<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> VOLKSWAGEN rischia davvero la BANCAROTTA? | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

VOLKSWAGEN rischia davvero la BANCAROTTA?

Nessuna scelta sbagliata, se imponi una nuova tecnologia aumenti e di molto il tasso di sostituzione, vil moneta, come tutti....
non c'e' dubbio che nel gruppo VW in seguito al dieselgate per ripulirsi l'immagine abbiano pestato sull'accelleratore per passare dal termico alle EV con i clamorosi errori che gia' conosciamo. Ricordo bene le roadmap del 2019 ...
compreso togliere modelli come Golf, Passat.
Cosette cosi'.
In questa strategia , manco scarso tavaresh ha fatto peggio, si era pensato pure di mandare in pensione nomi famosi che a loro volta erano dei brand a se stanti.
Pero' la faccenda e' un poco piu' complicata e li torniamo al fatto che il gruppo VW fa cassa in Cina. Era il mercato piu' importante. Se li decidono di imporre EV e plugin tu giocoforza ti devi adattare.
Con il senno del poi delle decisioni sono state prese male, spingere sull'ev in Europa ha significato dirottare soldi della R&D dalle termiche alle elettriche. Quindi si sono ritrovati pure meno competitivi con i motori.
 
Toyota, concorrente mondiale di vw, ad esempio è stata un po' più furba, mettendo un piede in cina ancora 20 anni prima di vw, ma non andandoci dietro con tutto il resto, infatti non ha affatto aperto tutto ai cinesi ma continuato una collaborazione più del tipo "amici ma ognuno a casa sua".
Toyota e gli altri marchi giapponesi avendo una quota di mercato molto piu' piccola del gruppo VW semplicemente hanno accusato meno il colpo. Voglio dire un conto e' passare
per dire da 8% a 5% a 3% , adesso non conosco la quota di mercato attuale di Toyota, un conto e' lo sbrago che ha subito il gruppo VW. Lo sganassone e' forte . I jap si salvati perche'
non era il mercato piu' importante per loro.
Anche avendo loro fabbriche in Cina.
Come per Stellantis.
I tedeschi invece sono molto piu' esposti.
 
torniamo al fatto che il gruppo VW fa cassa in Cina. Era il mercato piu' importante. Se li decidono di imporre EV e plugin tu giocoforza ti devi adattare.
Con il senno del poi delle decisioni sono state prese male, spingere sull'ev in Europa ha significato dirottare soldi della R&D dalle termiche alle elettriche
Però qui c'è una contraddizione: Volkswagen puntava al mercato cinese ma lì l'elettrico è in forte ascesa, infatti il gruppo tedesco inizia a perdere importanti quote di mercato per il ritardo accumulato. Senza green deal sarebbe stato ancora peggio, perché le case europee avrebbero investito ancora meno sulla tecnologia che, piaccia o no, rappresenta il futuro del settore automotive. La realtà è che l'Europa è arrivata tardi all'auto elettrica (ed elettrificata: il primo full hybrid del gruppo Vw arriverà a fine 2026, esattamente trent'anni dopo Toyota)
 
Io ho risposto ad un'altra cosa: NON è stato il dieselgate che ha dato inizio alla follia green dell'europa, casomai il contrario come scrivi anche tu nell'intervento dopo:

In ogni caso le normative c'erano e ci sono anche in altri paesi, USA in primis, quello che non c'è ma esiste solo in europa è un'assurdità come il green deal, per come è stato impostato.
Che poi vw abbia puntato in quella direzione è un altro discorso.
E secondo me la coscienza non c'entra comunque nulla, ma probabilmente avevano il "sentore":emoji_smirk: che le leggi green li avrebbero aiutati...la coscienza a certi livelli credo che sia una parola sconosciuta proprio
Le normative europee sono le piu' restrittive a livello mondiale, quindi quello che studi per l'europa non serve nel resto del mondo (... solo in parte negli USA, in particolare 10 anni fa).
Poi va detto che dietro sulle scelte europee la Germania ha sempre avuto un grande peso e Vw piu' di tutti, considerando il fortissimo potere sindacale.
Quindi la forte virata verso l'elettrico e' sicuramente stata molto influenzata anche da Vw, che pero' ha sbagliato in pieno le valutazioni, perche' la tecnologia e' in mano ai cinesi, che oltretutto sono quelli con i minori costi a livello di produzione e di energia.
 
Se si pensa di vendere sabbia ai beduini e' meglio rendersene conto prima dell' esito negativo, scontato....
Mi auguro, in VAG, si rendano conto sia meglio ridimensionare l' idea della Cina....
Almeno come ramo determinante del marchio....
E mettere a punto tutto il resto.
Su cui riescono, piu' che dignitosamente, da sempre
 
Ultima modifica:
Però qui c'è una contraddizione: Volkswagen puntava al mercato cinese ma lì l'elettrico è in forte ascesa, infatti il gruppo tedesco inizia a perdere importanti quote di mercato per il ritardo accumulato. Senza green deal sarebbe stato ancora peggio, perché le case europee avrebbero investito ancora meno sulla tecnologia che, piaccia o no, rappresenta il futuro del settore automotive. La realtà è che l'Europa è arrivata tardi all'auto elettrica (ed elettrificata: il primo full hybrid del gruppo Vw arriverà a fine 2026, esattamente trent'anni dopo Toyota)
In Cina il grosso problema e' legato ai costi, perche' ID.3 e ID.4 sono in produzione già dal 2020, ma non possono reggere il confronto con i prodotti locali.
E lo stesso accade anche in Europa, dove pero' il marchio ha piu' presa e ha potuto beneficiare di varie campagne di incentivi e, dallo scorso anno, anche dei dazi.
 
