<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> A quanto ammontano oggi gli interessi annui sul Debito Pubblico? | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

A quanto ammontano oggi gli interessi annui sul Debito Pubblico?

certo, questo è evidente, è il crollo del Pil che ha fatto crescere il rapporto debito/Pil negli ultimi anni o, se si preferisce, l'esplosione del debito pubblico in Europa non è la causa della crisi, quanto piuttosto la conseguenza della mancata crescita. Con l'ovvia eccezione del caso greco.

Ciò non toglie, d'altra parte, che il debito sia un problema nella misura in cui il contagio dell'Italia nella crisi del 2010-2011 sia avvenuto principalmente (almeno a detta degli esperti) per il timore della scarsa sostenibilità dei titoli di debito italiani a motivo del debito pubblico elevato. E, per l'appunto, spread elevati hanno comportato una spesa in termini di interessi maggiore, che so, di 5-10 miliardi rispetto ad una condizione "ordinaria", miliardi che si potevano utilizzare in altro modo, come ad esempio per ridurre le tasse su lavoro e imprese a tutto vantaggio della crescita.
 
alex.79 ha scritto:
sul Sole 24 ore di oggi c'è un interessante articolo proprio sul tema: in estrema sintesi, si dice che il costo medio del rifinanziamento del debito è sceso al minimo storico dello 0,62% nel primo trimestre 2016.
Il risparmio sarebbe dovuto principalmente al Qe di Draghi e si può quantificare in 8,5 miliardi. In pratica, dai 75,4 miliardi del 2014 si è passati a 71,2 per il 2015 e a 66,9 per il 2016 (previsioni contenute nel Def 2016).

Al di là della correttezza dei dati, che non ho verificato, parliamo quindi di un risparmio di circa 10-15 miliardi rispetto agli anni in cui la spesa era pari a 80 miliardi circa. Il risparmio è ancor più consistente se si raffronta il dato odierno con quello dell'annus horribilis, il 2012, quando si raggiunse la cifra record di oltre 84 miliardi. Naturalmente, per avere un quadro completo andrebbe calcolata l'incidenza della spesa per interessi rispetto al Pil, ma quanto detto dovrebbe comunque far riflettere quanti non danno importanza al debito pubblico o ai valori dello spread

Come ho detto alcuni post fa, meno male che c'è "Il sole 24ore" che ci aggiorna e ragguaglia su alcuni dati, perché se no sarebbe difficile trovarli.
Come immaginavo, il risparmio sugli interessi di quest'anno sarà piuttosto elevato, un po' di più del 2015 (ma penso che la previsione del Def sia anche un po' pessimistica).
Siamo passati comunque da 84 mld del 2012 a 66.9 previsti per il 2016..........
 
vonkrosigk ha scritto:
alex.79 ha scritto:
sul Sole 24 ore di oggi c'è un interessante articolo proprio sul tema: in estrema sintesi, si dice che il costo medio del rifinanziamento del debito è sceso al minimo storico dello 0,62% nel primo trimestre 2016.
Il risparmio sarebbe dovuto principalmente al Qe di Draghi e si può quantificare in 8,5 miliardi. In pratica, dai 75,4 miliardi del 2014 si è passati a 71,2 per il 2015 e a 66,9 per il 2016 (previsioni contenute nel Def 2016).

Al di là della correttezza dei dati, che non ho verificato, parliamo quindi di un risparmio di circa 10-15 miliardi rispetto agli anni in cui la spesa era pari a 80 miliardi circa. Il risparmio è ancor più consistente se si raffronta il dato odierno con quello dell'annus horribilis, il 2012, quando si raggiunse la cifra record di oltre 84 miliardi. Naturalmente, per avere un quadro completo andrebbe calcolata l'incidenza della spesa per interessi rispetto al Pil, ma quanto detto dovrebbe comunque far riflettere quanti non danno importanza al debito pubblico o ai valori dello spread

gli interessi hanno inciso per il 4.2% del pil nel 2015.
ripeto quanto detto: il dbt pubblico in Italia non è un problema e non ha neanche un problema di sostenibilità di lungo periodo(link postato sopra). Il dbt può diventare un problema in caso di stagnazione economica persistente (quella che stiamo avendo) perché è la stessa mancanza di crescita economica che determina un problema di sostenibilità del dbt!
Quindi, non facciamo come gli espertoni del sole24 che invertono causa-effetto: è la mancanza di crescita che genera il problema del debito pubblico NON il dbt a condizionare la crescita!

