vonkrosigk ha scritto:
la ripresa è qualcosa che si genera andando ad agire sulla domanda non sull'offerta!
nel momento in cui si impedisce agli stati di agire sulla domanda (perchè sei costretto all'austerity per mantenere l'euro) non ci si può lamentare se la ripresa non c'è!
Lo stimolo della domanda aggregata, più che una scienza, è qualcosa che sta a cavallo tra l'arte e le discipline esoteriche.
I tassi bassi, a mio modesto avviso, non sempre incoraggiano la domanda, anzi, la deprimono, come nell'attuale situazione. Il rendimento nullo dei propri risparmi induce - paradossalmente - ad alzare la propensione al risparmio (per chi può), proprio perché, mancando i frutti, l'unico modo per vedere crescere il proprio capitale è incrementarlo con quite aggiuntive di risparmio. E una delle motivazioni al risparmio è l'estrema incertezza normativa (esempio banale, tasse sulla casa oggi sì, domani no, dopodomani tiriamo la monetina ... ) e l'irresponsabilità comunicazionale di molti personaggi pubblici (uno su tutti l'esimio presidente dell'Inps che sta terrorizzando il Paese). In aggiunta, la recente "salvabanche" ha fatto carne di porco della fiducia degli Italiani nel sistema bancario (si sta tornando alla tesaurizzazione del contante, anche per grosse somme, magari nelle cassette di sicurezza - e non palriamo poi delle voci su un enesimo prelievo forzoso nei c/c).
La componente psicologica incide pesantemente nella formazione della domanda aggregata.
A questo punto, chiaro che le imprese, pur avendo una parte di esse a disposizione liquidità a basso costo, non "prendono" il denaro ... a che servirebbe? Lo prendono solo quelle poche imprese che hanno mercati di sbocco interessanti.
Le banche, tra l'altro, con così bassa richiesta di impieghi ed una enorme raccolta dovrebbero "scannarsi" pur di prestare soldi, ma non lo fanno per vari motivi, i cui principali posson essere così riassunti:
1) necessità di destinare grosse risorse alla copertura dei c.s. "non performing loans" secondo i nuovi criteri, che sono oltremodo severi (anche troppo);
2) necessità di fare utili ora che non possono più contare sulla manomorta operata sui titoli di stato grazie ai primi LTRO di qualche anno fa - e che devono prepararsi a sostenere i costi dei tanti esuberi
3) maggior convenienza a investire nelle finanziarie collegate (se non
captive, almeno "amiche) che hanno ben diversi margini operativi, più alta flessibilità e minori vincoli
Il risultato è che chi si trova in posizione di discreta forza rispetto al sistema bancario, come per pura combinazione e non certo per merito mi trovo, almeno per ora, io, può rifiutare liquidità chirografaria a firma singola al 2,75% perché "inutile", mentre chi ha necessità di liquidità la paga a non meno del 7-8% effettivo, e magari si chiede pure una co-obbligazione.
Non andiamo molto lontano in questo modo.