<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> addio mia pessima italia | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

addio mia pessima italia

economyrunner ha scritto:
Caro mio, non ho mai sentito di un dipendente pubblico che si suicida, anzi li vedo tutti che fanno la bella vita, senza responsabilità e senza rischi, si fanno la vacanzina a maggio e a luglio, nel week end a ballare, il cinemino, non si fanno mancare nulla.
Non condivido, forse perché un pochino quella realtà la conosco. Anche lì, pur avendo indubbiamente delle ampie certezze in più rispetto al settore privato, le cose sono molto cambiate, ma non in misura omogenea per tutti.
Un tempo vi era certamente una situazione del tipo "io Stato faccio finta di pagarti e tu pubblico dipendente fai finta di lavorare", e difatti il posto pubblico era ricercato esclusivamente nel Mezzogiorno per mancanza di alternative: al Nord letteralmente si "schifava" il pubblico (sto pensando ai primi anni '90, quando per un giovane fare una domanda per un concorso pubblico significava spesso farsi perculare dagli amici come "incapace di lavorare"). Dopo le cose sono cambiate, innanzitutto sono saliti gli stipendi, ma non dappertutto è salità la produttività del pubblico impiego. Questo ha creato gravi squilibri che sono drammaticamente emersi con la contrazione delle risorse. Vi sono enti/uffici in cui i pubblici dipendenti sono chiamati a straordinari non retribuiti e spesso nemmeno recuperabili in monte ore, oppure chiamati a trasferte senza manco il rimborso delle spese, ed altre posizioni in cui dei due impiegati in una stanza, uno ha la funzione di bagnare il timbro nel tampone e l'altro quella di imprimere la stampigliatura, ma solo se un terzo collega ha appoggiato i fogli nel giusto modo sulla scrivania. Su tutto, purtroppo, insiste come una macumba l'impossibilità tecnica e giuridica, da parte dei preposti in linea gerarchica, di adottare il benché minimo provvedimento non dico disciplinare, ma di ricollocamento ad altra funzione. Lo Stato, che non riesce a venirne a capo (anche perché i Direttori centrali difettano di legittimazione), ha potuto, come unica misura, deflazionare il costo del lavoro in modo uguale e contrario a come l'aveva inflazionato, cioè ad minchiam, buttando via il bimbo con l'acqua sporca.
 
U2511 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Caro mio, non ho mai sentito di un dipendente pubblico che si suicida, anzi li vedo tutti che fanno la bella vita, senza responsabilità e senza rischi, si fanno la vacanzina a maggio e a luglio, nel week end a ballare, il cinemino, non si fanno mancare nulla.
Non condivido, forse perché un pochino quella realtà la conosco. Anche lì, pur avendo indubbiamente delle ampie certezze in più rispetto al settore privato, le cose sono molto cambiate, ma non in misura omogenea per tutti.
Un tempo vi era certamente una situazione del tipo "io Stato faccio finta di pagarti e tu pubblico dipendente fai finta di lavorare", e difatti il posto pubblico era ricercato esclusivamente nel Mezzogiorno per mancanza di alternative: al Nord letteralmente si "schifava" il pubblico (sto pensando ai primi anni '90, quando per un giovane fare una domanda per un concorso pubblico significava spesso farsi perculare dagli amici come "incapace di lavorare"). Dopo le cose sono cambiate, innanzitutto sono saliti gli stipendi, ma non dappertutto è salità la produttività del pubblico impiego. Questo ha creato gravi squilibri che sono drammaticamente emersi con la contrazione delle risorse. Vi sono enti/uffici in cui i pubblici dipendenti sono chiamati a straordinari non retribuiti e spesso nemmeno recuperabili in monte ore, oppure chiamati a trasferte senza manco il rimborso delle spese, ed altre posizioni in cui dei due impiegati in una stanza, uno ha la funzione di bagnare il timbro nel tampone e l'altro quella di imprimere la stampigliatura, ma solo se un terzo collega ha appoggiato i fogli nel giusto modo sulla scrivania, Su tutto, purtroppo, insiste come una macumba l'impossibilità tecnica e giuridica, da parte dei preposti in linea gerarchica, di adottare il benché minimo provvedimento non dico disciplinare ma di ricollocamento ad altra funzione. Lo Stato, che non riesce a venirne a capo (anche perché i Direttori centrali difettano di legittimazione), ha potuto, come unica misura, deflazionare il costo del lavoro in modo uguale e contrario a come l'aveva inflazionato, cioè ad minchiam, buttando via il bimbo con l'acqua sporca.

