<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> bagni per gender: cosa votereste? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

bagni per gender: cosa votereste?

a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
ma spiegatemi una cosa che non ho capito, si sta facendo un sondaggio qui da noi su di una situazione statunitense? ma che senso ha?

Il sondaggio l'ha lanciato La Stampa, mi pare

si certo mi riferivo a loro.
tutto il discorso deve essere inquadrato nella peculiarità infrastrutturale di un paese, da loro probabilmente un dibattito del genere ha un suo senso
 
bumper morgan ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
ma spiegatemi una cosa che non ho capito, si sta facendo un sondaggio qui da noi su di una situazione statunitense? ma che senso ha?

ha senso perchè il problema arriverà anche da noi

in questo applicherei questa cosa :

Grazie allo studio della psicostoria, nelle opere asimoviane connesse a tale tema, era possibile intervenire per accelerare i processi di sviluppo della società e fare in modo che dei fenomeni potessero avvenire in un tempo minore, oppure individuare e correggere eventuali percorsi economici e politici che potrebbero danneggiare la stessa società. In questo modo tale scienza non prevedeva solo eventi futuri, ma poteva intervenire su di essi.
 
involt ha scritto:
Scusatemi, io ho dei grossi limiti intellettuali, e non capisco, illuminatemi voi...

Allora, sono sempre esistiti dei bagni per uomini e bagni per donne, giusto? E questo per una serie di motivazioni, più o meno condivisibili ma che si riassumerebbero sostanzialmente in due aspetti; uno fisiologico (la cosa nei due sessi "funziona" in maniera leggermente diversa), l'altro che avrebbe come sfondo proprio la differenza sessuale.

Ora, i "transgender" a loro dire non sono né uomini né donne; altrimenti si chiamerebbero "uomini" o "donne" ed il problema neanche si porrebbe. Ritengono di far parte di una classe a sé: e ritornando al ragionamento di prima, dovrebbero avere un bagno per loro: "uomini" (di solito sulla porta c'è la figurina di uno con i pantaloni), "donne" (c'è la figurina di una con la gonnellina), "transgender" (la figurina non la voglio nemmeno immaginare).

Oppure il ragionamento della differenza fisiologica non vale più? Una donna (quella reale) deve sedersi sulla tavola del cesso completamente "irrorata" da quello prima, il quale aveva il pisellino, ma si sentiva "donna dentro"?

Ed io, che mi sento, "donna dentro" ho il permesso di andare nel bagno delle donne quando ci vedo entrare una bella ragazza, la quale mi comprenderà se non sembro affatto donna anche fuori?

Mah... :rolleyes:

I giovani ( di oggi ), sono sicuramente piu' smaliziati e meno formali.
A seguito....
Mi pare che la scelta sia naturalmente collegata alla presenza o meno della attrezzatura idonea.
 
Basterebbe "uniformare" l'uso, tutti i "generi" seduti :D

Attached files /attachments/2102710=51229-istruzioni_bagno.gif
 
pi_greco ha scritto:
U2511 ha scritto:
Ci sarà un motivo per cui si usa l'allocuzione "checche isteriche" :twisted:
Errata allocuzione, l'isteria ha come radice il termine greco hysteron, ovvero utero...

...probabilmente perchè i soggetti che manifestano più facilmente il comportamento in oggetto sono dotati dell'organo in questione....
 
involt ha scritto:
Scusatemi, io ho dei grossi limiti intellettuali, e non capisco, illuminatemi voi...

Allora, sono sempre esistiti dei bagni per uomini e bagni per donne, giusto? E questo per una serie di motivazioni, più o meno condivisibili ma che si riassumerebbero sostanzialmente in due aspetti; uno fisiologico (la cosa nei due sessi "funziona" in maniera leggermente diversa), l'altro che avrebbe come sfondo proprio la differenza sessuale.

Ora, i "transgender" a loro dire non sono né uomini né donne; altrimenti si chiamerebbero "uomini" o "donne" ed il problema neanche si porrebbe. Ritengono di far parte di una classe a sé: e ritornando al ragionamento di prima, dovrebbero avere un bagno per loro: "uomini" (di solito sulla porta c'è la figurina di uno con i pantaloni), "donne" (c'è la figurina di una con la gonnellina), "transgender" (la figurina non la voglio nemmeno immaginare).

