<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> assumo! solo se posso licenziare | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

assumo! solo se posso licenziare

Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
rischio di impresa
( sempre che tu vinca )

E quindi nel dubbio non assumo e mi faccio il mazzo tanto io o qualcun altro già presente nell'organico ( che si torna all'intervento iniziale del topic ;) )
Non è questa la realtà. Puoi benissimo assumerlo con un contratto a progetto, ad esempio. Che non solo non prevede l'articolo 18 e ha un termine, ma meno contributi, limitazioni al pagamento della malattia, nessuna indennità di disoccupazione. Penso nemmeno la tredicesima. Nonostante il proliferare di questa cattiva occupazione, siamo al 9% di forza lavoro disoccupata. Questo principalmente perché manca domanda aggregata. Una seria riforma serve per porre le condizioni, una volta che ci sarà la ripresa, per creare posti di lavoro buoni e magari rendere attrattivo il nostro Paese per gli investimenti esteri.
 
capnord ha scritto:
belpietro ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
Ritornando in topic, se per assurdo l'articolo 18 verrà tolto, molte aziende inizieranno una ristrutturazione massiccia. ;-)

non ci sarebbe nessuna ragione.
in caso di ristrutturazioni, i licenziamenti sono permessi già oggi.
e, in più, già oggi un quarto delle imprese sono sotto i 15 dipendenti. e non per quello licenziano a tutto spiano.

Tutti temono che con la dipartita del famoso articolo, quelli che rischiano di più sono quelli che costano di più ( i 50enni per intenderci) che verranno sostituiti con giovani che costano molto meno.
ribadisco: perché mai dovrebbe avvenire questo fenomeno che invece oggi non avviene in modo massivo nella piccola impresa (&lt 16 dipendenti) dove il reintegro non si applica già adesso?
 
Quello che io volevo sottolineare è l'abbastanza palese contraddizione di principio attorno alla quale inevitabilmente si gira in questo contesto.

Da un lato io, come venditore (del mio lavoro), pretendo e ritengo sacrosanto che il mio cliente (quello che compra e paga il lavoro che io vendo), dopo avermi liberamente scelto come fornitore, sia obbligato a continuare a servirsi da me fin tanto che io non vorrò diversamente o, al limite, fintanto che non sarà oggettivamente costretto, da molto gravi cause di forza maggiore, a smettere di comprare il mio lavoro.

D'altro canto, nello stesso tempo, altrettanto fermamente pretendo e ritengo sacrosanto, quando sono io a vestire i panni del compratore del lavoro altrui (del panettiere, dell'idraulico, del meccanico ecc.), che mi sia garantita totale libertà di cambiare in qualsiasi momento, senza alcun vincolo e per qualsivoglia ragione, comprese quelle legate alle mie personalissime simpatie, convenienze e comodità.

Non è forse così?
 
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
jaccos ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
rischio di impresa
( sempre che tu vinca )

E quindi nel dubbio non assumo e mi faccio il mazzo tanto io o qualcun altro già presente nell'organico ( che si torna all'intervento iniziale del topic ;) )
Intanto prendi qualcuno un tre mesi a tempo determinato e vedi se è valido. Ripeto, se non ti fidi del tuo istinto affidati a professionisti del reclutamento, li paghi ma rischi moooooooolto meno...

Sicuramente quella dei tre mesi è una possibilità; ma bisogna vedere anche per cosa mi serve una persona; se è un lavoro di basso impegno, uno da tre mesi va bene; ma se è un lavoro di concetto, che necessita di competenze e voglia di fare, uno non si "vende" per soli 3 mesi, ma pretende, giustamente, di più. E via con i rischi.
Sul discorso dei professionisti vari, possono essere una soluzione, ma io ho sempre preferito fare da me; penso che nessuno conosca le mie esigenze come il sottoscritto, quindi pagare per rischiare di torvarmi qualcosa di non idoneo non va a genio ;)

guarda che lo Studio del caso, non te lo piazza in ufficio per forza,
ti fa relazioni su relazioni e alla fine te ne propina 3 e se vuoi scegli tu.
E ti garantisco che gli studi seri difficilmente sbagliano

D'accordo, non me lo impone, me ne propone tre; intanto io pago, e se nessuno di quei tre mi va bene ho pagato per nulla (che è il senso del mio intervento precedente); mentre se faccio da me è gratis
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
rischio di impresa
( sempre che tu vinca )

