marimasse ha scritto:Il discorso è già stato affrontato più volte.
Credo che la questione si molto semplice.
Una rivista che trae praticamente tutto il proprio profitto (quello grosso, quello che conta) dalle aziende del settore auto, semplicemente non può stare dalla parte dei lettori, mettendosi a dire determinate cose come stanno, perché così facendo si tirerebbe una sonora zappata sui piedi.
Gli interessi economici dei costruttori e dei venditori e dei riparatori di automobili sono inevitabilmente in netto contrasto con quelli di chi compra e guida i veicoli.
Non è possibile parlare e scrivere e consigliare facendo gli interessi di entrambi.
Se si dovessero scrivere gli articoli nell'interesse di chi usa le automobili, allora si sarebbe iniziato già da parecchio tempo a far riflettere le persone sulla esagerata quantità di denaro che le automobili assorbono, sul totale nonsenso di accettare che negli anni 201x una vettura di media categoria non riesca a superare i 14-15km con un litro di benzina, sulla vergogna che un banale tagliando costi mezzo milione di lire e sia "necessario" con oggettivamente esagerata frequenza, sul fatto che a ben vedere è di gran lunga più ecologico tenersi un'automobile fino alla naturale fine dei suoi giorni che trasformarla prematuramente in rottame comprandone un'altra la cui costruzione è tutt'altro che ecologica, sul fatto che il modo in cui ci siamo ridotti a circolare per le strade è lontano anni luce da qualsivoglia piacere di guida degno di essere chiamato tale e degno di pesare in maniera determinante sull'economia familiare ecc. ecc.
Nessuna azienda, se vuole sopravvivere (garantendo tra l'altro lo stipendio ai dipendenti) può permettersi di danneggiare i propri clienti più importanti i quali, nel caso delle riviste, da parecchi anni ormai non sono affatto i lettori.
5 stelle, il piacere di guida ? tss dove e quando si dovrebbe chiedersi.