<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> 22 avvocati in rivolta | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

22 avvocati in rivolta

|Mauro65| ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
proprio per quello che ne passano un po' per volta....
figli di serve proprio da filtro (e, come notavi, purtroppo talora non basta - anche se all'Aquila come altrove il
ti do una notizia
abbiamo difficoltà a trovare praticanti
e non perché vengano "sfruttati" o altro
proprio perché nella maggior parte dei casi non superano nemmeno il colloquio preliminare
o, se lo superano, gettano la spugna dopo uno o due mesi al massimo
scoprono che è troppo difficile fare il professionista
scoprono che oltre al mondo dei quiz a scelta multipla c'è anche quello reale in cui bisogna usare la testa
ma è troppo tardi

eh si, il 68 è stato una gran cosa..... :rolleyes:
 
Kren ha scritto:
Invece, quanto ai "figli d'arte" devo essere sincero, il trattamento quanto meno di favore mi sembra sussistere tant'è vero che non ne conosco uno che sia stato giudicato non idoneo al primo tentativo. E questo in un distretto dove mediamente passa si e no il 20% dei candidati mi sembra alquanto strano.
Provo a fare l'avvocato del diavolo :lol:
Quanto pesa sulla preparazione essere cresciuto immerso nell'humus professionale, e quanto pesa beneficiare di una pre - valutazione interna per evitare figuracce? Il che non esclude certo un potenziale occhio benevolo da parte della commissione.

Poi sulle società di capitali (banche ed assicurazioni) nella professione bisognerebbe spiegare per bene alle persone quali sono i rischi di una operazione di questo tipo.
La nostra carenza comunicazionale è qualcosa di mostruoso :cry:
 
|Mauro65| ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
eh si, il 68 è stato una gran cosa..... :rolleyes:
non c'entra piuù di tanto il '68 (che pure ha fatto i suoi bei danni), ma le riforme da quella Zecchino (il famigerato 3+2 all'Italiana) in poi
vero anche questo, a mio figlio infatti consigliarono di non fermarsi ai tre anni ma di proseguire. Buon per lui....ma ora deve darsi da fare :oops:
Ma i tre anni vanno bene a chi vuole fregiarsi del titolo di dottore, e sono tanti :thumbdown:
 
bumper morgan ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
eh si, il 68 è stato una gran cosa..... :rolleyes:
non c'entra piuù di tanto il '68 (che pure ha fatto i suoi bei danni), ma le riforme da quella Zecchino (il famigerato 3+2 all'Italiana) in poi
vero anche questo, a mio figlio infatti consigliarono di non fermarsi ai tre anni ma di proseguire. Buon per lui....ma ora deve darsi da fare :oops:
Ma i tre anni vanno bene a chi vuole fregiarsi del titolo di dottore, e sono tanti :thumbdown:
Sì ma a parte la mostrina non conta nulla. Poi certe facoltà hanno tenuto il ciclo unico (esempo giurisprudenza) ed in questo caso l'opzione 3 o anche la 3+2 conta ancora meno di nulla.
Per la vecchia economia e commercio il 3+2 è una tragedia e difatti chi può manda i propri figli laddove c'è una diversa struttura
 
renatom ha scritto:
Jambana ha scritto:
[
Chi è laureato in ingegneria è semplicemente dottore o dottore magistrale in ingegneria, e non può utilizzare il titolo di ingegnere.

C'è un esame di Stato da superare. E non è l'ordine che "certifica che uno è ingegnere", come dici tu, ma lo Stato Italiano, per mezzo delle Facoltà di Ingegneria dove si svolgono gli esami.

Dopo aver superato l'esame di abilitazione, ci si può iscrivere all'Albo: solo con l'iscrizione a questo si ha diritto al titolo di Ingegnere.

Questo non è che stia molto in piedi in quanto:

a) sono le stesse università a effettuare gli Esami di Stato di abilitazione

b) almeno per Ingegneria, conseguire la laurea è enormemente più difficile che superare l'Esame di Stato, o almeno così era 20 anni fa.

Comunque l'Ordine degli Ingegneri non è così "corporativo" come altri.

