<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> È giusto che la politica tributaria tartassi i ricchi. Vi spiego perché | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

È giusto che la politica tributaria tartassi i ricchi. Vi spiego perché

biasci ha scritto:
jaccos ha scritto:
suiller ha scritto:
le tasse dirette dovrebbero essere molto basse per tutti, bisognerebbe fin dove possibile spostare la tassazione su quella indiretta

poichè la tassa diretta non è eludibile (almeno è più difficile da scampare) quella indiretta pur colpendo i consumi è una tassa di "scelta"

ovvero se sto in bolletta diminuisco i consumi e salvo una parte certa delle entrate

irap e irpef andrebbero tolte e compensate ad es con l'iva, anche il 30%, alle aziende non cambia nulla (la caricano e la scaricano) ma anzi ci guadagnano, mentre il privato va in compensazione, gli costa il 10% in più a fine delle fiera ma recupera dal taglio irpef

ma il grande vantaggio è che le tasse indirette e soprattutto l'iva tocca anche gli evasori totali perchè sono cmq dei consumatori anche loro 8)
La tassazione sui consumi è la più iniqua in quanto colpisce in maniera inversamente proporzionale al reddito: reddito basso=percentuale elevatissma di reddito consumato=maggior parte del reddito tassata; reddito alto=maggior parte del reddito risparmiato(non consumato)=maggior parte del reddito non tassato.
Semplice e purtroppo ineccepibile, non esistono medaglie senza rovesci...
Corollario: solo chi ha un'altro buco sulla cintura la può stringere, chi è arrivato all'ultimo poco può fare...
Non ci si basa sulla percentuale di quanto uno spende ma sulla pura quantità.
Se uno guadagna 1000? al mese, spenderà tutto sempre.
Se uno guadagna 50mila ? al mese, magari ne spenderà 10mila.
Spende molto di più (anche se in % più bassa). Solo che, chi spende grandi cifre sono in pochi e quindi non basta.
Ma chi se ne frega di quanto spende IN VALORE ASSOLUTO! La cosa fondamentale è la PERCENTUALE DI REDDITO consumata , cioè quella tassata! E' li che sta la profonda INIQUITA' della tassazione sui consumi!
Prendiamo il tuo esempio:
- reddito 1000 - consumato 1000 - reddito tassato 100%
- reddito 50000 - consumato 10000 - reddito tassato 20%

Lo vedi che il ricco paga le tasse sul 20% del reddito e il povero sul 100%?
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Non è che ci siano alternative eh, o così o pomì
ridurre la spesa, naturalmente neanche pensarci ....
ma no ... ma cosa dici ...

Qua siamo al paradosso di uno che debe liberare il giardino (garage o cantina, fa lo stesso) da un mucchio di cianfrunsaglie e invece di fare pulizia, compra un altro stabile dove accantonare ancora di piu' ... pazzesco
 
jaccos ha scritto:
Visto che non ero nemmeno stato preso in considerazione quando lo dissi io, me lo sono andato a cercare...

Ocse: in Italia aumenta divario tra ricchi e poveri

L'Italia è tra i Paesi industrializzati con la maggiore disparità dei redditi, anche per effetto dell'aumento del divario tra ricchi e poveri negli ultimi 20 anni. È quanto emerge da uno studio dell'Ocse. La Penisola figura al quinto posto tra i 17 Paesi Ocse che hanno segnato un ampliamento del gap dei redditi tra il 1985 e il 2008, dopo Messico, Stati Uniti, Israele e Regno Unito e in assoluto è al sesto posto per il divario tra i 22 Paesi considerati, inclusi i cinque che lo hanno ridotto (Turchia, Grecia, Francia, Ungheria e Belgio).

Il coefficiente Gini, che misura l'ineguaglianza dei redditi (va da 0, ovvero totale uguaglianza di reddito a 1, totale disparità), per l'Italia era pari a 0,35 alla fine degli anni 2000, con un incremento del 13% rispetto allo 0,31 di metà degli anni 80. Non solo, mentre il reddito reale nell'Ocse in questo lasso di tempo è salito in media dell'1,7% l'anno, con un incremento dell'1,4% per il 10% più povero della popolazione e del 2% per il 10% al top, in Italia l'incremento medio annuo si è fermato allo 0,8% (solo la Turchia ha fatto peggio, con lo 0,5%) e mentre per il 10% della popolazione con il reddito più basso l'aumento è stato solo dello 0,2%, per la fascia dei redditi più elevati è stato dell'1,1 per cento.