E quindi nel dubbio non assumo e mi faccio il mazzo tanto io o qualcun altro già presente nell'organico ( che si torna all'intervento iniziale del topic ;) )
Non è questa la realtà. Puoi benissimo assumerlo con un contratto a progetto, ad esempio. Che non solo non prevede l'articolo 18 e ha un termine, ma meno contributi, limitazioni al pagamento della malattia, nessuna indennità di disoccupazione. Penso nemmeno la tredicesima. Nonostante il proliferare di questa cattiva occupazione, siamo al 9% di forza lavoro disoccupata. Questo principalmente perché manca domanda aggregata. Una seria riforma serve per porre le condizioni, una volta che ci sarà la ripresa, per creare posti di lavoro buoni e magari rendere attrattivo il nostro Paese per gli investimenti esteri.

Perchè, secondo te, io assumo uno che deve darmi mano con la contabilità, quindi con una cultura universitaria del settore, o quasi, e lo assumo a progetto? E lui ci sta? Va bene essere alla canna del gas, come ricerca del lavoro, ma non siamo ancora in queste condizioni, per fortuna.
(ho specificato, in precedenti post, che dipende dalla mansione che si ricerca; in certi lavori può andar bene il progetto a tre mesi ed il lavoratore lo accetta, in altri no; e siccome il mercato è fermo, questo lo aggiungo io, è più facile dover cercare persone con compentenze amministrative che per lavori di fatica; che è pure l'intervento che faceva Grattaballe all'inizio)
 
belpietro ha scritto:
capnord ha scritto:
belpietro ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
Ritornando in topic, se per assurdo l'articolo 18 verrà tolto, molte aziende inizieranno una ristrutturazione massiccia. ;-)

non ci sarebbe nessuna ragione.
in caso di ristrutturazioni, i licenziamenti sono permessi già oggi.
e, in più, già oggi un quarto delle imprese sono sotto i 15 dipendenti. e non per quello licenziano a tutto spiano.

Tutti temono che con la dipartita del famoso articolo, quelli che rischiano di più sono quelli che costano di più ( i 50enni per intenderci) che verranno sostituiti con giovani che costano molto meno.
ribadisco: perché mai dovrebbe avvenire questo fenomeno che invece oggi non avviene in modo massivo nella piccola impresa (&lt 16 dipendenti) dove il reintegro non si applica già adesso?

Che è quello che dicevo pure io nel topic in cui si parlava specificatamente dell'articolo 18; ti anticipo che mi è stato risposto che nelle piccole aziende c'è un rapporto titolare-dipendenti diverso che nelle grandi, dove si è numeri e quindi è più facile venire licenziati a prescindere dalle proprie capacità; ma io non la penso proprio così
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
rischio di impresa
( sempre che tu vinca )

E quindi nel dubbio non assumo e mi faccio il mazzo tanto io o qualcun altro già presente nell'organico ( che si torna all'intervento iniziale del topic ;) )
Non è questa la realtà. Puoi benissimo assumerlo con un contratto a progetto, ad esempio. Che non solo non prevede l'articolo 18 e ha un termine, ma meno contributi, limitazioni al pagamento della malattia, nessuna indennità di disoccupazione. Penso nemmeno la tredicesima. Nonostante il proliferare di questa cattiva occupazione, siamo al 9% di forza lavoro disoccupata. Questo principalmente perché manca domanda aggregata. Una seria riforma serve per porre le condizioni, una volta che ci sarà la ripresa, per creare posti di lavoro buoni e magari rendere attrattivo il nostro Paese per gli investimenti esteri.
Imho il contratto a progetto è la più grande bastardata mai fatta negli ultimi anni, una sorta di schiavitù legalizzata.
In se avrebbe un senso in rarissimi casi ma viene usato a sproposito complice la quasi totale mancanza di controlli. Ora, visto il particolare ambito di utilizzo di questo contratto e la mancanza pesante di tutele che esso comporta, vista la mancanza oggettiva di capacità di controllo dello stato imho andrebbe abolito.
 