Quanto hai ragione.
E aggiungo, tornando al blocco stipendi che oggi probabilmente costerà allo stato 35 miliardi di ? che non so da dove tirerà fuori: il sacrificio è accettabile, se le risorse non ci sono. E allora perchè una categoria ha fatto la voce grossa pochi mesi fa e aumma aumma hanno sbloccato gli stipendi e nessun tg ha dato la notizia? Il presupposto giuridico della botta che sta per abbattersi sul governo e sugli italiani è proprio questo, disparità di trattamento. Non esistono figli e figliastri.
C'è ancora taaaanto da imparare.
 
norbig ha scritto:
Fortunatamente nel paradiso terrestre austriaco non usano l'euro :D
Questi paragoni sono un chiaro sintomo che sull'argomento c'è ancora tanto da divulgare, e molti capiranno solo dopo aver beccato una bella mazzata sulla propria testa.
 
economyrunner ha scritto:
Caro mio, non ho mai sentito di un dipendente pubblico che si suicida, anzi li vedo tutti che fanno la bella vita, senza responsabilità e senza rischi, si fanno la vacanzina a maggio e a luglio, nel week end a ballare, il cinemino, non si fanno mancare nulla.
Poi vedo artigiani, professionisti, negozianti che bestemmiano dalla mattina alla sera e stanno sempre tesi, incavolati, corrono di qua e di la come trottole disperate.
Togli quindi una bella fetta di milioni di figli di serie b dello stato già spolpata.
L'inquisizione è finita da un pezzo, te ne sei accorto?
State ancora a correre dietro le streghe, segno che state fortunatamente bene.
 
U2511 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
U2511 ha scritto:
azz ... a far mente locale, le procedure di quegli anni duravano tra 5 e 10 anni (dipendeva dai cespiti present), qui siamo a 16 :shock:
Tribunale di Monza, si vede che erano intasati (16 anni, vi rendete conto??? E poi ci si domanda perchè si va all'estero)
Eppure c'è gente che non se ne rende conto e nega l'evidenza
Non se ne può rendere conto perché è sostanzialmente "garantita" e/o pervasa da ideologia allo stato puro. Nel momento in cui sbatti le terga sulla realtà, ti svegli.

http://www.garzantilibri.it/default.php?CPID=2183&page=visu_libro

La racconto' ( l' interessato ) anni fa un paio di volte in TIVVI.....
La prima l' avevano preso tutti
per un nuovo cabarettista in fase di lancio :evil:
 
U2511 ha scritto:
Anche lì, pur avendo indubbiamente delle ampie certezze in più rispetto al settore privato, le cose sono molto cambiate, ma non in misura omogenea per tutti.

Appunto. Anzi, si è allargata la forbice tra dirigenti-digerenti con funzione di problem creating, piuttosto che solving, strapagati quanto inamovibili, e bassa manovalanza con stipendi comparabili a quanto percepisce un profugo più o meno presunto, il cui unico compito giornaliero è quello di grattarsi le palle. Mi piacerebbe tanto che i sostenitori dell'equazione dipendente pubblico=fancazzista andassero a dirlo a un pompiere o a un infermiere del SUEM, magari verso la fine di un turno di notte.....
 
