U2511
0
Perdonami,PanDemonio ha scritto:Mi rifiuto di accettare che una persona appartenente a questo millennio, con accesso a giornali, libri, radio, tv, internet, subordini la propria vita a un paio di scemenze scritte da non si sa chi, non si sa quando, e non si sa perché o come. Una cosa è leggere una scrittura, avvincente e mistica quanto vuoi, un'altra è mettersi una cintura esplosiva e farsi saltare in mezzo a uomini, donne e bambini. Bisogna intervenire su quello che c'è nel mezzo tra le due cose, nient'altro. E cmq imho questo non risponde, nemmeno parzialmente, a nessuna delle tre domande.
questo approccio è sbagliato sin dalle fondamenta.
Intanto non sono "scemenze", ma sono scritture religiose sacre per un credente (in modo più esplicito: la considerazione sulle "scemenze" è già una grave offesa al credente - discorso applicabile in generale a qualsiasi religione, beninteso).
Il fatto che nel nostro mondo tu sia pacificamente autorizzato a dire che sono "scemenze" senza rischiare la decapitazione (o, mutatis mutanda, di essere arso vivo dopo acconce torture) è una conquista della civiltà occidentale, che, per altro, non ha inventato assolutamente nulla, ma ha semplicemente applicato il "date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio"
L'Islam non distingue invece tra potere spirituale e potere temporale: esiste la Legge e punto.
Invero, come sempre, c'è il discorso dell'interpretazione:
nessun Cristiano né Ebreo (soprattutto Ebreo, visto che parliamo di Antico Testamento) pretende di mettere a morte chi lavora di Sabato, eppure nella Torah (Esodo 35:2) è prescritto proprio questo.
Come ti dicevo, sei secoli di differenza nella maturazione della propria coscienza hanno il loro peso
Quanto all'accesso agli attuali strumenti di comunicazione e informazione, a mio modesto avviso tanto più complesso/pericoloso è lo strumento tanto più elevata deve essere la preparazione all'uso dello stesso: se tu avessi dato in mano la bomba atomica ai Conquistadores, penso che il Sud America sarebbe ancora inabitabile.