<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Clarion Full Digital Sound: audio hi-fi in auto. | Il Forum di Quattroruote

Clarion Full Digital Sound: audio hi-fi in auto.

Chi cerca l?alta qualità dell?audio anche su quattro ruote può valutare l?ultima novità di Clario, il Full Digital Sound. Il sistema arriva in commercio proponendoci un?impianto interamente digitale grazie al processore Z3, agli altoparlanti Z7 e al subwoofer Z25W.

La scelta di passare al ?full digital? è dettata dall?evoluzione nella fruizione della musica, un?evoluzione confermata dai dati del 2014 che vedevano ben 41 milioni di persone abbonate ai servizi di streaming musicale. Ad oggi le sorgenti digitali in auto sono ormai onnipresenti ma molti degli attuali sistemi continuano a convertire in analogico, con la conseguente perdita nella qualità di riproduzione.

Con il Full Digital Sound di Clarion, invece, il segnale resta digitale in tutto il canale di trasmissione: l?audio in alta risoluzione arriva agli altoparlanti senza conversione, evitando quindi amplificatori e convertitori di segnale con risparmio sia sui consumi che sul peso.

Arriva così il nuovo processore LSI sviluppato apposto per il mondo delle auto. Clarion Z3 con tweeter con cupola morbida in sete e dispositivo di comando è disponibile a 849?. Il sistema è compatibile con altri impianti (è quindi possibile aggiungere altoparlanti) e con altre fonti già installate in auto se dotate di uscita audio, oltre a permettere l?utilizzo di lettori esterni tramite cavo USB. Grazie alle dimensioni compatte si può installare il dispositivo sotto ai sedili.

Clarion Z7 propone altoparlante digitale, circuito di comando integrato (completamente digitale) e bobina a sei strati a 649? mentre il subwoofer costa 599?.

http://tinyurl.com/jzlvz2g
 
No. Hanno ottenuto il risultato semplificando la parte demandata alla conversione del segnale ma a prezzo di una grossa complicazione degli altoparlanti, che ora hanno una loro elettronica interna che comunque effettua una conversione di segnale e una bobina con sei avvolgimenti differenti invece di uno solo. E' la combinazione nel funzionamento di queste sei bobine in contemporanea che permette ad un segnale composto solo da 0 e 1 (e che quindi è in grado di trasportare solo gli stati logici acceso/spento) di diventare suono, che invece è un segnale analogico, per volere della natura e non certo dipendentemente dalla volontà umana. Insomma da quello che ho capito la conversione c'è lo stesso, solo che è molto più semplice di quella D/A convenzionale ed avviene all'interno dell'altoparlante.
Certo c'è da vedere come suoni, Clarion è ditta seria e non penso si sia imbarcata in un'avventura del genere senza un minimo di cognizione di causa. Certo che poi tra questa considerazione e il fatto che il sistema suoni bene ci passa comunque il mare.
Detto questo, rimane sicuramente il vantaggio di un'efficienza che non ha eguali in confronto alle amplificazioni analogiche, ma considerando che un sistema stereo a tre vie verrebbe quasi duemila euro sorgente e montaggio esclusi e che questo debba essere montato in auto, dove notoriamente l'energia elettrica è ad ottimo mercato rispetto all'ambiente casalingo, mi viene da chiedere a che pro, visto che l'unico vero vantaggio sarebbe un risparmio di spazio che per la sua entità potrebbe fare la differenza per pari potenza "convenzionale" solo su una piccola vettura.
Certo se suonasse mooolto meglio dei sistemi "normali"...... Ma da questo punto di vista dubito fortemente che possa anche solo avvicinarsi ad un sistema di pari costo con conversione ed amplificazione convenzionali. Dubbio che fino a eventuali prove d'ascolto o recensioni rimane ovviamente solo mio. Il fatto è che la storia dell'audio è piena di idee che, rivoluzionarie sulla carta, si sono poi dimostrate dei colossali abbagli alla prova dei fatti.
 
hi fi in auto... dicesi ossimoro...

per il resto non capisco a cosa serva spendere soldi per ascoltare formati compressi... tanto vale farsi installare una presa usb nella base cranica e ascoltare la musica direttamente nei centri encefalici senza DAC...
 
