<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Auto elettriche - Dubbi e perplessità | Page 8 | Il Forum di Quattroruote

Auto elettriche - Dubbi e perplessità

Non è questo il punto. Come detto millanta volte, tempi di ricarica che si misurano in ore sono semplicemente inaccettabili, punto. Non c'entra niente che tanto l'auto è ferma, perchè non è FERMA, è BLOCCATA. Questa è la differenza.

Però se uno ricarica tutti i giorni significa che se anche capita l'emergenza e deve staccare tutto e partire ha ancora buona parte dell'autonomia residua.
A piedi non rimani.
Certo sperando che non capiti spesso di dover rimandare una ricarica.
 
Grazie per il tuo commento. Sei stato l'unico che ha risposto alla mia proposta. Certo le criticità economiche non sono da poco eppure leggendo come si è sviluppata la discussione mi pare che si tenda a trascurare il modo con cui si genera l'energia necessaria per le elettriche. C'è stato solo un accenno al nucleare e poi basta. A me preme invece far notare come ad esempio in Cina una gran parte dell'elettricità venga prodotta da centrali a carbone eppure si considera ad impatto zero un'elettrica senza contare che il bilancio totale di CO2 è ben maggiore rispetto a qualsiasi altro motore a combustione. La modalità di produzione di energia elettrica dovrebbe a mio avviso precedere l'incentivazione della mobilità elettrica per ragionare in termini di emissioni globali con una visione libera da pregiudizi. E la criticità che vedo di consumo di suolo mi pare fondata e la mia proposta, al netto dei costi realizzativi mi pare però in grado di salvaguardare il territorio ed in più avrebbe il vantaggio di produrre elettricità là dove verrebbe utilizzata senza eccessive perdite per il trasporto. Col vantaggio ecologico che si potrebbero destinare le aree previste per i campi fotovoltaici a coltivazioni arboree in grado di sottrarre CO2 dall'atmosfera. I campi fotovoltaici lasciamoli installare in aree desertiche con maggiore resa e senza sottrarre terreno agricolo o boschivo.

Il problema è molto complesso per fattori economici che riguardano la produzione di cibo. Una volta in tutte le campagne della pianura padana c'erano tanti alberi, servivano per la produzione di legna per riscaldare le case. Con l'avvento del riscaldamento a gas e la diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli, sono stati tolti tanti alberi perchè la legna non serviva più e gli alberi con la loro ombra riduceva o la superficie coltivabile. Se vogliamo produrre più ossigeno e ridurre la Co2 bisogna rimboschire, come sta facendo la Cina nel nuovo piano per rientrare nel parametri di emissioni. Se io ho un terreno e viene rimboschimento mi devi pagare altrimenti li coltivo, se vogliamo ridurre la Co2 bisogna piantare alberi, ma dove? La Cina ha rinboschito le sue montagne, ma.. comprando soia dal Brasile ha distrutto la foresta Amazzonica..
 
In ritardo, ti rispondo anch'io: così a spanne, direi che di spazi sopraelevati utilizzabili per i pannelli ce ne sono già tanti (praticamente, in teoria tutti i tetti e qualsiasi struttura coperta), senza andare a farne di nuove apposta, che diventano poi costruzioni a tutti gli effetti con tutto quello che ci va dietro, e così a occhio direi che non vale la candela. Per dire, ho letto anche proposte come l'agrovoltaico, che più o meno ricalca la tua: realizzare strutture sopraelevate (leggi: tettoie) sopra i campi in modo da permettere il passaggio dei mezzi meccanici per la coltivazione sotto, con il vantaggio, a detta di chi lo sostiene, che l'erba all'ombra cresce meglio. Sinceramente....

Grazie anche a te per essere entrato in argomento. Molte perplessità le ho (avevo) anch'io e le avevo già messe in conto. Ma ugualmente ritengo che sarebbe opportuno che all'atto del varo di incentivi per la mobilità elettrica ci si ponga il problema di come generare l'energia occorrente, a me pare invece che il problema non sia stato affrontato e che, con molta faciloneria, si sia fatta passare l'idea che, se non emetto CO2 localmente allora ho un impatto zero sull'ambiente. Cosa evidentemente falsa se non si rivedono i sistemi di produzione. Riguardo poi l'utilizzo di tutti i tetti per il fotovoltaico credo che possano essere una soluzione per case isolate o piccoli centri (io ad esempio abito a Casalecchio di Reno ed ho il fotovoltaico da 8 anni) ma non mi piacerebbe salire a Bologna sulla torre degli Asinelli e vedere una distesa di pannelli anziché il mare di tetti in coppi color mattone. Certe soluzioni applicabili in periferie sgraziate risparmiamole ai centri storici e cerchiamo di salvaguardare il patrimonio architettonico tramandatoci dai nostri avi. Ripeto quindi che a mio avviso occorrerebbe valutare tante ipotesi, pur fantasiose, facendo sì che nella definizione del rapporto costi benefici si tenessero conto anche i risparmi od i consumi di suolo e la possibilità di aumentare il patrimonio boschivo. Ora come ora mi pare che si sia messo il carro davanti ai buoi.
 
