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Nuova Lancia Ypsilon LX full eletric: se la ricarica trifase diventa un’odissea (e la matematica non è un’opinione)

Non ho capito se l'ultima serie ha il trifase oppure no, o se è un optional con sovrapprezzo.
Ti rispondo con i dati aggiornati dei listini ufficiali che ho controllato proprio questa mattina, così facciamo chiarezza definitiva.

La situazione sulla nuova gamma Lancia Ypsilon è questa:Su 3 modelli disponibili, solo la versione top di gamma sportiva 'Ypsilon HF da 280cv' ha il caricatore trifase da 11 kW di serie. Parliamo però di un’auto da 43.000,00 euro di listino, una cifra oggettivamente fuori mercato per una Ypsilon (considerando che a quel prezzo oggi ti porti a casa una Tesla, con un'efficienza e un'infrastruttura tecnologica di ben altro livello).

Per gli altri due modelli della gamma (compresa la mia LX), l'11 kW trifase è sempre e rigorosamente un optional con sovrapprezzo (circa 400 euro). Se non lo selezioni esplicitamente, l'auto esce di fabbrica limitata in monofase.

La conferma che si tratta di una precisa (e miope) politica commerciale di tutto il Gruppo Stellantis e non solo di Lancia mi è arrivata proprio in questi giorni in famiglia. Mio fratello sta valutando l’acquisto di una Opel elettrica e, leggendo i contratti e le proposte commerciali, stava cascando esattamente nella mia stessa identica trappola. Anche lì, il caricatore trifase è nascosto tra gli optional a pagamento e i venditori non dicono una parola in fase di trattativa.

Se considerate che per chi si avvicina all'elettrico la ricarica in AC (a casa o alle colonnine pubbliche cittadine) è la normalità quotidiana, vendere auto in questa fascia di prezzo con un hardware 'castrato' di serie, senza che nessuno ti avvisi chiaramente, è commerciale scorretto. Significa condannare un cliente ignaro a tempi di ricarica biblici e a un'esperienza d'uso frustrante, solo per raschiare qualche centinaio di euro su un optional che nel 2026 dovrebbe essere lo standard per tutti.
 
io spererei che John Philip Jacob legga il forum quattroruote ( al limite lapo) ed intervenga.....
si scherza e'..... la vicenda ha veramente da lasciare basiti....
auto nuova, rete ufficiale...
grazie per la condivisione....

ps. scusa non riesco a trattenermi dal sapere ( anche per lavoro)
che marca il furgone elettrico ?
Magari leggessero il forum! Almeno qualcuno ai vertici si renderebbe conto di come la rete di vendita stia letteralmente affossando gli sforzi (e gli investimenti) fatti per il lancio di un marchio che doveva puntare al segmento premium. La reazione della community e lo stupore di molti di voi sono la dimostrazione che questa vicenda lascia basiti chiunque usi un minimo di logica.

Per rispondere al tuo PS (curiosità giustissima, specialmente per chi ci lavora!): il van elettrico che abbiamo in flotta aziendale è un Toyota Proace City Electric.

Per correttezza e onestà intellettuale, va detto che non brilla per autonomia: parliamo di circa 300 km in percorso cittadino. Per le mie esigenze lavorative, però, va benissimo così: non faccio più di 300 km a settimana complessivi, quindi mi basta metterlo in carica circa ogni 3 giorni.

E qui arriviamo al punto cruciale del confronto con la Ypsilon: pur essendo il Proace City un mezzo che a livello di meccanica e motorizzazione nasce sulla stessa identica piattaforma Stellantis (è il gemello di Berlingo, Partner e Doblò), Toyota me lo ha venduto con tutto quello che serve già di serie, compreso il caricatore da 11 kW. Nessuna sorpresa o pacchetto nascosto a pagamento.

