<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Calcolo teorico dello 0-100 ??? | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Calcolo teorico dello 0-100 ???

pi_greco ha scritto:
non intendo numercamente ma graficamente, un accelerometro che rilevi l'accelrazione istantaneamente il che tornerebbe utile anche in frenata e in accelelrazione laterale a veolocità o raggio variabile

grafici che ci sono già per la voleocità vs tempo in accelerazione

L'avevo capito che era grafico, ma rimango perplesso.

Praticamente ti ritrovi un grafico di una grandezza di percezione un po' difficile, che via via si avvicina quasi asintoticamente all'asse delle ascisse.

Boh, sono perplesso.
 
Quoto il pigreco sull'importanza del "quarto di miglio".
Lo 0-100 è fortemente influenzato da trazione e rapportatura del cambio.
I 400 metri esprimono meglio le reali capacità del veicolo

L'accellerazione istantanea può essere ricavata, presumo, partendo dalla velocità del veicolo misurata in tutto l'arco della sua accellerazione, cosa che viene regolarmente fatta nelle competizioni amatoriali sul quarto di miglio, molto diffuse negli USA.
 
alkiap ha scritto:
Quoto il pigreco sull'importanza del "quarto di miglio".
Lo 0-100 è fortemente influenzato da trazione e rapportatura del cambio.
I 400 metri esprimono meglio le reali capacità del veicolo

L'accellerazione istantanea può essere ricavata, presumo, partendo dalla velocità del veicolo misurata in tutto l'arco della sua accellerazione, cosa che viene regolarmente fatta nelle competizioni amatoriali sul quarto di miglio, molto diffuse negli USA.

Io di solito prendo i dati di accelerazione di Quattroruote ed altre riviste. Li metto tutti in un grafico spazio percorso/tempo. In questo modo attutisco le variazioni dovute alle condizioni di prova (un minimo di statistica...). Si ottiene una curva che è significativa di ogni auto. La sua derivata seconda è la curva di "accelerazione" dell'auto. questa, ovviamente, cambia in funzione della velocità: si ottiene quindi che a basse velocità l'accelerazione è vicina a "g" (anche un po' sopra, dipende dagli pneumatici) e diminuisce a mano a mano che la velocità aumenta. Auto sportive mantengono il valore di accelerazione elevato e diminuiscono solo dopo molto tempo.
La curva di accelerazione (la potete benissimo derivare con un Excel) è una specie di "impronta digitale" dell'auto e fa vedere come essa riesca a mantenere valori decenti di "g" nel tempo e a varie velocità.

PS: per fare un minimo di grafico ed interpolarlo con una polinomiale sono necessari almeno una decina di punti.
PPS: l'integrale doppio della curva s/t fornisce lo spazio percorso dall'auto nel tempo.

Ciao a tutti
Sergi8
 
sn27168 ha scritto:
alkiap ha scritto:
Quoto il pigreco sull'importanza del "quarto di miglio".
Lo 0-100 è fortemente influenzato da trazione e rapportatura del cambio.
I 400 metri esprimono meglio le reali capacità del veicolo

L'accellerazione istantanea può essere ricavata, presumo, partendo dalla velocità del veicolo misurata in tutto l'arco della sua accellerazione, cosa che viene regolarmente fatta nelle competizioni amatoriali sul quarto di miglio, molto diffuse negli USA.

Io di solito prendo i dati di accelerazione di Quattroruote ed altre riviste. Li metto tutti in un grafico spazio percorso/tempo. In questo modo attutisco le variazioni dovute alle condizioni di prova (un minimo di statistica...). Si ottiene una curva che è significativa di ogni auto. La sua derivata seconda è la curva di "accelerazione" dell'auto. questa, ovviamente, cambia in funzione della velocità: si ottiene quindi che a basse velocità l'accelerazione è vicina a "g" (anche un po' sopra, dipende dagli pneumatici) e diminuisce a mano a mano che la velocità aumenta. Auto sportive mantengono il valore di accelerazione elevato e diminuiscono solo dopo molto tempo.
La curva di accelerazione (la potete benissimo derivare con un Excel) è una specie di "impronta digitale" dell'auto e fa vedere come essa riesca a mantenere valori decenti di "g" nel tempo e a varie velocità.