U2511 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Caro mio, non ho mai sentito di un dipendente pubblico che si suicida, anzi li vedo tutti che fanno la bella vita, senza responsabilità e senza rischi, si fanno la vacanzina a maggio e a luglio, nel week end a ballare, il cinemino, non si fanno mancare nulla.
Non condivido, forse perché un pochino quella realtà la conosco. Anche lì, pur avendo indubbiamente delle ampie certezze in più rispetto al settore privato, le cose sono molto cambiate, ma non in misura omogenea per tutti.
Un tempo vi era certamente una situazione del tipo "io Stato faccio finta di pagarti e tu pubblico dipendente fai finta di lavorare", e difatti il posto pubblico era ricercato esclusivamente nel Mezzogiorno per mancanza di alternative: al Nord letteralmente si "schifava" il pubblico (sto pensando ai primi anni '90, quando per un giovane fare una domanda per un concorso pubblico significava spesso farsi perculare dagli amici come "incapace di lavorare"). Dopo le cose sono cambiate, innanzitutto sono saliti gli stipendi, ma non dappertutto è salità la produttività del pubblico impiego. Questo ha creato gravi squilibri che sono drammaticamente emersi con la contrazione delle risorse. Vi sono enti/uffici in cui i pubblici dipendenti sono chiamati a straordinari non retribuiti e spesso nemmeno recuperabili in monte ore, oppure chiamati a trasferte senza manco il rimborso delle spese, ed altre posizioni in cui dei due impiegati in una stanza, uno ha la funzione di bagnare il timbro nel tampone e l'altro quella di imprimere la stampigliatura, ma solo se un terzo collega ha appoggiato i fogli nel giusto modo sulla scrivania. Su tutto, purtroppo, insiste come una macumba l'impossibilità tecnica e giuridica, da parte dei preposti in linea gerarchica, di adottare il benché minimo provvedimento non dico disciplinare, ma di ricollocamento ad altra funzione. Lo Stato, che non riesce a venirne a capo (anche perché i Direttori centrali difettano di legittimazione), ha potuto, come unica misura, deflazionare il costo del lavoro in modo uguale e contrario a come l'aveva inflazionato, cioè ad minchiam, buttando via il bimbo con l'acqua sporca.

Il vero mito del Nord, era la Banca, di cui si sparavano/vantavano
le 16/17/18 mensilita' :D
 
U2511 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Caro mio, non ho mai sentito di un dipendente pubblico che si suicida, anzi li vedo tutti che fanno la bella vita, senza responsabilità e senza rischi, si fanno la vacanzina a maggio e a luglio, nel week end a ballare, il cinemino, non si fanno mancare nulla.
Non condivido, forse perché un pochino quella realtà la conosco. Anche lì, pur avendo indubbiamente delle ampie certezze in più rispetto al settore privato, le cose sono molto cambiate, ma non in misura omogenea per tutti.
Un tempo vi era certamente una situazione del tipo "io Stato faccio finta di pagarti e tu pubblico dipendente fai finta di lavorare", e difatti il posto pubblico era ricercato esclusivamente nel Mezzogiorno per mancanza di alternative: al Nord letteralmente si "schifava" il pubblico (sto pensando ai primi anni '90, quando per un giovane fare una domanda per un concorso pubblico significava spesso farsi perculare dagli amici come "incapace di lavorare"). Dopo le cose sono cambiate, innanzitutto sono saliti gli stipendi, ma non dappertutto è salità la produttività del pubblico impiego. Questo ha creato gravi squilibri che sono drammaticamente emersi con la contrazione delle risorse. Vi sono enti/uffici in cui i pubblici dipendenti sono chiamati a straordinari non retribuiti e spesso nemmeno recuperabili in monte ore, oppure chiamati a trasferte senza manco il rimborso delle spese, ed altre posizioni in cui dei due impiegati in una stanza, uno ha la funzione di bagnare il timbro nel tampone e l'altro quella di imprimere la stampigliatura, ma solo se un terzo collega ha appoggiato i fogli nel giusto modo sulla scrivania. Su tutto, purtroppo, insiste come una macumba l'impossibilità tecnica e giuridica, da parte dei preposti in linea gerarchica, di adottare il benché minimo provvedimento non dico disciplinare, ma di ricollocamento ad altra funzione. Lo Stato, che non riesce a venirne a capo (anche perché i Direttori centrali difettano di legittimazione), ha potuto, come unica misura, deflazionare il costo del lavoro in modo uguale e contrario a come l'aveva inflazionato, cioè ad minchiam, buttando via il bimbo con l'acqua sporca.

