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Nuova Lancia Ypsilon LX full eletric: se la ricarica trifase diventa un’odissea (e la matematica non è un’opinione)

Scrivo in questo forum per segnalare un caso di assistenza paradossale riguardante la mia nuova Lancia Ypsilon LX full eletric.

L’auto è stata immatricolata a dicembre 2025, ma è entrata in mio possesso a fine febbraio 2026. Dopo soli due mesi di utilizzo reale, mi trovo a gestire un difetto di conformità che l'assistenza sembra non voler riconoscere.

Il fatto: La mia Ypsilon LX è dotata di serie di caricatore di bordo (OBC) trifase da 11 kW. Tuttavia, ho riscontrato fin da subito tempi di ricarica biblici. Per scelta tecnica, le mie due Wallbox domestiche (trifase 380V) sono tarate per erogare un massimo di 11/12 Ampere.

In queste condizioni, l'auto dovrebbe assorbire circa 8 kW complessivi. Invece, tramite misurazione con pinza amperometrica su entrabe le Wallbox, ho scoperto che la vettura assorbe corrente da una sola fase, ignorando completamente le altre due.

I numeri del paradosso: Invece degli 8 kW attesi, l'auto si limita a circa 2,5 - 2,7 kW. Per una ricarica completa sono necessarie quasi 20 ore, a fronte delle circa 6-7 ore che impiegherei con il limite a 11A in trifase. Ho effettuato prove incrociate con altri veicoli elettrici in mio possesso sulle stesse Wallbox: le altre auto caricano regolarmente sfruttando tutte le fasi, la Lancia no.

Il "Muro di Gomma" dell'assistenza: Ho portato l'auto presso la concessionaria di Conegliano. Nonostante i miei rilievi tecnici precisi e documentati, la risposta iniziale è stata un generico "aggiornamento software". Ovviamente, nulla è cambiato. Attualmente l'auto è di nuovo in officina. La concessionaria riferisce che, secondo i test remoti di Stellantis, "non risultano anomalie". Peccato che la realtà fisica dica altro:
  • Su colonnina pubblica da 22 kW, l'auto stima 10 ore per passare dal 50% al 100% (assorbimento reale di circa 2,7 kW).
  • In officina, davanti ai miei occhi, per caricare dal 45% al 100% venivano stimate oltre 5 ore (segno che l'auto, a mio parere, stava caricando in monofase sfruttando una colonnina da 32A, ma ignorando comunque il sistema trifase per cui è stata venduta).
La beffa economica: Mentre la mia auto nuova è ferma in attesa che un software "veda" un guasto hardware palese, mi è stata fornita un’auto sostitutiva a benzina. Con il carburante a circa 2 €/litro, sto subendo un danno economico quotidiano che vanifica totalmente la scelta dell'elettrico.

Mi chiedo: è possibile che un brand che punta al segmento premium come Lancia ignori le leggi della fisica, trincerandosi dietro una diagnostica computerizzata chiaramente insufficiente a rilevare guasti hardware sulle singole fasi dell'OBC?

Ad oggi che sono passati 3 giorni dalla presa in carico dell’officina tutto tace.

Qualche consiglio come procedere?

Un cordiale saluto

Lorman
 
Io non ho la versione elettrica, ma so che è un problema noto il fatto della ricarica veloce. Di norma viene risolto tramite aggiornamenti software (richiami). Se poi il problema persiste, potrebbe essere anche un danno hardware dal caricatore o dell'OBC ma mi sembra strano. Io proverei a cambiare officina.
 
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Scrivo in questo forum per segnalare un caso di assistenza paradossale riguardante la mia nuova Lancia Ypsilon LX full eletric.

L’auto è stata immatricolata a dicembre 2025, ma è entrata in mio possesso a fine febbraio 2026. Dopo soli due mesi di utilizzo reale, mi trovo a gestire un difetto di conformità che l'assistenza sembra non voler riconoscere.

Il fatto: La mia Ypsilon LX è dotata di serie di caricatore di bordo (OBC) trifase da 11 kW. Tuttavia, ho riscontrato fin da subito tempi di ricarica biblici. Per scelta tecnica, le mie due Wallbox domestiche (trifase 380V) sono tarate per erogare un massimo di 11/12 Ampere.

