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&#34;Ripresa&#34; nella seconda metà del 2013... e se fosse...

Tutti sbandierano questa fantomatica "ripresa" dalla seconda metà del 2013.

E se fosse una bufala tipo quella relativa alla fine del mondo (mal)interpretando i Maya??? :lol:

A inizio 2014 si fa una rivoluzione, se ci hanno preso per il cu_o? Ci rimborsano il prezzo del biglietto?
 
hanno affidato la previsione a una veggente.
che però invece di aprire ilSole24Ore del futuro, ha aperto un numero di 4R alla pagina delle prove su strada ed equivocato.
 
Prima era ad inizio 2012, poi nel secondo semestre, poi ad inizio 2013, poi nel secondo semestre 2013, poi si parla di 2014 e qualcuno addirittura di 2015.
Qualcun'altro vuol sparare un paio di numeri?
 
Se non si pone un freno alla finanza non ci sarà nessuna ripresa. Fino a quando la finanza fine a se stessa conterà più dell'economia reale andremo sempre peggio. Le banche non fanno più le banche: gli conviene investire altrove.
C'è una massa enorme di denaro che si sposta a seconda di dove più conviene facendo danni immani.
 
Marchionne ha dato la piena occupazione negli stabilimenti fiat per il 2016 e gia' lui in fatto di previsioni fa acqua da tutte le parti.....
Quindi questi tendono solo a protrarre il loro fondoschiena nelle seggiole che hanno avuto in eredita'...
 
Io ho sentito solo parlare di possibili segnali di ripresa a fine 2013.

Direi che più prudenti di così stavolta...
 
Personalmente ho pochi dubbi sul fatto che la ripresa arriverà, la recessione non può essere a tempo indeterminato.
L'Italia tra l'altro resta un Paese forte, con un elevato stock di capitale. Le tensioni speculative sul debito si stanno allentando, molte imprese nonostante la crisi hanno aumentato le loro esportazioni.

Sarà fondamentale però l'intensità della ripresa, perché con una crescita dello zerovirgola non saremo in grado di riassorbire la disoccupazione.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Personalmente ho pochi dubbi sul fatto che la ripresa arriverà, la recessione non può essere a tempo indeterminato.
L'Italia tra l'altro resta un Paese forte, con un elevato stock di capitale. Le tensioni speculative sul debito si stanno allentando, molte imprese nonostante la crisi hanno aumentato le loro esportazioni.

Sarà fondamentale però l'intensità della ripresa, perché con una crescita dello zerovirgola non saremo in grado di riassorbire la disoccupazione.

per fare aumentare l' occupazione ci vuole una crescita dal 2%
-le esportazioni vanno bene, e' il mercato interno che soffre tra
cassaintegrati
disoccupati
paura per il futuro
terrore del redditometro....a ben finire
 
arizona77 ha scritto:
per fare aumentare l' occupazione ci vuole una crescita dal 2%
-le esportazioni vanno bene, e' il mercato interno che soffre tra
cassaintegrati
disoccupati
paura per il futuro
terrore del redditometro....a ben finire

quando le esportazioni comprendono "vari materiali" prodotti in asia importati in italia ed esportati la vedo dura anche su una ipotetica ripresa...

poi sapete bene che i "fatturati" aziendali anche di fronte a possibili aiuti bancari possono cambiare di punto in bianco .... :D :D :D
 
arizona77 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Personalmente ho pochi dubbi sul fatto che la ripresa arriverà, la recessione non può essere a tempo indeterminato.
L'Italia tra l'altro resta un Paese forte, con un elevato stock di capitale. Le tensioni speculative sul debito si stanno allentando, molte imprese nonostante la crisi hanno aumentato le loro esportazioni.

Sarà fondamentale però l'intensità della ripresa, perché con una crescita dello zerovirgola non saremo in grado di riassorbire la disoccupazione.

per fare aumentare l' occupazione ci vuole una crescita dal 2%
-le esportazioni vanno bene, e' il mercato interno che soffre tra
cassaintegrati
disoccupati
paura per il futuro
terrore del redditometro....a ben finire
Una crescita del 2% non è un obiettivo impossibile. Prima della crisi, nel 2006 e nel 2007 il tasso di crescita fu sostanzialmente del 2% per ciascun anno(1,9).
Certo adesso abbiamo ancora da smaltire gli effetti negativi degli inasprimenti fiscali e dei tagli alla spesa pubblica, oltre a subire gli effetti del rallentamento della domanda globale, quindi ancora un poco bisognerà attendere. La disoccupazione è alta ma non insostenibile(il tasso di disoccupazione in Italia è stato per anni superiore al 10% fino al 2000).
 
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