Cometa Rossa ha scritto:
belpietro ha scritto:
capnord ha scritto:
belpietro ha scritto:
Trotto@81 ha scritto:
Ritornando in topic, se per assurdo l'articolo 18 verrà tolto, molte aziende inizieranno una ristrutturazione massiccia. ;-)

non ci sarebbe nessuna ragione.
in caso di ristrutturazioni, i licenziamenti sono permessi già oggi.
e, in più, già oggi un quarto delle imprese sono sotto i 15 dipendenti. e non per quello licenziano a tutto spiano.

Tutti temono che con la dipartita del famoso articolo, quelli che rischiano di più sono quelli che costano di più ( i 50enni per intenderci) che verranno sostituiti con giovani che costano molto meno.
ribadisco: perché mai dovrebbe avvenire questo fenomeno che invece oggi non avviene in modo massivo nella piccola impresa (&lt 16 dipendenti) dove il reintegro non si applica già adesso?

Che è quello che dicevo pure io nel topic in cui si parlava specificatamente dell'articolo 18; ti anticipo che mi è stato risposto che nelle piccole aziende c'è un rapporto titolare-dipendenti diverso che nelle grandi, dove si è numeri e quindi è più facile venire licenziati a prescindere dalle proprie capacità; ma io non la penso proprio così

Ci sono lavori dove non è facile sostituire una persona con una certa esperienza, ma altri dove la tentazione c'è ed è forte.
Nelle piccole aziende il capo conosce i propri dipendenti uno per uno, c'è un tipo di rapporto diverso; la grande azienda è un'altra cosa, la catena di comando è lunga e si è solo dei numeri.
 
Cometa Rossa ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
rischio di impresa
( sempre che tu vinca )

E quindi nel dubbio non assumo e mi faccio il mazzo tanto io o qualcun altro già presente nell'organico ( che si torna all'intervento iniziale del topic ;) )
Non è questa la realtà. Puoi benissimo assumerlo con un contratto a progetto, ad esempio. Che non solo non prevede l'articolo 18 e ha un termine, ma meno contributi, limitazioni al pagamento della malattia, nessuna indennità di disoccupazione. Penso nemmeno la tredicesima. Nonostante il proliferare di questa cattiva occupazione, siamo al 9% di forza lavoro disoccupata. Questo principalmente perché manca domanda aggregata. Una seria riforma serve per porre le condizioni, una volta che ci sarà la ripresa, per creare posti di lavoro buoni e magari rendere attrattivo il nostro Paese per gli investimenti esteri.

Perchè, secondo te, io assumo uno che deve darmi mano con la contabilità, quindi con una cultura universitaria del settore, o quasi, e lo assumo a progetto? E lui ci sta? Va bene essere alla canna del gas, come ricerca del lavoro, ma non siamo ancora in queste condizioni, per fortuna.
(ho specificato, in precedenti post, che dipende dalla mansione che si ricerca; in certi lavori può andar bene il progetto a tre mesi ed il lavoratore lo accetta, in altri no; e siccome il mercato è fermo, questo lo aggiungo io, è più facile dover cercare persone con compentenze amministrative che per lavori di fatica; che è pure l'intervento che faceva Grattaballe all'inizio)
Alcune persone che conosco fanno gli impiegati con contratti a progetto proprio per piccole imprese(commercio, ad esempio). Non necessariamente viene rifiutato, perché non è detto che ti diano 800 Euro al mese. Il problema è che vengono versati meno contributi(ergo, niente pensione), l'indennità di malattia è limitata, non esiste l'indennità di disoccupazione.
 
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
jaccos ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
rischio di impresa
( sempre che tu vinca )

E quindi nel dubbio non assumo e mi faccio il mazzo tanto io o qualcun altro già presente nell'organico ( che si torna all'intervento iniziale del topic ;) )
Intanto prendi qualcuno un tre mesi a tempo determinato e vedi se è valido. Ripeto, se non ti fidi del tuo istinto affidati a professionisti del reclutamento, li paghi ma rischi moooooooolto meno...

