<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Attendibilità e autorità della rivista 4R. | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Attendibilità e autorità della rivista 4R.

marimasse ha scritto:
Il discorso è già stato affrontato più volte.

Credo che la questione si molto semplice.
Una rivista che trae praticamente tutto il proprio profitto (quello grosso, quello che conta) dalle aziende del settore auto, semplicemente non può stare dalla parte dei lettori, mettendosi a dire determinate cose come stanno, perché così facendo si tirerebbe una sonora zappata sui piedi.
Gli interessi economici dei costruttori e dei venditori e dei riparatori di automobili sono inevitabilmente in netto contrasto con quelli di chi compra e guida i veicoli.
Non è possibile parlare e scrivere e consigliare facendo gli interessi di entrambi.

Se si dovessero scrivere gli articoli nell'interesse di chi usa le automobili, allora si sarebbe iniziato già da parecchio tempo a far riflettere le persone sulla esagerata quantità di denaro che le automobili assorbono, sul totale nonsenso di accettare che negli anni 201x una vettura di media categoria non riesca a superare i 14-15km con un litro di benzina, sulla vergogna che un banale tagliando costi mezzo milione di lire e sia "necessario" con oggettivamente esagerata frequenza, sul fatto che a ben vedere è di gran lunga più ecologico tenersi un'automobile fino alla naturale fine dei suoi giorni che trasformarla prematuramente in rottame comprandone un'altra la cui costruzione è tutt'altro che ecologica, sul fatto che il modo in cui ci siamo ridotti a circolare per le strade è lontano anni luce da qualsivoglia piacere di guida degno di essere chiamato tale e degno di pesare in maniera determinante sull'economia familiare ecc. ecc.

Nessuna azienda, se vuole sopravvivere (garantendo tra l'altro lo stipendio ai dipendenti) può permettersi di danneggiare i propri clienti più importanti i quali, nel caso delle riviste, da parecchi anni ormai non sono affatto i lettori.

5 stelle, il piacere di guida ? tss dove e quando si dovrebbe chiedersi.
 
hpx ha scritto:
sandro63s ha scritto:
G5 ha scritto:
Sul numero di Aprile stronca il RAV4, sul numero di Agosto lo promuove come miglior prodotto nella qualità reale mettendolo in confronto con i più nuovi concorrenti.
Le note meno positive sono a causa del progetto più vecchio degli altri.

Altro che barca in balia delle onde.

Se una qualunque rivista avesse una precisa linea editoriale imposta ai suoi redattori, non vi sarebbero discrepanze di sorta tra un articolo scritto dall'uno nei confronti di quello scritto da un altro di loro, anche se dovessero trattare il medesimo argomento.. Se due giornalisti danno pareri contrastanti io sarei indotto a pensare che i due non la pensano nello stesso modo ed hanno la libertà di poterlo scrivere a loro piacimento. O no? ;)

Il problema è ancora più a monte, e cioè che, il fatto di avere pareri diversi mette in luce che non esiste alcun parametro standard per giudicare un prodotto. Neanche una linea editoriale può essere data a priori da un direttore, cioè non puoi stabilire se un prodotto è di scarsa qualità o no a piacimento o secondo i tuoi gusti. Primo disorienti il lettore, secondo passano anche per ciarlatani visto che, una rivista che come 4R deve essere un punto di riferimento, non sanno neanche avere un giudizio obiettivo. Non stanno parlando di linee, design o di cose soggettive ma di cose che dovrebbero avere dei parametri che per essere validi devono superare. Se leggete gli articoli di 4R dove propongono un confronto, notate bene il linguaggio e le espressioni usate, per uno e per l'altro modello, noterete una grande differenza, che per me è inaccettabile.Allora se trovo 2 recensioni con verdetti opposti di un'auto che vorrei acquistare cosa dovrei pensare? Niente che ho comprato la rivista per niente alzo il sedere e me la vado a vedere di persona e la prossima volta non compro più la rivista.