Scusa, ma non capisco cosa "non sta molto in piedi"; un semplice laureato in ingegneria (chiamiamola così, perché ci sono molte branche) ha il titolo di dottore, o dottore magistrale, in ingegneria. Non puo qualificarsi come "Ingegnere" o "Ing", se non iscritto all'albo (esercizio abusivo della professione, art. 348 del Codice Penale), ma semplicemente come "dottore in ingegneria".

a) lo so benissimo e l'ho scritto anche sopra (aggiungo che ci sono anche dei professionisti nelle commissioni); mi sembra anche molto logico. Quindi?

b) credo che sia davvero evidente che portare a termine un corso di laurea molto impegnativo di 5 anni, magari pure fuori sede, sia più difficile che sostenere un esame, anche se l'esame stesso può affrontare potenzialmente tutti gli argomenti affrontati nel corso di laurea. Ma queste sono le regole, è una verifica, e tra l'altro gli esami di stato per professionisti vertono molto, oltre che sugli argomenti affrontati nei piani di studio, anche sulla preparazione in merito all'esercizio professionale ed alla normativa che spesso non viene affrontata in modo esaustivo durante gli esami universitari. Per questo l'esame di Stato richiede sempre un surplus di preparazione su questi temi, che sono piuttosto complessi e vasti vista anche la complessità e la vastità delle normative italiane (non a caso, anche se il suo operato può essere discutibile, abbiamo un Ministro per la Semplificazione).

Sono d'accordo sul fatto che non sia "corporativo", e per accedervi basta semplicemente essere qualificati, cioé in parole povere studiare ed essere ben preparati, come per la grandissima parte degli esami di accesso agli ordini professionali.
 
Passare agli esami di stato non è semplice come sembra.
Purtroppo bisogna far capire alla commissione esaminatrice che il candidato non andrà a fargli concorrenza (dato che loro sono anche liberi professionisti).
In quel caso sarà più facile passare. Se uno gli fa capire che andrà a fargli concorrenza diretta, passare sarà veramente dura.
Ho come esempio mio fratello :evil:
 
Un' altra cosa: se saranno eliminati gli ordini e gli albi professionali, vorrà dire che per gli agenti di commercio scomparirà l' enasarco ? Se è così andrei a risparmiare dei bei soldini dato che pago già l' inps :D
 
biasci ha scritto:
Un' altra cosa: se saranno eliminati gli ordini e gli albi professionali, vorrà dire che per gli agenti di commercio scomparirà l' enasarco ? Se è così andrei a risparmiare dei bei soldini dato che pago già l' inps :D
che c'entra l'istituto previdenziale degli agenti di commercio con gli ordini? :lol:

piuttosto, con la manovra vogliono ridurre "l'agevolazione" :twisted: di dedursi dal redditi i contributi :twisted: :evil:
 
mefisto23 ha scritto:
renatom ha scritto:
Jambana ha scritto:
[
Chi è laureato in ingegneria è semplicemente dottore o dottore magistrale in ingegneria, e non può utilizzare il titolo di ingegnere.

C'è un esame di Stato da superare. E non è l'ordine che "certifica che uno è ingegnere", come dici tu, ma lo Stato Italiano, per mezzo delle Facoltà di Ingegneria dove si svolgono gli esami.

Dopo aver superato l'esame di abilitazione, ci si può iscrivere all'Albo: solo con l'iscrizione a questo si ha diritto al titolo di Ingegnere.

Questo non è che stia molto in piedi in quanto:

a) sono le stesse università a effettuare gli Esami di Stato di abilitazione

b) almeno per Ingegneria, conseguire la laurea è enormemente più difficile che superare l'Esame di Stato, o almeno così era 20 anni fa.

Comunque l'Ordine degli Ingegneri non è così "corporativo" come altri.

Il titolo di ingegnere spetta a chi abbia conseguito la laurea , indipendentemente dal superamento dell'esame di stato e dall'iscrizione o meno all'ordine .
L'esame di stato è relativamente facile , e di solito viene affrontato (e in genere sempre superato) dalla quasi totalità dei laureati , anche da quelli che non aspirano alla libera professione (non si sa mai , l'abilitazione può sempre servire...) .
Io , per esempio , ho conseguito l'abilitazione , ma non mi sono mai iscritto all'ordine (potrei farlo in qualsiasi momento) , avendo preferito lavorare nell'industria .

No, chi ha conseguito solo la laurea è dottore (laurea triennale) o dottore magistrale (laurea quinquennale) in Ingegneria. Prima della riforma, semplicemente dottore in ingegneria. L'utilizzo del titolo di Ingegnere in questo caso è un abuso.