In queste condizioni, l'auto dovrebbe assorbire circa 8 kW complessivi. Invece, tramite misurazione con pinza amperometrica su entrabe le Wallbox, ho scoperto che la vettura assorbe corrente da una sola fase, ignorando completamente le altre due.

I numeri del paradosso: Invece degli 8 kW attesi, l'auto si limita a circa 2,5 - 2,7 kW. Per una ricarica completa sono necessarie quasi 20 ore, a fronte delle circa 6-7 ore che impiegherei con il limite a 11A in trifase. Ho effettuato prove incrociate con altri veicoli elettrici in mio possesso sulle stesse Wallbox: le altre auto caricano regolarmente sfruttando tutte le fasi, la Lancia no.

Il "Muro di Gomma" dell'assistenza: Ho portato l'auto presso la concessionaria di Conegliano. Nonostante i miei rilievi tecnici precisi e documentati, la risposta iniziale è stata un generico "aggiornamento software". Ovviamente, nulla è cambiato. Attualmente l'auto è di nuovo in officina. La concessionaria riferisce che, secondo i test remoti di Stellantis, "non risultano anomalie". Peccato che la realtà fisica dica altro:
  • Su colonnina pubblica da 22 kW, l'auto stima 10 ore per passare dal 50% al 100% (assorbimento reale di circa 2,7 kW).
  • In officina, davanti ai miei occhi, per caricare dal 45% al 100% venivano stimate oltre 5 ore (segno che l'auto, a mio parere, stava caricando in monofase sfruttando una colonnina da 32A, ma ignorando comunque il sistema trifase per cui è stata venduta).
La beffa economica: Mentre la mia auto nuova è ferma in attesa che un software "veda" un guasto hardware palese, mi è stata fornita un’auto sostitutiva a benzina. Con il carburante a circa 2 €/litro, sto subendo un danno economico quotidiano che vanifica totalmente la scelta dell'elettrico.

Mi chiedo: è possibile che un brand che punta al segmento premium come Lancia ignori le leggi della fisica, trincerandosi dietro una diagnostica computerizzata chiaramente insufficiente a rilevare guasti hardware sulle singole fasi dell'OBC?

Ad oggi che sono passati 3 giorni dalla presa in carico dell’officina tutto tace.

Qualche consiglio come procedere?

Un cordiale saluto

Lorman

Ciao e benvenuto tra noi Lorman.

Letto il tuo post, mi sono chiesto se fosse un problema isolato, cioè della tua vettura, o generalizzato, cioè presente su molte o tutte le Ypsilon elettriche.

Sulla pag. Facebook della vettura non ho notato lamentele sulla ricarica, però vedo qui sopra che il nostro utente Lancia XFB, che ha una ibrida, è al corrente di questo problema, evidentemente comune ad altre Ypsilon elettriche.

Indubbiamente non è un problema da poco, dato che una ricarica in 20 ore non è ammissibile. Speriamo che la casa lo risolva una volta per tutte e celermente.

Facci sapere gli sviluppi della cosa.
 
Aggiornamento sulla situazione: il verdetto finale (e l'amara sorpresa)

Ci tenevo ad aggiornare il forum perché la conclusione di questa vicenda ha dell'incredibile e dimostra quanto la strada verso l'elettrico di certi grandi gruppi sia costellata di scelte commerciali e di una gestione della rete di vendita a dir poco scellerate.

Dopo settimane di "muro di gomma" e test remoti in officina, è emersa finalmente la verità ufficiale da parte del Customer Care di Stellantis: l'auto non è guasta, semplicemente è nata monofase.

Nonostante l'allestimento LX sia il top di gamma, e nonostante i miei documenti iniziali di configurazione facessero pensare altrimenti, l'On Board Charger (OBC) da 11 kW trifase su questo modello è un optional a pagamento (da circa 400 euro da listino). Se non viene esplicitamente "flaggato" in una specifica casella in fase d'ordine, l'auto esce di fabbrica limitata in monofase.