Certo, l'Hi-Fi in auto è tempo perso e soldi buttati, però la domanda credo prescindesse da questa considerazione e fosse in funzione di una persona che volesse scoprire sulla sua pelle quella amara verità. ;)

Insomma era tipo: "posto che lo stereo costoso in macchina lo voglio mettere comunque e non mi interessa cosa ne pensino gli altri, questo sistema porta effettivamente dei vantaggi rispetto a quelli convenzionali o no?".
 
a me pare paccottiglia....già dire che il digitale sia meglio dell'analogico come qualità è di per se una bestemmia....basta vedere quanto costano i preamplificatori valvolari rispetto alle componenti più comuni...in oltre l'articolo linkato pare più una marchetta che nn una descrizione dell'impianto...e soprattutto come fa a funzionare un 2 vie anteriore più il sub senza un amplificatore?? come lo spingi il subwoofer?? senza ampli è impossibile funzioni....almeno il sub....

e cmq con quel che costa in aftermarket c si può fare già un impianto da gara...magari nn vincente, ma di sicuro migliore di questo...molto migliore...
 
Non si sostiene in alcun modo che l'analogico sia meglio del digitale. Il presupposto di fondo è un altro, e cioè che nonostante il car audio di qualità sia un nonsenso (ma questa è una convinzione mia e di P greco, piuttosto diffusa, a dire il vero :D ) ancora nessuno si è arrischiato a montare un giradischi in auto (in realtà l'hanno fatto in parecchi, ma lasciamo perdere che è meglio), di conseguenza le sorgenti ascoltate in quell'ambito sono tutte digitali. Perchè allora non eliminare del tutto la comunque dannosa conversione D/A?
Detto questo poi ci stanno da valutare i perchè e i per come, però il concetto rimane ed in teoria non fa una grinza. In secondo luogo li l'amplificatore ci sta eccome: non ho ben capito (leggerò poi meglio la descrizione sull'opuscolo) se sia in quello scatolotto che comprende l'unità di controllo o se sia direttamente all'interno degli altoparlanti assieme al circuito che converte il segnale digitale in uno buono per pilotare le sei bobine degli altoparlanti, quello che conta però è che non dovendo quest'ultimo modulare un segnale analogico ma solo gestire una combinazione di dodici stati acceso/spento, e da quello che ho capito non dipendendo dallo stadio di potenza la qualità sonora ma solo dall'accuratezza con cui questi stati vengono commutati, è chiaro che si possa utilizzare una configurazione ad altissima efficienza (probabilmente roba concettualmente simile ai classe D che si utilizzano oggi negli ampli dei subwoofer amplificati), in grado di erogare grandi potenze senza emissione di eccessivo calore e utilizzando risicatissimi spazi. Che poi in sostanza e a mio avviso fino a prova contraria è l'unico vantaggio evidente di questo sistema.
 
sarò testardo ma x conto mio questo è l'ennesimo impianto di serie spacciato come premium ma decisamente fuffettaro...

l'articolo è di per se abbastanza banale, visto che sostiene che gli amplificatori sono solamente peso inutile...e cmq un sub senza una cassa adeguata è inutile e quindi torniamo al solito punto sopraccitato...
 
