arizona77 ha scritto:HomerJ-2 ha scritto:ALGEPA ha scritto:"Abbiamo fatto la scelta di diffondere qualche caricatura di Charlie Hebdo sui cattolici - ha spiegato la rivista gesuita Etudes, nata nel 1956, in un editoriale pubblicato accanto al marchio "Je suis Charlie" su fondo nero -. E' un segnale di forza quello di poter ridere di alcuni tratti dell'istituzione alla quale apparteniamo. L'umorismo nella fede è un buon antidoto al fanatismo"
ma io dico, uno deve per forza dover ridere di tutto? ma è indice di libertà la derisione o l'umorismo?
No, è indice di libertà poter dire quel che si pare senza che qualcuno si senta offeso a tal punto da ucciderti. Se qualcosa mi offende semplicemente lo evito, lo ignoro, me ne fotto!
Mi offendono profondamente i musulmani in piazza con il tunicone e le mogli coperte da testa a piedi, mi offendono i manifestanti gay che si conciano come pagliacci o vanno in giro mezzi nudi per ribadire la loro appartenenza alla categoria, mi offendono i tifosi di calcio che rendono andare allo stadio un pericolo..mi offendono molte cose che vedo in giro, ma non ho ucciso nessuno.
Se i cari musulmani sono offesi dallo stile di vita occidentale e dalla stampa occidentale, semplicemente se ne freghino e se ne stiano laddove non c'è nulla che li turbi.
Verissimo e giustissimo.
Ma se loro sono fatti cosi'.....Come ne usciamo :?:
magari avendo anche rispetto per la cultura altrui, se io se che ad una persona che ha perso i capelli da fastidio scherzarci su non trovo che sia diritto sacrosanto ed espressione di libertà metterlo in ridicolo, poi se questa persona vive un periodo di problematiche sue mi sembra ancora meno opportuno farlo.
Solo che siccome io mi sento tanto fico e mi sento al di sopra di tutto e di tutti mi sento anche in diritto di prenderlo per il sedere