Il problema è molto complesso per fattori economici che riguardano la produzione di cibo. Una volta in tutte le campagne della pianura padana c'erano tanti alberi, servivano per la produzione di legna per riscaldare le case. Con l'avvento del riscaldamento a gas e la diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli, sono stati tolti tanti alberi perchè la legna non serviva più e gli alberi con la loro ombra riduceva o la superficie coltivabile. Se vogliamo produrre più ossigeno e ridurre la Co2 bisogna rimboschire, come sta facendo la Cina nel nuovo piano per rientrare nel parametri di emissioni. Se io ho un terreno e viene rimboschimento mi devi pagare altrimenti li coltivo, se vogliamo ridurre la Co2 bisogna piantare alberi, ma dove? La Cina ha rinboschito le sue montagne, ma.. comprando soia dal Brasile ha distrutto la foresta Amazzonica..

In realtà in Europa la superficie a bosco totale è in costante aumento dagli anni '90, per due motivi: abbandono di aree coltivate in montagna ed alta collina, ed anche buona gestione sostenibile delle foreste per la produzione di legno e carta (protocolli FSC e PEFC)
P.s. piccola nota gli alberi in campagna sono sempre stati posizionati in materia "strategica", con sapienza, per fare ombra dove necessario, addirittura secondo le stagioni in prossimità degli edifici (es. a Sud alberi caducifoglie, per fare ombra d'estate e far passare il sole d'inverno, alberi e siepi sempreverdi a Nord per proteggere dal vento di tramontana d'inverno). E' anche questa sapienza antica, completamente persa poi con l'industrializzazione edilizia, che chi fa architettura bioclimatica cerca di recuperare associandola a soluzioni moderne e anche nuove sapienze, perché fa vivere meglio e fa anche risparmiare energia.
 
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In ritardo, ti rispondo anch'io: così a spanne, direi che di spazi sopraelevati utilizzabili per i pannelli ce ne sono già tanti (praticamente, in teoria tutti i tetti e qualsiasi struttura coperta), senza andare a farne di nuove apposta, che diventano poi costruzioni a tutti gli effetti con tutto quello che ci va dietro, e così a occhio direi che non vale la candela.
Giusto; aggiungo che sono convinto (ne ho anche progettate in passato) che una delle tipologie migliori sia anche quella di fare coperture fotovoltaiche su parcheggi, sono relativamente economiche e veloci da costruire, meno problematiche da costruire e manutenere di quelle montate su infrastrutture di transito veicoli, permettono di rendere produttive aree che non lo sono, allo stesso tempo proteggendo dalle intemperie i veicoli e ombreggiando il suolo. Se belle e progettate in maniera intelligente possono essere anche occasioni per riqualificare spazi solitamente privi di qualità come i parcheggi.
 
Prendiamo Milano, capitale economica d'Italia, probabilmente la città piu propensa ad abbracciare le novità, in questo caso specifico quindi, le auto elettriche.
Lasciamo stare che probabilmente vi lavorano molte persone originarie del centro-sud che almeno una volta all'anno faranno viaggi di alcune centinaia di km e non vogliono invecchiare in autostrada ricaricando le batterie, però, le persone mediamente benestanti sono anche quelle che si spostano, viaggiano. Conviene viaggiare con una vettura elettrica ? Secondo me, le elettriche al momento sono acquistate da chi può permettersi di avere due o piu auto, di cui una è elettrica. Fatico ad immaginare che una persona che abbia delle entrate normali, dovendo investire 20-25 mila euro su una sola vettura, decida di prenderla elettrica.
 
Prendiamo Milano, capitale economica d'Italia, probabilmente la città piu propensa ad abbracciare le novità, in questo caso specifico quindi, le auto elettriche.
Lasciamo stare che probabilmente vi lavorano molte persone originarie del centro-sud che almeno una volta all'anno faranno viaggi di alcune centinaia di km e non vogliono invecchiare in autostrada ricaricando le batterie, però, le persone mediamente benestanti sono anche quelle che si spostano, viaggiano. Conviene viaggiare con una vettura elettrica ? Secondo me, le elettriche al momento sono acquistate da chi può permettersi di avere due o piu auto, di cui una è elettrica. Fatico ad immaginare che una persona che abbia delle entrate normali, dovendo investire 20-25 mila euro su una sola vettura, decida di prenderla elettrica.

La tua è una rispettabile visione autocentrica della questione per cui qualsiasi spostamento deve avvenire in automobile, per altri non è così e con la vettura da 25.000 EV ci vivono tranquillamente e gli entri spostamenti non li fanno in auto ma con altri mezzi .
 
Io anche prima della pandemia di solito non percorrevo mai più di 120 km al giorno.
Proprio una o due volte all'anno 200 km andata e ritorno da Torino.
Spostamenti più lunghi pochissimi e quei pochi li ho fatti in treno.
Quindi come percorrenze ci starei dentro anche se comprassi un'elettrica.
 