Messico al "primo" posto della classifica
Messico il Il Paese con le maggiori diseguaglianze è il Messico, con un coefficiente Gini dello 0,50, davanti alla Turchia (0,42), mentre la Danimarca (0,25) ha le minori disparità. Nemmeno i Paesi nordici e la Germania, che tradizionalmente avevano una bassa disparità tra i redditi, sono stati tuttavia risparmiati dal trend di aumento del divario tra ricchi e poveri e anzi - come sottolinea l'Ocse - negli ultimi dieci anni hanno segnato il maggior incremento.

L'andamento medio nei Paesi Ocse
In media il coefficiente Gini nell'area Ocse è salito all'incirca del 10% dallo 0,28 di metà degli anni 80 allo 0,31 della fine dello scorso decennio. Tra le cause dell'aumento, l'Ocse ricorda che le ore lavorate sono diminuite soprattutto tra gli occupati con il salario più basso, che sempre più spesso il lavoro femminile é part-time e che il peso del reddito da capitale é aumentato ma soprattutto per i redditi più elevati. Anche globalizzazione e progressi tecnologici hanno aumentato la disparità dei salari, andando a favore dei lavoratori più qualificati. Tra le annotazioni, anche il fatto che il trend verso famiglie più piccole (con un solo genitore) aumenta il divario tra i redditi. Inoltre é cresciuta la tendenza dei matrimoni tra persone con livelli di reddito simili. Oggi il 40% delle coppie in cui entrambi i partner lavorano appartengono allo stesso decile contro il 33% di 20 anni fa. Secondo l'Ocse lo strumento più diretto ed efficace per ridurre le disparità sono la riforma delle tasse e delle politiche di agevolazione per i redditi più bassi. La persistenza e l'ampiezza delle perdite di reddito nelle fasce più svantaggiate dopo la recessione - scrivono gli esperti dell'Ocse - sottolinea l'importanza di politiche di sostegno al reddito ben mirate.
Dal sole 24 ore del 3 maggio di quest'anno...

Ora, di fronte ai dati, ancora diciamo che è sbagliato rimodulare la tassazione abbassando quella dei redditi bassi ed elevando quella dei redditi alti?
Non lo dico io, ma fior fiore di economisti... :rolleyes:

Sono anni che lo dico anch ' io,
e senza essere un fior di economista, ma semplicemente una persona di buon senso....
Se partiamo con lo stesso reddito compriamo un etto di prosciutto a testa....
se il reddito si sposta, tu compri sempre un etto di prosciutto,
e io, se va bene un etto di mortadella, altrimenti nisba, pane ( amore e fantasia ) :evil:
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Non è che ci siano alternative eh, o così o pomì
ridurre la spesa, naturalmente neanche pensarci ....
Riusciresti a ridurre la spesa in modo da avere un ritorno economico IMMEDIATO?
Se ce la fai ti voto... :D

Belpi, non è una questione di tassare O tagliare, ma di tassare E tagliare, i tagli di per se non sono sufficienti...
Bisogna tassare per recuperare i soldi che servono ADESSO e contemporaneamente imbastire le riforme che servono per non doverci ritrovare nella stessa situazione tra poco tempo...
La ripresa passa per forza di cose attraverso una tassazione più equa di quella attuale, come ho già spiegato...
 
leolito ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
Non è che ci siano alternative eh, o così o pomì
ridurre la spesa, naturalmente neanche pensarci ....
ma no ... ma cosa dici ...