A livello strettamente formale, non credo che sia sufficiente l'aver superato l'esame di abilitazione per utilizzare (ripeto, formalmente, quindi in atti ed elaborati) il titolo di Ingegnere: se non fosse così, le sanzioni di sospensione e radiazione dall'Albo (che comportano il reato di esercizio abusivo, se si continua ad esercitare la professione) non avrebbero nessun senso.
 
|Mauro65| ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
proprio per quello che ne passano un po' per volta....
figli di Professionisti a loro volta, nella maggior parte
cerchiamo di capirci
la laurea dovrebbe dare - a chi lo desidera - gli strumenti per affrontare una libera professione
alcuni corsi di laurea sono professionalizzanti di per se stessi (esempio medicina o ingegneria)
altro no, esempio giurisprudenza ed economia
in queste areee solo una piccola quota di studenti ha le caratteristiche e l'indole per sostenere il peso di un'attività libero - professionale
l'esame di stato serve proprio da filtro (e, come notavi, purtroppo talora non basta - anche se all'Aquila come altrove il problema non è la competenza tecnica ma l'ingordigia economica)
premesso che per certe facoltà non esiste né può esistere l'assioma laurea = abilitazione, il livello medio di preparazione negli ultimi vent'anni è sceso sempre più e sempre più sta scendendo

ti do una notizia
abbiamo difficoltà a trovare praticanti
e non perché vengano "sfruttati" o altro
proprio perché nella maggior parte dei casi non superano nemmeno il colloquio preliminare
o, se lo superano, gettano la spugna dopo uno o due mesi al massimo
scoprono che è troppo difficile fare il professionista
scoprono che oltre al mondo dei quiz a scelta multipla c'è anche quello reale in cui bisogna usare la testa
ma è troppo tardi

Caro Mauro.....:
senza generalizzare, i 30enni di oggi sono per lo piu' figli di ITALIA 1,
quindi con la testa impegnata ben diversamente a vedere la vita da una ottica,
quale e' quella reale.
Senza contare l' antica Italica furberia di fare le cose.
Ricordo benissimo, tempi miei ovviamente:
-faccio legge perche' sono 4 anni ed e' " facile "
-faccio architettura perche' e' un anno meno di ingegneria
-faccio medicina perche' faccio i soldi.
Alla crisi di professionisti che mi manifesti,
scendo di un gradino, e ti dico la mia:
negli ultimi anni, molti fanno le scuole alberghiere....
sono facili e poi si va in TIVVI :D.
Bene, quando poi si diplomano e vanno anche solo a fare uno stage
l' 80% " sbaracca "
( se non ha il padre con una propria attivita' ).
" ma come, sabato e anche domenica "
" la morosa mi aspetta per le 22 per andare al cinema "
" a Capodanno vado fuori pe li ....mia "
Vuoi che continui :?:
 
Comunque vorrei aggiungere una cosa.

A me, personalmente, per quanto concerne la mia attività potrebbe pure stare bene un "todos caballeros" (ovvero con la laurea ti prendi l'abilitzione automatica) e pure "l'industrializzazione" del mio settore.

In questo modo potrei:
- esercitare sotto lo scudo di una società di capitali;
- far parte del "club dei vecchi" inteso come una bella Associazione (e col kaiser che ci facciamo entrare i giovani se non stanno bene a noi, laurea o non laurea :!: ) con, per così dire "qualità certificata" - anzi, li facciamo pure pagare per entrare, come al circolo del golf :twisted:;
- assistere ai disastri che combinerebbero i nuovi studi "finalmente affrancati dalla casta" (ma quale? magari! :twisted: );
- fare delle belle quote lite "all'americana" :D
- vendere una marea di servizi commerciali (dalle polizze ai c/c), ovviamente in pieno conflitto con gli interessi del cliente (tanto chissenefrega, non siamo più professionisti :p );
- e chi più ne ha più ne metta
 
|Mauro65| ha scritto:
biasci ha scritto:
Un' altra cosa: se saranno eliminati gli ordini e gli albi professionali, vorrà dire che per gli agenti di commercio scomparirà l' enasarco ? Se è così andrei a risparmiare dei bei soldini dato che pago già l' inps :D
che c'entra l'istituto previdenziale degli agenti di commercio con gli ordini? :lol:

piuttosto, con la manovra vogliono ridurre "l'agevolazione" :twisted: di dedursi dal redditi i contributi :twisted: :evil:
Gli agenti di commercio non hanno un ordine ma hanno (obbligatorio) un albo professionale e se questo sparisce dovrebbe sparire anche il contributo previdenziale previsto............ seeeeeee il maiale sogna le ghiande ? :rolleyes:
 
|Mauro65| ha scritto:
mefisto23 ha scritto:
Il titolo di ingegnere spetta a chi abbia conseguito la laurea , indipendentemente dal superamento dell'esame di stato e dall'iscrizione o meno all'ordine .
Io la sapevo che il titolo di Ingegnere spetta a coloro che conseguono l?abilitazione all?esercizio professionale, indipendentemente dall'effettiva iscrizione all'Ordine ;)

Secondo me sono necessari anche l'iscrizione all'Albo e il timbro, che ne è la "materializzazione".

Come si può firmare qualsiasi atto come "Ingegnere" senza essere iscritti all'Albo?
 
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