C'è da fare un'unica nota di demerito comune: anche il venditore Toyota, a dirla tutta, mi è sembrato parecchio impreparato sul comparto elettrico in fase di trattativa. Questo conferma purtroppo il mio sospetto iniziale: il problema della mancanza di formazione e cultura tecnica sulla mobilità alla spina è una piaga che purtroppo attraversa quasi tutte le concessionarie, ma almeno in Toyota l'hardware indispensabile te lo danno di serie senza farti fare i salti mortali tra i moduli d'ordine!

Grazie ancora per il supporto e per gli spunti!
 
Ho paura che sul punto elettrico ci sia ancora tanta disinformazione, non so se solo per stellantis ma anche per altri, qui non si parla più di cose che da sempre riguardano motori termici...almeno ci dovrebbe essere un venditore ben istruito, che tratta solo auto elettriche, cosa che ne dubito ci sia, ti esprimo tanta solidarietà anche se te ne fai ben poco :emoji_disappointed_relieved:
Ti ringrazio molto per la solidarietà, che in realtà serve eccome, se non altro a confermarmi che la logica e il buon senso albergano ancora tra gli automobilisti!

Hai centrato perfettamente il problema macroscopico: la vendita dell'auto elettrica richiede competenze completamente diverse rispetto al termico. Non stiamo parlando di cilindrata, cavalli o tipo di olio. Qui si parla di infrastruttura di rete, di chilowattora, di correnti monofase e trifase, di chimica delle batterie e di abitudini di ricarica.

La tua proposta è sacrosanta e dovrebbe essere lo standard: le concessionarie oggi dovrebbero avere un consulente dedicato esclusivamente alla mobilità elettrica, una persona formata non solo per 'vendere il pezzo di ferro', ma per fare una vera e propria consulenza energetica al cliente in base alle sue esigenze reali e alla sua infrastruttura domestica.

Invece, ci si ritrova davanti a venditori che usano lo stesso identico approccio commerciale che usavano trent'anni fa per una Panda a benzina, ignorando totalmente l'hardware che stanno proponendo. E il risultato è l'anarchia documentale e informativa che ho vissuto sulla mia pelle.

La transizione non sta fallendo a causa della tecnologia, che ormai c'è ed è matura, ma per colpa dell'approssimazione di chi la gestisce, che finisce per allontanare la gente. Spero davvero che queste pagine servano a far aprire gli occhi a chi deve fare il grande passo: non fidatevi delle chiacchiere da salone, studiatevi i dettagli tecnici da soli prima di firmare.

Un saluto e grazie ancora per lo spunto
 
Per gli altri due modelli della gamma (compresa la mia LX), l'11 kW trifase è sempre e rigorosamente un optional con sovrapprezzo (circa 400 euro). Se non lo selezioni esplicitamente, l'auto esce di fabbrica limitata in monofase.

Ecco, questo volevo sapere. Quindi basta saperlo: uno spende appena 400 euro in più e ha il trifase.
 
Ti ringrazio molto per la solidarietà, che in realtà serve eccome, se non altro a confermarmi che la logica e il buon senso albergano ancora tra gli automobilisti!

Hai centrato perfettamente il problema macroscopico: la vendita dell'auto elettrica richiede competenze completamente diverse rispetto al termico. Non stiamo parlando di cilindrata, cavalli o tipo di olio. Qui si parla di infrastruttura di rete, di chilowattora, di correnti monofase e trifase, di chimica delle batterie e di abitudini di ricarica.

La tua proposta è sacrosanta e dovrebbe essere lo standard: le concessionarie oggi dovrebbero avere un consulente dedicato esclusivamente alla mobilità elettrica, una persona formata non solo per 'vendere il pezzo di ferro', ma per fare una vera e propria consulenza energetica al cliente in base alle sue esigenze reali e alla sua infrastruttura domestica.

Invece, ci si ritrova davanti a venditori che usano lo stesso identico approccio commerciale che usavano trent'anni fa per una Panda a benzina, ignorando totalmente l'hardware che stanno proponendo. E il risultato è l'anarchia documentale e informativa che ho vissuto sulla mia pelle.