Allora, partiamo daccapo. Il concetto che se porto il segnale digitale a spasso sino al trasduttore e lo rendo analogico il più possibile vicino al trasduttore medesimo, amplificandolo in modo ottimizzato per il singolo altoparlante e l'altoparlante in funziona dello scenario in cui opera (ambiente ed insieme delle sorgenti) e meglio dovrei lavorare, dato che il segnarle digitale non viene degradato dalla linea e non dovrei proccuparmi di disturbi... dovrei, perchè fare lavorare così un sistema multiconvertito e multi amplificato in un abitacolo, significa cercare un numero indefinibile di variabili, ovvero o spendi cifre inenarrabili per fare un impianto strapersonalizzato, oppure... come dice sandro, meglio spendersi bene un po' di soldi anche per un semplice stereo solo fronte e un bel sub, e curare il più possibile le fonti, ovvero supporti di qualità e parte analogica del dispositivo di qualità.

Per gli MP3 e formati compressi vari non c'è speranza alcuna, di ottenere risultati decenti. Sui 33giri e 1/3 sulla vettura non andavano bene neppure da fermi, io amo i miei vinili, le mie testine, puntine, regolatori strobo, pelli per pulire i dischi, ma i vinili suonano davvero bene per un numero limitato di volte, ed anche le osannate valvole non sono sempre sinonimo di qualità, specie costante nel tempo.

Infine, se davvero volete sentire musica ad altissimo livello, prendetevi un bel lettore portatile di CD con delle cuffie davvero buone, ce ne sono anche a prezzi abbordabili, ma non potete più guidare, se guidate non sprecate soldi e testa nella musica, io ho smesso perchè mi distreva troppo, ero teso a sentire i dettagli compositivi ed esecutivi e mi distraevo come se guardassi un film. Per ASCOLTARE davvero spendete due soldi per un sistema home non dolby o stravagante, ma di qualità...

IMHO
 
suppasandro ha scritto:
...e cmq un sub senza una cassa adeguata è inutile e quindi torniamo al solito punto sopraccitato...
vero, ma allora non va bene neppure un abitacolo, ammenochè non sia un pullman, per avere almeno una mezza onda a 20Hz...
 
Naturalmente le info passate da Clarion dicono in realtà poco.
Il concetto comunque è amplificare direttamente il segnale digitale, senza prima convertirlo in analogico, la conversione in analogico viene fatta a valle dell'amplificazione dai filtri di uscita dell'amplificatore sul segnale già amplificato.
Di per sé non è una novità, ci sono già esempi in campo Home Hi-Fi(*), ma lo è invece il fatto che la conversione avviene -così almeno mi sembra- a livello di altoparlante. Non è chiaro se la circuiteria dell'altoparlante includa lo stadio di potenza o serva "solo" a trasformare il segnale già amplificato da digitale in analogico, ma comunque sospetto che la particolare bobina a 6 sezioni sia parte integrante del circuito di conversione. Gli stadi di uscita degli ampli digitali sono infatti costituiti da un filtro LC e nella mia ignoranza -sono solo un modesto appassionato di hi-fi, non un tecnico- sembra proprio che le "strane" bobine degli altoparlanti siano così fatte perché sono la parte "L" -o ne fanno parte- del filtro di uscita. In pratica il convertitore digitale/analogico sarebbe l'altoparlante stesso...
Il che peraltro c'ha pure un suo senso.
Attendiamo però una disamina fatta da un tecnico.
Certamente con le sorgenti digitali di oggi, a partire dai file master di registrazione in formato master NON compresso (ossia file che escono così come sono dalla sala d'incisione), che sono il massimo della qualità audio oggi disponibile, ha perfettamente senso amplificare il segnale direttamente nel formato digitale.
Premesso che per me il massimo rimane giradischi+valvole, perché l'ascolto della musica diventa un vero e proprio rito, grazie alle nuove tecnologie digitali credo proprio che ne sentiremo delle belle...