Ultimamente gli astrologi, messi sotto accusa da più parti di influenzare eccessivamente le menti più fragili, usano ripetere la frase ?Le stelle indicano, ma non determinano?...
Nonostante la comprensione di quanto rilevante sia la pluridecennale presenza di Quattroruote, di quanto conti l'essere stati tra i primi a scrivere d'auto, di quanto sia determinante l'aspetto psicologico del fidarsi di ciò che si legge in una rivista che, nella maggior parte dei casi, è più vecchia di coloro che la consultano, ovvero nonostante tutto il rispetto che la pubblicazione suscita, è forse il caso di ricordare che non è la Sacra Bibbia e che non ce l'ha mica ordinato il medico di comprarla. Che poi si debba alzare il sedere, e non leggere una rivista (perlomeno non solo..), per decidere che auto acquistare, beh, a me sembra lapalissiano.
 
xerxes1 ha scritto:
...il piacere di guida ? tss dove e quando si dovrebbe chiedersi.
La risposta onesta e sincera sarebbe: (A) nella pubblicità e (B) in quella cosa sulla quale, guarda caso, gli spot fanno premeditatamente leva, proponendo scenari e discorsi sempre più spudoratamente lontani dalla realtà: il bambino che è in noi, intriso di fantasia, vanità, capriccio, ingenuità, scarsa o nulla consapevolezza circa il valore del denaro e così via.
 
XPerience74 ha scritto:
gdd78 ha scritto:
Comunque se vai a guardare il risultato della RAV4 per quanto riguarda la qualità apparente, vale a dire quella visibile in superficie, vedrai che è in fondo classifica, mentre la Qashqai è tra le prime... Questo dato ti dice niente...!?

Questa è esattamente la filosofia, nonchè il "segreto" (massimo risultato con minimo sforzo) di Toyota nella sua costante ascesa nella sua carriera di costruttore auto (dal 1934, a parte gli ultimi tempi, ma sempre n° 1 al mondo), il suo modus operandi è sempre stato fedelelmente volto alla sua più estrema fede e ragion d'essere, e cioè costituito da una disciplina i quali ingredienti sono razionalità, concretezza, efficienza/efficacia a 360°, ottimizzazione, razionalizzazione, metodo di lavoro ed ancor prima di disciplina mentale (sarà mica e per caso il Toyotismo studiato nelle università ?)... ed appunto la qualità in tutte le sue sfaccettature, tranne evidentemente quella di natura più "effimera" (in"utile" forse ?) quale quella percepita, anche se c'è da dire che in merito, ed a ragion veduta, Toyota si stia man mano "snaturarando", e questo sembrerebbe proprio in ossequio alle istanze del "virtuoso" mondo occidentale, infatti con la prossimo-futura generazione dei suoi prodotti sembrerebbe proprio andare verso tale direzione...

Seppur nel suo piccolo, penso che da qui se ne possa evincere un qualcosina in merito ... http://www.youtube.com/watch?v=vRR8EZYbEc4

