ch4 ha scritto:
mi pare che tu non abbia colto il succo del discorso, quando si parla di etica o bioetica il principio che dovrebbe ispirare i legislatori, che rappresentano tutti e non solo i credenti, dovrebbe essere laico e non influenzato da nessuna chiesa.
I credenti dovrebbero già sapere i precetti del loro credo e ciò dovrebbe già essere sufficiente.
Scusa, in quale mia considerazione avrei mostrato di essere influenzato da qualche dottrina religiosa?

Quanto al succo del discorso, penso invece di averlo centrato:
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/04/09/news/utero-affittato-in-ucraina-coppia-indagata-1.11202115
C'è sempre qualcuno più uguale degli altri, non trovi?
Dal momento poi che citi Darwin e l'evoluzionismo (teoria peraltro molto ostica alla Chiesa) tutte le pratiche di fecondazione assistita sono contro il naturale processo di evoluzione della specie, al pari di tante conquiste della medicina che ci garantiscono la sopravvivenza anche con malformazioni invalidanti che in altri tempi avrebbero comportato la morte o quantomeno la non riproduzione.
Ho citato Darwin (ma che cavolo c'entra che sia teoria ostica alla Chiesa) per il semplice fatto che, nonostante ogni elucubrazione contraria, i mammiferi, per riprodursi, necessitano di una femmina e di un maschio. In alcune specie i cuccioli vengono allevati da entrambi i genitori, in altre dalla sola madre, che, in ogni caso e nonostante qualsiasi teoria gender, rimane fondamentale per la sopravvivenza e la crescita del cucciolo, per lo meno fino allo svezzamento.
Ora, che la scienza medica sia fortunatamente evoluta al punto da darci una qualità di vita impensabile fino a pochi decenni fa, mi pare cosa molto buona;: che, ad esempio, la mancanza di latte materno non sia più il grave problema di un tempo, mi pare assolutamente una cosa buona. Ma da qui ad arrivare, tramite le tecniche di fecondazione in vitro e leasing di uteri, a due uomini (o donne) che annunciano di avere avuto un figlio, se permetti, mi pare "contro natura". E non sto assolutamente entrando nell'aspetto religioso.