Concordo. Ma è un cane che si morde la coda. E' necessario uscire da questa situazione e la prima cosa da fare, e non lo dico certo da sindacalista, quale non sono mai stato, sarebbe aumentare i salari reali. Le aziende non li aumentano perché hanno paura di generare costi insostenibili, però aumentando i salari aumenterebbero anche i prezzi, in misura lieve perché i salari costituiscono solo uno dei fattori che alimentano i costi. Così si genererebbe un poco di inflazione "salutare", quell'inflazione che per ora non sta maturando con gli interventi esclusivamente monetari della Bce, anche per le ragioni che alcuni di Voi hanno esplicato (tra cui i vincoli e gli elevati crediti problematici delle banche).
E' difficile far salire la domanda se i salari reali non aumentano e anzi restano inchiodati (quando non diminuiscono) come è avvenuto negli ultimi anni.
Inoltre in molti settori i costi dei fattori produttivi sono diminuiti (materie prime) e quindi è ancora più improbabile che salgano i prezzi. La pericolosissima china deflattiva pertanto è sempre in agguato.
E' appena il caso di ricordare a tal proposito che la deflazione è uno spauracchio, è molto più devastante dell'alta inflazione. Il perché è un'altra storia rispetto a questo topic.

PS: colgo l'occasione per ringraziare tutti, perché ho letto solo ora gli ultimi 6-7 interventi e sono tutti molto interessanti, oltre che ovviamente "dotti". Complimenti davvero.
 
alex.79 ha scritto:
Ciò non toglie, d'altra parte, che il debito sia un problema nella misura in cui il contagio dell'Italia nella crisi del 2010-2011 sia avvenuto principalmente (almeno a detta degli esperti) per il timore della scarsa sostenibilità dei titoli di debito italiani a motivo del debito pubblico elevato. E, per l'appunto, spread elevati hanno comportato una spesa in termini di interessi maggiore, che so, di 5-10 miliardi rispetto ad una condizione "ordinaria", miliardi che si potevano utilizzare in altro modo, come ad esempio per ridurre le tasse su lavoro e imprese a tutto vantaggio della crescita.

Secondo me non è andata propriamente così... la sostenibilità del dbt nel 2011, IMHO, non c'entra...

Eminenti economisti di fama internazionale come Paul DeGrauwe, Krugman e Stiglitz (ma anche italiani come Paolo Savona e Brancaccio) hanno evidenziato che "all'interno di una unione monetaria lo spread rappresenti il rischio che l'unione salti"!
A dimostrazione di ciò, oltre ai casi storici di altre unioni, c'è il fatto che i tassi aumentarono in tutti paesi dell'?zona ma in quelli del mediterraneo molto di più non per un problema di dbt pubblico in termini assoluti o percentuali ma per un problema di saldo delle PARTITE CORRENTI negativo!
E' il saldo delle partite correnti negativo che può determinare problemi di sostenibilità del dbt; ma l'Italia NON li aveva neanche quando abbiamo toccato il -3.5% nel 2010.
Inoltre la fiammata dello spread si è spenta non quando abbiamo "fatto le riforme" o deposto un governo (che per quanto criticabile era eletto) per metterci un uomo di bruxelles MA quando M.Draghi ha pronunciato il famoso "whatever it takes"!!
Che se ricordate bene la frase per intero era:"the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro"
L'andamento dello spread allo scoccare del LTRO:
http://www.vincitorievinti.com/2015/03/lo-spread-ai-tempi-del-bazooka.html

Quindi, in conclusione, mi sento di dire che la crisi dello spread è stata generata, in quel preciso momento storico, da un fortissimo rischio di rottura dell'euro determinato dal fatto che i paesi del mediterraneo avevano persistenti squilibri nel saldo delle partite correnti.
 
vonkrosigk ha scritto:
alex.79 ha scritto:
Ciò non toglie, d'altra parte, che il debito sia un problema nella misura in cui il contagio dell'Italia nella crisi del 2010-2011 sia avvenuto principalmente (almeno a detta degli esperti) per il timore della scarsa sostenibilità dei titoli di debito italiani a motivo del debito pubblico elevato. E, per l'appunto, spread elevati hanno comportato una spesa in termini di interessi maggiore, che so, di 5-10 miliardi rispetto ad una condizione "ordinaria", miliardi che si potevano utilizzare in altro modo, come ad esempio per ridurre le tasse su lavoro e imprese a tutto vantaggio della crescita.

Secondo me non è andata propriamente così... la sostenibilità del dbt nel 2011, IMHO, non c'entra...