PS: per fare un minimo di grafico ed interpolarlo con una polinomiale sono necessari almeno una decina di punti.
PPS: l'integrale doppio della curva s/t fornisce lo spazio percorso dall'auto nel tempo.

Ciao a tutti
Sergi8

chapeau
 
renatom ha scritto:
pi_greco ha scritto:
non intendo numercamente ma graficamente, un accelerometro che rilevi l'accelrazione istantaneamente il che tornerebbe utile anche in frenata e in accelelrazione laterale a veolocità o raggio variabile

grafici che ci sono già per la voleocità vs tempo in accelerazione

L'avevo capito che era grafico, ma rimango perplesso.

Praticamente ti ritrovi un grafico di una grandezza di percezione un po' difficile, che via via si avvicina quasi asintoticamente all'asse delle ascisse.

Boh, sono perplesso.

è una froggata secondo te?

;-)
 
sn27168 ha scritto:
alkiap ha scritto:
Quoto il pigreco sull'importanza del "quarto di miglio".
Lo 0-100 è fortemente influenzato da trazione e rapportatura del cambio.
I 400 metri esprimono meglio le reali capacità del veicolo

L'accellerazione istantanea può essere ricavata, presumo, partendo dalla velocità del veicolo misurata in tutto l'arco della sua accellerazione, cosa che viene regolarmente fatta nelle competizioni amatoriali sul quarto di miglio, molto diffuse negli USA.

Io di solito prendo i dati di accelerazione di Quattroruote ed altre riviste. Li metto tutti in un grafico spazio percorso/tempo. In questo modo attutisco le variazioni dovute alle condizioni di prova (un minimo di statistica...). Si ottiene una curva che è significativa di ogni auto. La sua derivata seconda è la curva di "accelerazione" dell'auto. questa, ovviamente, cambia in funzione della velocità: si ottiene quindi che a basse velocità l'accelerazione è vicina a "g" (anche un po' sopra, dipende dagli pneumatici) e diminuisce a mano a mano che la velocità aumenta. Auto sportive mantengono il valore di accelerazione elevato e diminuiscono solo dopo molto tempo.
La curva di accelerazione (la potete benissimo derivare con un Excel) è una specie di "impronta digitale" dell'auto e fa vedere come essa riesca a mantenere valori decenti di "g" nel tempo e a varie velocità.

PS: per fare un minimo di grafico ed interpolarlo con una polinomiale sono necessari almeno una decina di punti.
PPS: l'integrale doppio della curva s/t fornisce lo spazio percorso dall'auto nel tempo.

Ciao a tutti
Sergi8

io di solito per calcolare l'accelerazione di una vettura ci appoggio sopra le chiappe :D

comunque, tanto di cappello per la voglia di farti calcoli matematici, io a scuola ero abbonato al 2 fisso e ho sempre preferito educazione sessuale :lol: :lol: :lol:
 
pi_greco ha scritto:
renatom ha scritto:
pi_greco ha scritto:
non intendo numercamente ma graficamente, un accelerometro che rilevi l'accelrazione istantaneamente il che tornerebbe utile anche in frenata e in accelelrazione laterale a veolocità o raggio variabile

grafici che ci sono già per la voleocità vs tempo in accelerazione

L'avevo capito che era grafico, ma rimango perplesso.

Praticamente ti ritrovi un grafico di una grandezza di percezione un po' difficile, che via via si avvicina quasi asintoticamente all'asse delle ascisse.

Boh, sono perplesso.

è una froggata secondo te?

;-)

No, però mi sembra una cosa che può essere letta e interpretata. solo da pochi.

Magari a chi ci studia sopra può servire, ma, nella maggior parte dei casi mi sembrano più leggibili quelli che in ordinata portano la velocità e in ascissa il tempo o lo spazio.
 
blackblizzard82 ha scritto:
sn27168 ha scritto:
alkiap ha scritto:
Quoto il pigreco sull'importanza del "quarto di miglio".
Lo 0-100 è fortemente influenzato da trazione e rapportatura del cambio.
I 400 metri esprimono meglio le reali capacità del veicolo

L'accellerazione istantanea può essere ricavata, presumo, partendo dalla velocità del veicolo misurata in tutto l'arco della sua accellerazione, cosa che viene regolarmente fatta nelle competizioni amatoriali sul quarto di miglio, molto diffuse negli USA.

