ch4 ha scritto:
sono stato molto indeciso se rispondere al tuo bellissimo post così lucido e mi sono convinto solo dopo aver rivissuto quanto anch'io ho passato nel 98 quando me lo diagnosticarono alla vescica.
Senz'altro io sono stato fortunato per l'ubicazione e lo testimonia il fatto che sono poi arrivato anche alla pensione e sono ancora qua sul forum a scrivere del più e del meno, finchè non mi imbatto in una lettera così intensa.
Ciò che più ho ammirato è la lucidità con cui descrivi la tua situazione e posso assicurarti che in tanti in situazioni analoghe hanno il rifiuto di vedere in faccia l'orco, persino medici di provata esperienza che ne hanno diagnosticati a centinaia non riescono a leggere le proprie lastre e rifiutano di vedere la realtà per quel che è.
Comunque tu hai senza dubbio sia l'intelligenza che il coraggio di vedere ed accettare la realtà , la forza di non abbandonarti e la risoluzione per combattere questo orco e questo è senza dubbio un presupposto indispensabile per riuscirvi come ti auguro di tutto cuore.
Io ricordo che all'epoca mia figlia aveva solo 14 anni e non volevo proprio perdermi gli anni più importanti della sua crescita. Era quello il mio peggiore cruccio ed il mio problema di salute era senz'altro secondario.
Ho conosciuto purtroppo con mia nipote anche lo strazio della sua perdita a soli dodici anni e ti capisco perciò quando parli dei bambini alle prese con la malattia.
Immagino che tu abbia più o meno la mia età (sono del 51) e comunque chi ha raggiunto la maturità ha già metabolizzato che il momento temuto si avvicina ed inizia anche ad averne meno paura.
Spesso poi i momenti della malattia hanno l'effetto di chiarirci i veri valori della vita e ci danno una mano a vedere meglio le cose importanti ed a migliorarci nei rapporti con le persone che amiamo.
Da allora mi sono sforzato perciò di migliorarmi nei rapporti con gli amici, di amare e rispettare mia moglie e mia figlia perchè spero di lasciare loro il bel ricordo che ho dei miei genitori e delle persone che ho stimato in vita mia perchè il ricordo che lasciamo credo che sia la vera eredità.
Comunque ti faccio i miei migliori auguri e ti ricordo che un mio cognato già 25 anni fa avrebbe dovuto lasciarci per un linfoma ed invece dopo operazioni, cicli di chemio e radio, ed un infarto per di più, è ancora qua a smentire le statistiche ed a ricordarmi che la medicina non è una scienza esatta.
Ciao e auguri di buon Natale e buon anno
Ciao ch4 (che brutto chiamarsi per nick), quanto ho apprezzato il tuo intervento!
Spero che il tuo problema si sia definitivamente risolto allora.
Io sono più che convinto di non avere affatto l'esclusiva del dolore e della sfortuna.
Anzi, nella vita non mi era mai capitato nulla di importante e mi ritenevo quasi immortale.
Scoprire il problema a 60 anni è stato tremendo ma ho cercato di contenermi per dimostrare ai miei un coraggio che in effetti non avevo.
Ho pianto di nascosto ma non per me, perchè ho capito che c'era qualcuno che aveva paura di perdermi.
Adesso posso dire che ho risolto i miei problemi e mi permetto di scherzarci su.
Ogni tanto dico a mia moglie ma ci pensi che poi dovrai chiamare l'idraulico per aggiustare il rubinetto o lo sciacquone?
E la macchina? Ma ti ricorderai di fare la manutenzione e di cambiare l'olio? Povera macchina in mano tua!
Per mia moglie le candele servono ad illuminare il cofano motore.
Per tutto questo ritengo di avere fatto tesoro di tutti i consigli ricevuti e di averli messi in pratica.
A maggio, durante un mio ricovero in ospedale, è venuta a mancare pure mia madre, giusto per non farmi mancare nulla.
Sono convinto che si sia sacrificata per me. Non sapeva nulla del mio problema ma, l'ultima volta che l'ho vista mi ha detto: sono in pena per voi. Dopo pochi giorni è morta.
Sono convinto che da lassù mi stia aiutando.
Ti ringrazio per la tua testimonianza e per le belle parole che sia tu che gli altri mi state scrivendo.
Anche questo è un contributo importante.
Il calabrone Roberto