Sicuramente quella dei tre mesi è una possibilità; ma bisogna vedere anche per cosa mi serve una persona; se è un lavoro di basso impegno, uno da tre mesi va bene; ma se è un lavoro di concetto, che necessita di competenze e voglia di fare, uno non si "vende" per soli 3 mesi, ma pretende, giustamente, di più. E via con i rischi.
Sul discorso dei professionisti vari, possono essere una soluzione, ma io ho sempre preferito fare da me; penso che nessuno conosca le mie esigenze come il sottoscritto, quindi pagare per rischiare di torvarmi qualcosa di non idoneo non va a genio ;)

guarda che lo Studio del caso, non te lo piazza in ufficio per forza,
ti fa relazioni su relazioni e alla fine te ne propina 3 e se vuoi scegli tu.
E ti garantisco che gli studi seri difficilmente sbagliano

D'accordo, non me lo impone, me ne propone tre; intanto io pago, e se nessuno di quei tre mi va bene ho pagato per nulla (che è il senso del mio intervento precedente); mentre se faccio da me è gratis
Dubito fortemente che ti capiti ciò.
Un professionista ti scova ciò che soddisfa i tuoi requisiti sotto ogni aspetto, dal punto di vista curriculare fino alla profilatura caratteriale.
E' il suo lavoro, e se riesce a stare sul mercato significa che lavora bene...
 
jaccos ha scritto:
Dubito fortemente che ti capiti ciò.
Un professionista ti scova ciò che soddisfa i tuoi requisiti sotto ogni aspetto, dal punto di vista curriculare fino alla profilatura caratteriale.
E' il suo lavoro, e se riesce a stare sul mercato significa che lavora bene...

Secondo te io sono l'unico che propone il mio prodotto/servizio in tutta Italia? Eppure per i miei clienti lo faccio, per tutti gli altri no. Quindi sto sul mercato non perchè soddisfo le esigenze di tutti coloro che mi si rivolgono, ma di una minima percentuale, che mi da da vivere lavorativamente parlando.
Questo per dirti che non è assolutamente detto che un professionista possa soddisfare le mie esigenze perchè è un professionista e sta sul mercato. Altrimenti io sarei l'unico commerciante in Italia, G5 l'unico geometra, Belpi l'unico avvocato, Mauro65 l'unico commercialista e via dicendo; magari fosse così! ;)
 
Cometa Rossa ha scritto:
jaccos ha scritto:
Dubito fortemente che ti capiti ciò.
Un professionista ti scova ciò che soddisfa i tuoi requisiti sotto ogni aspetto, dal punto di vista curriculare fino alla profilatura caratteriale.
E' il suo lavoro, e se riesce a stare sul mercato significa che lavora bene...

Secondo te io sono l'unico che propone il mio prodotto/servizio in tutta Italia? Eppure per i miei clienti lo faccio, per tutti gli altri no. Quindi sto sul mercato non perchè soddisfo le esigenze di tutti coloro che mi si rivolgono, ma di una minima percentuale, che mi da da vivere lavorativamente parlando.
Questo per dirti che non è assolutamente detto che un professionista possa soddisfare le mie esigenze perchè è un professionista e sta sul mercato. Altrimenti io sarei l'unico commerciante in Italia, G5 l'unico geometra, Belpi l'unico avvocato, Mauro65 l'unico commercialista e via dicendo; magari fosse così! ;)
Si vede che il lavoro che tu fai è ritenuto il migliore da parte dei tuoi clienti a parità di altre caratteristiche rispetto alla concorrenza (i tuoi clienti dovrebbero coincidere con il tuo target di riferimento, specifico per il tuo tipo di lavoro). Se tu non fossi capace di fare il tuo lavoro semplicemente non sopravviveresti. Si chiama mercato, ed è appunto quello che ti dicevo.
Anche tu sei un cliente e rientri in un determinato segmento e rientrerai nel target di qualcuno. Ci sarà pur un qualche professionista serio adatto a te, no? ;)
Se non c'è hai appena scoperto una nicchia di mercato scoperta, in economia una potenziale miniera d'oro... :D
 
jaccos ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
jaccos ha scritto:
Dubito fortemente che ti capiti ciò.
Un professionista ti scova ciò che soddisfa i tuoi requisiti sotto ogni aspetto, dal punto di vista curriculare fino alla profilatura caratteriale.
E' il suo lavoro, e se riesce a stare sul mercato significa che lavora bene...