Per me la questione è prima di tutto sociale, uso volutamente una parolona perché è davvero così: il cliente ormai associa la qualità delle finiture di abitacolo e lamierati (quella visibile) a qualità costruttiva in generale e quindi a qualità reale in genere. Ribadendo che qualità reale è quanto e come si rompe un'auto, da libretto blu o prove di maturità di QR, che sono le due cose che più apprezzo di QR... ;)
L'assunto è: Alta qualità visibile presuppone alta qualità costruttiva anche lì dove non si vede che a sua volta presuppone alta quaità reale, cioè auto che si rompe poco. :shock:
Un po' di tempo fa ho fatto io stesso un sondaggio qui su questo forum (sul quale presuppongo ci sia gente mediamente più informata della media) e il risultato è stato proprio quello di cui sopra, moltissimi ritnevano con fantasiose argomentazioni a seguito che se l'auto era ben fatta dove si vede allora era ben fatta in generale, quindi si rompeva poco. Il che non è detto affatto, nel senso che non è una "regola"... :evil:
QR quindi non fa altro che adeguarsi al comune dire e fa le sue prove andando a vedere soprattutto la qualità visibile e infatti si dilunga a parlare di scricchiolii o lamierati perfettamente allineati, traducendoli in alte votazioni. Con una valutazione del genere la Qashqai è un'ottima auto e ottiene una pagella più che lusinghiera. :shock:
Poi arriva una RAV4 che invece bada al sodo anche a scapito di quel che è visibile e la classifica della qualità costruttiva approfondita di questo test chiarisce proprio questo punto. Ben fatta dove non si vede, piuttosto che dove si vede, al contrario della Qashqai. E per me l'altra prova di aprile, anche se non la trovo e non posso averne conferma, non era andata tanto bene perché ci si era soffermati sulla qualità visibile... :lol:
La colpa probabilmente è nostra che come pubblico ci siamo fatti infinocchiare dall'industria tedesca, premium e non, che ha portato avanti la teoria delle finiture come sinonimo di qualità a tal punto che ormai tutti si sono dovuti adeguare a questo assunto. Le francesi, le italiane, le giapponesi, le coreane... Addirittura in base al livello delle finiture gruppi come VW riescono a vedere lo stesso modello (stesso nella sostanza, cioè nella qualità reale, cioè quanto si rompe) ad esempio la piattaforma C con 4 dico quattro diversi livelli di prezzo: Audi A3, VW Golf, Seat Leon, Skoda Octavia. :shock:
Niente di male in sé, come detto la qualità reale non dipende da quanto sono montati accuratamente i tasti sulla plancia, però se questo rincorrere l'apparenza andasse a discapito della qualità vera? Come dici tu, se alla fine Toyota capisse che a curare la qualità costruttiva non gliene entra niente di buono in termini di vendite e di immagine, mentre se mette una bella plancia morbida ottiene maggiori risultati? Questo non potrebbe andrare a scapito della qualità reale? :evil:
Leggevo sul forum Fiat di un tale che aveva cambiato la sua indistruttibile Croma con una ben più cagionevole A4 (parole sue...) perché sulla Croma i tasti sembravano restarti attaccati alle dita mentre la A4 erano un tutt'uno con l'auto... :shock:
 
desmo1987 ha scritto:
Mi hanno stupito le 3 stelle assegnate alla Aveo alla voce consumo di carburante, considerando che consuma più della Polo GTI da 180 cavalli :shock:
Però ha avuto un giudizio ottimo sui cambi di corsia bagnato e asciutto e sul g laterale :) eheheheheh una 1.2 che fa lo 0-100 in 15 sec. con cerchi da 17 pollici! Capisco che quattroruote provi le auto che gli forniscono le case ma come può un giudice coerente e serio valutare con elementi così distorti? E' come se a Miss Italia si presentasse una 40enne appana passata dal chirurgo estetico...
 
Scusate, l'articolo "contestato" in Aprile si trova nell'inserto guida all'acquisto dove si palesa una qualità inferiore rispetto agli standard Toyota e si evidenziano problemi di affidabilità a frizione, freni, sterzo.
 
