<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> A quanto ammontano oggi gli interessi annui sul Debito Pubblico? | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

A quanto ammontano oggi gli interessi annui sul Debito Pubblico?

renatom ha scritto:
arizona77 ha scritto:
....gli e' che, alla faccia di tutti i provvedimenti presi,
cresce pure in assoluto.
Altro/oltre che rapporto :evil: :!:

http://www.repubblica.it/economia/2016/03/15/news/banca_d_italia_debito_pubblico-135513493/

Che cresca in assoluto, finché c'è deficit di bilancio, è scontato.

Potrebbe crescere in assoluto, ma diminuire in percentuale se crescesse il denominatore PIL.

Perche' deve crescere in assoluto con tutti i provvedimenti presi :?: :

Fornero
Blocchi stpendi PA e dell' adeguamento pensioni
Calo spread
Tagli Sanita'
Tagli alle Regioni
 
arizona77 ha scritto:
renatom ha scritto:
arizona77 ha scritto:
....gli e' che, alla faccia di tutti i provvedimenti presi,
cresce pure in assoluto.
Altro/oltre che rapporto :evil: :!:

http://www.repubblica.it/economia/2016/03/15/news/banca_d_italia_debito_pubblico-135513493/

Che cresca in assoluto, finché c'è deficit di bilancio, è scontato.

Potrebbe crescere in assoluto, ma diminuire in percentuale se crescesse il denominatore PIL.

Perche' deve crescere in assoluto con tutti i provvedimenti sbandierati:

Fornero
Calo spread
Tagli Sanita'
Tagli alle Regioni

Come fa a calare se c'è deficit di bilancio?

Finché spendo più di quello che incasso i miei debiti possono solo aumentare.
 
renatom ha scritto:
arizona77 ha scritto:
renatom ha scritto:
arizona77 ha scritto:
....gli e' che, alla faccia di tutti i provvedimenti presi,
cresce pure in assoluto.
Altro/oltre che rapporto :evil: :!:

http://www.repubblica.it/economia/2016/03/15/news/banca_d_italia_debito_pubblico-135513493/

Che cresca in assoluto, finché c'è deficit di bilancio, è scontato.

Potrebbe crescere in assoluto, ma diminuire in percentuale se crescesse il denominatore PIL.

Perche' deve crescere in assoluto con tutti i provvedimenti sbandierati:

Fornero
Calo spread
Tagli Sanita'
Tagli alle Regioni

Come fa a calare se c'è deficit di bilancio?

Finché spendo più di quello che incasso i miei debiti possono solo aumentare.

Appunto:
tutti i tagli non sono serviti al pareggio, quindi ne servono altri
nonostante si sia alla canna del gas
( visto che evidentemente si risparmia 10 e si continua a sprecare per 15 )
 
il debito in senso assoluto è un dato privo di rilievo, l'indicatore economico più significativo è il rapporto debito/Pil. Dopo la riduzione che si è generata a partire dalla metà degli anni Novanta, tale rapporto è cresciuto negli anni della crisi proprio in virtù del crollo del Pil, l'aumento della pressione fiscale e i tagli alla spesa pubblica hanno bilanciato solo fino ad un certo punto (o, secondo una chiave di lettura antitetica, hanno accentuato la recessione in atto)
 
Il problema sono i tagli lineari. Si taglia a caso per cercare di raggiungere il pareggio.
Da considerare che poi abbiamo gli interessi ad alzare la spesa, per cui per raggiungere il pareggio sarebbe necessario fare miracoli.
In realtà i tagli vanno ben localizzati e occorre dare possibilità alle imprese di operare sul mercato con qualche vincolo in meno: certo meno tasse, ma anche una rivoluzione seria del pubblico. Ad oggi occorre una giustizia migliore (tempi mostruosi per le cause civili) ed in generale un sistema burocratico coerente con gli anni 2000.
 
pilota54 ha scritto:
Nei prossimi anni, mantenendosi i tassi ancora su valori molto bassi (e Draghi assicura che sarà così), l'ammontare degli interessi dovrebbe calare sensibilmente, ma perché ciò avvenga è anche necessario che il debito complessivo non aumenti, anzi, che almeno diminuisca un po'. Diciamo che il debito pubblico potrebbe diventare un problema meno assillante di quanto non lo sia oggi.
Per ora tra l'altro sembra che l'aumento del debito si sia fermato.

su Draghi non ci conterei troppo... anzi nulla! l'inefficacia del QE (che non è colpa sua ma la pagherà lui) potrebbe far terminare il suo mandato anzitempo....