Però qui c'è una contraddizione: Volkswagen puntava al mercato cinese ma lì l'elettrico è in forte ascesa, infatti il gruppo tedesco inizia a perdere importanti quote di mercato per il ritardo accumulato. Senza green deal sarebbe stato ancora peggio, perché le case europee avrebbero investito ancora meno sulla tecnologia che, piaccia o no, rappresenta il futuro del settore automotive. La realtà è che l'Europa è arrivata tardi all'auto elettrica (ed elettrificata: il primo full hybrid del gruppo Vw arriverà a fine 2026, esattamente trent'anni dopo Toyota)
tanti gli scenari possibili.
Magari conveniva difendere il fortino finche' si era in tempo e forse ancora lo siamo.
Se il futuro deve essere perdere Cina e far diventare l'Europa un mercato conteso a quel punto forse era meglio ritirarsi lentamente a suo tempo e appunto arroccarsi.
Anche con normative che avrebbero aiutato i costruttori tipo eliminare euro 7 , 6E e 6d.
E via dicendo.
Fare un mercato interno che viene difeso e prendere tempo per arrivare alle EV con una propria tecnologia per le batterie per esempio. Tanto e' stata una gara falsata voglio dire.
 
L'errore comune di noi europei è continuare a pensare di essere al centro del mondo. Lo siamo stati per secoli, ma ora non più, la demografia ci condanna. L'Europa non è più il principale mercato mondiale, le case europee non sono più leader del settore.
Concordo sul fatto che alcune norme europee siano state un po' troppo severe e abbiano comportato un incremento dei costi produttivi. Ma va anche detto che le nostre città sono piene di ibride giapponesi (e tra non molto di plug-in ed elettriche cinesi), la risposta europea non può essere il common rail, ottima tecnologia ma non valida per tutti. Certamente non per i segmenti minori.
Insisto su questo punto: chi sono i leader nella tecnologia ibrida? Toyota e Honda. Un tempo sui segmenti B e C le case europee erano il riferimento assoluto (tedesche, francesi, italiane), ora non più. Forse qualche errore c'è stato
 
tanti gli scenari possibili.
Magari conveniva difendere il fortino finche' si era in tempo e forse ancora lo siamo.
Se il futuro deve essere perdere Cina e far diventare l'Europa un mercato conteso a quel punto forse era meglio ritirarsi lentamente a suo tempo e appunto arroccarsi.
Anche con normative che avrebbero aiutato i costruttori tipo eliminare euro 7 , 6E e 6d.
E via dicendo.
Fare un mercato interno che viene difeso e prendere tempo per arrivare alle EV con una propria tecnologia per le batterie per esempio. Tanto e' stata una gara falsata voglio dire.


Esatto.....

Abbiamo mollato, senza nemmeno provarci....
( Sconfitti e pure con disonore ).
P.s.
Io vivo nel terrore che i nostri o meglio i loro....
....Non riescano, piano piano a riprodur re le medicine di noi Occidentali....
E a rivendercele al 30% in meno delle originali....
Ma, uguali uguali....
 
Ultima modifica:
in Europa il Dieselgate VW l'ha chiuso con delle multine ridicole (in confronto a che cosa sarebbe stato equo) e per ottenere ciò ha appoggiato e spinto il piano green europeo.
Se non avesse avuto il piede legato dal Dieselgate, il cancellierato tedesco avrebbe spinto per cancellare il go-electric della Commissione.
 
Toyota e gli altri marchi giapponesi avendo una quota di mercato molto piu' piccola del gruppo VW semplicemente hanno accusato meno il colpo. Voglio dire un conto e' passare
per dire da 8% a 5% a 3% , adesso non conosco la quota di mercato attuale di Toyota, un conto e' lo sbrago che ha subito il gruppo VW. Lo sganassone e' forte . I jap si salvati perche'
non era il mercato piu' importante per loro.
Anche avendo loro fabbriche in Cina.
Come per Stellantis.
I tedeschi invece sono molto piu' esposti.
A prescindere dalle quote di mercato toyota non è mai diventata c...lo e camicia con partner cinesi come vag e sicuramente proprio per questo vendono meno in quel paese, ma forse hanno preferito anche cercare di diversificare, perchè dipedendere da un unico mercato (quello cinese poi!) non va bene mai...come dipendere da un unico fornitore
 
Le normative europee sono le piu' restrittive a livello mondiale, quindi quello che studi per l'europa non serve nel resto del mondo (... solo in parte negli USA, in particolare 10 anni fa).
Sei sicuro di quello che scrivi?
A me risulta che le auto americane montavano i catalizzatori quando qui usavamo la benzina al piombo e abbiamo continuato ad usarla per anni ancora e relativamente alle normative più recenti, sempre mi risulta poi magari sbaglio, fanno la differenza principale tra i nox per loro e la co2 per noi (anche ovvio, vista la cilindrata media dei motori nei due paesi).
Oltretutto già molti anni fa i loro motori erano omologati per l'E85 e questo lo so perchè ne ho avuti un paio.
Poi ci sono normative diverse in diversi stati
 
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