gdd78 ha scritto:
Per me la questione è prima di tutto sociale, uso volutamente una parolona perché è davvero così: il cliente ormai associa la qualità delle finiture di abitacolo e lamierati (quella visibile) a qualità costruttiva in generale e quindi a qualità reale in genere. Ribadendo che qualità reale è quanto e come si rompe un'auto, da libretto blu o prove di maturità di QR, che sono le due cose che più apprezzo di QR... ;)
L'assunto è: Alta qualità visibile presuppone alta qualità costruttiva anche lì dove non si vede che a sua volta presuppone alta quaità reale, cioè auto che si rompe poco. :shock:
Un po' di tempo fa ho fatto io stesso un sondaggio qui su questo forum (sul quale presuppongo ci sia gente mediamente più informata della media) e il risultato è stato proprio quello di cui sopra, moltissimi ritnevano con fantasiose argomentazioni a seguito che se l'auto era ben fatta dove si vede allora era ben fatta in generale, quindi si rompeva poco. Il che non è detto affatto, nel senso che non è una "regola"... :evil:
QR quindi non fa altro che adeguarsi al comune dire e fa le sue prove andando a vedere soprattutto la qualità visibile e infatti si dilunga a parlare di scricchiolii o lamierati perfettamente allineati, traducendoli in alte votazioni. Con una valutazione del genere la Qashqai è un'ottima auto e ottiene una pagella più che lusinghiera. :shock:
Poi arriva una RAV4 che invece bada al sodo anche a scapito di quel che è visibile e la classifica della qualità costruttiva approfondita di questo test chiarisce proprio questo punto. Ben fatta dove non si vede, piuttosto che dove si vede, al contrario della Qashqai. E per me l'altra prova di aprile, anche se non la trovo e non posso averne conferma, non era andata tanto bene perché ci si era soffermati sulla qualità visibile... :lol:
La colpa probabilmente è nostra che come pubblico ci siamo fatti infinocchiare dall'industria tedesca, premium e non, che ha portato avanti la teoria delle finiture come sinonimo di qualità a tal punto che ormai tutti si sono dovuti adeguare a questo assunto. Le francesi, le italiane, le giapponesi, le coreane... Addirittura in base al livello delle finiture gruppi come VW riescono a vedere lo stesso modello (stesso nella sostanza, cioè nella qualità reale, cioè quanto si rompe) ad esempio la piattaforma C con 4 dico quattro diversi livelli di prezzo: Audi A3, VW Golf, Seat Leon, Skoda Octavia. :shock:
Niente di male in sé, come detto la qualità reale non dipende da quanto sono montati accuratamente i tasti sulla plancia, però se questo rincorrere l'apparenza andasse a discapito della qualità vera? Come dici tu, se alla fine Toyota capisse che a curare la qualità costruttiva non gliene entra niente di buono in termini di vendite e di immagine, mentre se mette una bella plancia morbida ottiene maggiori risultati? Questo non potrebbe andrare a scapito della qualità reale? :evil:
Leggevo sul forum Fiat di un tale che aveva cambiato la sua indistruttibile Croma con una ben più cagionevole A4 (parole sue...) perché sulla Croma i tasti sembravano restarti attaccati alle dita mentre la A4 erano un tutt'uno con l'auto... :shock:

Concordo parola per parola, ed aggiungo anche un paio di esempi volti a corroborare il concetto;
- Uno è costituito dalla lezione che vw(e non solo...) ebbe quando apprese(ammise?) che seppur a fronte di una superiore qualità/affidabilità generale delle Toyota, Corolla nel caso di specie, la stessa aveva dei tempi, e quindi costi di produzione sostanzialmente dimezzati, ed infatti il risultato di tale lezione è costituito dalle attuali Golf/Passat, et derivate...
- L'altro invece lo si evince dal passaggio tra Yaris mk2/3, inquanto la 2(attuale) non'è stata apprezzata per quello che in realtà è, e cioè il "festival" della razionalità, nonchè concretezza, basta solo dire che 8 su 10 notano(criticano), a proposito di percezioni, la "scarsa" qualità delle plastiche, andando così quasi puntualmente ad ignorare ad es quel "ben di Dio" di easy flat system, il quale allo stesso merita di essere accostato un "piccolo dettaglio", e che è rappresentato da costi di produzione tutt'altro che trascurabili, altrimenti lo farebbero tutti(anche la stessa futura Yaris, ma evidentemente...), o no? Altro che plastiche...
 