La transizione non sta fallendo a causa della tecnologia, che ormai c'è ed è matura, ma per colpa dell'approssimazione di chi la gestisce, che finisce per allontanare la gente. Spero davvero che queste pagine servano a far aprire gli occhi a chi deve fare il grande passo: non fidatevi delle chiacchiere da salone, studiatevi i dettagli tecnici da soli prima di firmare.

Un saluto e grazie ancora per lo spunto
Concordo con l'impreparazione dei venditori di qualunque marchio, spesso mi e' successo in passato, e probabilmente con l'elettrico la situazione e' peggiorata.
Però non capisco come fai ad aver più di 7kW in casa, e come mai non hai notato che nel configuratore Lancia il caricatore da 11kW è optional e che nei listini di QR e' indicato che la Ypsilon ricarica a 7kW ?
 
Concordo con l'impreparazione dei venditori di qualunque marchio, spesso mi e' successo in passato, e probabilmente con l'elettrico la situazione e' peggiorata.
Però non capisco come fai ad aver più di 7kW in casa, e come mai non hai notato che nel configuratore Lancia il caricatore da 11kW è optional e che nei listini di QR e' indicato che la Ypsilon ricarica a 7kW ?
Ti ringrazio per lo spunto, che mi permette di chiarire due aspetti fondamentali, uno tecnico e uno legato alla trasparenza.

1. Come faccio ad avere più di 7 kW a casa?
La risposta è molto semplice: la mia abitazione non ha una normale fornitura monofase, ma è dotata di una fornitura nativa a 380V trifase, supportata da un impianto fotovoltaico trifase e da un importante sistema di accumulo a batterie. Con un'infrastruttura del genere, la potenza disponibile a casa è ben superiore ai classici 3 o 6 kW dei normali appartamenti.

La scelta di una wallbox trifase serviva proprio a questo: prelevare 11 kW distribuendo il carico in modo perfettamente simmetrico e lineare a 16 Ampere su tutte e tre le fasi. Se io oggi impostassi una ricarica monofase a 32 Ampere per assorbire 7,4 kW, andrei a sovraccaricare un'unica fase del mio impianto, creando uno squilibrio pazzesco (un forte sbilanciamento delle fasi) e vanificando la gestione intelligente dell'energia che ho progettato per la mia casa.

2. Il cortocircuito dei configuratori (ora corretti)
Sui listini generici di Quattroruote hai perfettamente ragione, ma quando si acquista un'auto ci si affida ai documenti ufficiali che rilascia il costruttore durante la trattativa. Premesso che oggi la mia versione LX non compare nemmeno più a sistema perché la gamma è stata modificata, un altro utente su un forum specialistico si era accorto (quando la LX era ancora configurabile) di una contraddizione macroscopica: nella sezione della dotazione di serie c'era scritto testualmente 'caricatore AC trifase 11 kW', e lo stesso dato compariva nel PDF di riepilogo delle caratteristiche standard. Poi, in totale contraddizione, tra gli optional a pagamento c'era lo stesso identico caricatore a 400 euro.
Sembra che in questo momento abbiano finalmente corretto il problema sul sito, ma l'opacità iniziale resta tutta, tanto che nella proposta commerciale cartacea che mi aveva inviato Stellantis l'unica voce relativa alla ricarica AC recitava testualmente e unicamente: '11kW in AC (trifase 16A) (0-100%) - 5h 45m'. Di contro, in nessun documento della concessionaria è mai stata scritta la parola 'monofase' o '7 kW'.

3. Il vero fulcro del discorso: l'hardware di serie nel 2026
Al di là del fatto che io o il venditore ce ne fossimo accorti o meno, il vero punto focale della discussione è un altro: nel 2026, qualsiasi vettura elettrica sul mercato, anche il modello base, dovrebbe uscire di serie con il caricatore trifase da 11 kW.