(*)infatti un mio obbiettivo è quello di affiancare prima o poi all'impianto analogico un sistema tutto digitale per ascoltare i file digitali non compressi
 
PriusDriver ha scritto:
Naturalmente le info passate da Clarion dicono in realtà poco.
Il concetto comunque è amplificare direttamente il segnale digitale, senza prima convertirlo in analogico, la conversione in analogico viene fatta a valle dell'amplificazione dai filtri di uscita dell'amplificatore sul segnale già amplificato.
Di per sé non è una novità, ci sono già esempi in campo Home Hi-Fi(*), ma lo è invece il fatto che la conversione avviene -così almeno mi sembra- a livello di altoparlante. Non è chiaro se la circuiteria dell'altoparlante includa lo stadio di potenza o serva "solo" a trasformare il segnale già amplificato da digitale in analogico, ma comunque sospetto che la particolare bobina a 6 sezioni sia parte integrante del circuito di conversione. Gli stadi di uscita degli ampli digitali sono infatti costituiti da un filtro LC e nella mia ignoranza -sono solo un modesto appassionato di hi-fi, non un tecnico- sembra proprio che le "strane" bobine degli altoparlanti siano così fatte perché sono la parte "L" -o ne fanno parte- del filtro di uscita. In pratica il convertitore digitale/analogico sarebbe l'altoparlante stesso...
Il che peraltro c'ha pure un suo senso.
Attendiamo però una disamina fatta da un tecnico.
Certamente con le sorgenti digitali di oggi, a partire dai file master di registrazione in formato master NON compresso (ossia file che escono così come sono dalla sala d'incisione), che sono il massimo della qualità audio oggi disponibile, ha perfettamente senso amplificare il segnale direttamente nel formato digitale.
Premesso che per me il massimo rimane giradischi+valvole, perché l'ascolto della musica diventa un vero e proprio rito, grazie alle nuove tecnologie digitali credo proprio che ne sentiremo delle belle...

(*)infatti un mio obbiettivo è quello di affiancare prima o poi all'impianto analogico un sistema tutto digitale per ascoltare i file digitali non compressi
Interessante quanto scrivi, ma permettimi di avere dei dubbi sui digitali non convertiti, amo anche io i vinili e le valvole, o i transistor che come valvole sanno dare corrente "in musicale" (ce ne sono alcuni come il power enevelope ad esempio), ma sul digitale non convertito occorre prima valutare.

Quando ho iniziato ad ascoltare i CD c'erano sovracampionatori doppi, poi sono arrivati i quadrupli e poi gli ottupli, devo dire che su classica e jazz un po' minimale la pulizia degli ultimi non guastava affatto, su rock, blues e altra musica più "dinamica" (nel senso di fronte sonoro pieno e talora sovrabbondante) allora meno sovracampionamenti erano bastevoli... anche in auto avevo un impianto after ottimizzato in tale senso e davvero ottenevo un sacco di riscontri positivi da amici audiofili e musicofili. Poi sono arrivati i convertitori ad un bit e la musica è diventata un po' troppo "algida" e meno "orecchiabile", salvo farla passare per un stadio analogico caldo (come sono le valvole, ma in realtà è un po' un effetto psicoacutico dato da rumore rosa)...

Più vado avanti e sempre più ricerco musica live, imperfetta, acustica e talora lievemente scordata, un po' come la pasta avanzata ripassata in padella, scusate il paragone, ma l'effetto imprinting comincia a diventare predominante invecchiando...
 
@pi_greco
Sempre parlando da ignorante quale sono, il problema del CD era quello di avere una gamma dinamica compressa (quella reale, quella teorica è di 90dB) e di subire due conversioni, AD prima e DA dopo, con tutto ciò che questo comporta. Taciamo poi degli mp3.
Prendendo il segnale master così com'è, fresco fresco di sala di registrazione, quindi senza nessun tipo di manipolazione, amplificandolo digitalmente e convertendolo in analogico solo prima dei morsetti degli altoparlanti invece la musica cambia. Nel vero senso della parola...
Il problema semmai è che devi avere casse adeguate capaci di riprodurre l'elevatissima dinamica ed il dettaglio che ha l'incisione in tale formato.
Se ti capita l'occasione prova a fare una sessione d'ascolto, però assicurati che i file siano originali 24/192, non file cd/flac/mp3 ricampionati, sennò...
 