Al di là della svista contrattuale iniziale, quello che ritengo commercialmente e industrialmente inaccettabile si riassume in tre punti:

  1. La follia industriale delle due linee: Per un componente che a livello di produzione di massa avrà un costo industriale ridicolo (forse 200 euro di differenza per il costruttore), Stellantis sceglie di complicarsi la vita. Mantiene due linee di produzione, due logistiche di magazzino, cablaggi differenti e complicazioni infinite solo per poter "monetizzare" un optional che nel 2026, su un'auto premium da 38.000 euro di listino, dovrebbe essere rigorosamente di serie. Questo non è fare efficienza, è l'esatto contrario.
  2. L'impreparazione della rete di vendita: Nel corso dei colloqui, il venditore stesso si è dimostrato poco informato sul comparto elettrico, arrivando a giustificarsi dicendo che "la maggior parte delle auto vendute dal gruppo Stellantis ha il caricatore monofase". Questa totale mancanza di competenza e trasparenza da parte di chi produce e di chi vende non fa altro che alimentare i pregiudizi e le chiacchiere negative sulle problematiche di ricarica. Se si consegnano auto castrate nell'hardware a clienti ignari, è ovvio che l'utente comune penserà che "l'elettrico non funziona" a causa di tempi di ricarica ingestibili. Il danno d'immagine per l'intero settore è enorme.
  3. Il disinteresse totale verso il cliente: Una volta certificato l'errore, Stellantis ha dichiarato che l'hardware dell'OBC “non è installabile successivamente” e si è completamente lavata le mani della vicenda. La concessionaria, per venirmi incontro, mi ha proposto una permuta con un'auto pronta consegna dotata di caricatore da 11 kW, ma chiedendomi un'aggiunta di ben 4.500 euro (tra svalutazione del mio "usato" di due mesi e differenze di accessori).
Risultato? Ho deciso di fare un passo indietro e di rifiutare la proposta della concessionaria. Non ha alcun senso economico spendere 4.500 euro per rimediare alla mancanza di un pezzo da 400 euro all'origine.

Mi tengo l'auto così com'è, sfruttando al massimo l'impianto fotovoltaico e l'accumulo di casa per digerire i tempi del monofase. Ma resta l'amarezza di aver constatato che un colosso automobilistico venda prodotti tecnologici complessi senza che la sua stessa filiera sappia davvero cosa sta mettendo sul mercato.

Spero che questa mia odissea possa servire a chiunque si appresti ad acquistare una vettura elettrica del gruppo: controllate al microscopio ogni singola riga d'ordine, perché l'ovvio, in Stellantis, si paga a parte.

Un cordiale saluto a tutti, Emanuele
 
Aggiornamento sulla situazione: il verdetto finale (e l'amara sorpresa)

Ci tenevo ad aggiornare il forum perché la conclusione di questa vicenda ha dell'incredibile e dimostra quanto la strada verso l'elettrico di certi grandi gruppi sia costellata di scelte commerciali e di una gestione della rete di vendita a dir poco scellerate.

Dopo settimane di "muro di gomma" e test remoti in officina, è emersa finalmente la verità ufficiale da parte del Customer Care di Stellantis: l'auto non è guasta, semplicemente è nata monofase.

Nonostante l'allestimento LX sia il top di gamma, e nonostante i miei documenti iniziali di configurazione facessero pensare altrimenti, l'On Board Charger (OBC) da 11 kW trifase su questo modello è un optional a pagamento (da circa 400 euro da listino). Se non viene esplicitamente "flaggato" in una specifica casella in fase d'ordine, l'auto esce di fabbrica limitata in monofase.

Al di là della svista contrattuale iniziale, quello che ritengo commercialmente e industrialmente inaccettabile si riassume in tre punti:

