si buttano le cose che sono ancora "buone", non si compra qualcosa se non si hanno già in tasca i quattrini per pagare, si cerca sempre e comunque di tenersi alla larga dai debiti e così via.

Quella mentalità che di fatto creò, nell'ultimo dopoguerra, i presupposti per tutto il benessere che c'è stato in seguito.
 
marimasse ha scritto:
arizona77 ha scritto:
...oggi molti giovani sono aiutati dai "vecchi"...
Anche perché molti vecchi, specialmente se ultra sessantenni, sono ancora portatori di quella mentalità (ormai quasi estinta in quanto considerata arcaica e nemica dello "sviluppo") secondo cui, ad esempio, non si comprano le cose che non servono davvero, non si buttano le cose che sono ancora "buone", non si compra qualcosa se non si hanno già in tasca i quattrini per pagare, si cerca sempre e comunque di tenersi alla larga dai debiti e così via.

Quella mentalità che di fatto creò, nell'ultimo dopoguerra, i presupposti per tutto il benessere che c'è stato in seguito.

Chi firmava le cambiali negli anni 60?
 
desmo1987 ha scritto:
marimasse ha scritto:
arizona77 ha scritto:
...oggi molti giovani sono aiutati dai "vecchi"...
Anche perché molti vecchi, specialmente se ultra sessantenni, sono ancora portatori di quella mentalità (ormai quasi estinta in quanto considerata arcaica e nemica dello "sviluppo") secondo cui, ad esempio, non si comprano le cose che non servono davvero, non si buttano le cose che sono ancora "buone", non si compra qualcosa se non si hanno già in tasca i quattrini per pagare, si cerca sempre e comunque di tenersi alla larga dai debiti e così via.

Quella mentalità che di fatto creò, nell'ultimo dopoguerra, i presupposti per tutto il benessere che c'è stato in seguito.

Chi firmava le cambiali negli anni 60?

la domanda e' interessante, anche se un po' provocatoria ;)
Diciamo ( in estrema sintesi ) che le cambiali di allora nascevano sull' onda di uno sviluppo di crescita mai visto,
il perfetto contrario di oggi
 
marimasse ha scritto:
arizona77 ha scritto:
...oggi molti giovani sono aiutati dai "vecchi"...
Anche perché molti vecchi, specialmente se ultra sessantenni, sono ancora portatori di quella mentalità (ormai quasi estinta in quanto considerata arcaica e nemica dello "sviluppo") secondo cui, ad esempio, non si comprano le cose che non servono davvero, non si buttano le cose che sono ancora "buone", non si compra qualcosa se non si hanno già in tasca i quattrini per pagare, si cerca sempre e comunque di tenersi alla larga dai debiti e così via.

Quella mentalità che di fatto creò, nell'ultimo dopoguerra, i presupposti per tutto il benessere che c'è stato in seguito.
L'origine del benessere e dello sviluppo italiano del dopoguerra non è certo l'eccessiva tendenza al risparmio di alcuni soggetti. L'Italia è diventata una potenza industriale non certo perché la gente metteva i soldi sotto il materasso, ma perché ci fu una esplosione della domanda di beni dovuta a motivi svariati(aiuti internazionali, spesa pubblica ecc ecc), oltre ad altri fattori.
 
arizona77 ha scritto:
desmo1987 ha scritto:
marimasse ha scritto:
arizona77 ha scritto:
...oggi molti giovani sono aiutati dai "vecchi"...
Anche perché molti vecchi, specialmente se ultra sessantenni, sono ancora portatori di quella mentalità (ormai quasi estinta in quanto considerata arcaica e nemica dello "sviluppo") secondo cui, ad esempio, non si comprano le cose che non servono davvero, non si buttano le cose che sono ancora "buone", non si compra qualcosa se non si hanno già in tasca i quattrini per pagare, si cerca sempre e comunque di tenersi alla larga dai debiti e così via.

Quella mentalità che di fatto creò, nell'ultimo dopoguerra, i presupposti per tutto il benessere che c'è stato in seguito.

Chi firmava le cambiali negli anni 60?

la domanda e' interessante, anche se un po' provocatoria ;)
Diciamo ( in estrema sintesi ) che le cambiali di allora nascevano sull' onda di uno sviluppo di crescita mai visto,
il perfetto contrario di oggi

Quoto. E aggiungo lo stato sociale , inteso come sanità , pensioni , istruzione e servizi pure. Alti tassi di crescita dell'economia consentono , anzi richiedono grandi investimenti in tutele pubbliche , le quali a loro volta -per un principio sanamente Keynesiano- liberando risorse delle famiglie dalla sussistenza post-bellica e i serivizi basilari ai consumi - le famose cambiali per acquistare la 600 :!:- contribuiscono ad aumentare vendite , produzione e pil in un circolo virtuoso. Inoltre molti consumi significano buone entrate fiscali per merito delle tasse indirette , le più accette ai cittadini.
Per il principio transitivo nelle crisi come quella di oggi, l'economia non produce più le risorse per sostenere i costi crescenti del welfare - anche perchè nel frattempo questo è stato scassato con gli usi impropri della corruzione , del clientelismo e dello spreco che ben conosciamo-, e quindi il circolo virtuoso si trasforma nel suo contrario. Più si riducono i servizi pubblici e più si aumentano le imposte sul reddito per le famiglie , più l'economia si avvita su se stessa , a meno di ricorrere all'esportazione in aree espansive , dove però la concorrenza è massima e difficlile.
Ne consegue che le ricette proposte dal "Partito Europeo delle Tasse" non possano portare sicuramente ad un miglioramento sostanziale della situazione , bensì, al di là di un inevitabile aggiustarsi dei bilanci, solo allo spostamento di risorse , nel caso italiano dalle famiglie allo stato , con nulla creazione di ricchezza , anzi con ulteriore diminuzione netta di questa , secondo il ragionamento più sopra esposto.
Saluti e auguri.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
...L'origine del benessere e dello sviluppo italiano del dopoguerra non è certo l'eccessiva tendenza al risparmio di alcuni soggetti...
Infatti NON ho detto questo.