Di base quoto anche le virgole ( la mia dolce metà è dipendente pubblico con stipendio bloccato dal 2008). In realtà, però, cito le parole di un noto commentatore radiofonico di radio24, in un'intervista a non ricordo quale sottosegretario che parlava appunto delle difficoltà dei dipendenti pubblici etc etc etc:la risposta fu "è tutto vero, ma si ricordi che la crisi si è scaricata solo ed esclusivamente sul settore privato"
(cosa che sai già anche tu, essendo nel privato)
Detta in parole povere, nel pubblico, per ora, lo stipendio è ancora garantito. Altrove, no. Che non c'entra nulla con l'ammontare dello stipendio e le cene e/o ferie, ma col fatto che c'è la notte (dal punto di vista lavorativo e contributivo) può dormire tranquillo e chi si fa le ore piccole e/o in bianco. Che se hai un mutuo sai che lo puoi ripagare, mentre altrove non sai se l'anno prossimo potrai continuare a pagarlo. Che se ti capita un imprevisto sostanzioso ( sfasci la macchina? Di colpo serve l'apparecchio per i denti a tuo figlio?) puoi andare in banca a chiedere soldi presentando la tua busta paga ed ottieni il finanziamento, dall'altro lato della barricata con la busta paga non ottieni nulla, servono le famose "garanzie".
Insomma, fermo restando che, come avete già sottolineato, è dipendente pubblico anche il poliziotto, il vigile del fuoco, l'infermiere, ciò non toglie che esistano anche contatombini, passacarte, messi comunali ( mia moglie ride, si manda tutto via mail ormai e c'è ancora il messo) od insegnanti ( visto con i miei occhi dato che sono miei vicini di casa) che rimangono a casa 25 mesi dal momento in cui rimangono incinte al momento in cui tornano a lavorare
 
Cometa Rossa ha scritto:
Detta in parole povere, nel pubblico, per ora, lo stipendio è ancora garantito. Altrove, no. Che non c'entra nulla con l'ammontare dello stipendio e le cene e/o ferie, ma col fatto che c'è la notte (dal punto di vista lavorativo e contributivo) può dormire tranquillo e chi si fa le ore piccole e/o in bianco. Che se hai un mutuo sai che lo puoi ripagare, mentre altrove non sai se l'anno prossimo potrai continuare a pagarlo. Che se ti capita un imprevisto sostanzioso ( sfasci la macchina? Di colpo serve l'apparecchio per i denti a tuo figlio?) puoi andare in banca a chiedere soldi presentando la tua busta paga ed ottieni il finanziamento, dall'altro lato della barricata con la busta paga non ottieni nulla, servono le famose "garanzie".
Insomma, fermo restando che, come avete già sottolineato, è dipendente pubblico anche il poliziotto, il vigile del fuoco, l'infermiere, ciò non toglie che esistano anche contatombini, passacarte, messi comunali ( mia moglie ride, si manda tutto via mail ormai e c'è ancora il messo) od insegnanti ( visto con i miei occhi dato che sono miei vicini di casa) che rimangono a casa 25 mesi dal momento in cui rimangono incinte al momento in cui tornano a lavorare

Da "parassita", confermo tutto. A margine, ci siamo fatti due risate la settimana scorsa con un funzionario di un ente regionale che si occupa di ricerca e divulgazione, persona peraltro seria e preparata: qualche anno fa aveva due incarichi di supervisione su progetti diversi, e mi raccontava che era costretto dagli "uffici preposti" (suppongo le dependance dell'UCAS, Ufficio Complicazione Affari Semplici che proliferano in ambito statale) a scrivere le raccomandate protocollate a sè stesso, e poi ovviamente a rispondersi. E non c'era verso di evitare queste cose che poi, a raccontarle fuori, giustificano ciò che la gente pensa del pubblico impiego.
 