A livello industriale, per il costruttore la differenza di costo tra i due hardware è di appena un centinaio di euro su grandi volumi. Vendere un'auto premium da quasi 40.000 euro castrata in monofase significa condannare il cliente a un'odissea ogni volta che ricarica sulle colonnine pubbliche AC cittadine (le classiche da 22 kW). Se la colonnina o l'auto limitano la singola fase a 16A, ti ritrovi a caricare a miseri 3,7 kW o meno, impiegando ore e ore anche solo per un parziale rabbocco e sbilanciando inutilmente la rete elettrica.

La tecnologia è matura, l'infrastruttura pubblica è pensata in trifase; rimettere in produzione i caricatori monofase per raschiare 400 euro di optional su auto di questo prezzo è una scelta commerciale che fa solo del male alla transizione elettrica.
 
3. Il vero fulcro del discorso: l'hardware di serie nel 2026
Al di là del fatto che io o il venditore ce ne fossimo accorti o meno, il vero punto focale della discussione è un altro: nel 2026, qualsiasi vettura elettrica sul mercato, anche il modello base, dovrebbe uscire di serie con il caricatore trifase da 11 kW.

A livello industriale, per il costruttore la differenza di costo tra i due hardware è di appena un centinaio di euro su grandi volumi. Vendere un'auto premium da quasi 40.000 euro castrata in monofase significa condannare il cliente a un'odissea ogni volta che ricarica sulle colonnine pubbliche AC cittadine (le classiche da 22 kW). Se la colonnina o l'auto limitano la singola fase a 16A, ti ritrovi a caricare a miseri 3,7 kW o meno, impiegando ore e ore anche solo per un parziale rabbocco e sbilanciando inutilmente la rete elettrica.

La tecnologia è matura, l'infrastruttura pubblica è pensata in trifase; rimettere in produzione i caricatori monofase per raschiare 400 euro di optional su auto di questo prezzo è una scelta commerciale che fa solo del male alla transizione elettrica.
Concordo che tutti dovrebbero fornire di serie il caricatore da 11 kW.
.... guardando i listini, semba che Stellantis stia aggiornando i modelli basati su pianale Cmp, come il tuo.
Sempre guardando i listini pero' si vede che altri modelli hanno il caricatore da 7 kW (qualche cinese anche meno) compresa la ID.3 in versione da 55 kWh, e addirittura la R5, in versione base, non puo' caricare in DC.
Insomma sembra che a fronte di listini, sempre piuttosto impegnativi, i pochi euro di costo del caricatore da 11 kW sembrano incidere molto per le case !!
 
Ultima modifica:
Insomma sembra che ha fronte di listini, sempre piuttosto impegnativi, i pochi euro di costo del caricatore da 11 kW sembrano incidere molto per le case !!
Ma si sa, cercano di risparmiare su tutto anche sulle cose più stupide come ad esempio le maniglie sopra le portiere, le cinture regolabili in altezza, i ganci nel bagagliaio, le plafoniere, le porte usb e chi più ne ha più ne metta. Cose che costano pochi € ma quando vendi 100k auto all'anno sono quasi 1 milione risparmiato (per accessorio mancante)
 
Nella prova di Quattroruote del luglio 2024 , il caricatore trifase come optional, non viene menzionato.

RICARICA •••• La potenza accettata, sia in corrente alternata sia in continua, è adeguata al genere di vettura e al taglio della batteria. Dalle Hpc si riparte piuttosto in fretta.

 
Ultima modifica:
Ti ringrazio infinitamente per aver postato l'immagine Immagine-2026-06-15-143824.jpg con la tabella tecnica della prova di Quattroruote. Questo screenshot non è solo utile, è la prova definitiva del cortocircuito informativo di cui stiamo parlando!

Guardate la primissima riga della tabella ufficiale della redazione, proprio sotto il disegno delle spine. C'è scritto nero su bianco:

'Caricabatteria interno: 11 kW trifase'
Nessun asterisco, nessuna nota che indichi che si tratta di un accessorio a pagamento. E poco sotto, alla voce 'Presa a 22 kW', indicano il tempo di ricarica completo in 5h 59', che sono esattamente le prestazioni garantite dall'hardware da 11 kW.