  1. La follia industriale delle due linee: Per un componente che a livello di produzione di massa avrà un costo industriale ridicolo (forse 200 euro di differenza per il costruttore), Stellantis sceglie di complicarsi la vita. Mantiene due linee di produzione, due logistiche di magazzino, cablaggi differenti e complicazioni infinite solo per poter "monetizzare" un optional che nel 2026, su un'auto premium da 38.000 euro di listino, dovrebbe essere rigorosamente di serie. Questo non è fare efficienza, è l'esatto contrario.
  2. L'impreparazione della rete di vendita: Nel corso dei colloqui, il venditore stesso si è dimostrato poco informato sul comparto elettrico, arrivando a giustificarsi dicendo che "la maggior parte delle auto vendute dal gruppo Stellantis ha il caricatore monofase". Questa totale mancanza di competenza e trasparenza da parte di chi produce e di chi vende non fa altro che alimentare i pregiudizi e le chiacchiere negative sulle problematiche di ricarica. Se si consegnano auto castrate nell'hardware a clienti ignari, è ovvio che l'utente comune penserà che "l'elettrico non funziona" a causa di tempi di ricarica ingestibili. Il danno d'immagine per l'intero settore è enorme.
  3. Il disinteresse totale verso il cliente: Una volta certificato l'errore, Stellantis ha dichiarato che l'hardware dell'OBC “non è installabile successivamente” e si è completamente lavata le mani della vicenda. La concessionaria, per venirmi incontro, mi ha proposto una permuta con un'auto pronta consegna dotata di caricatore da 11 kW, ma chiedendomi un'aggiunta di ben 4.500 euro (tra svalutazione del mio "usato" di due mesi e differenze di accessori).
Risultato? Ho deciso di fare un passo indietro e di rifiutare la proposta della concessionaria. Non ha alcun senso economico spendere 4.500 euro per rimediare alla mancanza di un pezzo da 400 euro all'origine.

Mi tengo l'auto così com'è, sfruttando al massimo l'impianto fotovoltaico e l'accumulo di casa per digerire i tempi del monofase. Ma resta l'amarezza di aver constatato che un colosso automobilistico venda prodotti tecnologici complessi senza che la sua stessa filiera sappia davvero cosa sta mettendo sul mercato.

Spero che questa mia odissea possa servire a chiunque si appresti ad acquistare una vettura elettrica del gruppo: controllate al microscopio ogni singola riga d'ordine, perché l'ovvio, in Stellantis, si paga a parte.

Un cordiale saluto a tutti, Emanuele
I soliti sparagnini. Mi meraviglio che non sia già predisposta e non vi sia semplicemente un blocco software ad inibire questo optional.
Ormai la tendenza delle case sarebbe questa: tutti gli optional già installati ma attivabili a pagamento (magari un canone).
Sempre più simili a smartphone che ad auto
Avrebbero unito efficienza produttiva a profitti
 
Grazie per la condivisione dell'esperienza, che rafforza sempre di più la mia intenzione di tenermi le auto che ho finchè perderanno le porte per strada. Stellantis comunque mai.
 
Grazie per la condivisione dell'esperienza, che rafforza sempre di più la mia intenzione di tenermi le auto che ho finchè perderanno le porte per strada. Stellantis comunque mai.
Io la mia vecchia auto di 20 anni ho dovuto cambiarla sia perché non trovavo più i pezzi di ricambio, sia perché, tutto sommato, sono felice di essere passato all'elettrico, dato che ho già un'altra auto e un furgone 100% elettrici. Concordo con te: Stellantis è da evitare come la peste, vista la mia esperienza.
 
io spererei che John Philip Jacob legga il forum quattroruote ( al limite lapo) ed intervenga.....
si scherza e'..... la vicenda ha veramente da lasciare basiti....
auto nuova, rete ufficiale...
grazie per la condivisione....

ps. scusa non riesco a trattenermi dal sapere ( anche per lavoro)
che marca il furgone elettrico ?
 
Non capisco se questa auto è conforme a quanto ordinato, se no devono modificarla, se si e se ne sono approfittati, è un'altra bella pubblicità a stellantis...
 
Non capisco se questa auto è conforme a quanto ordinato, se no devono modificarla, se si e se ne sono approfittati, è un'altra bella pubblicità a stellantis...
Hai centrato esattamente il punto sollevato dal problema. La risposta purtroppo sta nel mezzo, ed è il motivo per cui l'intera vicenda assume contorni paradossali.

L'auto è conforme a quanto ordinato?Purtroppo, dal punto di vista puramente formale del codice d'ordine, . Ho ricontrollato minuziosamente il PDF della configurazione finale associato al mio ordine e la voce dell'optional da 11 kW (che costa circa 400 euro) non è presente nell'elenco degli accessori. Su questo modello l'11 kW non è di serie, ma va 'flaggato' a parte. Di conseguenza, l'auto consegnata rispecchia i codici d'ordine generati a sistema.