arizona77 ha scritto:
U2511 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Caro mio, non ho mai sentito di un dipendente pubblico che si suicida, anzi li vedo tutti che fanno la bella vita, senza responsabilità e senza rischi, si fanno la vacanzina a maggio e a luglio, nel week end a ballare, il cinemino, non si fanno mancare nulla.
Non condivido, forse perché un pochino quella realtà la conosco. Anche lì, pur avendo indubbiamente delle ampie certezze in più rispetto al settore privato, le cose sono molto cambiate, ma non in misura omogenea per tutti.
Un tempo vi era certamente una situazione del tipo "io Stato faccio finta di pagarti e tu pubblico dipendente fai finta di lavorare", e difatti il posto pubblico era ricercato esclusivamente nel Mezzogiorno per mancanza di alternative: al Nord letteralmente si "schifava" il pubblico (sto pensando ai primi anni '90, quando per un giovane fare una domanda per un concorso pubblico significava spesso farsi perculare dagli amici come "incapace di lavorare"). Dopo le cose sono cambiate, innanzitutto sono saliti gli stipendi, ma non dappertutto è salità la produttività del pubblico impiego. Questo ha creato gravi squilibri che sono drammaticamente emersi con la contrazione delle risorse. Vi sono enti/uffici in cui i pubblici dipendenti sono chiamati a straordinari non retribuiti e spesso nemmeno recuperabili in monte ore, oppure chiamati a trasferte senza manco il rimborso delle spese, ed altre posizioni in cui dei due impiegati in una stanza, uno ha la funzione di bagnare il timbro nel tampone e l'altro quella di imprimere la stampigliatura, ma solo se un terzo collega ha appoggiato i fogli nel giusto modo sulla scrivania. Su tutto, purtroppo, insiste come una macumba l'impossibilità tecnica e giuridica, da parte dei preposti in linea gerarchica, di adottare il benché minimo provvedimento non dico disciplinare, ma di ricollocamento ad altra funzione. Lo Stato, che non riesce a venirne a capo (anche perché i Direttori centrali difettano di legittimazione), ha potuto, come unica misura, deflazionare il costo del lavoro in modo uguale e contrario a come l'aveva inflazionato, cioè ad minchiam, buttando via il bimbo con l'acqua sporca.

Il vero mito del Nord, era la Banca, di cui si sparavano/vantavano
le 16/17/18 mensilita' :D

non ho capito perché banche del nord...cmq, per quel che ne so avevano 15 mensilitá, 17/18 le aveva solo,la banca d'italia.
 
a_gricolo ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
Detta in parole povere, nel pubblico, per ora, lo stipendio è ancora garantito. Altrove, no. Che non c'entra nulla con l'ammontare dello stipendio e le cene e/o ferie, ma col fatto che c'è la notte (dal punto di vista lavorativo e contributivo) può dormire tranquillo e chi si fa le ore piccole e/o in bianco. Che se hai un mutuo sai che lo puoi ripagare, mentre altrove non sai se l'anno prossimo potrai continuare a pagarlo. Che se ti capita un imprevisto sostanzioso ( sfasci la macchina? Di colpo serve l'apparecchio per i denti a tuo figlio?) puoi andare in banca a chiedere soldi presentando la tua busta paga ed ottieni il finanziamento, dall'altro lato della barricata con la busta paga non ottieni nulla, servono le famose "garanzie".
Insomma, fermo restando che, come avete già sottolineato, è dipendente pubblico anche il poliziotto, il vigile del fuoco, l'infermiere, ciò non toglie che esistano anche contatombini, passacarte, messi comunali ( mia moglie ride, si manda tutto via mail ormai e c'è ancora il messo) od insegnanti ( visto con i miei occhi dato che sono miei vicini di casa) che rimangono a casa 25 mesi dal momento in cui rimangono incinte al momento in cui tornano a lavorare

Da "parassita", confermo tutto. A margine, ci siamo fatti due risate la settimana scorsa con un funzionario di un ente regionale che si occupa di ricerca e divulgazione, persona peraltro seria e preparata: qualche anno fa aveva due incarichi di supervisione su progetti diversi, e mi raccontava che era costretto dagli "uffici preposti" (suppongo le dependance dell'UCAS, Ufficio Complicazione Affari Semplici che proliferano in ambito statale) a scrivere le raccomandate protocollate a sè stesso, e poi ovviamente a rispondersi. E non c'era verso di evitare queste cose che poi, a raccontarle fuori, giustificano ciò che la gente pensa del pubblico impiego.