Secondo te io sono l'unico che propone il mio prodotto/servizio in tutta Italia? Eppure per i miei clienti lo faccio, per tutti gli altri no. Quindi sto sul mercato non perchè soddisfo le esigenze di tutti coloro che mi si rivolgono, ma di una minima percentuale, che mi da da vivere lavorativamente parlando.
Questo per dirti che non è assolutamente detto che un professionista possa soddisfare le mie esigenze perchè è un professionista e sta sul mercato. Altrimenti io sarei l'unico commerciante in Italia, G5 l'unico geometra, Belpi l'unico avvocato, Mauro65 l'unico commercialista e via dicendo; magari fosse così! ;)
Si vede che il lavoro che tu fai è ritenuto il migliore da parte dei tuoi clienti a parità di altre caratteristiche rispetto alla concorrenza (i tuoi clienti dovrebbero coincidere con il tuo target di riferimento, specifico per il tuo tipo di lavoro). Se tu non fossi capace di fare il tuo lavoro semplicemente non sopravviveresti. Si chiama mercato, ed è appunto quello che ti dicevo.
Anche tu sei un cliente e rientri in un determinato segmento e rientrerai nel target di qualcuno. Ci sarà pur un qualche professionista serio adatto a te, no? ;)
Se non c'è hai appena scoperto una nicchia di mercato scoperta, in economia una potenziale miniera d'oro... :D

Stiamo uscendo dal concetto iniziale del topic ( non assumo perchè non posso licenziare).
Io ho fatto notare che in determinati casi è vero, perchè il rischio di pagare l'errore è importante dal punto di vista economico, a maggior ragione in un periodo di crisi di liqudità come questo, anche se il lavoratore non è tutelato dall'articolo 18. Mi è stato risposto che esistono forme di contratto meno vincolanti, ed ho esposto i motivi per cui non sempre possono essere indicate per le esigenze di una realtà aziendale. Mi è stato risposto che ci sono anche professionisti che propongono quanto si necessita in azienda, ed ho risposto che non è detto che questi professionisti individuino la figura giusta non tanto dal punto di vista professionale, quanto umano. Mi hai risposto che sono professionisti, ti ho detto che pure io lo sono, ma sai benissimo che ogni professionista presenta delle peculiarità o potenzialità non tanto in senso assoluto, quanto in senso soggettivo verso il cliente; ecco perchè non è detto che pago e sono a posto; e se non lo sono pago due volte, prima il professionista, poi la persona che dovrei licenziare in quanto non adatta alle mie esigenze; ovvio che poi cambierei professionista, ma intanto ho pagato ;)
Motivo per cui preferisco fare da me, e per cui, per determinate figure professionali di cui avrei bisogno, e che non posso assumere con contratti atipici, non assumo.
Poi è ovvio che le due volte in cui la segretaria è stata a casa incinta e mi serviva una persona solo per rispondere al telefono sono andato da adecco ed ho preso la prima studentessa universitaria che voleva tirarsi su una lira, e dopo 4 mesi questa è tornata a casa ;) (e non fate battute, c'era da diventare finocchi in quei due casi :p )
 
Cometa Rossa ha scritto:
jaccos ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
jaccos ha scritto:
Dubito fortemente che ti capiti ciò.
Un professionista ti scova ciò che soddisfa i tuoi requisiti sotto ogni aspetto, dal punto di vista curriculare fino alla profilatura caratteriale.
E' il suo lavoro, e se riesce a stare sul mercato significa che lavora bene...

Secondo te io sono l'unico che propone il mio prodotto/servizio in tutta Italia? Eppure per i miei clienti lo faccio, per tutti gli altri no. Quindi sto sul mercato non perchè soddisfo le esigenze di tutti coloro che mi si rivolgono, ma di una minima percentuale, che mi da da vivere lavorativamente parlando.
Questo per dirti che non è assolutamente detto che un professionista possa soddisfare le mie esigenze perchè è un professionista e sta sul mercato. Altrimenti io sarei l'unico commerciante in Italia, G5 l'unico geometra, Belpi l'unico avvocato, Mauro65 l'unico commercialista e via dicendo; magari fosse così! ;)

Si vede che il lavoro che tu fai è ritenuto il migliore da parte dei tuoi clienti a parità di altre caratteristiche rispetto alla concorrenza (i tuoi clienti dovrebbero coincidere con il tuo target di riferimento, specifico per il tuo tipo di lavoro). Se tu non fossi capace di fare il tuo lavoro semplicemente non sopravviveresti. Si chiama mercato, ed è appunto quello che ti dicevo.
Anche tu sei un cliente e rientri in un determinato segmento e rientrerai nel target di qualcuno. Ci sarà pur un qualche professionista serio adatto a te, no? ;)
Se non c'è hai appena scoperto una nicchia di mercato scoperta, in economia una potenziale miniera d'oro... :D