Non si tratta di eccessiva tendenza al risparmio da parte di alcuni, ma piuttosto di modesta ma concreta tendenza al risparmio (e al non spreco) e, ancor più, di diffusa allergia all'indebitamento personale, da parte di molti.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
marimasse ha scritto:
arizona77 ha scritto:
...oggi molti giovani sono aiutati dai "vecchi"...
Anche perché molti vecchi, specialmente se ultra sessantenni, sono ancora portatori di quella mentalità (ormai quasi estinta in quanto considerata arcaica e nemica dello "sviluppo") secondo cui, ad esempio, non si comprano le cose che non servono davvero, non si buttano le cose che sono ancora "buone", non si compra qualcosa se non si hanno già in tasca i quattrini per pagare, si cerca sempre e comunque di tenersi alla larga dai debiti e così via.

Quella mentalità che di fatto creò, nell'ultimo dopoguerra, i presupposti per tutto il benessere che c'è stato in seguito.
L'origine del benessere e dello sviluppo italiano del dopoguerra non è certo l'eccessiva tendenza al risparmio di alcuni soggetti. L'Italia è diventata una potenza industriale non certo perché la gente metteva i soldi sotto il materasso, ma perché ci fu una esplosione della domanda di beni dovuta a motivi svariati(aiuti internazionali, spesa pubblica ecc ecc), oltre ad altri fattori.
Non dimentichiamo le banche, oggi tanto schifate. Qua al nordest la stragrande maggioranza degli imprenditori del boom (ed erano davvero TANTI) hanno fatto fortuna coi soldi delle banche, non certo con i loro... :rolleyes:
 
marimasse ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
...L'origine del benessere e dello sviluppo italiano del dopoguerra non è certo l'eccessiva tendenza al risparmio di alcuni soggetti...
Infatti NON ho detto questo.

Non si tratta di eccessiva tendenza al risparmio da parte di alcuni, ma piuttosto di modesta ma concreta tendenza al risparmio (e al non spreco) e, ancor più, di diffusa allergia all'indebitamento personale, da parte di molti.
Bene, allora è diverso. In tempi passati, in particolare nella provincia e tra le fasce della popolazione con un grado di cultura meno elevato, era molto diffuso trattenere i denari risparmiati a casa. Magari si trattava di gente che non mangiava nemmeno e conduceva una vita misera, ma avevano le case piene di contanti. Un simile comportamento non fornisce nessun contributo all'economia. Non alimenta la domanda di consumi e non apporta liquidità al sistema bancario, liquidità da trasferire all'impresa per nuovi investimenti. Non c'erano solo lati positivi nella mentalità dei nostri nonni e, per chi è più anziano, genitori...
 
jaccos ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
marimasse ha scritto:
arizona77 ha scritto:
...oggi molti giovani sono aiutati dai "vecchi"...
Anche perché molti vecchi, specialmente se ultra sessantenni, sono ancora portatori di quella mentalità (ormai quasi estinta in quanto considerata arcaica e nemica dello "sviluppo") secondo cui, ad esempio, non si comprano le cose che non servono davvero, non si buttano le cose che sono ancora "buone", non si compra qualcosa se non si hanno già in tasca i quattrini per pagare, si cerca sempre e comunque di tenersi alla larga dai debiti e così via.

Quella mentalità che di fatto creò, nell'ultimo dopoguerra, i presupposti per tutto il benessere che c'è stato in seguito.
L'origine del benessere e dello sviluppo italiano del dopoguerra non è certo l'eccessiva tendenza al risparmio di alcuni soggetti. L'Italia è diventata una potenza industriale non certo perché la gente metteva i soldi sotto il materasso, ma perché ci fu una esplosione della domanda di beni dovuta a motivi svariati(aiuti internazionali, spesa pubblica ecc ecc), oltre ad altri fattori.
Non dimentichiamo le banche, oggi tanto schifate. Qua al nordest la stragrande maggioranza degli imprenditori del boom (ed erano davvero TANTI) hanno fatto fortuna coi soldi delle banche, non certo con i loro... :rolleyes:
Già.
 
L'italia non ha bisogno di essere salvata da nessuno. ha bisogno di gente seria che la guida, abbiamo le palle per uscire da qualsiasi situazione. Il problema è la classe dirigente.
 
capnord ha scritto:
L'italia non ha bisogno di essere salvata da nessuno. ha bisogno di gente seria che la guida, abbiamo le palle per uscire da qualsiasi situazione. Il problema è la classe dirigente.

allora....siamo fatti :cry:
 
lo spread con i bond tedeschi ha superato i 400 punti basi. settimane fa lessi sul sole, che 400 era la soglia critica. quando fu superato dalla grecia si iniziò a parlare apertamente di serio rischio default. e infatti.....
 
grandecapo-estiqaatsi ha scritto:
lo spread con i bond tedeschi ha superato i 400 punti basi. settimane fa lessi sul sole, che 400 era la soglia critica. quando fu superato dalla grecia si iniziò a parlare apertamente di serio rischio default. e infatti.....

e' la soglia di attenzione massima....
quando si arriva al 7% sui titoli....li' e' finita
 
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