XPerience74 ha scritto:
gdd78 ha scritto:
Per me la questione è prima di tutto sociale, uso volutamente una parolona perché è davvero così: il cliente ormai associa la qualità delle finiture di abitacolo e lamierati (quella visibile) a qualità costruttiva in generale e quindi a qualità reale in genere. Ribadendo che qualità reale è quanto e come si rompe un'auto, da libretto blu o prove di maturità di QR, che sono le due cose che più apprezzo di QR... ;)
L'assunto è: Alta qualità visibile presuppone alta qualità costruttiva anche lì dove non si vede che a sua volta presuppone alta quaità reale, cioè auto che si rompe poco. :shock:
Un po' di tempo fa ho fatto io stesso un sondaggio qui su questo forum (sul quale presuppongo ci sia gente mediamente più informata della media) e il risultato è stato proprio quello di cui sopra, moltissimi ritnevano con fantasiose argomentazioni a seguito che se l'auto era ben fatta dove si vede allora era ben fatta in generale, quindi si rompeva poco. Il che non è detto affatto, nel senso che non è una "regola"... :evil:
QR quindi non fa altro che adeguarsi al comune dire e fa le sue prove andando a vedere soprattutto la qualità visibile e infatti si dilunga a parlare di scricchiolii o lamierati perfettamente allineati, traducendoli in alte votazioni. Con una valutazione del genere la Qashqai è un'ottima auto e ottiene una pagella più che lusinghiera. :shock:
Poi arriva una RAV4 che invece bada al sodo anche a scapito di quel che è visibile e la classifica della qualità costruttiva approfondita di questo test chiarisce proprio questo punto. Ben fatta dove non si vede, piuttosto che dove si vede, al contrario della Qashqai. E per me l'altra prova di aprile, anche se non la trovo e non posso averne conferma, non era andata tanto bene perché ci si era soffermati sulla qualità visibile... :lol:
La colpa probabilmente è nostra che come pubblico ci siamo fatti infinocchiare dall'industria tedesca, premium e non, che ha portato avanti la teoria delle finiture come sinonimo di qualità a tal punto che ormai tutti si sono dovuti adeguare a questo assunto. Le francesi, le italiane, le giapponesi, le coreane... Addirittura in base al livello delle finiture gruppi come VW riescono a vedere lo stesso modello (stesso nella sostanza, cioè nella qualità reale, cioè quanto si rompe) ad esempio la piattaforma C con 4 dico quattro diversi livelli di prezzo: Audi A3, VW Golf, Seat Leon, Skoda Octavia. :shock:
Niente di male in sé, come detto la qualità reale non dipende da quanto sono montati accuratamente i tasti sulla plancia, però se questo rincorrere l'apparenza andasse a discapito della qualità vera? Come dici tu, se alla fine Toyota capisse che a curare la qualità costruttiva non gliene entra niente di buono in termini di vendite e di immagine, mentre se mette una bella plancia morbida ottiene maggiori risultati? Questo non potrebbe andrare a scapito della qualità reale? :evil:
Leggevo sul forum Fiat di un tale che aveva cambiato la sua indistruttibile Croma con una ben più cagionevole A4 (parole sue...) perché sulla Croma i tasti sembravano restarti attaccati alle dita mentre la A4 erano un tutt'uno con l'auto... :shock:

Concordo parola per parola, ed aggiungo anche un paio di esempi volti a corroborare il concetto;
- Uno è costituito dalla lezione che vw(e non solo...) ebbe quando apprese(ammise?) che seppur a fronte di una superiore qualità/affidabilità generale delle Toyota, Corolla nel caso di specie, la stessa aveva dei tempi, e quindi costi di produzione sostanzialmente dimezzati, ed infatti il risultato di tale lezione è costituito dalle attuali Golf/Passat, et derivate...
- L'altro invece lo si evince dal passaggio tra Yaris mk2/3, inquanto la 2(attuale) non'è stata apprezzata per quello che in realtà è, e cioè il "festival" della razionalità, nonchè concretezza, basta solo dire che 8 su 10 notano(criticano), a proposito di percezioni, la "scarsa" qualità delle plastiche, andando così quasi puntualmente ad ignorare ad es quel "ben di Dio" di easy flat system, il quale allo stesso merita di essere accostato un "piccolo dettaglio", e che è rappresentato da costi di produzione tutt'altro che trascurabili, altrimenti lo farebbero tutti(anche la stessa futura Yaris, ma evidentemente...), o no? Altro che plastiche...