Stiamo uscendo dal concetto iniziale del topic ( non assumo perchè non posso licenziare).
Io ho fatto notare che in determinati casi è vero, perchè il rischio di pagare l'errore è importante dal punto di vista economico, a maggior ragione in un periodo di crisi di liqudità come questo, anche se il lavoratore non è tutelato dall'articolo 18. Mi è stato risposto che esistono forme di contratto meno vincolanti, ed ho esposto i motivi per cui non sempre possono essere indicate per le esigenze di una realtà aziendale. Mi è stato risposto che ci sono anche professionisti che propongono quanto si necessita in azienda, ed ho risposto che non è detto che questi professionisti individuino la figura giusta non tanto dal punto di vista professionale, quanto umano. Mi hai risposto che sono professionisti, ti ho detto che pure io lo sono, ma sai benissimo che ogni professionista presenta delle peculiarità o potenzialità non tanto in senso assoluto, quanto in senso soggettivo verso il cliente; ecco perchè non è detto che pago e sono a posto; e se non lo sono pago due volte, prima il professionista, poi la persona che dovrei licenziare in quanto non adatta alle mie esigenze; ovvio che poi cambierei professionista, ma intanto ho pagato ;)
Motivo per cui preferisco fare da me, e per cui, per determinate figure professionali di cui avrei bisogno, e che non posso assumere con contratti atipici, non assumo.
Poi è ovvio che le due volte in cui la segretaria è stata a casa incinta e mi serviva una persona solo per rispondere al telefono sono andato da adecco ed ho preso la prima studentessa universitaria che voleva tirarsi su una lira, e dopo 4 mesi questa è tornata a casa ;) (e non fate battute, c'era da diventare finocchi in quei due casi :p )

:D :D :D
break
;) ;) ;)
 
dm1964 ha scritto:
Buon giorno a tutti, ho letto un po tutte le vostre considerazioni e, soprattutto dopo aver letto l'ultima di trotto 81 ho deciso di aggiungermi a voi e dire la mia. Parlo da persona che ha vissuto per alcuni anni sotto la dipendenza di un datore di lavoro onesto ma esigente e, in una occasione, mi ha detto tu da domani stai a casa. in quell'occasione, ho impiegato avvero molto tempo per eseguire un'ordine che lui mi aveva dato Faccio un'esempio per rendere l'idea: scaricare un camion di carburante con una cannuccia anzichè con la pompa risultato un tempo 10 volte maggiore. Ora, anzichè rivolgermi a sindacati vari ho preso il datore di lavoro e gli ho spiegato che in quel momento, fuori dalla sede ordinaria di lavoro, non c'erano altri mezzi per fare quello che lui ha chiesto. Ha capito e non è successo nulla. Questo per dire che se un datore di lavoro si lamenta del suo operaio, l'operaio sa di aver torto ma se invece di fare ammenda e darsi da fare si rivolge ai sindacati che in qualche modo devono giustificare la loro esistenza attaccandosi a tutto pur di difendere un pelandrone allora è giusto semplificare la vita dell'imprenditore. Ricordiamoci che i posti di lavoro li crea l'imprenditore non l'operaio, quest'ultimo con la sua prestazione fa vivere l'imprenditore che lo ripaga come previsto. E' un ingranaggio che funziona bene se tutti gli elementi che lo compongono fanno bene la loro parte ma, l'ingranaggio ha un dente rotto per un pò funziona lo stesso ma poi, si rompono anche i laterali quindi, va eliminato il dente rotto e risanato l'ingranaggio. Sostituire un componente che non va ne salva almeno altri due, se invece lasciamo che vada a saltoni prima o poi si rompe tutto. Ne è valsa la pena? Ribadisco via i pelandroni.
Il mercato lo crea l'imprenditore o l'operaio che acquista? Gli Agnelli, i Peugeot, i Toyoda ed i Quandt, per restare in tema automobilistico, si comprano tutta la loro produzione automobilistica? Chiaro è che poi i fancazzisti devono andare fuori dalle palle, per uno che non lavora teoricamente un altro deve produrre il doppio.
 
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