<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Auto elettrica e sicurezza | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Auto elettrica e sicurezza

Sì, forse, ma per il momento, dal momento che stiamo parlando di percentuali sul circolante a una cifra, anche la casistica sugli incidenti è per forza di cose limitata. Io partirei da due dati di fatto, credo incontrovertibili:,
1) una corrente di 0,5 A in CC che attraversa il torace provoca una fibrillazione cardiaca che ha elevate probabilità di risultare letale, e che per gli apparecchi sempre in CC 60 V sono ritenuti altamente pericolosi.
2) Una batteria di trazione di un'auto elettrica eroga una corrente di oltre 100 A a 400 V. Quindi, i numeri per starci attenti (molto attenti) direi che ci sono tutti.
Se siamo d'accordo che il rischio è dato dal pericolo (elevato) per l'esposizione (incognita), credo che la cosa migliore da fare sia appunto minimizzare l'esposizione al pericolo. Ora, siamo sicuri sicuri sicuri che in caso di lesioni all'involucro della batteria l'eventualità di un corto con le parti metalliche della carrozzeria sia trascurabile?

Ma chi ha detto che il rischio sia trascurabile...però affermare la pericolosità potenziale delle auto elettriche per promuovere come alternativa "sicura" il metano mi fa sorridere, sinceramente.

https://www.quattroruote.it/news/si...lode_una_bombola_durante_il_rifornimento.html

https://www.repubblica.it/motori/at..._metano_e_carambola_su_diverse_auto-25415242/

https://www.cronachefermane.it/2018...di-metano-dallauto-nonnina-da-manuale/146389/

etc etc...
 
Ultima modifica:
Mi domando come facciamo ad essere ancora vivi dopo decenni di uso intensivo di impianti e dispositivi elettrici a 220V, ma anche 380, o anche oltre 1kV... miracolo?
 
per gli apparecchi sempre in CC 60 V sono ritenuti altamente pericolosi.
secondo IEC 60449 "Circuiti elettrici con bassissime tensioni sono impianti a corrente debole o forte, alimentati mediante tensioni ≤25Vrms (35V picco) in corrente alternata o ≤ 60 V in corrente continua tra i poli e la terra.[Normative 1] o ≤50Vrms (70V picco) in corrente alternata o ≤ 120V in corrente continua tra i poli. I sistemi elettrici in bassissima tensione, possono essere classificati in SELV, PELV e FELV"

Allora, io non sono un elettrotecnico ma lavoro tutti i giorni (o quasi, visto che spesso perdo tempo qua sopra :D) in un laboratorio su apparati che operano da 60V a 1000V, quindi un minimo di giudizio su dove si possano mettere o meno le mani ce l'ho.

Da notare che le auto (sempre se non sono smentito da un collega ET) sono da considerare come "tensione fra i poli" poiché non v'è messa a terra dell'impianto.

Va detto che in caso di crash potremmo passare al caso "tra poli e terra" perché, sino ad oggi, il meno della batteria corrisponde allo chassis metallico dell'auto che fa da massa.
Se il telaio toccasse terra è avremo il polo negativo della batteria a terra ed il positivo a tensione nominale della stessa.

In questo caso intervenendo si è tutto sommato sicuri perché il telaio è a terra e se non si mettono le mani dove non si deve (pacco batterie - motori elettrici) difficile folgorarsi.
Viceversa, auto ancora isolata da terra, come detto nell'articolo l'urto porta un conduttore 400V a disperdere sullo chassis.
Se il polo negativo s'è scollegato esso sarà a -400V rispetto al resto dell'auto; se non si è scollegato salterebbero i fusibili sulle batterie perché si crea un corto secco. Quindi l'auto nuovamente relativamente sicura per il soccorritore non avveduto.

Come dice a_gricolo per far passare la corrente nel torace è necessario toccare due parti a tensione differente, quindi o fra le mani o fra esse (o la testa) e le gambe.
Senza circuito chiuso non v'è transito di corrente.

Dovendo soccorrere persone nella cui vettura parti di circuito ad alta tensione sono penetrate nell'abitacolo mi lascia suppore che ormai da soccorrere (almeno per il primo che capita lì) ci sia molto poco.
 