Infatti, per dare la plancia morbida è sparito quel ben di Dio "pregiudicando" la flessibilità degli interni. In sostanza ed in soldoni per migliorare le plastiche si è perso una parte del plus della Yaris sulla concorrenza. È un processo di "normalizzazione" che penalizza il cliente .... speriamo che almeno favorisca le casse dell'azienda.
 
G5 ha scritto:
Infatti, per dare la plancia morbida è sparito quel ben di Dio "pregiudicando" la flessibilità degli interni. In sostanza ed in soldoni per migliorare le plastiche si è perso una parte del plus della Yaris sulla concorrenza. È un processo di "normalizzazione" che penalizza il cliente .... speriamo che almeno favorisca le casse dell'azienda.

Esattissimamente... (anche se il discorso è invero anche più ampio, ma la sostanza è comunque questa, vedasi listini...).
 
Come spesso accade, ognuno legge quel che vuole leggere e a persone come il noto G5 non gli sembra vero di accendere polemiche per il gusto di farlo. Quando, invece, andrebbe tenuto acceso il cervello: perché quella che il nostro amico chiama "stroncatura" (noi scriviamo "sottotono") non è altro che la sintesi delle segnalazioni che voi lettori inviate a Quattroruote, nelle quali denunciate guasti e malfunzionamenti registrati nell'uso prolungato e in chissà quali condizioni.

Il testo pubblicato ad aprile indica espressamente - cito testualmente - "le diesel fino al 2008". Il test sul numero di agosto, invece, non valuta l'affidabilità nel lungo periodo, ma la qualità costruttiva e percepita e quella di guida, e oltretutto prende in esame un modello del 2011. Sono aspetti diversi. E infatti, a smentire ulteriormente le presunte differenze di giudizio, in entrambi i numeri di fa riferimento al progetto ben eseguito, ma ormai datato.

Vi invito con la massima serenità a leggere quello che c'è scritto sui due numeri e a riparlarne qui, se volete.
 
Avessi voluto fare polemiche gratuite avrei agito in altro modo e con altri toni.
Ho semplicemente preso atto di dati diversi pubblicati a poca distanza di tempo dalla stessa rivista.
Ho ben compreso la differenza tra le due valutazioni ma, ai miei occhi, continuano a dare un immagine distorta della questione. Le motivazioni certo non mancano per sostenere l'una o l'altra tesi ma il dato di fatto è che le segnalazioni che giungono dai lettori (vere o fasulle che siano) e che la rivista avalla attraverso la pubblicazione indicano nel RAV un prodotto scadente. Tale prodotto diventa, fuori dai limiti temporali prestabiliti in Aprile, un oggetto di elevata qualità ancorché laddove non si vede. Improvvisamente, si da atto a Toyota di avere realizzato un prodotto in grado di competere a distanza di anni con la migliore concorrenza odierna (ma non si parla del Tiguan).
Non intendo polemizzare con nessuno, ma lasciatemi pensare che in tutto questo una qualche forzatura ci sia. Beninteso, da estimatore del marchio nipponico non può che farmi piacere, ma l'onestà che ci metto nelle mie iniziative mi impedisce di non vederci quel tanto di ondivago.
 
però giccinque ha sollevato un argomento molto interessante: la competenza e l'affidabilità delle testate giornalistiche.

purtroppo mi pare di capire che più la popolarità aumenta, più le riviste cercano di diventare "user friendly", più maccheroniche anche nel linguaggio, per andare incontro ad un pubblico più vasto possibile.

lo stesso dicasi poi, quando si tratta di esaminare (ed eventualmente "stroncare") le vetture. sempre di più si va verso il "politically correct", ovvero difetti più o meno noti, più o meno gravi, vengono sempre minimizzati o fatti passare come "difettucci", quando poi invece creano un certo tipo di danno, soprattutto economico.