l'ammontare degli interessi diminuisce se il paese cresce in modo tale da "monetizzare" gli interessi stessi tramite crescita di PIL costante e moderata inflazione (dal 3 al 5% annuo).
il debito pubblico è un "non-problema" ma è diventato tale più per colpa degli allarmismi della stampa nostrana che per altro: infatti basta guardare "l'indice di sostenibilità del dbt" per capire che il dbt.pubblico italiano NON è MAI stato un problema.
ecco il link: https://goo.gl/Fj7GPx

la pessima stampa italiana ha inculcato l'idea che l'unico problema dell'Italia fosse il dbt e che questo determinasse la condizione macro del paese... niente di più falso. anzi è il contrario.
 
alex.79 ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Facciamo ora un breve e semplice calcolo:

Il debito pubblico italiano ammontava al 31 dicembre 2015 a circa 2.170 miliardi di euro e l'interesse globale pagato nel 2015 è stato pari a 70 miliardi, con una percentuale quindi del 3.22%. E' un valore ancora alto perché come abbiamo visto la durata media del debito è di circa 6.5 anni, quindi dentro ci sono molti BTP con tassi ancora elevati.

Nei prossimi anni, mantenendosi i tassi ancora su valori molto bassi (e Draghi assicura che sarà così), l'ammontare degli interessi dovrebbe calare sensibilmente, ma perché ciò avvenga è anche necessario che il debito complessivo non aumenti, anzi, che almeno diminuisca un po'. Diciamo che il debito pubblico potrebbe diventare un problema meno assillante di quanto non lo sia oggi.
Per ora tra l'altro sembra che l'aumento del debito si sia fermato.
da quanto leggo mi sembri molto competente in materia, sicuramente sopra la media di chi frequenta il forum, quindi sai bene che il tasso Bce influisce sino ad un certo punto sui valori dei titoli di debito dei singoli Stati, legati piuttosto all'affidabilità percepita dai mercati finanziari. Quanto al debito, non rileva tanto il valore assoluto in sé, quanto la sua incidenza sul Pil, non a caso gli economisti sono soliti ripetere che il vero problema del nostro Paese è proprio la bassa crescita che incide, negativamente, sul rapporto debito/Pil

Grazie, sono laureato in Economia aziendale e sono stato funzionario di banca per diversi anni nell'area crediti alle imprese (ora sono andato in pensione). Ho anche una certa passione per le materie economiche.
Concordo su quanto affermi. Ovviamente il debito "in assoluto" non ha rilevanza, mentre ha rilevanza rapportato a PIL, questo è pacifico.

A mio parere però sono importanti altre due variabili: il tasso medio di interesse sul debito stesso e l'inflazione. L'inflazione infatti svaluta il debito, mentre oggi, con inflazione zero il debito non si svaluta, ma si continuano a pagare tassi di interesse molto alti (causa la durata media elevata e paghiamo ancora il maxi-spread di qualche anno fa), e gli interessi caricati aumentano il "montante" praticamente senza motivo o quasi.
 
vonkrosigk ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Nei prossimi anni, mantenendosi i tassi ancora su valori molto bassi (e Draghi assicura che sarà così), l'ammontare degli interessi dovrebbe calare sensibilmente, ma perché ciò avvenga è anche necessario che il debito complessivo non aumenti, anzi, che almeno diminuisca un po'. Diciamo che il debito pubblico potrebbe diventare un problema meno assillante di quanto non lo sia oggi.
Per ora tra l'altro sembra che l'aumento del debito si sia fermato.

su Draghi non ci conterei troppo... anzi nulla! l'inefficacia del QE (che non è colpa sua ma la pagherà lui) potrebbe far terminare il suo mandato anzitempo....

l'ammontare degli interessi diminuisce se il paese cresce in modo tale da "monetizzare" gli interessi stessi tramite crescita di PIL costante e moderata inflazione (dal 3 al 5% annuo).
il debito pubblico è un "non-problema" ma è diventato tale più per colpa degli allarmismi della stampa nostrana che per altro: infatti basta guardare "l'indice di sostenibilità del dbt" per capire che il dbt.pubblico italiano NON è MAI stato un problema.
ecco il link: https://goo.gl/Fj7GPx

la pessima stampa italiana ha inculcato l'idea che l'unico problema dell'Italia fosse il dbt e che questo determinasse la condizione macro del paese... niente di più falso. anzi è il contrario.

Vedo che sei molto "Keynesiano" e sono abbastanza d'accordo con te. :D
Come dicevo prima però in Italia ci sono anche tassi di interesse reali ancora troppo alti (anche nel settore privato famiglie/imprese) considerando che l'inflazione è zero, e a mio avviso contribuiscono a frenare la ripresa.
Molte famiglie sono indebitate, i loro debiti non si svalutano e pagano interessi alti, anche per questo i consumi non aumentano e la domanda è debole.
 
pilota54 ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Nei prossimi anni, mantenendosi i tassi ancora su valori molto bassi (e Draghi assicura che sarà così), l'ammontare degli interessi dovrebbe calare sensibilmente, ma perché ciò avvenga è anche necessario che il debito complessivo non aumenti, anzi, che almeno diminuisca un po'. Diciamo che il debito pubblico potrebbe diventare un problema meno assillante di quanto non lo sia oggi.
Per ora tra l'altro sembra che l'aumento del debito si sia fermato.

su Draghi non ci conterei troppo... anzi nulla! l'inefficacia del QE (che non è colpa sua ma la pagherà lui) potrebbe far terminare il suo mandato anzitempo....

l'ammontare degli interessi diminuisce se il paese cresce in modo tale da "monetizzare" gli interessi stessi tramite crescita di PIL costante e moderata inflazione (dal 3 al 5% annuo).
il debito pubblico è un "non-problema" ma è diventato tale più per colpa degli allarmismi della stampa nostrana che per altro: infatti basta guardare "l'indice di sostenibilità del dbt" per capire che il dbt.pubblico italiano NON è MAI stato un problema.
ecco il link: https://goo.gl/Fj7GPx

la pessima stampa italiana ha inculcato l'idea che l'unico problema dell'Italia fosse il dbt e che questo determinasse la condizione macro del paese... niente di più falso. anzi è il contrario.

Vedo che sei molto "Keynesiano" e sono abbastanza d'accordo con te. :D
Come dicevo prima però in Italia ci sono anche tassi di interesse reali ancora troppo alti (anche nel settore privato famiglie/imprese) considerando che l'inflazione è zero, e a mio avviso contribuiscono a frenare la ripresa.
Molte famiglie sono indebitate, i loro debiti non si svalutano e pagano interessi alti, anche per questo i consumi non aumentano e la domanda è debole.

assolutamente vero!
l'inflazione aiuta tutti i "debitori" (famiglie-imprese-Stati)! in un contesto strutturalmente deflazionistico è ovvio che questi soggetti sia penalizzati.

detto ciò mi preme dire che la "ripresa" non è qualcosa che nasce da sola! come tu ben sai, in virtù dei tuoi studi, la ripresa è qualcosa che si genera andando ad agire sulla domanda non sull'offerta!
nel momento in cui si impedisce agli stati di agire sulla domanda (perchè sei costretto all'austerity per mantenere l'euro) non ci si può lamentare se la ripresa non c'è!
 
pilota54 ha scritto:
[ma si continuano a pagare tassi di interesse molto alti (causa la durata media elevata e paghiamo ancora il maxi-spread di qualche anno fa), e gli interessi caricati aumentano il "montante" praticamente senza motivo o quasi.
Ni ... lo spread è un dato "istantaneo" di mercato che si riflette (e che a sua volta viene determinato) dal corso dei titoli in quel dato momento, non è necessariamente lo "spread di emissione" (termine improprio per indicare il tasso di emissione rapportato al prezzo di collocamento, lo so che tu lo sai, ma magari non tutti qui hanno chiara questa cosa).
La fiammata del 2011, in reaktà, non ha inciso in modo elevato, perché il nostro Tesoro, i cui funzionari hanno un pelo infinito sullo stomaco, nei momenti di crisi cercano di stare molto corti, proprio per evitare di gravare sui conti con tassi eccessivamente elevati nel futuro, mentre giocano lunghi o lunghissimi quando le condizioni sono favorevoli (vedi il ventennale ora in emissione)
La fiammata di 5 anni fa fece disastri ai pavidi che vendettero e la "foruna" di chi ebbe fiducia sul nostro Tesoro: qunado una durata residua di 60-72 mesi al 4% lordo (emessa però molto tempo prima) veniva scambiata a 85-86, l'investorre prendeva circa il 7% netto con una spread di 550 punti base, ma il Tesoro continuava a pagare il 3,5% netto (in ipotesi di collocamento alla pari)
INteressante qui vedere il corso dei titoli nel tempo ;)
http://www.borsaitaliana.it/borsa/obbligazioni/mot/btp/lista.html

Per fare un esempio, nella composizione dei tassi medi pagati ci stanno cosette come questa
http://www.borsaitaliana.it/borsa/obbligazioni/mot/btp/scheda/IT0000366655.html?lang=it
Un BTP trentennale emesso nel lontano 1993 ad un "bel" 9% lordo
http://www.borsaitaliana.it/obbligazioni/mot/schede-titoli/it0000366655_pdf.htm
Ora ha una quotazione "stratosferica" e rende praticamente zero, ma pensa a chi lo prese nell'autunno 2011 (ora non mi si apre il grafico storico, ma a naso nel 2011 stava circa alla pari)
 
vonkrosigk ha scritto:
la ripresa è qualcosa che si genera andando ad agire sulla domanda non sull'offerta!
nel momento in cui si impedisce agli stati di agire sulla domanda (perchè sei costretto all'austerity per mantenere l'euro) non ci si può lamentare se la ripresa non c'è!
Lo stimolo della domanda aggregata, più che una scienza, è qualcosa che sta a cavallo tra l'arte e le discipline esoteriche.

I tassi bassi, a mio modesto avviso, non sempre incoraggiano la domanda, anzi, la deprimono, come nell'attuale situazione. Il rendimento nullo dei propri risparmi induce - paradossalmente - ad alzare la propensione al risparmio (per chi può), proprio perché, mancando i frutti, l'unico modo per vedere crescere il proprio capitale è incrementarlo con quite aggiuntive di risparmio. E una delle motivazioni al risparmio è l'estrema incertezza normativa (esempio banale, tasse sulla casa oggi sì, domani no, dopodomani tiriamo la monetina ... ) e l'irresponsabilità comunicazionale di molti personaggi pubblici (uno su tutti l'esimio presidente dell'Inps che sta terrorizzando il Paese). In aggiunta, la recente "salvabanche" ha fatto carne di porco della fiducia degli Italiani nel sistema bancario (si sta tornando alla tesaurizzazione del contante, anche per grosse somme, magari nelle cassette di sicurezza - e non palriamo poi delle voci su un enesimo prelievo forzoso nei c/c).

La componente psicologica incide pesantemente nella formazione della domanda aggregata.

A questo punto, chiaro che le imprese, pur avendo una parte di esse a disposizione liquidità a basso costo, non "prendono" il denaro ... a che servirebbe? Lo prendono solo quelle poche imprese che hanno mercati di sbocco interessanti.

Le banche, tra l'altro, con così bassa richiesta di impieghi ed una enorme raccolta dovrebbero "scannarsi" pur di prestare soldi, ma non lo fanno per vari motivi, i cui principali posson essere così riassunti:
1) necessità di destinare grosse risorse alla copertura dei c.s. "non performing loans" secondo i nuovi criteri, che sono oltremodo severi (anche troppo);
2) necessità di fare utili ora che non possono più contare sulla manomorta operata sui titoli di stato grazie ai primi LTRO di qualche anno fa - e che devono prepararsi a sostenere i costi dei tanti esuberi
3) maggior convenienza a investire nelle finanziarie collegate (se non captive, almeno "amiche) che hanno ben diversi margini operativi, più alta flessibilità e minori vincoli

Il risultato è che chi si trova in posizione di discreta forza rispetto al sistema bancario, come per pura combinazione e non certo per merito mi trovo, almeno per ora, io, può rifiutare liquidità chirografaria a firma singola al 2,75% perché "inutile", mentre chi ha necessità di liquidità la paga a non meno del 7-8% effettivo, e magari si chiede pure una co-obbligazione.

Non andiamo molto lontano in questo modo.
 
pilota54 ha scritto:
alex.79 ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Facciamo ora un breve e semplice calcolo:

Il debito pubblico italiano ammontava al 31 dicembre 2015 a circa 2.170 miliardi di euro e l'interesse globale pagato nel 2015 è stato pari a 70 miliardi, con una percentuale quindi del 3.22%. E' un valore ancora alto perché come abbiamo visto la durata media del debito è di circa 6.5 anni, quindi dentro ci sono molti BTP con tassi ancora elevati.