Eminenti economisti di fama internazionale come Paul DeGrauwe, Krugman e Stiglitz (ma anche italiani come Paolo Savona e Brancaccio) hanno evidenziato che "all'interno di una unione monetaria lo spread rappresenti il rischio che l'unione salti"!
A dimostrazione di ciò, oltre ai casi storici di altre unioni, c'è il fatto che i tassi aumentarono in tutti paesi dell'?zona ma in quelli del mediterraneo molto di più non per un problema di dbt pubblico in termini assoluti o percentuali ma per un problema di saldo delle PARTITE CORRENTI negativo!
E' il saldo delle partite correnti negativo che può determinare problemi di sostenibilità del dbt; ma l'Italia NON li aveva neanche quando abbiamo toccato il -3.5% nel 2010.

E allora come mai e' salito alla follia inpochi mesi, tanto da surclassare persino la Spagna :?:
 
arizona77 ha scritto:
E allora come mai e' salito alla follia inpochi mesi, tanto da surclassare persino la Spagna :?:
Perché le maggiori banche europee che detenevano i nostri titoli hanno "ricevuto" l'ordine di sbarazzarsene con lo scopo di creare un "fate presto" e posizionare Morti al posto di comando con una finte emergenza economica.
Il problema non era però il debito e i suoi interessi, ma il deficit delle partiti correnti. Monti lo conferma sempre alla famosa intervista alla CNN.
 
arizona77 ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
alex.79 ha scritto:
Ciò non toglie, d'altra parte, che il debito sia un problema nella misura in cui il contagio dell'Italia nella crisi del 2010-2011 sia avvenuto principalmente (almeno a detta degli esperti) per il timore della scarsa sostenibilità dei titoli di debito italiani a motivo del debito pubblico elevato. E, per l'appunto, spread elevati hanno comportato una spesa in termini di interessi maggiore, che so, di 5-10 miliardi rispetto ad una condizione "ordinaria", miliardi che si potevano utilizzare in altro modo, come ad esempio per ridurre le tasse su lavoro e imprese a tutto vantaggio della crescita.

Secondo me non è andata propriamente così... la sostenibilità del dbt nel 2011, IMHO, non c'entra...

Eminenti economisti di fama internazionale come Paul DeGrauwe, Krugman e Stiglitz (ma anche italiani come Paolo Savona e Brancaccio) hanno evidenziato che "all'interno di una unione monetaria lo spread rappresenti il rischio che l'unione salti"!
A dimostrazione di ciò, oltre ai casi storici di altre unioni, c'è il fatto che i tassi aumentarono in tutti paesi dell'?zona ma in quelli del mediterraneo molto di più non per un problema di dbt pubblico in termini assoluti o percentuali ma per un problema di saldo delle PARTITE CORRENTI negativo!
E' il saldo delle partite correnti negativo che può determinare problemi di sostenibilità del dbt; ma l'Italia NON li aveva neanche quando abbiamo toccato il -3.5% nel 2010.

E allora come mai e' salito alla follia inpochi mesi, tanto da surclassare persino la Spagna :?:

hai quotato in parte... spero tu abbia letto tutto e anche il link.
"persino la spagna" lo dici come se fossero meglio di noi.... La crisi dello spread ha colpito TUTTI i paesi del mediterraneo.

Comunque ti elenco i passaggi semplificati:
1. i paesi sono colpiti da un deficit persistente nel saldo delle partite correnti;
2. le istituzioni finanziarie sanno che un deficit persistente delle Partite correnti può provocare un problema di dbt;
3. gli stati non hanno strumenti monetari (cioè svalutazione e monetizzazione del dbt) per correggere il saldo negativo;
4. le istituzioni apprendono e iniziano a vendere perchè "preoccupate";
5. gli stati sono costretti ad offrire tassi più alti per piazzare titoli di dbt;
6. le istituzioni finanziarie sanno che senza politiche monetarie tassi più alti sul dbt metteranno ancor più in difficoltà gli stati e scatta il panico;
7. si genera un eccesso di offerta di titoli e scatta l'esplosione dello spread;
8. arriva Draghi con LTRO e il "whatever it takes" comprando massicciamente titoli di dbt e ponendo la BCE come "prestatore di ultima istanza";
9. le istituzioni finanziarie apprendono che la BCE "ha sostituito" le politiche monetarie degli stati e tornano a fidarsi;
10. lo spread scende.

http://www.vincitorievinti.com/2015/03/lo-spread-ai-tempi-del-bazooka.html
 
Trotto@81 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
E allora come mai e' salito alla follia inpochi mesi, tanto da surclassare persino la Spagna :?:
Perché le maggiori banche europee che detenevano i nostri titoli hanno "ricevuto" l'ordine di sbarazzarsene con lo scopo di creare un "fate presto" e posizionare Morti al posto di comando con una finte emergenza economica.
Il problema non era però il debito e i suoi interessi, ma il deficit delle partiti correnti. Monti lo conferma sempre alla famosa intervista alla CNN.