Oppure il ragionamento della differenza fisiologica non vale più? Una donna (quella reale) deve sedersi sulla tavola del cesso completamente "irrorata" da quello prima, il quale aveva il pisellino, ma si sentiva "donna dentro"?

Ed io, che mi sento, "donna dentro" ho il permesso di andare nel bagno delle donne quando ci vedo entrare una bella ragazza, la quale mi comprenderà se non sembro affatto donna anche fuori?

Mah... :rolleyes:

Quoto tutto... ma non hai espresso la tua preferenza al sondaggio. :D

Checca isterica è una locuzione.
 
Grattaballe ha scritto:
Quoto tutto... ma non hai espresso la tua preferenza al sondaggio. :D

Hai ragione, è vero... non esplicitamente, quantomeno. :D

Pensavo si arguisse. Il concetto è che dovrebbero avere un bagno per loro, quindi la mia risposta sarebbe "NO".

In generale, se chi condivide un bagno con altri ha ritenuto/desiderato/voluto/preteso che esistesse una rigorosa divisione per genere, ciò che conta è ciò che pensano tutti, non solo alcuni. Se le donne si sono sempre trovate d'accordo nel volere un bagno separato da quello degli uomini, il fatto che un singolo uomo possa non essere d'accordo non è sufficiente a cambiare lo stato delle cose. Nè a giustificare il fatto che si intrufoli nel bagno delle donne.

Così, se un transgender si sente più a suo agio in bagno maschile, non sarebbe sufficiente perchè lo usi: anche tutti gli uomini che lo frequentano dovrebbero essere d'accordo. Quindi, occorrerebbe chiederlo a loro. Se invece qui conta solo l'opinione dei transgender, quanto loro si sentano a loro agio, allora dovrebbe esistere un bagno per loro. Cos' ognuno si trova a proprio agio nel bagno che lo riguarda.

Non voglio adottare un atteggiamento discriminatorio nei confronti dei transgender; desidero solo che un atteggiamento discriminatorio non venga adottato nei confronti degli uomini (o delle donne) che frequentano un bagno pubblico :D
 
involt ha scritto:
Scusatemi, io ho dei grossi limiti intellettuali, e non capisco, illuminatemi voi...

Allora, sono sempre esistiti dei bagni per uomini e bagni per donne, giusto? E questo per una serie di motivazioni, più o meno condivisibili ma che si riassumerebbero sostanzialmente in due aspetti; uno fisiologico (la cosa nei due sessi "funziona" in maniera leggermente diversa), l'altro che avrebbe come sfondo proprio la differenza sessuale.

Ora, i "transgender" a loro dire non sono né uomini né donne; altrimenti si chiamerebbero "uomini" o "donne" ed il problema neanche si porrebbe. Ritengono di far parte di una classe a sé: e ritornando al ragionamento di prima, dovrebbero avere un bagno per loro: "uomini" (di solito sulla porta c'è la figurina di uno con i pantaloni), "donne" (c'è la figurina di una con la gonnellina), "transgender" (la figurina non la voglio nemmeno immaginare).

Oppure il ragionamento della differenza fisiologica non vale più? Una donna (quella reale) deve sedersi sulla tavola del cesso completamente "irrorata" da quello prima, il quale aveva il pisellino, ma si sentiva "donna dentro"?

Ed io, che mi sento, "donna dentro" ho il permesso di andare nel bagno delle donne quando ci vedo entrare una bella ragazza, la quale mi comprenderà se non sembro affatto donna anche fuori?

Mah... :rolleyes:

Soluzione semplice: togliere le etichette da sopra le porte.

In un colpo solo si elimina il problema di "chi la può fare dove" e si raddoppia la capacità ricettiva istantanea dei bagni.

Per gli "irroratori", oltre alla possibilità di farla seduti come già suggerito, esistono tavolette apposite che riducono di molto l'incidenza del problema (anche se imho far pulire i bagni agli studenti come usa in giappone per le aule secondo me funzionerebbe assai meglio...).
 