Io di solito prendo i dati di accelerazione di Quattroruote ed altre riviste. Li metto tutti in un grafico spazio percorso/tempo. In questo modo attutisco le variazioni dovute alle condizioni di prova (un minimo di statistica...). Si ottiene una curva che è significativa di ogni auto. La sua derivata seconda è la curva di "accelerazione" dell'auto. questa, ovviamente, cambia in funzione della velocità: si ottiene quindi che a basse velocità l'accelerazione è vicina a "g" (anche un po' sopra, dipende dagli pneumatici) e diminuisce a mano a mano che la velocità aumenta. Auto sportive mantengono il valore di accelerazione elevato e diminuiscono solo dopo molto tempo.
La curva di accelerazione (la potete benissimo derivare con un Excel) è una specie di "impronta digitale" dell'auto e fa vedere come essa riesca a mantenere valori decenti di "g" nel tempo e a varie velocità.

PS: per fare un minimo di grafico ed interpolarlo con una polinomiale sono necessari almeno una decina di punti.
PPS: l'integrale doppio della curva s/t fornisce lo spazio percorso dall'auto nel tempo.

Ciao a tutti
Sergi8

io di solito per calcolare l'accelerazione di una vettura ci appoggio sopra le chiappe :D

comunque, tanto di cappello per la voglia di farti calcoli matematici, io a scuola ero abbonato al 2 fisso e ho sempre preferito educazione sessuale :lol: :lol: :lol:
io invece in quella materia ero sempre rimandato e dovevo andare a lezioni private ripetere esercitazioni ed orali di continuo...
 
blackblizzard82 ha scritto:
sai perchè? perchè passavi troppo tempo a calcolare il perimetro del cerchio!! (l'hai capita la battuta?) :D :D :D :D
no perchè sto ancora calcolando de milardesima cifra significativa del rapporto tra diametro e circonferenza (che sarebbe il tuo "perimetro del cerchio")

però era bello ripetere con la neolaureata le esercitazioni e gli orali di educazione sessuale, poi chiedeva poco ad ogni lezione, e potevi andarci a qualunque ora
 
pi_greco ha scritto:
però era bello ripetere con la neolaureata le esercitazioni e gli orali di educazione sessuale, poi chiedeva poco ad ogni lezione, e potevi andarci a qualunque ora
lo so che la circonferenza è il perimetro del cerchio, ma detto così faceva più scena :D :D :D
 
blackblizzard82 ha scritto:
pi_greco ha scritto:
però era bello ripetere con la neolaureata le esercitazioni e gli orali di educazione sessuale, poi chiedeva poco ad ogni lezione, e potevi andarci a qualunque ora
lo so che la circonferenza è il perimetro del cerchio, ma detto così faceva più scena :D :D :D

ah, ma lo sai che io non amo dare spettacolo e che nel forum tengo un aplomb asettico...
 
alealfista ha scritto:
Ma infatti ho ripetuto anche negli ultimi post che la'automobile è un compendio di mille cose...non c'e solo il motore che stabilisce quale sia la più veloce...se ad esempio ho 200 cv ma sono ''soffocati'' da una trasmissione che ha un rendimento del 70%, sulle ruote mi dara 140 cv...mentre se su una medesima auto ( stesso peso, rapporti cambio, e trazione ) mi da lo stesso 200 cv ma la trasmissione ha un rendimento dell'80% alle ruote mi darà 160 cv...anche se tutte e due hanno 200cv quella con 160cv alla ruota sorpassa l'altra auto e avra maggiori prestazioni...infatti per calcolare tale dispersione di energia ci sono i banchi dinamometrici come dicevi tu, oppure il banco a rulli... :) cmq a chi sà più di me lascio lo spazio perchè infatti sono qui per imparare sul mondo delle auto, premettendo che non sono ne un motorista, e ne un progettista... :)
Guarda . . . è passato qualche anno (?qualche? a due cifre purtroppo) però ricordo che una volta il docente di meccanica razionale (indico la fonte per precisare che non è una mia convinzione personale) disse che ogni ruota dentata caricata mediamente dissipa il 2% (per cui il 4% ogni accoppiamento) in potenza, insomma anni fa bastavano cinque accoppiamenti per perdere il 20% dei cv, chiaramente la perdita è distribuita lungo tutta la catena cinematica e non è concentrata in un solo punto, introducono una perdita anche i cuscinetti e la mancata equilibratura di ingranaggi ed alberi di trasmissione. Non so ora quanti accoppiamenti intercorrano tra volano e piano stradale (sul diritto in quanto in curva, nel differenziale, lavorano anche satelliti e planetari), ma i cinque accoppiamenti potrebbero starci, parlando di autovetture e non di motocicli od autocarri pesanti. Sicuramente, da allora, saranno migliorati anche materiali e lubrificanti per cui il dato sarà variato in positivo. Su una rivista concorrente a questa, nelle prove su strada indicano la potenza del motore e quella alle ruote (da loro rilevata), per la vw 2.0 tdi il motore eroga 148,1 cv con coppia praticamente costante oltre i 30 kgm da circa 1.600 a 3.100 rpm (denunciati da vw 140 cv, gennaio 2009) ed alle ruote ne arrivano solo 105,1, chiaramente non è tutta potenza assorbita dalla trasmissione ma anche da altre "utenze" collegate.
 