doppio
 
Trotto@81 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
E allora come mai e' salito alla follia inpochi mesi, tanto da surclassare persino la Spagna :?:
Perché le maggiori banche europee che detenevano i nostri titoli hanno "ricevuto" l'ordine di sbarazzarsene con lo scopo di creare un "fate presto" e posizionare Morti al posto di comando con una finte emergenza economica.
Il problema non era però il debito e i suoi interessi, ma il deficit delle partiti correnti. Monti lo conferma sempre alla famosa intervista alla CNN.

:shock:
ma se io ho quotato....
vonk....
" non c'erano i motivi per l' Italia rispetto le partite correnti "
:shock:
 
vonkrosigk ha scritto:
arizona77 ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
alex.79 ha scritto:
Ciò non toglie, d'altra parte, che il debito sia un problema nella misura in cui il contagio dell'Italia nella crisi del 2010-2011 sia avvenuto principalmente (almeno a detta degli esperti) per il timore della scarsa sostenibilità dei titoli di debito italiani a motivo del debito pubblico elevato. E, per l'appunto, spread elevati hanno comportato una spesa in termini di interessi maggiore, che so, di 5-10 miliardi rispetto ad una condizione "ordinaria", miliardi che si potevano utilizzare in altro modo, come ad esempio per ridurre le tasse su lavoro e imprese a tutto vantaggio della crescita.

Secondo me non è andata propriamente così... la sostenibilità del dbt nel 2011, IMHO, non c'entra...

Eminenti economisti di fama internazionale come Paul DeGrauwe, Krugman e Stiglitz (ma anche italiani come Paolo Savona e Brancaccio) hanno evidenziato che "all'interno di una unione monetaria lo spread rappresenti il rischio che l'unione salti"!
A dimostrazione di ciò, oltre ai casi storici di altre unioni, c'è il fatto che i tassi aumentarono in tutti paesi dell'?zona ma in quelli del mediterraneo molto di più non per un problema di dbt pubblico in termini assoluti o percentuali ma per un problema di saldo delle PARTITE CORRENTI negativo!
E' il saldo delle partite correnti negativo che può determinare problemi di sostenibilità del dbt; ma l'Italia NON li aveva neanche quando abbiamo toccato il -3.5% nel 2010.

E allora come mai e' salito alla follia inpochi mesi, tanto da surclassare persino la Spagna :?:

hai quotato in parte... spero tu abbia letto tutto e anche il link.
"persino la spagna" lo dici come se fossero meglio di noi.... La crisi dello spread ha colpito TUTTI i paesi del mediterraneo.

Comunque ti elenco i passaggi semplificati:
1. i paesi sono colpiti da un deficit persistente nel saldo delle partite correnti;
2. le istituzioni finanziarie sanno che un deficit persistente delle Partite correnti può provocare un problema di dbt;
3. gli stati non hanno strumenti monetari (cioè svalutazione e monetizzazione del dbt) per correggere il saldo negativo;
4. le istituzioni apprendono e iniziano a vendere perchè "preoccupate";
5. gli stati sono costretti ad offrire tassi più alti per piazzare titoli di dbt;
6. le istituzioni finanziarie sanno che senza politiche monetarie tassi più alti sul dbt metteranno ancor più in difficoltà gli stati e scatta il panico;
7. si genera un eccesso di offerta di titoli e scatta l'esplosione dello spread;
8. arriva Draghi con LTRO e il "whatever it takes" comprando massicciamente titoli di dbt e ponendo la BCE come "prestatore di ultima istanza";
9. le istituzioni finanziarie apprendono che la BCE "ha sostituito" le politiche monetarie degli stati e tornano a fidarsi;
10. lo spread scende.

http://www.vincitorievinti.com/2015/03/lo-spread-ai-tempi-del-bazooka.html

Certo che cito la Spagna:
noi siamo alla carretta col nostro 12% di disoccupazione
ma la Spagna e' al doppio.
Come lo ripianano il debito con una tal massa di non retribuiti
( oltre a doverli mantenere in un qualche modo ) :?:
 
