ALGEPA ha scritto:HomerJ-2 ha scritto:ALGEPA ha scritto:"Abbiamo fatto la scelta di diffondere qualche caricatura di Charlie Hebdo sui cattolici - ha spiegato la rivista gesuita Etudes, nata nel 1956, in un editoriale pubblicato accanto al marchio "Je suis Charlie" su fondo nero -. E' un segnale di forza quello di poter ridere di alcuni tratti dell'istituzione alla quale apparteniamo. L'umorismo nella fede è un buon antidoto al fanatismo"
ma io dico, uno deve per forza dover ridere di tutto? ma è indice di libertà la derisione o l'umorismo?
No, è indice di libertà poter dire quel che si pare senza che qualcuno si senta offeso a tal punto da ucciderti. Se qualcosa mi offende semplicemente lo evito, lo ignoro, me ne fotto!
Mi offendono profondamente i musulmani in piazza con il tunicone e le mogli coperte da testa a piedi, mi offendono i manifestanti gay che si conciano come pagliacci o vanno in giro mezzi nudi per ribadire la loro appartenenza alla categoria, mi offendono i tifosi di calcio che rendono andare allo stadio un pericolo..mi offendono molte cose che vedo in giro, ma non ho ucciso nessuno.
Se i cari musulmani sono offesi dallo stile di vita occidentale e dalla stampa occidentale, semplicemente se ne freghino e se ne stiano laddove non c'è nulla che li turbi.
non è poter dire quelle che si vuole,ma è ridicolizzare , che è cosa differente.
Anche ridicolizzare! Nessuno obbliga alcun musulmano a leggere, comprare, anche solo sapere dell'esistenza di una vignetta satirica. E nessuno obbliga nessun musulmano a prendere su armi e bagagli e venire nel mondo occidentale, dove la legge della sharia non esiste, non è riconosciuta, non è applicata e dove del loro profeta non frega una fava a nessuno!
Paese che vai, usi e leggi che trovi. Non è che un tedesco che ama fare i 200 sulle autobahn viene in Italia e dato che è tedesco può fare lo stesso sulle nostre autostrade. Si adegua e bona!!!!
Come la risolviamo? A calci in culo!