<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 2049 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 11 29,7%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 4 10,8%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 18,9%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 37,8%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 11 29,7%

  • Total voters
    37
Per la transizione alle case a consumo zero avete già in mente qualcosa? Qui la data è il 2050.

C'è pure la nuova ape da quest'anno.

Casa mia dopo i lavori è passata da classe G a D. Non so come riuscirò a diminuire ancora i consumi. L'unica è aumentare ancora i pannelli, accumolo e fare il geotermico. Tanti altri soldini... ma dubito di arrivare a impatto zero, dovrei demolire e rifare da zero. L'immobile è storico del 1700 e mi dispiacerebbe molto. Ci sono anche affreschi.
 
Per la transizione alle case a consumo zero avete già in mente qualcosa
Per gli immobili occorre lavorare soprattutto sulle nuove costruzioni, che ormai devono rispondere a requisiti precisi (isolamento termico, fotovoltaico, riscaldamento a pavimento, no impianto a gas). Il problema vero è il ritardo accumulato, pur essendo tecnologie in uso da anni ci sono edifici recenti (e per recenti intendo costruiti non più tardi di 5 o 6 anni fa) che non hanno nulla di tutto ciò e risultano in classe G
 
Imho su immobili neanche tanto datati ma che sono stati costruiti badando più a renderli accessibili come prezzo che all'efficienza è impensabile realizzare interventi tali da portarli non dico a consumo zero ma anche solo in classe c o b.
Tanto varrebbe demolirli e rifarli da capo.
 
Il 29 maggio 2026 è passato, e con lui un'altra scadenza europea che l'Italia ha mancato in silenzio.

La Direttiva EPBD 2024/1275 — la cosiddetta Direttiva Case Green — avrebbe dovuto essere recepita entro quella data. Tradotto: il nostro Paese avrebbe dovuto dotarsi di nuove norme operative su requisiti energetici degli edifici, aggiornamento dell'APE, impianti solari e strumenti di incentivazione. Niente di tutto questo è ancora sul tavolo. Per proprietari e tutti i soggetti coinvolti, la situazione resta quella di prima: un vuoto normativo che rende impossibile programmare qualsiasi strategia seria di riqualificazione energetica.

Non è la prima volta che arriva una notizia simile. Già entro il 31 dicembre 2025 l'Italia avrebbe dovuto trasmettere alla Commissione Europea la prima proposta di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Non è arrivata. Risultato: Bruxelles ha già avviato una procedura di infrazione. Il piano definitivo è atteso entro fine 2026 ma, a questo punto, vale la pena scommettere sul rispetto di quella data?


Case Green, l'Italia ha ignorato un'altra scadenza ed è sotto procedura di infrazione | Greenmove https://share.google/otxY8hpxj6MupARjb
 
Imho su immobili neanche tanto datati ma che sono stati costruiti badando più a renderli accessibili come prezzo che all'efficienza è impensabile realizzare interventi tali da portarli non dico a consumo zero ma anche solo in classe c o b.
Tanto varrebbe demolirli e rifarli da capo.
Sugli immobili recenti non servono grandi opere di ristrutturazione, una gran differenza la fanno gli infissi, la presenza di pompe di calore e i pannelli fotovoltaici. Aumentano il comfort e consentono di avere una classe energetica media.
Sugli immobili datati (parliamo di anni '60 e '70) servono lavori più impegnativi, ma sono pratiche abbastanza diffuse soprattutto in casi di compravendita, al di là dell'efficientamento energetico. Ecco, in casi simili occorre fare interventi mirati e l'ambiente cambia in modo radicale
 
Sta di fatto che noi come Italia non abbiamo ancora un piano e abbiamo bucato le prime due scadenze. Quindi per ora un privato anche volendo non può programmare degli interventi.

Avevo letto che in Italia bisognerebbe subito intervenire sul 15% degli immobili. Se pensiamo che col 110 abbiamo ristrutturato il 3%.. è tanto roba.
 
Sugli immobili recenti non servono grandi opere di ristrutturazione, una gran differenza la fanno gli infissi, la presenza di pompe di calore e i pannelli fotovoltaici. Aumentano il comfort e consentono di avere una classe energetica media.
Sugli immobili datati (parliamo di anni '60 e '70) servono lavori più impegnativi, ma sono pratiche abbastanza diffuse soprattutto in casi di compravendita, al di là dell'efficientamento energetico. Ecco, in casi simili occorre fare interventi mirati e l'ambiente cambia in modo radicale

Ho visto dei preventivi per case come la mia,fine anni 90 inizio 2000 quindi comunque case con meno di 30 anni.
Cifre assurde e al massimo si poteva arrivare alla classe energetica D.
Ok il maggior confort ma comunque si parla di investimenti che richiedono minimo 15 anni per rientrare della spesa.
Hanno appena venduto l'appartamento sopra al mio senza fare alcun lavoro,classe energetica F e comunque il prezzo non era basso.
Nessuno sano di mente ci spenderebbe altri 30 o 40 mila euro perché non conviene,fanno al massimo migliorie estetiche.
 
Casa mia è del 1996, ha i requisiti che c'erano allora, tipo doppi vetri, muri perimetrali doppi con l'intercapedine, tetto isolato... la caldaia è del 2012 ma è già a condensazione e ho un termostato per ogni stanza. L'unico intervento serio che potrei fare sarebbe il FV, ma realisticamente di quanto potrei migliorare senza metterci sopra 50-60k euro?
 
Il 29 maggio 2026 è passato, e con lui un'altra scadenza europea che l'Italia ha mancato in silenzio.

La Direttiva EPBD 2024/1275 — la cosiddetta Direttiva Case Green — avrebbe dovuto essere recepita entro quella data. Tradotto: il nostro Paese avrebbe dovuto dotarsi di nuove norme operative su requisiti energetici degli edifici, aggiornamento dell'APE, impianti solari e strumenti di incentivazione. Niente di tutto questo è ancora sul tavolo. Per proprietari e tutti i soggetti coinvolti, la situazione resta quella di prima: un vuoto normativo che rende impossibile programmare qualsiasi strategia seria di riqualificazione energetica.

Non è la prima volta che arriva una notizia simile. Già entro il 31 dicembre 2025 l'Italia avrebbe dovuto trasmettere alla Commissione Europea la prima proposta di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Non è arrivata. Risultato: Bruxelles ha già avviato una procedura di infrazione. Il piano definitivo è atteso entro fine 2026 ma, a questo punto, vale la pena scommettere sul rispetto di quella data?


Case Green, l'Italia ha ignorato un'altra scadenza ed è sotto procedura di infrazione | Greenmove https://share.google/otxY8hpxj6MupARjb
La Direttiva Case Green è, per un patrimonio abitativo come quello italiano (ma non solo italiano) l’ennesima corazzata Potemkin.
Quegli interventi si possono fare utilmente solo sloggiando tutti gli occupanti di un edificio e con la sua integrale ristrutturazione. Le pompe di calore (quelle vere, non quelle dei clima) impongono un ripensamento (diminuzione) degli spazi/volumi ed il riscaldamento a pavimento.
 
Il 29 maggio 2026 è passato, e con lui un'altra scadenza europea che l'Italia ha mancato in silenzio.

La Direttiva EPBD 2024/1275 — la cosiddetta Direttiva Case Green — avrebbe dovuto essere recepita entro quella data. Tradotto: il nostro Paese avrebbe dovuto dotarsi di nuove norme operative su requisiti energetici degli edifici, aggiornamento dell'APE, impianti solari e strumenti di incentivazione. Niente di tutto questo è ancora sul tavolo. Per proprietari e tutti i soggetti coinvolti, la situazione resta quella di prima: un vuoto normativo che rende impossibile programmare qualsiasi strategia seria di riqualificazione energetica.

Non è la prima volta che arriva una notizia simile. Già entro il 31 dicembre 2025 l'Italia avrebbe dovuto trasmettere alla Commissione Europea la prima proposta di Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Non è arrivata. Risultato: Bruxelles ha già avviato una procedura di infrazione. Il piano definitivo è atteso entro fine 2026 ma, a questo punto, vale la pena scommettere sul rispetto di quella data?


Case Green, l'Italia ha ignorato un'altra scadenza ed è sotto procedura di infrazione | Greenmove https://share.google/otxY8hpxj6MupARjb
La Direttiva Case Green è, per un patrimonio abitativo come quello italiano (ma non solo italiano) l’ennesima corazzata Potemkin.
Sugli immobili recenti non servono grandi opere di ristrutturazione, una gran differenza la fanno gli infissi, la presenza di pompe di calore e i pannelli fotovoltaici. Aumentano il comfort e consentono di avere una classe energetica media.
Sugli immobili datati (parliamo di anni '60 e '70) servono lavori più impegnativi, ma sono pratiche abbastanza diffuse soprattutto in casi di compravendita, al di là dell'efficientamento energetico. Ecco, in casi simili occorre fare interventi mirati e l'ambiente cambia in modo radicale
La pompa di calore con riscaldamento a pavimento (e l’ovvia VMC) è un intervento devastante
 
La pompa di calore con riscaldamento a pavimento (e l’ovvia VMC) è un intervento devastante
Senza dubbio, ma quando si acquista un immobile datato (esempio: appartamento in palazzina anni '60, Roma ne è piena) nella stragrande maggioranza dei casi si fanno interventi di ristrutturazione importanti. Ecco, in questi casi la spesa si diluisce, poi se per alcuni è più importante avere il parquet a terra o i faretti led al soffitto alzo le mani. Discorso diverso su immobili recenti, per i quali ovviamente una ristrutturazione importante potrebbe risultare prematura.
Ma la vera domanda che mi pongo è: davvero pensiamo sia normale spendere un patrimonio, facendo un mutuo ventennale se non addirittura trentennale, per acquistare un appartamento di 60 anni?
 
Non me ne intendo ma nelle grandi città se non hai almeno 3-400000 euro un appartamento recente te lo fanno vedere almeno in fotografia?
Dei miei conoscenti vivono a Torino e di case molto datate ce ne sono tantissime,magari alle quali hanno fatto qualche miglioria ma comunque dimostrano i loro anni.
Sono di sicuro meno efficienti ma siamo sempre lì se non ti puoi permettere niente di meglio a che serve porsi il problema se abbia senso o meno?
È come quando qualcuno chiede un consiglio su un'auto usata.
No quella no, è un cadavere,ha tanti km,chissà la manutenzione...
Ah hai meno di 5000 euro da spendere?
Beh allora va bene...
 
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