[Comunque ti elenco i passaggi semplificati:
1. i paesi sono colpiti da un deficit persistente nel saldo delle partite correnti;
2. le istituzioni finanziarie sanno che un deficit persistente delle Partite correnti può provocare un problema di dbt;
3. gli stati non hanno strumenti monetari (cioè svalutazione e monetizzazione del dbt) per correggere il saldo negativo;
4. le istituzioni apprendono e iniziano a vendere perchè "preoccupate";
5. gli stati sono costretti ad offrire tassi più alti per piazzare titoli di dbt;
6. le istituzioni finanziarie sanno che senza politiche monetarie tassi più alti sul dbt metteranno ancor più in difficoltà gli stati e scatta il panico;
7. si genera un eccesso di offerta di titoli e scatta l'esplosione dello spread;
8. arriva Draghi con LTRO e il "whatever it takes" comprando massicciamente titoli di dbt e ponendo la BCE come "prestatore di ultima istanza";
9. le istituzioni finanziarie apprendono che la BCE "ha sostituito" le politiche monetarie degli stati e tornano a fidarsi;
10. lo spread scende.

http://www.vincitorievinti.com/2015/03/lo-spread-ai-tempi-del-bazooka.html [/quote]]

disamina perfetta... mi limito solamente ad aggiungere che i deficit delle partite correnti di molti Paesi dell'area sono stati causati, a loro volta, da un'imperfetta costruzione dell'eurozona, nel senso che l'area monetaria difettava (e difetta tuttora) dei prerequisiti essenziali. L'eurozona non era, e non è, un'area monetaria ottimale poiché la mobilità dei lavoratori è molto limitata e mancano gli strumenti per rimediare agli shock asimmetrici (trasferimenti di risorse, sussidi, etc.)
 
alex.79 ha scritto:
disamina perfetta... mi limito solamente ad aggiungere che i deficit delle partite correnti di molti Paesi dell'area sono stati causati, a loro volta, da un'imperfetta costruzione dell'eurozona, nel senso che l'area monetaria difettava (e difetta tuttora) dei prerequisiti essenziali. L'eurozona non era, e non è, un'area monetaria ottimale poiché la mobilità dei lavoratori è molto limitata e mancano gli strumenti per rimediare agli shock asimmetrici (trasferimenti di risorse, sussidi, etc.)
Il deficit di partite correnti non centra con la mobilità dei fattori produttivi.
Il deficit è causato dalla valuta troppo forte per i Paesi della periferia, che favorisce l'import di prodotti a scapito di quelli interni al singolo Stato. Negli USA il 75% del PIL è concentrato nello stato di NY, trasferito a sua volta agli stati periferici che di conseguenza acquistano i beni del centro, andando in deficit; eppure loro si spostano molto fra gli stati membri, come avveniva anche in Italia fra Meridione e Settentrione.
I trasferimenti in ogni caso non creano sviluppo, servono solo a mantenere in piedi il centro della produzione di ogni Stato.
Il Veneto difficilmente avrebbero potuto consumare tutto quello che produceva, quindi, una parte la si vendeva al Sud, che riceveva a sua volta denaro per comperare tali merci, oppure lo esportava.
Purtroppo con i trasferimenti ci mangia anche il forestale di Cinisi, ma è a sua volta un cliente dell'industria Settentrionale.
La cosa più triste è che il forestale non vedrà mai un'industria siciliana sviluppata, perché pagato affinché sia un mero consumatore e non un imprenditore che si ingegna per creare qualcosa per la sua terra.
 
alex.79 ha scritto:
disamina perfetta... mi limito solamente ad aggiungere che i deficit delle partite correnti di molti Paesi dell'area sono stati causati, a loro volta, da un'imperfetta costruzione dell'eurozona, nel senso che l'area monetaria difettava (e difetta tuttora) dei prerequisiti essenziali. L'eurozona non era, e non è, un'area monetaria ottimale poiché la mobilità dei lavoratori è molto limitata e mancano gli strumenti per rimediare agli shock asimmetrici (trasferimenti di risorse, sussidi, etc.)

grazie.
verissimo quel che dici ma per completezza aggiungo che la "perfetta mobilità" dei fattori non è condicio sine qua non per assorbire gli shock ne eventualità auspicabile in alcuni casi! Noi italiani dovremmo sapere bene che "la perfetta mobilità dei meridionali" verso il nord non ha impedito all'Italia di aver crisi. Inoltre la mobilità del "fattore lavoro" cioè della manodopera causa un "brain drain" cioè un "drenaggio di cervelli" dalle zone povere a quelle ricche che contribuisce, anzi determina, la persistenza del "gap" tra le due (o più) aree.
In virtù dell'euro abbiamo smesso di spostarci da potenza a milano per iniziare a spostarci da potenza E milano (e lisbona, atene ecc) A berlino.
 

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