io che lavoro in una officina dove facciamo prevalentemente auto "premium" potrei scrivere un libro, e spesso mi chiedo come la gente possa continuare ad accettare i prezzi che le case tedesche sparano quando si tratta di cambiare centraline o componenti elettronici vari, che saltano sempre.
ieri ho cambiato tutto il blocco devioluci di una serie 1 perchè il sensore sterzo era andato (auto da 19mila chilometri), 650 euro. oggi, una X5 con la radio che non si sentiva più: modulo audio a quel paese, 700 + iva solo la centralina della radio. tempo fa, una A6 con il caricatore cd che leggeva male: altre 400 e rotti euro. sono difetti più o meno noti che però nessuno ha voglia-possibilità di mettere in mostra, perchè è un attimo far partire querele e denunce dalle case madri per "diffamazione".
 
blackblizzard82 ha scritto:
però giccinque ha sollevato un argomento molto interessante: la competenza e l'affidabilità delle testate giornalistiche.

Eh, un argomento nuovo... :rolleyes:

blackblizzard82 ha scritto:
purtroppo mi pare di capire che più la popolarità aumenta, più le riviste cercano di diventare "user friendly", più maccheroniche anche nel linguaggio, per andare incontro ad un pubblico più vasto possibile.

Essere chiari e comprensibili dovrebbe essere l'obiettivo di ogni giornalista.

blackblizzard82 ha scritto:
lo stesso dicasi poi, quando si tratta di esaminare (ed eventualmente "stroncare") le vetture. sempre di più si va verso il "politically correct", ovvero difetti più o meno noti, più o meno gravi, vengono sempre minimizzati o fatti passare come "difettucci", quando poi invece creano un certo tipo di danno, soprattutto economico.

io che lavoro in una officina dove facciamo prevalentemente auto "premium" potrei scrivere un libro, e spesso mi chiedo come la gente possa continuare ad accettare i prezzi che le case tedesche sparano quando si tratta di cambiare centraline o componenti elettronici vari, che saltano sempre.
ieri ho cambiato tutto il blocco devioluci di una serie 1 perchè il sensore sterzo era andato (auto da 19mila chilometri), 650 euro. oggi, una X5 con la radio che non si sentiva più: modulo audio a quel paese, 700 + iva solo la centralina della radio. tempo fa, una A6 con il caricatore cd che leggeva male: altre 400 e rotti euro. sono difetti più o meno noti che però nessuno ha voglia-possibilità di mettere in mostra, perchè è un attimo far partire querele e denunce dalle case madri per "diffamazione".

Dunque: intanto e per cominciare, non si devono confondere i guasti e i difetti degli esemplari con le caratteristiche progettuali - positive o negative - di un modello. Quando proviamo un'auto appena uscita sul mercato non possiamo sapere se e cosa si romperà dopo 10, 20 o 50 mila km. E quand'anche effettuiamo un test di durata, l'unica cosa che possiamo dire è che si è rotto questo o quel componente o che i fermi macchina in officina sono stati più o meno frequenti. Ma è tutto riferibile solo all'esemplare utilizzato. Per dire che il devioluci della serie 1 - faccio solo un esempio - è fragile, non ci basta sapere che se n'è rotto uno, ma dobbiamo avere un riscontro su una percentuale significativa del parco circolante.
Nel corso di una prova su strada non ci sono le condizioni per valutare la durata e l'affidabilità (tant'è che esistono i long term test per questo), ma niente ci impedisce di rilevare e riportare sulle pagine del giornale eventuali problemi: un consumo eccessivo, prestazioni modeste, un comportamento nervoso... È difficile che un'auto venga stroncata nella sua interezza: la complessità stessa di un'auto fa si che possano coesistere elementi di pregio con caratteristiche al di sotto della media. Di solito sono le priorità di ogni singolo acquirente a determinare la scelta o meno di un'auto, ma noi che le giudichiamo dobbiamo tenere conto di ogni singolo aspetto. Ti faccio un altro esempio: un modello che ha prestazioni e finiture al di sotto della media, ma che ha un prezzo particolarmente conveniente potrà non interessare te, ma c'è anche qualcuno che si accontenta perché non vuole spendere una fortuna. Non per questo il tal modello deve essere per forza stroncato, come dite voi: l'equilibrio nel giudizio è un requisito primario per fare questo mestiere. E poi, credimi, è veramente molto più facile raccontare le cose come stanno piuttosto che avventurarsi nel terreno minato delle balle. Prendi l'ultimo numero, per fare giusto un paio di esempi: c'è la prova della Aveo. Ti sembra che abbiamo regalato qualcosa? E alla Leaf, secondo te abbiamo risparmiato critiche dicendo che la convenienza è tutta da valutare e che la ricarica può essere problematica? Vedi, competenza e affidabilità, che puoi riassumere nella parola autorevolezza, si acquisiscono in anni di lavoro, diventano il patrimonio più prezioso all'interno di una redazione, sono le qualità che ti fanno guadagnare stima e rispetto. E noi siamo i primi a volerle difendere.
 