PriusDriver ha scritto:
Il problema semmai è che devi avere casse adeguate capaci di riprodurre l'elevatissima dinamica ed il dettaglio che ha l'incisione in tale formato.
Quello che mi capitò quando attaccai il campionatore direttemente all'ingresso ampli... casse adeguate e sala pure, pressochè proibitivo farlo in casa, figurati in auto... alcuni amici lo facevano in una grotta appenninnica... ma allora preferisco investire due soldi per un po' di musica dal vivo, meglio se acustica...
 
PriusDriver ha scritto:
Se ti capita l'occasione prova a fare una sessione d'ascolto, però assicurati che i file siano originali 24/192, non file cd/flac/mp3 ricampionati, sennò...

Perfetto, ecco il punto: il formato del dato in input è fondamentale, per tutto il resto un sistema del genere è pura teoria.

Discussione interessante, grazie a tutti del contributo ;)
 
PriusDriver ha scritto:
@pi_greco
Sempre parlando da ignorante quale sono, il problema del CD era quello di avere una gamma dinamica compressa (quella reale, quella teorica è di 90dB) e di subire due conversioni, AD prima e DA dopo, con tutto ciò che questo comporta. Taciamo poi degli mp3.
Prendendo il segnale master così com'è, fresco fresco di sala di registrazione, quindi senza nessun tipo di manipolazione, amplificandolo digitalmente e convertendolo in analogico solo prima dei morsetti degli altoparlanti invece la musica cambia. Nel vero senso della parola...
Il problema semmai è che devi avere casse adeguate capaci di riprodurre l'elevatissima dinamica ed il dettaglio che ha l'incisione in tale formato.
Se ti capita l'occasione prova a fare una sessione d'ascolto, però assicurati che i file siano originali 24/192, non file cd/flac/mp3 ricampionati, sennò...

Beh, a questo punto allora il ragionamento andrebbe fatto prima con i tecnici del suono, che ormai utilizzano i compressori manco fossero il rimedio della nonna. E comunque il problema del digitale non è mai stata la gamma dinamica (nè del cd, nè a maggior ragione dei nuovi formati ad alta risoluzione), di fatto molto superiore a quella ottenibile da sorgenti analogiche non professionali, ma piuttosto la risoluzione. E li si apre appunto tutto il discorso su campionamenti e compagnia bella, che di fatto sono solo filosofie per ovviare al problema vero, e cioè che un segnale analogico, per così dire "naturale", è solo approssimabile per via digitale, ma non riproducibile, e il problema ancora oggi è unicamente capire fino a che punto l'orecchio umano riesca ad accorgersene.
Insomma ci ritroveremmo come al solito a parlare di massimi sistemi.
Tornando al sistema in oggetto, di cui credo siamo d'accordo si stia chiacchierando solo per diletto e non perchè sia effettivamente il futuro, mi chiedo piuttosto come possano le sei bobine risolvere il problema della risoluzione, visto che di fatto sembrano abbassarla di molto anche solo rispetto al segnale di un cd, figurarsi rispetto ad uno ad alta risoluzione.

PS: non credo assolutamente che convertendo il segnale appena prima degli altoparlanti il discorso qualità cambi, almeno non finchè si parli di conversione tradizionale. Non sono due o tre metri di cavo (tra l'altro percorsi da segnali ad alto livello) che cambiano il discorso. Il sistema in oggetto non opera una conversione D/A propriamente detta, ma trasforma solo il segnale digitale della sorgente in un altro segnale digitale capace di far funzionare le sei bobine (da vedere come sei interruttori che lavorano in contemporanea sia a livello di stato logico che di tempo) in maniera tale da trasformare il segnale in suono non per via numerica, ma per via meccanica.
 
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