Parassiti è un termine inapropriato (mia moglie lavora come una bestia, ed è in ottima compagnia con molti altri "parassiti" in Italia). Però mi racconta cose che non vale la pena riportare che accadono negli uffici dell'asburgico ed efficiente Trentino da far accapponare la pelle. E quando penso che costoro dormono tra due guanciali mentre io mi passo più di una notte in bianco mi sale l'embolo e sconfino nel desiderio di sterminio (selettivo, ovviamente ;) ).
Purtroppo il settore pubblico è un molock dove nessuno ha il coraggio o la forza di cambiare qualcosa, perchè sa che si troverà a combattere con i mulini a vento e rischia di bruciarsi carriera e futuro. Quindi si lascia tutto com'è, lasciando al singolo la scelta se comportarsi correttamente e giudiziosamente o approfittare delle larghe maglie del sistema e vivere di rendita. Per esperienza personale sono in maggioranza i primi rispetto ai secondi, per fortuna.
 
Cometa Rossa ha scritto:
Parassiti è un termine inappropriato

Per questo ci sono le virgolette ;)

Cometa Rossa ha scritto:
(mia moglie lavora come una bestia, ed è in ottima compagnia con molti altri "parassiti" in Italia). Però mi racconta cose che non vale la pena riportare

Lei te le racconta, io e mia moglie (infermiera) le vediamo.....
 
bumper morgan ha scritto:
arizona77 ha scritto:
U2511 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Caro mio, non ho mai sentito di un dipendente pubblico che si suicida, anzi li vedo tutti che fanno la bella vita, senza responsabilità e senza rischi, si fanno la vacanzina a maggio e a luglio, nel week end a ballare, il cinemino, non si fanno mancare nulla.
Non condivido, forse perché un pochino quella realtà la conosco. Anche lì, pur avendo indubbiamente delle ampie certezze in più rispetto al settore privato, le cose sono molto cambiate, ma non in misura omogenea per tutti.
Un tempo vi era certamente una situazione del tipo "io Stato faccio finta di pagarti e tu pubblico dipendente fai finta di lavorare", e difatti il posto pubblico era ricercato esclusivamente nel Mezzogiorno per mancanza di alternative: al Nord letteralmente si "schifava" il pubblico (sto pensando ai primi anni '90, quando per un giovane fare una domanda per un concorso pubblico significava spesso farsi perculare dagli amici come "incapace di lavorare"). Dopo le cose sono cambiate, innanzitutto sono saliti gli stipendi, ma non dappertutto è salità la produttività del pubblico impiego. Questo ha creato gravi squilibri che sono drammaticamente emersi con la contrazione delle risorse. Vi sono enti/uffici in cui i pubblici dipendenti sono chiamati a straordinari non retribuiti e spesso nemmeno recuperabili in monte ore, oppure chiamati a trasferte senza manco il rimborso delle spese, ed altre posizioni in cui dei due impiegati in una stanza, uno ha la funzione di bagnare il timbro nel tampone e l'altro quella di imprimere la stampigliatura, ma solo se un terzo collega ha appoggiato i fogli nel giusto modo sulla scrivania. Su tutto, purtroppo, insiste come una macumba l'impossibilità tecnica e giuridica, da parte dei preposti in linea gerarchica, di adottare il benché minimo provvedimento non dico disciplinare, ma di ricollocamento ad altra funzione. Lo Stato, che non riesce a venirne a capo (anche perché i Direttori centrali difettano di legittimazione), ha potuto, come unica misura, deflazionare il costo del lavoro in modo uguale e contrario a come l'aveva inflazionato, cioè ad minchiam, buttando via il bimbo con l'acqua sporca.

Il vero mito del Nord, era la Banca, di cui si sparavano/vantavano
le 16/17/18 mensilita' :D

non ho capito perché banche del nord...cmq, per quel che ne so avevano 15 mensilitá, 17/18 le aveva solo,la banca d'italia.

non " delle banche del Nord ",
per " quelli del Nord ".
Diversamente dai " fratelli " del Sud:
Insegnante, burocrate, CC
 
arizona77 ha scritto:
Il vero mito del Nord, era la Banca, di cui si sparavano/vantavano le 16/17/18 mensilita' :D
All'inizio degli anni 90 il mito del bancario era già declinante: i "vecchi" rimanevano ancorati ai contrati pregressi, i "nuovi" facevano già allora i precari per uno stipendio inferiore a quello che prendevi (all'epoca) nei servizi. E te ne parlo per esperienza diretta in prima persona nella ricca Emilia ...
 

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