migliazziblu ha scritto:
99octane ha scritto:
rema007 ha scritto:
dexxter ha scritto:
key-one ha scritto:
porca miseria ho appena mangiato, vuoi farmi rimettere?
dovresti lavarti la bocca con la candeggina prima di parlare di quest'Uomo :evil: :evil:
evidentemente hai una infezione gastroalimentare generata da ben altri personaggi
Chi?
Il servo del potere che presiedette all'attuazione del tentato golpe bianco di Mani Pulite?
Ah, l'ingenuita'...
Studiate la Storia, quella scritta dagli Storici, non dai politici, e poi esercitatevi a fare 2+2, che fa 4, non 3 e non 5...
Io l' ho vissuto il periodo e ricordo che tifavano tutti, ma proprio tutti per lui ( anzi si scanna vano per farsi vedere in prima fila, socialisti a parte ) ....e anche la Storia mi sembra sia andata in maniera diversa.
Poi la cosa e' degenerata, e come il solito c'e' la restaurazione.
Ciao
Premetto che non sono particolarmente di parte, e che quanto segue e' un'analisi dei fatti, non un'appoggio politico a questa o quella parte.
Anche io tifavo Di Pietro. Come, credo, praticamente tutti gli italiani esasperati dalla corruzione.
Anche io, quando Craxi disse "mi rimpiangerete", mi sganasciai dalle risate...
E ho dovuto ammettere, tempo dopo, che mi sbagliavo.
La questione e' lunga e complessa e un forum non e' il mezzo migliore per trattarla. Sono stati scritti articoli e saggi sull'argomento. La cosa migliore e' cercarli e leggerli.
In breve, Mani Pulite non fu che un golpe bianco organizzato con maestria certamente degna di miglior causa, ma indubbiamente eccezionale, da alcuni partiti della sinistra contro la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista in primis, e gli altri principali spartitori del potere italiano della "prima repubblica".
Un repulisti studiato per piacere al popolo, colpire i piu' in vista e sommergere con un'onda lunga di "indagini" ogni oppositore politico.
Quando l'indagine arrivo' ad approssimarsi a coloro che avevano organizzato la cosa (quanto studiata a tavolino e quanto improvvisata con tempismo ed eccezionale capacita' d'adattamento alla situazione e' dibattuto) si iniziarono a sollevare le prime voci su cacce alle streghe, manette troppo facili, umiliazione degli inquisiti a priori dalla condanna, finche' la parte "scomoda" non venne completamente insabbiata.
Un colpo da maestri.
Se noi italiani siamo delle nullita' in politica estera, nella politica interna e, specialmente, nell'intrigo di palazzo, non siamo secondi a nessuno al mondo, con millecinquecento anni di storia alle spalle.
Sarebbe stato un golpe pulito, senza colpo ferire e con l'esultanza del popolo.
Se non che, si presento' sulla scena politica un imprenditore lombardo deciso a evitare che l'Italia cadesse sotto una dittatura comunista preparata e avviata esattamente come da programmi della scuola comunista classica esposta anche da Gramsci e Togliatti.
Alcuni ritengono Berlusconi un salvatore dell'Italia per questo: l'eroe comparso sulla scena a salvare dalla dittatura (e probabilmente e' il suo unico merito oggettivo).
Piu' realisticamente il potere aborre il vuoto piu' di qualsiasi altra forza in natura, e il difetto della manovra altrimenti impeccabile compiuta dalle sinistre era la necessaria lentezza e progressivita' dell'azione che comportava: era naturale che una forza in opposizione a cio' che si stava preparando si presentasse sulla scena contrastando gli autori della manovra.
Non fosse stato Berlusconi, probabilmente sarebbe stato qualcun altro.
Berlusconi certo ebbe il sopra citato merito oggettivo di organizzare un partito credibile e di successo praticamente dal nulla e dall'oggi al domani.
Naturalmente, chi dopo tanta meticolosa preparazione e tanta cura nell'esecuzione sperava di godere dei proventi dei suoi sforzi questo non poteva perdonarlo a Berlusconi, da cui il seguito di decenni basati puramente sull'attacco ad personam, con conseguente indebolimento di tale parte politica e sfiduciamento generale dei cittadini verso un sistema politico incapace di proporre alcunche'.
Il risultato complessivo e' di qualita' alquanto dubbia, infatti, visto che dopo la prima ventata d'aria nuova e' stato presto chiaro che i nuovi politicanti italiani non erano meno incistati nel potere di quelli vecchi e che, a fronte di tanti proclami, ne' da una parte ne' dall'altra si sarebbe fatto alcunche' per cambiare la situazione.
Alla fine, in buona sostanza, si e' giunti a un equilibrio in cui si mantiene un modico livello d'ostilita' interpartitica, una sorta di "conflitto controllato" con cui ci si gioca i periodi nella stanza dei bottoni mantenendo al contempo in piedi la mascherata del "Potere" e dell'"Opposizione" come due entita' distinte e in aspra ed etica lotta uno contro l'altra, mentre la realta' e' di spartizione consensuale e attrito minimo.
Si stava meglio quando si stava peggio?
Bhe...
almeno una pletora di delinquenti istituzionalizzati e'
davvero finita in galera.
almeno UN ricambio di politici c'e' stato.
almeno il sistema e' cambiato da elezioni puramente formali (la spartizione del potere veniva decisa dagli eletti, alla formazione del "pentapartito" secondo uno schema collaudato e sicuro) a elezioni che pretendono almeno di salvare la faccia creando due schieramenti PRIMA delle elezioni.
almeno una pletora di partitucoli nocivi e privi di qualsiasi contenuto sono spariti dal parlamento.
Ma, all'atto pratico, le cose vanno meglio per l'Italia? Direi proprio di no.
Gli oligarchi di oggi non sono meno forti e solidamente al potere di quelli di ieri: han solo dovuto cambiare metodo, ma lo scopo finale e i risultati sono sempre gli stessi.