Questo significa che persino la redazione tecnica di Quattroruote, analizzando e provando la vettura, ha registrato e pubblicato nei dati ufficiali della prova che il caricabatterie di bordo dell'auto è il trifase da 11 kW, senza fare alcuna menzione al fatto che potesse trattarsi di un optional da scovare a pagamento tra i listini.

Se persino i giornalisti specializzati della rivista di riferimento, con l'auto in mano e i listini sotto il naso, pubblicano una scheda tecnica in cui l'11 kW trifase è l'unica specifica dichiarata per il caricabatteria interno, come si può pretendere che un normale cliente in concessionaria – davanti a una proposta ufficiale Stellantis che riporta gli stessi identici dati e a un venditore del tutto disinformato – debba sospettare che l'auto monti in realtà un hardware inferiore?

Tutto questo fa riflettere profondamente sulla gestione strategica del gruppo. Certe scelte fatte dai manager di Stellantis sembrano calate dall'alto da persone che non conoscono minimamente il mondo dell'elettrico e le sue dinamiche quotidiane. Mentre il mondo corre a velocità doppia verso il futuro della mobilità – e la Cina in primis lo sta dimostrando, invadendo il mercato con tecnologie avanzate, complete e senza compromessi di serie – qui in Europa si pensa ancora di fare cassa raschiando 400 euro su un hardware vitale per l'utente, castrando l'esperienza d'uso di un'auto da 40.000 euro.

Questo screenshot chiude definitivamente ogni discussione: l'immagine pubblica dell'auto, le prove della stampa e la documentazione tecnica ufficiale parlavano di 11 kW trifase. Vendere poi di serie un caricatore monofase è una scelta miope che non danneggia solo il singolo cliente distratto, ma l'intera credibilità del brand nel mercato globale.
 
Ti ringrazio infinitamente per aver postato l'immagine Immagine-2026-06-15-143824.jpg con la tabella tecnica della prova di Quattroruote.
Che nel Topic della Ypsilon si è persa in decine di OT. La rimetto qui, sperando non venga subito sommersa da argomenti che nulla centrano col modello.

La pagella di QR della elettrica. (luglio 2024)

La valutazione nasce dalla somma delle stelle, alle quali è attribuita un'importanza diversa in rapporto alle singole voci della pagella e alla classe di appartenenza della vettura."•

POSTO GUIDA ★★★★★È capace di soddisfare sia chi desidera dominare la strada sia chi ama guidare piuttosto disteso; l'ampia escursione in profondità del piantone aiuta.*

PLANCIA E COMANDI ★★★★☆Stile e funzionalità si fondono in un ponte di comando gradevole da vedere e pratico da utilizzare. Nulla di nascosto o irraggiungibile, ampi vani portaoggetti.*

STRUMENTAZIONE ★★★★☆Un display sufficientemente ampio (10,3 pollici), che sfodera grafiche ben comprensibili ed esaustive. Funzionale il tasto sul devioluci per sfogliare i menu.*

INFOTAINMENT ★★★★☆Medesima diagonale per il display centrale, attraverso cui si snoda un'interfaccia ben disegnata: grandi widget per le funzioni principali e tasti fisici scorciatoia.*

CLIMATIZZAZIONE ★★★★☆L'impianto automatico è efficace e la portata d'aria soddisfacente. Peccato soltanto che sia monozona e che non disponga delle bocchette posteriori.*

VISIBILITÀ ★★★★☆L'unica criticità emerge nelle svolte, con l'angolo buio nella zona montante/specchio un po' invasivo. Apprezzabili le telecamere a 180° in manovra.*

FINITURA ★★★★☆Le fondamenta sono buone, nonché allineate alle cugine di piattaforma. Nello specifico della Lancia, rivestimenti e finiture sono più ricercati.


