U2511
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Mi spiace che pensi che ti voglia prendere in giroEh già signora mia…
Mi spiace che pensi che ti voglia prendere in giroEh già signora mia…
Per gli immobili occorre lavorare soprattutto sulle nuove costruzioni, che ormai devono rispondere a requisiti precisi (isolamento termico, fotovoltaico, riscaldamento a pavimento, no impianto a gas). Il problema vero è il ritardo accumulato, pur essendo tecnologie in uso da anni ci sono edifici recenti (e per recenti intendo costruiti non più tardi di 5 o 6 anni fa) che non hanno nulla di tutto ciò e risultano in classe GPer la transizione alle case a consumo zero avete già in mente qualcosa
Sugli immobili recenti non servono grandi opere di ristrutturazione, una gran differenza la fanno gli infissi, la presenza di pompe di calore e i pannelli fotovoltaici. Aumentano il comfort e consentono di avere una classe energetica media.Imho su immobili neanche tanto datati ma che sono stati costruiti badando più a renderli accessibili come prezzo che all'efficienza è impensabile realizzare interventi tali da portarli non dico a consumo zero ma anche solo in classe c o b.
Tanto varrebbe demolirli e rifarli da capo.
Sugli immobili recenti non servono grandi opere di ristrutturazione, una gran differenza la fanno gli infissi, la presenza di pompe di calore e i pannelli fotovoltaici. Aumentano il comfort e consentono di avere una classe energetica media.
Sugli immobili datati (parliamo di anni '60 e '70) servono lavori più impegnativi, ma sono pratiche abbastanza diffuse soprattutto in casi di compravendita, al di là dell'efficientamento energetico. Ecco, in casi simili occorre fare interventi mirati e l'ambiente cambia in modo radicale
...che nella maggior parte dei casi non ne aveva bisogno, o ha migliorato in modo del tutto marginale...Se pensiamo che col 110 abbiamo ristrutturato il 3%
La Direttiva Case Green è, per un patrimonio abitativo come quello italiano (ma non solo italiano) l’ennesima corazzata Potemkin.Il 29 maggio 2026 è passato, e con lui un'altra scadenza europea che l'Italia ha mancato in silenzio.
La Direttiva EPBD 2024/1275 — la cosiddetta Direttiva Case Green — avrebbe dovuto essere recepita entro quella data. Tradotto: il nostro Paese avrebbe dovuto dotarsi di nuove norme operative su requisiti energetici degli edifici, aggiornamento dell'APE, impianti solari e strumenti di incentivazione. Niente di tutto questo è ancora sul tavolo. Per proprietari e tutti i soggetti coinvolti, la situazione resta quella di prima: un vuoto normativo che rende impossibile programmare qualsiasi strategia seria di riqualificazione energetica.
Non è la prima volta che arriva una notizia simile. Già entro il 31 dicembre 2025 l'Italia avrebbe dovuto trasmettere alla Commissione Europea la prima proposta di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Non è arrivata. Risultato: Bruxelles ha già avviato una procedura di infrazione. Il piano definitivo è atteso entro fine 2026 ma, a questo punto, vale la pena scommettere sul rispetto di quella data?
Case Green, l'Italia ha ignorato un'altra scadenza ed è sotto procedura di infrazione | Greenmove https://share.google/otxY8hpxj6MupARjb
La Direttiva Case Green è, per un patrimonio abitativo come quello italiano (ma non solo italiano) l’ennesima corazzata Potemkin.Il 29 maggio 2026 è passato, e con lui un'altra scadenza europea che l'Italia ha mancato in silenzio.
La Direttiva EPBD 2024/1275 — la cosiddetta Direttiva Case Green — avrebbe dovuto essere recepita entro quella data. Tradotto: il nostro Paese avrebbe dovuto dotarsi di nuove norme operative su requisiti energetici degli edifici, aggiornamento dell'APE, impianti solari e strumenti di incentivazione. Niente di tutto questo è ancora sul tavolo. Per proprietari e tutti i soggetti coinvolti, la situazione resta quella di prima: un vuoto normativo che rende impossibile programmare qualsiasi strategia seria di riqualificazione energetica.
Non è la prima volta che arriva una notizia simile. Già entro il 31 dicembre 2025 l'Italia avrebbe dovuto trasmettere alla Commissione Europea la prima proposta di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Non è arrivata. Risultato: Bruxelles ha già avviato una procedura di infrazione. Il piano definitivo è atteso entro fine 2026 ma, a questo punto, vale la pena scommettere sul rispetto di quella data?
Case Green, l'Italia ha ignorato un'altra scadenza ed è sotto procedura di infrazione | Greenmove https://share.google/otxY8hpxj6MupARjb
La pompa di calore con riscaldamento a pavimento (e l’ovvia VMC) è un intervento devastanteSugli immobili recenti non servono grandi opere di ristrutturazione, una gran differenza la fanno gli infissi, la presenza di pompe di calore e i pannelli fotovoltaici. Aumentano il comfort e consentono di avere una classe energetica media.
Sugli immobili datati (parliamo di anni '60 e '70) servono lavori più impegnativi, ma sono pratiche abbastanza diffuse soprattutto in casi di compravendita, al di là dell'efficientamento energetico. Ecco, in casi simili occorre fare interventi mirati e l'ambiente cambia in modo radicale
Senza dubbio, ma quando si acquista un immobile datato (esempio: appartamento in palazzina anni '60, Roma ne è piena) nella stragrande maggioranza dei casi si fanno interventi di ristrutturazione importanti. Ecco, in questi casi la spesa si diluisce, poi se per alcuni è più importante avere il parquet a terra o i faretti led al soffitto alzo le mani. Discorso diverso su immobili recenti, per i quali ovviamente una ristrutturazione importante potrebbe risultare prematura.La pompa di calore con riscaldamento a pavimento (e l’ovvia VMC) è un intervento devastante
Ma la vera domanda che mi pongo è: davvero pensiamo sia normale spendere un patrimonio, facendo un mutuo ventennale se non addirittura trentennale, per acquistare un appartamento di 60 anni?
U2511 - 1 secondo fa
GuidoP - 46 minuti fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa