<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> A proposito di Knox-Sollecito, assolti con formula piena.. | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

A proposito di Knox-Sollecito, assolti con formula piena..

Sarebbe interessante sapere perchè in primo grado NON è stata concessa la perizia. Sarebbero saltate fuori subito le dilettantistiche metodologie di acquisizione delle prove e non si sarebbe fatta una figura da peracottari e soprattutto non si sarebbero fatti fate 4 anni di galera a degli innocenti. Io qui vedo una precisa responsabilità di omissione e sarei del parere che qualcuno, in caso di manifesta incapacità e approssimazione, perlomeno non facesse carriera. Ma....
 
berric_2001 ha scritto:
non si sarebbero fatti fate 4 anni di galera a degli innocenti.

...o magari non si sarebbero messi in libertà due assassini. Perchè per come sono state condotte le indagini, le probabilità sono al 50%.
 
Giuste le critiche al sistema giudiziario e ancor più a quello investigativo -certi pasticci neppure più al macello comunale li fanno- piovute in questi giorni da più direzioni , nazionali e internazionali sulla magistratura italiana. Resta un però grande come una casa : se in questa inefficienza -occorrerebbe però un'analisi differenziale dei sistemi degli altri paesi europei e degli Usa- ci si infilano e sguazzano in ordine sparso : assassini pervicaci e con scarsi sensi di colpa e di vergogna , famiglie benestanti e arroganti con agganci nei posti giusti ; avvocati abili , intelligenti , furbi , scaltri conoscitori dei difetti della giustizia e strapagati ; periti corrotti o comunque non equi, magari per colleganza con qualcuno della parte degli imputati o della parte civile , protezioni politiche e o diplomatiche , mogli di ex-presidenti , strani supporter e assurdi movimenti di opinione , campagne mediatiche , ritratti psicologici sulla presunta e o fittizia personalità degli imputati e o delle vittime , in luogo di una disamina scientifica e puntuale dei loro comportamenti e dei loro alibi , si ottiene sicuramente malagiustizia.
Vi è però troppo spesso -se consideriamo i delitti di questi ultimi anni in Italia- una variante : mala-giustizia nella quale riescono a farla franca spesso e volentieri e in maggior misura coloro i quali possano aver commesso reati gravissimi , ma che siano in grado di sfruttare le pieghe dei buchi della giustizia , e pure del sacrosanto garantismo che al fondo vi è nel sistema italiano, in modo distorto ,a loro favore in spregio assoluto alle vittime e al diritto alla giustizia delle loro famiglie.
In ogni caso anch'io dico : meglio un assassino libero che un innocente in galera.
 
key-one ha scritto:
Giuste le critiche al sistema giudiziario e ancor più a quello investigativo -certi pasticci neppure più al macello comunale li fanno- piovute in questi giorni da più direzioni , nazionali e internazionali sulla magistratura italiana. Resta un però grande come una casa : se in questa inefficienza -occorrerebbe però un'analisi differenziale dei sistemi degli altri paesi europei e degli Usa- ci si infilano e sguazzano in ordine sparso : assassini pervicaci e con scarsi sensi di colpa e di vergogna , famiglie benestanti e arroganti con agganci nei posti giusti ; avvocati abili , intelligenti , furbi , scaltri conoscitori dei difetti della giustizia e strapagati ; periti corrotti o comunque non equi, magari per colleganza con qualcuno della parte degli imputati o della parte civile , protezioni politiche e o diplomatiche , mogli di ex-presidenti , strani supporter e assurdi movimenti di opinione , campagne mediatiche , ritratti psicologici sulla presunta e o fittizia personalità degli imputati e o delle vittime , in luogo di una disamina scientifica e puntuale dei loro comportamenti e dei loro alibi , si ottiene sicuramente malagiustizia.
Vi è però troppo spesso -se consideriamo i delitti di questi ultimi anni in Italia- una variante : mala-giustizia nella quale riescono a farla franca spesso e volentieri e in maggior misura coloro i quali possano aver commesso reati gravissimi , ma che siano in grado di sfruttare le pieghe dei buchi della giustizia , e pure del sacrosanto garantismo che al fondo vi è nel sistema italiano, in modo distorto ,a loro favore in spregio assoluto alle vittime e al diritto alla giustizia delle loro famiglie.
In ogni caso anch'io dico : meglio un assassino libero che un innocente in galera.

si
 
Interessante intervista

Claudio Pratillo Hellmann è un signore molto distinto, un vecchio magistrato benestante che, presidente della Corte d?assise d?appello, si è ritrovato a presiedere il processo per l?omicidio di Meredith Kercher. Pretore a Spoleto, poi presidente della sezione Lavoro della Corte d?appello e catapultato a presiedere un processo di cui avrebbe volentieri fatto a meno, e lui stesso non lo nega, con grande distacco e serenità commenta le polemiche che lo hanno coinvolto: «Siamo sereni, non ci hanno minimamente coinvolto le polemiche e il tifo da stadio che avevamo previsto».

Presidente, Amanda è libera a Seattle. Raffaele a casa, a Bisceglie. Liberi perché innocenti?«Certo. Il dispositivo della sentenza non lascia margini di dubbio. Liberi, per non aver commesso il fatto. Ma questa è la verità processuale, non quella reale. Che può essere diversa».

Nella stanza di Mez c?era Rudy? Cosa è successo in via della Pergola, la notte del primo novembre del 2007?«Certamente Rudy sa quello che è accaduto e non l?ha detto. Forse lo sanno anche i due imputati perché, ripeto, la nostra pronuncia d?assoluzione è il risultato della verità che si è determinata nel processo. Quindi forse lo sanno anche loro, ma a noi non risulta».

Amanda e Raffaele visti dall?altra parte. Dallo scranno della Corte, che impressione le hanno fatto?«Due ragazzi di vent?anni. Ben educati, composti, provati da un?esperienza di questo genere».

La sera della sentenza, il tifo da stadio fuori al Tribunale. Urla: «Vergogna, vergogna». Impressionato?«No. L?avevamo messo in conto. E prima di ritirarci in camera di consiglio l?avevamo anticipato. La piazza non conosceva il processo e devo dire con la massima serenità che mai siamo stati condizionati dall?attenzione dei mass media».

Presidente, a Roma, nei palazzi della politica, c?è già chi parla polemicamente di errore giudiziario, naturalmente riferendosi alle indagini e al processo di primo grado.«Se fossi stato il pm avrei agito come hanno agito i pm del processo. Nessun errore da parte loro. Solo che abbiamo valutato diversamente le prove. Il codice stabilisce che basta un piccolo dubbio, purché ragionevole, per assolvere. E noi siamo stati coerenti con i nostri convincimenti».

E questo dubbio quando è che si è insinuato tra voi? «Con la perizia, non c?è dubbio. Noi cercavamo la metodologia per la valutazione degli elementi genetici. E la risposta che cercavamo non l?abbiamo avuta».

I pm sono stati implacabili contro la perizia e i periti.
«Hanno difeso strenuamente il loro punto di vista. Per noi la perizia ha segnato un cambio di passo nel dibattimento».

Presidente, consenta il parallelo con un processo che ha diviso l?opinione pubblica nazionale: il processo Andreotti celebrato a Palermo. Pur documentati, i rapporti del senatore a vita con Cosa Nostra fino al 1980, il reato è stato prescritto. Dopo, l?insufficienza di prova.«Nel nostro caso non abbiamo richiamato il secondo comma dell?articolo 530 del Codice (la vecchia insufficienza di prove, ndr). Non posso anticipare le motivazioni ma leggendole capirete. La nostra valutazione è che non è stato sufficiente l?impianto accusatorio ma indubbiamente gli elementi c?erano. Per noi, però, erano contraddittori, non soddisfacenti per arrivare alla condanna».

Se Rudy è colpevole di violenza sessuale e concorso in omicidio, chi ha ucciso Mez? E la vostra sentenza non entra in contraddizione con quella passata in giudicato di Rudy? «Non c?è assolutamente un conflitto tra giudicati. La sentenza Guede riguarda un solo imputato. Nelle motivazioni, la Cassazione esordisce precisando che la pronuncia non può coinvolgere o avere riflesso nella vicenda di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Abbiate pazienza. Quando leggerete le motivazioni capirete».

Presidente Pratillo, il processo per l?omicidio di Meredith Kercher non ha assicurato gli assassini alla giustizia? Si può parlare di più colpevoli o dobbiamo accontentarci di un solo responsabile in concorso, Rudy Guede?
«Mi consenta un pensiero rivolto ai genitori di Meredith, alla loro sofferenza. Credo che dal punto di vista del processo, la verità purtroppo rimarrà insoluta. Noi non possiamo condannare senza prove».
 
stefano_68 ha scritto:
Interessante intervista

Claudio Pratillo Hellmann è un signore molto distinto, un vecchio magistrato benestante che, presidente della Corte d?assise d?appello, si è ritrovato a presiedere il processo per l?omicidio di Meredith Kercher. Pretore a Spoleto, poi presidente della sezione Lavoro della Corte d?appello e catapultato a presiedere un processo di cui avrebbe volentieri fatto a meno, e lui stesso non lo nega, con grande distacco e serenità commenta le polemiche che lo hanno coinvolto: «Siamo sereni, non ci hanno minimamente coinvolto le polemiche e il tifo da stadio che avevamo previsto».

Presidente, Amanda è libera a Seattle. Raffaele a casa, a Bisceglie. Liberi perché innocenti?«Certo. Il dispositivo della sentenza non lascia margini di dubbio. Liberi, per non aver commesso il fatto. Ma questa è la verità processuale, non quella reale. Che può essere diversa».

Nella stanza di Mez c?era Rudy? Cosa è successo in via della Pergola, la notte del primo novembre del 2007?«Certamente Rudy sa quello che è accaduto e non l?ha detto. Forse lo sanno anche i due imputati perché, ripeto, la nostra pronuncia d?assoluzione è il risultato della verità che si è determinata nel processo. Quindi forse lo sanno anche loro, ma a noi non risulta».

Amanda e Raffaele visti dall?altra parte. Dallo scranno della Corte, che impressione le hanno fatto?«Due ragazzi di vent?anni. Ben educati, composti, provati da un?esperienza di questo genere».

La sera della sentenza, il tifo da stadio fuori al Tribunale. Urla: «Vergogna, vergogna». Impressionato?«No. L?avevamo messo in conto. E prima di ritirarci in camera di consiglio l?avevamo anticipato. La piazza non conosceva il processo e devo dire con la massima serenità che mai siamo stati condizionati dall?attenzione dei mass media».

Presidente, a Roma, nei palazzi della politica, c?è già chi parla polemicamente di errore giudiziario, naturalmente riferendosi alle indagini e al processo di primo grado.«Se fossi stato il pm avrei agito come hanno agito i pm del processo. Nessun errore da parte loro. Solo che abbiamo valutato diversamente le prove. Il codice stabilisce che basta un piccolo dubbio, purché ragionevole, per assolvere. E noi siamo stati coerenti con i nostri convincimenti».

E questo dubbio quando è che si è insinuato tra voi? «Con la perizia, non c?è dubbio. Noi cercavamo la metodologia per la valutazione degli elementi genetici. E la risposta che cercavamo non l?abbiamo avuta».

I pm sono stati implacabili contro la perizia e i periti.
«Hanno difeso strenuamente il loro punto di vista. Per noi la perizia ha segnato un cambio di passo nel dibattimento».

Presidente, consenta il parallelo con un processo che ha diviso l?opinione pubblica nazionale: il processo Andreotti celebrato a Palermo. Pur documentati, i rapporti del senatore a vita con Cosa Nostra fino al 1980, il reato è stato prescritto. Dopo, l?insufficienza di prova.«Nel nostro caso non abbiamo richiamato il secondo comma dell?articolo 530 del Codice (la vecchia insufficienza di prove, ndr). Non posso anticipare le motivazioni ma leggendole capirete. La nostra valutazione è che non è stato sufficiente l?impianto accusatorio ma indubbiamente gli elementi c?erano. Per noi, però, erano contraddittori, non soddisfacenti per arrivare alla condanna».

Se Rudy è colpevole di violenza sessuale e concorso in omicidio, chi ha ucciso Mez? E la vostra sentenza non entra in contraddizione con quella passata in giudicato di Rudy? «Non c?è assolutamente un conflitto tra giudicati. La sentenza Guede riguarda un solo imputato. Nelle motivazioni, la Cassazione esordisce precisando che la pronuncia non può coinvolgere o avere riflesso nella vicenda di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Abbiate pazienza. Quando leggerete le motivazioni capirete».

Presidente Pratillo, il processo per l?omicidio di Meredith Kercher non ha assicurato gli assassini alla giustizia? Si può parlare di più colpevoli o dobbiamo accontentarci di un solo responsabile in concorso, Rudy Guede?
«Mi consenta un pensiero rivolto ai genitori di Meredith, alla loro sofferenza. Credo che dal punto di vista del processo, la verità purtroppo rimarrà insoluta. Noi non possiamo condannare senza prove».

Il Signore da citato , sarà sicuramente -come tu dici che io non ho il piacere di conoscerlo- "molto distinto , un... magistrato benestante" e degno del massimo rispetto , però in definitiva , pur al di sopra di ogni sospetto di partigianeria , ha recitato parte attiva nel processo in questione ed è quindi in posizione non perfettamente idonea a rassicurarci sul perfetto svolgimento dello stesso.
Un po' come chiedere ad un membro di un' equipe chirurgica di giudicare l'operato suo e dei suoi colleghi in caso di controversie sull'esito di un operazione.
Come si dice, -volgarmente- cane non mangia cane ?
 
key-one ha scritto:
Il Signore da citato , sarà sicuramente -come tu dici che io non ho il piacere di conoscerlo- "molto distinto , un... magistrato benestante" e degno del massimo rispetto , però in definitiva , pur al di sopra di ogni sospetto di partigianeria , ha recitato parte attiva nel processo in questione ed è quindi in posizione non perfettamente idonea a rassicurarci sul perfetto svolgimento dello stesso.
Un po' come chiedere ad un membro di un' equipe chirurgica di giudicare l'operato suo e dei suoi colleghi in caso di controversie sull'esito di un operazione.
Come si dice, -volgarmente- cane non mangia cane ?

Ho trovato interessante quanto il magistrato dice nell'intervista odierna alla Stampa di Torino, in merito a verità processuale (concetto che non conoscevo) e verità reale, in merito al fatto che non sempre qllo che una sentenza accerta coincide con la realtà dei fatti, e quindi che in fondo il verdetto di una giuria può essere a volte consapevolmente parziale ed esulare dalle profonde convinzioni dei giurati, in quanto gli stessi non possono basare il loro giudizio sulle impressioni - benchè magari giuste - ma solo sulle prove effettive.
Ed è Proprio la mancanza di tali prove che ha condotto all'assoluzione, lasciando peraltro grandi zone oscure nella vicenda.
 
stefano_68 ha scritto:
key-one ha scritto:
Il Signore da citato , sarà sicuramente -come tu dici che io non ho il piacere di conoscerlo- "molto distinto , un... magistrato benestante" e degno del massimo rispetto , però in definitiva , pur al di sopra di ogni sospetto di partigianeria , ha recitato parte attiva nel processo in questione ed è quindi in posizione non perfettamente idonea a rassicurarci sul perfetto svolgimento dello stesso.
Un po' come chiedere ad un membro di un' equipe chirurgica di giudicare l'operato suo e dei suoi colleghi in caso di controversie sull'esito di un operazione.
Come si dice, -volgarmente- cane non mangia cane ?

Ho trovato interessante quanto il magistrato dice nell'intervista odierna alla Stampa di Torino, in merito a verità processuale (concetto che non conoscevo) e verità reale, in merito al fatto che non sempre qllo che una sentenza accerta coincide con la realtà dei fatti, e quindi che in fondo il verdetto di una giuria può essere a volte consapevolmente parziale ed esulare dalle profonde convinzioni dei giurati, in quanto gli stessi non possono basare il loro giudizio sulle impressioni - benchè magari giuste - ma solo sulle prove effettive.
Ed è Proprio la mancanza di tali prove che ha condotto all'assoluzione, lasciando peraltro grandi zone oscure nella vicenda.

In effetti è una testimonianza per certi versi interessante e che descrive abbastanza bene l'accaduto. E non c'è da stupirsene vista l'autorevolezza della fonte. Restano , ma il Magistrato non lo nega, dubbi sulla conclusione del processo per quel che riguarda la ricostruzione della verità dei fatti e sull'iter dei prcessi penali in Italia.Saluti
 
morgan65 ha scritto:
Adesso si possono rivalere sullo stato italiano
per 1 4 anni di carcere?
chiedo per curiosita' senza polemica...

Senza voler entrare in merito all'assoluzione, quello che emerge in questo (come in altri dibattimenti) è il livello ESECRABILE delle indagini svolte dalle nostre forze dell'ordine.
L'inquinamento delle prove che essi stessi producono è spesso e volentieri la causa per cui, dopo anni ed anni e milioni di euro spesi, non si arriva a niente.

Inqualificabili!
 
A volte la realtà supera davvero la fantasia :

http://www.youtube.com/watch?v=Qf0IbhKZi8g&feature=results_main&playnext=1&list=PL73B070A8BD903364
 
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