ABITABILITÀ ★★★★☆Ai posti anteriori si gode di spazio e ariosità a sufficienza. Dietro lo spazio gambe è soltanto discreto e, i più alti, potrebbero sfiorare il padiglione con la testa.*

CONFORT ★★★★☆Un bel viaggiare, considerata la categoria: l'abitacolo è ben insonorizzato, anche alle andature più sostenute, e l'assetto digerisce piuttosto bene; un po' rigida dietro.*

BAGAGLIAIO ★★★☆☆I 247 litri non sono granché, ma soprattutto si sente la mancanza di un doppiofondo per riporre il cavo di ricarica. Il portellone automatico sarebbe stato gradito.

ACCESSORI ★★★★★Questa edizione limitata include tutto il possibile: non esistono optional. Sono di serie anche i colori carrozzeria, sia il blu Lancia sia i metallizzati.*

DOTAZIONI SICUREZZA/ADAS ★★★★★La Cassina è l'unica della gamma ad annoverare di serie la guida assistita di livello 2, ottenibile a richiesta sull'allestimento LX. I sistemi sono pure efficaci.•

POWERTRAIN ★★★★☆ Soddisfa per il convincente bilanciamento fra spinta, più che adeguata in ogni situazione, ed efficienza. Piacevole l'erogazione, sempre molto progressiva.*

PRESTAZIONI ★★★★☆ Gli otto secondi netti necessari per arrivare a 100 km/h disegnano un'auto brillante nello scatto, come pure in ripresa: solo 6,9 per passare da 70 a 120.*

STERZO ★★★★☆Con un fine tuning dedicato, il comando è adeguato alla missione: leggero in città e piuttosto preciso, anche se non troppo prodigo d'informazioni.* FRENI ★★★★☆I impianto risulta all'altezza nell'arrestare la Ypsilon su asfalto asciutto. Tuttavia, allunga davvero molto sui fondi ad aderenza bassa e differenziata.*

COMPORTAMENTO DINAMICO ★★★★☆Nel complesso, è un'auto piacevole e anche piuttosto reattiva. Nelle situazioni limite, gli interventi dell'Esp comportano un sottosterzo molto evidente.*

CONSUMO ★★★★☆Poco assetata d'energia in città e in statale. Paga l'autostrada, come tutte le Bev, ma risulta comunque più efficiente delle cugine di piattaforma.*

AUTONOMIA ★★★★☆I circa 400 chilometri garantiti nell'uso urbano la rendono più che sfruttabile, senza troppe ansie. Nei lunghi viaggi, ogni 200 km circa ci si deve fermare.*

RICARICA ★★★★☆La potenza accettata, sia in corrente alternata sia in continua, è adeguata al genere di vettura e al taglio della batteria. Dalle Hpc si riparte piuttosto in fretta.*

SERVIZI MOBILITÀ ★★★★☆Se si decide di acquistare la Ypsilon elettrica con finanziamento, la wallbox per la ricarica domestica è inclusa. Per quella pubblica, invece, ci si può avvalere dell'app Free2Move (funzionante in 29 Paesi europei su circa 600 mila colonnine). Con la nuova Ypsilon, la Lancia riparte con il piede giusto. Design azzeccato e atmosfera interna di livello, grazie a materiali e finiture ricercati, che sopperiscono all'inevitabile economia di base comune alla categoria; considerato l'elevato numero di componenti condivise con le cugine di piattaforma, riesce a distinguersi a sufficienza. Le basi su cui poggia, tra l'altro, sono validissime: un telaio sano che garantisce un comportamento omogeneo e una buona dose di confort. Ottimo pure il powertrain elettrico, che offre un ottimo bilanciamento fra prestazioni ed efficienza: specie in città, la Ypsilon è scattante e beve poco. Resta lo scoglio, nel caso specifico dell'elettrica, del prezzo di listino molto elevato. Ma quello, si sa, è un male comune che affligge tutte le Bev.
 

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