E=mc2 ha scritto:
alealfista ha scritto:
Ma infatti ho ripetuto anche negli ultimi post che la'automobile è un compendio di mille cose...non c'e solo il motore che stabilisce quale sia la più veloce...se ad esempio ho 200 cv ma sono ''soffocati'' da una trasmissione che ha un rendimento del 70%, sulle ruote mi dara 140 cv...mentre se su una medesima auto ( stesso peso, rapporti cambio, e trazione ) mi da lo stesso 200 cv ma la trasmissione ha un rendimento dell'80% alle ruote mi darà 160 cv...anche se tutte e due hanno 200cv quella con 160cv alla ruota sorpassa l'altra auto e avra maggiori prestazioni...infatti per calcolare tale dispersione di energia ci sono i banchi dinamometrici come dicevi tu, oppure il banco a rulli... :) cmq a chi sà più di me lascio lo spazio perchè infatti sono qui per imparare sul mondo delle auto, premettendo che non sono ne un motorista, e ne un progettista... :)
Guarda . . . è passato qualche anno (?qualche? a due cifre purtroppo) però ricordo che una volta il docente di meccanica razionale (indico la fonte per precisare che non è una mia convinzione personale) disse che ogni ruota dentata caricata mediamente dissipa il 2% (per cui il 4% ogni accoppiamento) in potenza, insomma anni fa bastavano cinque accoppiamenti per perdere il 20% dei cv, chiaramente la perdita è distribuita lungo tutta la catena cinematica e non è concentrata in un solo punto, introducono una perdita anche i cuscinetti e la mancata equilibratura di ingranaggi ed alberi di trasmissione. Non so ora quanti accoppiamenti intercorrano tra volano e piano stradale (sul diritto in quanto in curva, nel differenziale, lavorano anche satelliti e planetari), ma i cinque accoppiamenti potrebbero starci, parlando di autovetture e non di motocicli od autocarri pesanti. Sicuramente, da allora, saranno migliorati anche materiali e lubrificanti per cui il dato sarà variato in positivo. Su una rivista concorrente a questa, nelle prove su strada indicano la potenza del motore e quella alle ruote (da loro rilevata), per la vw 2.0 tdi il motore eroga 148,1 cv con coppia praticamente costante oltre i 30 kgm da circa 1.600 a 3.100 rpm (denunciati da vw 140 cv, gennaio 2009) ed alle ruote ne arrivano solo 105,1, chiaramente non è tutta potenza assorbita dalla trasmissione ma anche da altre "utenze" collegate.

Ciao, :)
ti ringrazio per avermi risposto, in effetti con tutti i ''congegni'' che sono sempre accesi ASR, ESP ecc...è vero che non è tutta colpa della trasmissione l'assorbimento di tale potenza, infatti basta anche in estate accendere il condizionatore e ci si accorge che già nei sorpassi la macchina ''perde'' un pò di cv, ed in effetti è cosi, perchè infatti sulla mia 147 quando accendo il clima si nota un calo di regime minimo, ma appena interviene la centralina fà accelerare il motore in modo da tenerlo entro gli 850 giri/min...come dicevi te ormai con la tecnologia che c'e attualmente rispetto a qualche anno fà le cose sono cambiate, e da come vedo nel panorama dell'auto si cerca di fare tutto nel senso dell'ecologia e della sicurezza...
 
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