Nei prossimi anni, mantenendosi i tassi ancora su valori molto bassi (e Draghi assicura che sarà così), l'ammontare degli interessi dovrebbe calare sensibilmente, ma perché ciò avvenga è anche necessario che il debito complessivo non aumenti, anzi, che almeno diminuisca un po'. Diciamo che il debito pubblico potrebbe diventare un problema meno assillante di quanto non lo sia oggi.
Per ora tra l'altro sembra che l'aumento del debito si sia fermato.
da quanto leggo mi sembri molto competente in materia, sicuramente sopra la media di chi frequenta il forum, quindi sai bene che il tasso Bce influisce sino ad un certo punto sui valori dei titoli di debito dei singoli Stati, legati piuttosto all'affidabilità percepita dai mercati finanziari. Quanto al debito, non rileva tanto il valore assoluto in sé, quanto la sua incidenza sul Pil, non a caso gli economisti sono soliti ripetere che il vero problema del nostro Paese è proprio la bassa crescita che incide, negativamente, sul rapporto debito/Pil

Grazie, sono laureato in Economia aziendale e sono stato funzionario di banca per diversi anni nell'area crediti alle imprese (ora sono andato in pensione). Ho anche una certa passione per le materie economiche.
Concordo su quanto affermi. Ovviamente il debito "in assoluto" non ha rilevanza, mentre ha rilevanza rapportato a PIL, questo è pacifico.

A mio parere però sono importanti altre due variabili: il tasso medio di interesse sul debito stesso e l'inflazione. L'inflazione infatti svaluta il debito, mentre oggi, con inflazione zero il debito non si svaluta, ma si continuano a pagare tassi di interesse molto alti (causa la durata media elevata e paghiamo ancora il maxi-spread di qualche anno fa), e gli interessi caricati aumentano il "montante" praticamente senza motivo o quasi.

Aggiungerei l' importanza del creditore: vedi il caso Giappone
E poi aggiungo come ciliegina che, sul pratico, non stiamo parlando di una scenza esatta.
Solo dei pazzi ( IMO ) possono ( continuare a ) comprare il debito pubblico Italiano
con tassi negativi.... :D :D :D :D :D
 
U2511 ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
la ripresa è qualcosa che si genera andando ad agire sulla domanda non sull'offerta!
nel momento in cui si impedisce agli stati di agire sulla domanda (perchè sei costretto all'austerity per mantenere l'euro) non ci si può lamentare se la ripresa non c'è!
Lo stimolo della domanda aggregata, più che una scienza, è qualcosa che sta a cavallo tra l'arte e le discipline esoteriche.

I tassi bassi, a mio modesto avviso, non sempre incoraggiano la domanda, anzi, la deprimono, come nell'attuale situazione. Il rendimento nullo dei propri risparmi induce - paradossalmente - ad alzare la propensione al risparmio (per chi può), proprio perché, mancando i frutti, l'unico modo per vedere crescere il proprio capitale è incrementarlo con quite aggiuntive di risparmio. E una delle motivazioni al risparmio è l'estrema incertezza normativa (esempio banale, tasse sulla casa oggi sì, domani no, dopodomani tiriamo la monetina ... ) e l'irresponsabilità comunicazionale di molti personaggi pubblici (uno su tutti l'esimio presidente dell'Inps che sta terrorizzando il Paese). In aggiunta, la recente "salvabanche" ha fatto carne di porco della fiducia degli Italiani nel sistema bancario (si sta tornando alla tesaurizzazione del contante, anche per grosse somme, magari nelle cassette di sicurezza - e non palriamo poi delle voci su un enesimo prelievo forzoso nei c/c).

La componente psicologica incide pesantemente nella formazione della domanda aggregata.

A questo punto, chiaro che le imprese, pur avendo una parte di esse a disposizione liquidità a basso costo, non "prendono" il denaro ... a che servirebbe? Lo prendono solo quelle poche imprese che hanno mercati di sbocco interessanti.

Le banche, tra l'altro, con così bassa richiesta di impieghi ed una enorme raccolta dovrebbero "scannarsi" pur di prestare soldi, ma non lo fanno per vari motivi, i cui principali posson essere così riassunti:
1) necessità di destinare grosse risorse alla copertura dei c.s. "non performing loans" secondo i nuovi criteri, che sono oltremodo severi (anche troppo);
2) necessità di fare utili ora che non possono più contare sulla manomorta operata sui titoli di stato grazie ai primi LTRO di qualche anno fa - e che devono prepararsi a sostenere i costi dei tanti esuberi
3) maggior convenienza a investire nelle finanziarie collegate (se non captive, almeno "amiche) che hanno ben diversi margini operativi, più alta flessibilità e minori vincoli

Il risultato è che chi si trova in posizione di discreta forza rispetto al sistema bancario, come per pura combinazione e non certo per merito mi trovo, almeno per ora, io, può rifiutare liquidità chirografaria a firma singola al 2,75% perché "inutile", mentre chi ha necessità di liquidità la paga a non meno del 7-8% effettivo, e magari si chiede pure una co-obbligazione.