Qua siamo al paradosso di uno che debe liberare il giardino (garage o cantina, fa lo stesso) da un mucchio di cianfrunsaglie e invece di fare pulizia, compra un altro stabile dove accantonare ancora di piu' ... pazzesco
Si certo, tutto giusto, ci sono tagli da fare e su questo siamo TUTTI d'accordo (politici e lobby molto meno).
Il problema è che lo stato deve raccatare soldi alla svelta, in pochissimo tempo e i risparmi basati sui tagli hanno bisogno di tempo per essere efficaci quindi come tampone temporaneo alla situazione di EMERGENZA in cui ci troviamo per forza di cose non resta che tassare... l'importante è però che i tagli si facciano COMUNQUE, non come si è sempre fatto in italia... :rolleyes:
 
jaccos ha scritto:
Riusciresti a ridurre la spesa in modo da avere un ritorno economico IMMEDIATO?
Se ce la fai ti voto... :D

Perche, te non credi che in meno di sei mesi con un taglio ma di quelli da motosega la situazione non sia risolta al 85% per cento. Ma dai ... in che mondo vivete!?

jaccos ha scritto:
Bisogna tassare per recuperare i soldi che servono ADESSO e contemporaneamente imbastire le riforme che servono per non doverci ritrovare nella stessa situazione tra poco tempo...
Forse ti sfugge che saran vent'anni il ritornello e' lo stesso ... e te le riforme le hai viste? Ma daaaai .....

jaccos ha scritto:
La ripresa passa per forza di cose attraverso una tassazione più equa di quella attuale, come ho già spiegato...
Certo, ovvero una pressione fiscale piu' leggera a tutti i livelli.
Basterebbe perseguire quelli che non pagano ...
 
leolito ha scritto:
jaccos ha scritto:
Riusciresti a ridurre la spesa in modo da avere un ritorno economico IMMEDIATO?
Se ce la fai ti voto... :D

Perche, te non credi che in meno di sei mesi con un taglio ma di quelli da motosega la situazione non sia risolta al 85% per cento. Ma dai ... in che mondo vivete!?

jaccos ha scritto:
Bisogna tassare per recuperare i soldi che servono ADESSO e contemporaneamente imbastire le riforme che servono per non doverci ritrovare nella stessa situazione tra poco tempo...
Forse ti sfugge che saran vent'anni il ritornello e' lo stesso ... e te le riforme le hai viste? Ma daaaai .....

jaccos ha scritto:
La ripresa passa per forza di cose attraverso una tassazione più equa di quella attuale, come ho già spiegato...
Certo, ovvero una pressione fiscale piu' leggera a tutti i livelli.
Basterebbe perseguire quelli che non pagano ...
I tagli vanno fatti col bisturi, non con la motosega. Ogni taglio ha conseguenze che vanno valutate e ciò richiede tempo. Certo, i tagli ai costi della casta ci vuole poco ma rendono altrettanto poco rispetto alle spese che abbiamo davanti (e questa non sia una scusante, vanno fatti cmq).
Quello che voglio dire è che se prendi quello spreco assurdo che ad esempio sono le guardie forestali in basilicata e ne licenzi 3/4 (e si potrebbe tagliarne anche di più), ti ritrovi con migliaia di disoccupati da mantenere, una regione in ginocchio e un calo vertiginoso della domanda interna, e via di circolo vizioso come già spiegato. Tagliare con la motosega è un'ottica di brevissimo periodo con ripercussioni devastanti. L'italia è come un drogato che deve essere curato, ma se gli levi la droga da un giorno all'altro muore alla prima crisi d'astinenza, va disintossicato piano piano, in un'ottica di lungo periodo e di piccoli sacrifici quotidiani.

Il ritornello è lo stesso da vent'anni, certo, è il lavoro dei politici italiani, promettere e non mantenere. Ciò non toglie che quelle promesse fossero valide, infatti non averle mantenute ci ha portati alla situazione attuale.

La pressione fiscale non può essere alleggerita ORA. E semplicemente una strada non percorribile, bisogna farsene una ragione, essa intanto va RAZIONALIZZATA e RIDISTRIBUITA in maniera più equa e socialmente sostenibile che come ho già spiegato è una delle poche leve in mano allo stato per invertire il circolo vizioso in cui stiamo sprofondando. Poi, una volta salvata la baracca e saldati i debiti si può parlare di alleggerirla.
 

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