Scusatemi, ma mi pare che non abbiate compreso i termini della questione, detto papale papale, e che ogni scusa sia buona per fare del moralismo, gratuito.
Non si tratta di costruire bagni appositi per i transgender, ma di permettere loro di utilizzare quelli esistenti che corrispondono alla loro identita' di genere, e non quella biologica.
Il che mi pare una scelta di buon senso. Tanti anni fa, quando il termine "transgender" non esisteva neanche, ricordo alle scuole superiori una mia compagna di classe che, probabilmente per cause ormonali, era praticamente un ragazzo, un maschio a tutti gli effetti. Durante l'intervallo faceva pure a botte con i maschi. Era esonerata dall'ora di educazione fisica - forse per non creare imbarazzo negli spogliatoi - e andava, mi pare, nel bagno delle femmine. In casi del genere - naturali o voluti - non mi pare peregrino che la legge dia la possibilita' di scegliere secondo buon senso caso per caso, senza regolamenti restrittivi, che e' quello che mi pare abbia affermato Obama.
Al mio paese c'era fra l'altro una ragazza con le stesse caratteristiche, cioe' praticamente un uomo (con tanto di barba) immaginatevi l'imbarazzo se fosse entrata, da sconosciuta, in un bagno pubblico per donne. Il buon senso sta nel lasciare liberta' di scelta, e magari impedire che qualche preside pedante/bigotto renda difficile, letteralmente, andare in bagno per qualcuno.
 
I termini della lettera sono abbastanza chiari: richiamandosi ai sensi del diritto federale le scuole sono obbligate a fornire agli studenti transgender parità di accesso ai programmi e alle attività di formazione ?al fine di garantire la non discriminazione sulla base del sesso?. Una volta che i genitori o i tutori legali del bambino hanno dichiarato una determinata identità di genere, anche se questa ?differisce da rappresentazioni precedenti? - si legge nella lettera - il bambino deve essere trattato di conseguenza, senza alcuna necessità di una diagnosi medica o della produzione del certificato di nascita. Si aggiunge inoltre che le scuole possono - ma non sono obbligate - fornire spogliatoi o altre opzioni per rispondere a determinate richieste igieniche a quegli studenti che richiedano ?una privacy supplementare?, indipendentemente dal motivo.

?Nessuno studente dovrebbe mai passare attraverso l?esperienza di sentirsi sgradito a scuola o in un campus universitario - fa sapere in un comunicato John B. King Jr., il segretario del Dipartimento della Pubblica Istruzione - Dobbiamo fare in modo che i nostri giovani sappiano che indipendentemente dalla loro provenienza, hanno l?opportunità di ottenere una grande formazione in un ambiente privo di discriminazioni, molestie e violenza?.


Parole che approvo completamente.
 
Jambana ha scritto:
Scusatemi, ma mi pare che non abbiate compreso i termini della questione, detto papale papale, e che ogni scusa sia buona per fare del moralismo, gratuito.

Io non credo che nessuno di noi abbia compreso, e nemmeno che stiamo facendo del "moralismo gratuito".

Il punto fondamentale è che, per giusto o sbagliato, morale o immorale, gratuito o meno che sia, esistono da sempre dei bagni divisi per genere, ed il loro utilizzo non è lasciato alla decisione del singolo, ma in maniera più o meno indiretta, della collettività.

Così se un un uomo si intrufola nel bagno delle donne, la cosa suscita una reazione, che può andare dalla deplorazione all'aggressione fisica. Giusto o sbagliato che sia, le donne mal vedrebbero un comportamento del genere.

Se il transgender si sente a proprio agio in un bagno, ma gli altri frequentatori, per il quale il bagno è stato pensato, non si sentono a loro agio, il primo non dovrebbe imporre la propria presenza agli altri, esattamente come non viene considerato corretto che un uomo si intrufoli nel bagno delle donne.

D'altra parte, poichè ciò accade se il transgender non si sente a suo agio nell'altro bagno, e questo perchè non si sente di appartenere all'altro sesso, ma chi lo vede non ritiene neanche che appartenga al proprio, il transgendere si pone al di fuori sia dell'uno sia dell'altro gruppo. Come fosse un terzo sesso; ed il problema nasce proprio da questo.

Allora, per morale o immorale che sia, giusto o sbagliato che sia gratuito o meno che sia, se accettiamo l'esistenza di un terzo sesso, ed i bagni sono divisi per sesso, dobbiamo fare tre tipi di bagni. Tutto qui.

Questo è ciò che linearmente dettano la logica ed il comune buonsenso. Il resto sono disquisizioni che, seppur corrette, complicano una questione semplice e lineare.
 
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