Non andiamo molto lontano in questo modo.

sono sostanzialmente d'accordo!
infatti il QE, almeno personalmente, non lo considero proprio uno stimolo di domanda ma anzi di offerta: le banche vengono inondate da una liquidità che nessuno sta chiedendo (i disoccupati non credo pensino ad chiedere prestiti).
[parentesi: sulla inutilità del QE e della BCE, in confronto a una BCN, alla crisi ho avuto una discussione tempo fa con l'utente pi_greco, mi pare]
I bassi tassi e le nuove norme bancarie sul bail-in, credo, non incentivano al risparmio ma all'investimento in titoli o nel materasso... insomma tutto fuorché consumi! Ciò concorre al persistere della deflazione.
Lo stimolo della domanda, IMHO, dovrebbe provenire dai governi tramite programmi di investimenti ed aumento delle tutele lavorative di entrambi i settori pubblico/privato. Ma ciò non è consentito ne consigliabile nel quadro macroeconomico dell'?zona......
insomma ci siamo avvitati in una spirale deflazionistica da soli! :evil:

PS.
U2511 ha scritto:
Lo stimolo della domanda aggregata, più che una scienza, è qualcosa che sta a cavallo tra l'arte e le discipline esoteriche.
non l'ho capita! :cry:
 
sul Sole 24 ore di oggi c'è un interessante articolo proprio sul tema: in estrema sintesi, si dice che il costo medio del rifinanziamento del debito è sceso al minimo storico dello 0,62% nel primo trimestre 2016.
Il risparmio sarebbe dovuto principalmente al Qe di Draghi e si può quantificare in 8,5 miliardi. In pratica, dai 75,4 miliardi del 2014 si è passati a 71,2 per il 2015 e a 66,9 per il 2016 (previsioni contenute nel Def 2016).

Al di là della correttezza dei dati, che non ho verificato, parliamo quindi di un risparmio di circa 10-15 miliardi rispetto agli anni in cui la spesa era pari a 80 miliardi circa. Il risparmio è ancor più consistente se si raffronta il dato odierno con quello dell'annus horribilis, il 2012, quando si raggiunse la cifra record di oltre 84 miliardi. Naturalmente, per avere un quadro completo andrebbe calcolata l'incidenza della spesa per interessi rispetto al Pil, ma quanto detto dovrebbe comunque far riflettere quanti non danno importanza al debito pubblico o ai valori dello spread
 
alex.79 ha scritto:
sul Sole 24 ore di oggi c'è un interessante articolo proprio sul tema: in estrema sintesi, si dice che il costo medio del rifinanziamento del debito è sceso al minimo storico dello 0,62% nel primo trimestre 2016.
Il risparmio sarebbe dovuto principalmente al Qe di Draghi e si può quantificare in 8,5 miliardi. In pratica, dai 75,4 miliardi del 2014 si è passati a 71,2 per il 2015 e a 66,9 per il 2016 (previsioni contenute nel Def 2016).

Al di là della correttezza dei dati, che non ho verificato, parliamo quindi di un risparmio di circa 10-15 miliardi rispetto agli anni in cui la spesa era pari a 80 miliardi circa. Il risparmio è ancor più consistente se si raffronta il dato odierno con quello dell'annus horribilis, il 2012, quando si raggiunse la cifra record di oltre 84 miliardi. Naturalmente, per avere un quadro completo andrebbe calcolata l'incidenza della spesa per interessi rispetto al Pil, ma quanto detto dovrebbe comunque far riflettere quanti non danno importanza al debito pubblico o ai valori dello spread

gli interessi hanno inciso per il 4.2% del pil nel 2015.
ripeto quanto detto: il dbt pubblico in Italia non è un problema e non ha neanche un problema di sostenibilità di lungo periodo(link postato sopra). Il dbt può diventare un problema in caso di stagnazione economica persistente (quella che stiamo avendo) perché è la stessa mancanza di crescita economica che determina un problema di sostenibilità del dbt!
Quindi, non facciamo come gli espertoni del sole24 che invertono causa-effetto: è la mancanza di crescita che genera il problema del debito pubblico NON il dbt a condizionare la crescita!
 

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