No, solo minima o nulla esposizione al pericolo.
su chi ha più di 30 anni dissento.
Io la 230V l'ho presa ben più di una volta da bimbo come da ragazzo.
Fortunatamente non l'ho mai presa bene

Mio padre ricorda ancora bene quando mi intercettò al volo mentre cercavo di infilare le forbici in una presa :rolleyes:
 
Ironia fuori luogo. Riformulo: quali affermazioni relative al rischio di folgorazione (è questo l'argomento della discussione, non le tecnologie per la propulsione) trovi inesatte e/o incomplete?
Ogni pericolo ed ogni rischio prevedono contromisure adeguate... la paura non genera alcun tipo di soluzione. Siamo esposti a rischi di ogni sorta... che spesso sottovalutiamo per abitudine e ci terrorizzano quelli incogniti...
 
secondo IEC 60449 "Circuiti elettrici con bassissime tensioni sono impianti a corrente debole o forte, alimentati mediante tensioni ≤25Vrms (35V picco) in corrente alternata o ≤ 60 V in corrente continua tra i poli e la terra.[Normative 1] o ≤50Vrms (70V picco) in corrente alternata o ≤ 120V in corrente continua tra i poli. I sistemi elettrici in bassissima tensione, possono essere classificati in SELV, PELV e FELV"

Non discuto le classificazioni su cui evidentemente ne sai molto più di me, ma se non sbaglio, la scelta di alimentare gli impianti elettrici dei mild hybrid a 48 V dovrebbe essere legata a questo.... comunque, nel caso delle batterie parliamo comunque di voltaggio e amperaggio ampiamente sufficiente a folgorare una persona. D'altra parte, come sai, a mandare il cuore in fibrillazione basta meno di un ampere, ma la quantità di corrente che può attraversare il corpo dipende dal voltaggio, essendo la resistenza del corpo umano (o meglio, della pelle....) molto elevata. Per questo si possono prendere in mano i poli di una batteria di avviamento da 100 Ah, proprio perchè è a 12 V. Però, con 400 V e 120 A in circolo........... ma il discorso è sempre quello: finchè tutto va bene, va tutto bene.

se non si mettono le mani dove non si deve (pacco batterie - motori elettrici) difficile folgorarsi.

Ah, su questo non ci piove......

Dovendo soccorrere persone nella cui vettura parti di circuito ad alta tensione sono penetrate nell'abitacolo mi lascia supporre che ormai da soccorrere (almeno per il primo che capita lì) ci sia molto poco.

Te la senti di escluderlo del tutto? A me risulta che i VVFF prendano questa eventualità maledettamente sul serio.....
 
su chi ha più di 30 anni dissento.
Io la 230V l'ho presa ben più di una volta da bimbo come da ragazzo.
Fortunatamente non l'ho mai presa bene

Mio padre ricorda ancora bene quando mi intercettò al volo mentre cercavo di infilare le forbici in una presa :rolleyes:
Si rischia tutt' ora non essendo cambiata fisiologia e legge do ohm... sono cambiati i criteri e dispositivi di sicurezza...
 
Ogni pericolo ed ogni rischio prevedono contromisure adeguate... la paura non genera alcun tipo di soluzione. Siamo esposti a rischi di ogni sorta... che spesso sottovalutiamo per abitudine e ci terrorizzano quelli incogniti...

Non è una risposta. L'autore della lettera sosteneva che non è possibile (o per lo meno è molto difficile) parametrizzare tutte le possibili casistiche di incidente, perchè ognuno fa storia a sè, quindi non si possono in pratica prevedere tutte le possibili contromisure al rischio di elettrocuzione da elementi sotto tensione che entrano in contatto con parti metalliche esposte (*). Questa affermazione, secondo te, è corretta?

(*) Esempio banale: l'auto urta un guard rail, prende il volo e si ribalta nel fosso; siamo sicuri che i pali del guard non abbiano danneggiato l'involucro della batteria?
 
Perché ci sono comportamenti precauzionali e dispositivi... Non perché non esista pericolo... essù... andiamo... abbiamo mezzo secolo di troppo per queste tiritere...

E allora, non stiamo dicendo la stessa cosa? Lo so anch'io che qualsiasi apparato elettrico integro e correttamente manipolato è sicuro, i problemi sorgono in caso di rottura. Se ti cade il ferro da stiro e si rompe il manico scoprendo i fili, lo raccogli senza prima staccare la spina?
 
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