E qui arriviamo alla seconda parte del tuo ragionamento: se ne sono approfittati? La risposta è che c'è stata una gravissima carenza informativa, una totale mancanza di trasparenza contrattuale e un'incoerenza dei documenti che definire scandalosa è poco.

La prova schiacciante della scorrettezza del sistema sta in due dettagli clamorosi:

  1. La parola 'monofase' o '7 kW' è stata accuratamente nascosta: Sia nella proposta di Stellantis sia nel contratto della concessionaria non c'era nessunissimo accenno al fatto che l'auto montasse un caricatore limitato. Se sul contratto ci fosse stata scritta chiaramente la specifica tecnica del caricatore effettivamente installato, mi sarei accorto subito del limite e avrei posto rimedio prima della firma.
  2. La beffa dei dati tecnici nella proposta: Nella proposta ufficiale arrivata da Stellantis, l'unica voce presente relativa alla ricarica domestica recitava testualmente:
"TEMPO DI RICARICATempo di ricarica (DC 100kW - 20-80%) (h min): 27m11kW in AC (trifase 16A) (0-100%) - Mode 3 (h min): 5h 45m"
Capito il paradosso? Loro mi mandano una proposta dove mi scrivono nero su bianco che l'auto carica a 11 kW in trifase in 5 ore e 45 minuti, ma poi in fabbrica mi montano il monofase. Salvo poi trincerarsi dietro la classica clausola di salvaguardia scritta in piccolo alla fine del documento:

"CONTENUTI DEL SITO: Le informazioni e le immagini [...] relativi ai prodotti di cui al Sito sono soggetti a continuo aggiornamento e possono illustrare accessori ed equipaggiamenti a richiesta che non fanno parte della dotazione di serie. Tali dati sono da ritenersi, pertanto, puramente indicativi e suscettibili di eventuali errori, imprecisioni."
In pratica, ti mostrano i dati tecnici e i tempi record del trifase da 11 kW per invogliarti all'acquisto, ma se poi ti consegnano un'auto con un hardware inferiore e dimezzata nella velocità di ricarica, la colpa è tua perché non hai letto la clausola che dice che i loro dati sono 'suscettibili di errori'.

Un consulente commerciale che vende un'elettrica top di gamma da 38.000 euro ha il dovere professionale di spiegarti cosa stai comprando e di verificare queste incongruenze. Invece l'argomento è stato totalmente ignorato in fase di trattativa, e il venditore si è poi giustificato dicendo che 'tanto la maggior parte delle auto Stellantis viene venduta col caricatore monofase'.

Quando ho fatto presente il problema, la concessionaria ha proposto come unica soluzione il rientro del mezzo e l'acquisto di una nuova pronta consegna (stavolta con l'11 kW), chiedendomi però 4.500 euro di differenza per coprire spese e svalutazione dell'usato.

Ho deciso di fare un passo indietro e rifiutare: non spendo 4.500 euro per rimediare all'impreparazione di un venditore e alla miopia di un costruttore che scrive una cosa nella scheda tecnica e ne monta un'altra sotto la carrozzeria. Come dicevi giustamente tu, è l'ennesima 'bella pubblicità' a Stellantis e al modo in cui sta gestendo (male) la transizione elettrica.
 
Ho paura che sul punto elettrico ci sia ancora tanta disinformazione, non so se solo per stellantis ma anche per altri, qui non si parla più di cose che da sempre riguardano motori termici...almeno ci dovrebbe essere un venditore ben istruito, che tratta solo auto elettriche, cosa che ne dubito ci sia, ti esprimo tanta solidarietà anche se te ne fai ben poco :emoji_disappointed_relieved:
 
Quando ho fatto presente il problema, la concessionaria ha proposto come unica soluzione il rientro del mezzo e l'acquisto di una nuova pronta consegna (stavolta con l'11 kW), chiedendomi però 4.500 euro di differenza per coprire spese e svalutazione dell'usato.

Non ho capito se l'ultima serie ha il trifase oppure no, o se è un optional con sovrapprezzo.
 
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