Io anche prima della pandemia di solito non percorrevo mai più di 120 km al giorno.
Proprio una o due volte all'anno 200 km andata e ritorno da Torino.
Spostamenti più lunghi pochissimi e quei pochi li ho fatti in treno.
Quindi come percorrenze ci starei dentro anche se comprassi un'elettrica.

Il discorso è che l'utilizzo dell'automobile è un esperienza personale che però si tende a rendere universale, quindi se io faccio 40.000 km al anno e per me le vacanze sono fatte viaggiando in auto e non ci sono alternative mi convinco che per tutti gli altri sia così e quindi baso i miei giudizi su questo ma non può essere questo l'approccio alla discussione.
 
l'auto elettrica in famiglia ha senso se accanto c'è parcheggiata una macchina a benzina o gasolio per varie ed eventuali e spostamenti a lungo raggio (anche quell'unica volta l'anno che si va in vacanza). Per me l'auto elettrica ha senso se è una citycar o utilitaria, oltre mi pare na gran trovata pubblicitaria e basta più. Il sistema elettrico non sostituirà mai il sistema termico, lo affiancherà perchè ci saranno delle situazioni in cui l'elettrico ha dei limiti che il termico non ha. Non avremo mai il 100% elettrico, si arriverà magari al 70-30% o 80-20% ma non 100-0%.

Non sono pienamente d'accordo, l'uso dell'elettronico fino al 100 % forse è difficile, ma non deve essere incentivato l'uso del termico. Mi spiego meglio :un rappresentante percorre 60.000 km all'anno, mentre un cittadino urbano ne fa 10.000,significa che 1 inquina come 6 (che teoricamente usa l'elettrico). Mi sembra logico che bisogna raddoppia il contributo all'elettrico per i rappresentanti che usano l'elettrico e togliere tutte le agevolazioni fiscali a chi usa il termico.
Niente contro i rappresentanti, ma chi inquina di più deve pagare di più.
 
P.s. piccola nota gli alberi in campagna sono sempre stati posizionati in materia "strategica", con sapienza, per fare ombra dove necessario, addirittura secondo le stagioni in prossimità degli edifici (es. a Sud alberi caducifoglie, per fare ombra d'estate e far passare il sole d'inverno, alberi e siepi sempreverdi a Nord per proteggere dal vento di tramontana d'inverno). E' anche questa sapienza antica, completamente persa poi con l'industrializzazione edilizia, che chi fa architettura bioclimatica cerca di recuperare associandola a soluzioni moderne e anche nuove sapienze, perché fa vivere meglio e fa anche risparmiare energia.
Concordo. Una gestione intelligente del verde può dare molti benefici anche nei centri urbani. Peccato che sempre più si tenda ad eliminare alberi e siepi per evitare l'impegno che possono comportare per la potatura periodica... senza contare che le potature stesse sono spesso fatte da persone che non hanno conoscenze particolari in merito, a parte saper accendere la motosega e il tagliasiepi (ma qui usciamo troppo dal discorso).
 
Non sono pienamente d'accordo, l'uso dell'elettronico fino al 100 % forse è difficile, ma non deve essere incentivato l'uso del termico. Mi spiego meglio :un rappresentante percorre 60.000 km all'anno, mentre un cittadino urbano ne fa 10.000,significa che 1 inquina come 6 (che teoricamente usa l'elettrico). Mi sembra logico che bisogna raddoppia il contributo all'elettrico per i rappresentanti che usano l'elettrico e togliere tutte le agevolazioni fiscali a chi usa il termico.
Niente contro i rappresentanti, ma chi inquina di più deve pagare di più.

funziona cosi' da quando hanno messo le accise sulla benzina.
e non mi pare ci siano molte agevolazioni per chi usa il termico.
qualcosina, se rottami un'auto vecchia, e hai la fortuna di accaparrarti il contentino
 
Non sono pienamente d'accordo, l'uso dell'elettronico fino al 100 % forse è difficile, ma non deve essere incentivato l'uso del termico. Mi spiego meglio :un rappresentante percorre 60.000 km all'anno, mentre un cittadino urbano ne fa 10.000,significa che 1 inquina come 6 (che teoricamente usa l'elettrico). Mi sembra logico che bisogna raddoppia il contributo all'elettrico per i rappresentanti che usano l'elettrico e togliere tutte le agevolazioni fiscali a chi usa il termico.
Niente contro i rappresentanti, ma chi inquina di più deve pagare di più.
si ma magari lo stesso rappresentante che sarà il 30% di quelli che useranno il termico avrà una utilitaria elettrica da usare quando non lavora e quindi ridurrà i suoi 60mila km l'anno e nel complesso inquinerà quanto se non meno di tutti quelli (il restante 70%) che useranno l'elettrico. Sono tutte supposizioni campate in aria
 
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