Quando si dice che la convenienza "è tutta da valutare" o che "ricarica può essere problematica" si compie una non corretta informazione nel senso che quei disagi o limiti fatti passare per una possibilità che può verificarsi, sono in realtà delle certezze e, allora, perché non dire che la convenienza non c'è? Perché non dire che ricaricare la macchina ti costringe a rivedere le tue forniture domestiche o magari a dotarti di una colonnina apposita?
Più nel primo che nel secondo caso si evince come alla fine uno che la sceglie potrebbe anche fare una cosa a lui conveniente ..... magari, potreste consigliare il futuro acquirente leaf che sarebbe opportuno farsi fare una consulenza da un ragioniere prima dell'acquisto.
Credo che la chiarezza esiga chiarezza ed invece il politicamente corretto è una condizione dominante per l'uscita in edicola. Ho stima del vostro lavoro ma l'imparzialità che dite di voler mostrare negli articoli la percepisco in maniera ben diversa ovvero a me pare che alla fine, per un occhio poco attento o disinformato quello che ne ricava è che una macchina vale l'altra ... credo sappiate che non è così.
 
G5 ha scritto:
Quando si dice che la convenienza "è tutta da valutare" o che "ricarica può essere problematica" si compie una non corretta informazione nel senso che quei disagi o limiti fatti passare per una possibilità che può verificarsi, sono in realtà delle certezze e, allora, perché non dire che la convenienza non c'è? Perché non dire che ricaricare la macchina ti costringe a rivedere le tue forniture domestiche o magari a dotarti di una colonnina apposita?
Più nel primo che nel secondo caso si evince come alla fine uno che la sceglie potrebbe anche fare una cosa a lui conveniente ..... magari, potreste consigliare il futuro acquirente leaf che sarebbe opportuno farsi fare una consulenza da un ragioniere prima dell'acquisto.
Credo che la chiarezza esiga chiarezza ed invece il politicamente corretto è una condizione dominante per l'uscita in edicola. Ho stima del vostro lavoro ma l'imparzialità che dite di voler mostrare negli articoli la percepisco in maniera ben diversa ovvero a me pare che alla fine, per un occhio poco attento o disinformato quello che ne ricava è che una macchina vale l'altra ... credo sappiate che non è così.

Mah, qui credo ci sia da essere un po' meno critici, la Leaf come altre venute si pone come una di quelle auto che possono rappresentare un cambiamento vero, anche se non scontato, per cui valutarle con un metro di giudizio standard può essere assai arduo e per certi versi poco coerente con quello che rappreseentano. A partire dai consumi e del costo importante fino alle scelte di chi la prende. Tanto per dirne una può essere lo stesso, fatte le debite proporzioni, per chi come me prende un'auto a metano, che deve adattarsi a ricariche più lente, minore autonomia e a una rete inadeguata. Le elettriche come è giusto che sia sono valutate "con un occhio di riguardo", poi si vedrà cosa ne pensa il mercato. Detto questo quello che dici tu è la realtà nuda e cruda e forse ammetterlo non è sbagliato, fatto salvo ovviamente quello che dicevo prima...
 
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