key-one ha scritto:Interessante e a tratti inedita analisi politica degli ultimi 20 anni di storia politica dell' Italia. Ma per l'appunto solamente politica.Non per fare come i marxisti sciocchi che vedono la politica unicamente come sovrastruttura di interessi economici sottostanti ,però le forze economiche ,attraverso lobbies ,gruppi di pressione ,centri di interessi ,influenzano eccome l'assetto delle istituzioni ,anche se in maniera dinamica e non meccanicistica.In questo almeno bisogna riconoscere le ragioni del Filosofo di Treviri.Quindi producono azioni e reazioni per le quali a volte le leggi e il parlamento devono guidare -o sembrano farlo- gli assetti imprenditoriali e industriali e finanziari.
Sicuramente in "tangentopoli" vi è in sottofondo la spinta dell'economia italiana che doveva uscire da una fase per così dire delle esportazioni a lira svalutata ed entrare nel processo internazionale come nazione europea.
Di qui la necessità di sostituire la classe politica troppo provinciale e inadatta al confronto europeo.Che il processo sia parzialmente riuscito ,lo scrivi anche tu ,che abbia lasciato sul campo problemi e spinte inespresse lo testimonia la storia e le diatribe del teatrino della politica dell'oggi che giustamente anche tu fai notare. Il compito attuale della classe politica sarebbe quello di fronteggiare la crisi economica globale con tutte le conseguenze anche finanziarie cui assistiamo proprio in questi giorni. Sarà all'altezza?
Meno male che c'e' qualcuno che non spegne il cervello alla prima parola positiva nei confronti di Berlusconi, ma e' abbastanza intelligente da capire che un'analisi oggettiva che voglia essere utile deve dare a ciascuno i meriti che ha, anche se magari ci sta sulle palle.
Grazie quindi per aver sollevato la questione "economia". L'argomento naturalmente e' complessissimo e sfaccettato. Ho dovuto riassumere e, con tutto, l'esposizione e' stata fin troppo verbosa persino limitandosi al solo aspetto politico.
Naturalmente vi e' un fortissimo aspetto economico, visto che da sempre (fin da prima del fascismo) in Italia potere politico ed economico si compenetrano fino a essere una cosa sola.
Non a caso parlo di oligarchi, termine che racchiude in se' il concetto greco antico del governo di pochi, e il concetto moderno russo del potere quasi assoluto dei satrapi finanziari.
E ovviamente una cosa non e' scissa dall'altra.
Il fatto e' proprio che, dopo mani pulite, l'oligarchia piu' prettamente finanziaria/economica ha preso il definitivo sopravvento su quella piu' prettamente politica (e stiamo attenti a non dividere la cosa in due campi in bianco e nero "politica" e "finanza", perche' ci sono innumerevoli gradazioni di grigio in mezzo) e si vede benissimo nella contrapposizione Prodi - Berlusconi.