<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Gruppo Stellantis | Page 340 | Il Forum di Quattroruote

Gruppo Stellantis

Al consumer, e' venuto ben poco in " scansea "
( leggi tasca )
bella citazione: "noi" diciamo "scarsea"....

riprendendo discorso.... da quello che si vede ora ...il suddetto CEO sta riproponendo discorsi gia' sentiti e risentiti , risentiti e risentiti. le foto con le maestranze....il "piacione" "italico" "guy" di "marchionniana" memoria ed intanto i mesi passano e la concorrenza mette sul piatto cose che vendono ( almeno in europa), o in prospettiva di...."fattuali".
 
Dopo Ford e GM, Stellantis si aggiunge alla lista di gruppi che svalutano l'investimento sulle l'elettrico: una bella scoppola da 22 milardi messi a bilancio quest'anno.
Ovvio che le ripercussioni sono pesantissime, con la necessità di trovare capitale tramite l'emissione di bond per 6.5 miliardi, e con una scusa fornita su un piatto d'argento per chiudere qualche stabilimento di troppo.
Si avverano quindi le parole di De Meo che, interrogato sul futuro dell'auto elettrica quando era alla guida di Renault, rispose papale papale: "e che faccio, metto a bilancio 20 miliardi di perdita per l'investimento fatto?" Beh si, lo stanno facendo tutti e ancora manca l'elefante nella stanza dei cristalli, ovvero VW.
C'è anche da dire che Filosa, come da prassi, avrà svalutato anche il non svalutabile, in modo che adesso è colpa di Tavares mentre i futuri bilanci sotto il suo regno risulteranno migliori del previsto (lo fece anche De Meo), ma il succo non cambia: ci stiamo giocando, o forse ce la siamo già giocata, l'industria dell'auto europea
 
ci stiamo giocando, o forse ce la siamo già giocata, l'industria dell'auto europea
Secondo te quale sarà la risposta politica a sto punto anche nse non si può parlare di politica....intendo se ci sarà ancora un dietrofronte sull'elettrificazione.
 
Dopo Ford e GM, Stellantis si aggiunge alla lista di gruppi che svalutano l'investimento sulle l'elettrico: una bella scoppola da 22 milardi messi a bilancio quest'anno.
Ovvio che le ripercussioni sono pesantissime, con la necessità di trovare capitale tramite l'emissione di bond per 6.5 miliardi, e con una scusa fornita su un piatto d'argento per chiudere qualche stabilimento di troppo.
Si avverano quindi le parole di De Meo che, interrogato sul futuro dell'auto elettrica quando era alla guida di Renault, rispose papale papale: "e che faccio, metto a bilancio 20 miliardi di perdita per l'investimento fatto?" Beh si, lo stanno facendo tutti e ancora manca l'elefante nella stanza dei cristalli, ovvero VW.
C'è anche da dire che Filosa, come da prassi, avrà svalutato anche il non svalutabile, in modo che adesso è colpa di Tavares mentre i futuri bilanci sotto il suo regno risulteranno migliori del previsto (lo fece anche De Meo), ma il succo non cambia: ci stiamo giocando, o forse ce la siamo già giocata, l'industria dell'auto europea

Ulteriore dimostrazione di quanto sia stato un disastroso bagno di sangue la transizione fatta e gestita in questo modo... Colpa di tanti, ma alla fine pagheranno sempre i soliti, prima di tutto i lavoratori e poi i consumatori che si trovano a pagare sempre di più per avere gli stessi contenuti di 5-6 anni fa o forse anche più.
 
Ultima modifica:
Secondo te quale sarà la risposta politica a sto punto anche nse non si può parlare di politica....intendo se ci sarà ancora un dietrofronte sull'elettrificazione.
Bisogna cancellare il 2035 e lasciare andare come andrà. Non saranno le auto elettriche (peraltro solo in UE) a salvare il pianeta. Il futuro è sicuramente l'elettrico e anche se eliminassimo il 2035 si tratterebbe di un placebo, perché la Cina spinge fortissimo e non si sa se recuperemo noi (anzi la risposta la so...). Ma lo stesso è anche per l'industria americana e giapponese, solo che noi siamo malati da più tempo e abbiamo un mercato interno debole e di facile invasione da parte dell'industria del dragone. La fine della nostra industria credo sia partita proprio dal Dieselgate.
 
Dopo Ford e GM, Stellantis si aggiunge alla lista di gruppi che svalutano l'investimento sulle l'elettrico: una bella scoppola da 22 milardi messi a bilancio quest'anno.
La nuova linea editoriale di Quattroruote (schierata chiaramente di parte come alcuni altri organi di stampa) ha posto l'accento in modo tutt'altro che positivo a questa mossa di Filosa che, personalmente, ritengo di assoluto buonsenso. Altri costruttori seguiranno, buttando alle ortiche valanghe di miliardi, della qual cosa sono immensamente contento. Un po' meno (anzi, decisamente meno) se penso che tutto questo sventolare di cifre è stato fatto alle spalle delle incolpevoli famiglie di lavoratori nel settore.
 
La fine della nostra industria credo sia partita proprio dal Dieselgate.
Lì è partita la fine del più grosso gruppo automotive al mondo....la "nostra" intesa come industria nazionale e marchi nazionali parte nel 1988 ossia dalla defenestrazione di Ghidella....Mai infatti poi si sono avuti modelli così popolari, così economici, così affidabili, così venduti.....le jeux soint fez
 
No anche tutto il Tavares lo è stato, così come i comportamenti degli altri manager automotive europei. Ora si cerca di rimediare, ma i costi sono ovviamente altissimi.
E aggiungo che l'inerzia in questa industria è enorme, quello che vedi uscire ora (modelli, motorizzazioni etc) è frutto di decisioni e processi partiti 4 o più anni fa, non si può fare un bilancio su Filosa dato che quello che stiamo vedendo è la coda della gestione precedente e i risultati delle decisioni prese nell'ultimo anno si vedranno tra un po'... Ora abbiamo visto "solo" lo stop delle D alfa elettriche, per cui si tirerà avanti con le attuali fino al 2028, la decisione (solo annunciata) di tornare al manuale su alcuni modelli "da numeri" - 600 e Y - per il resto poco altro.. ma lo ritengo normale, non si possono rivoltare stabilimenti, linee produttive, progettazione di componenti a fornitori terzi nel giro di pochi mesi, ci vogliono anni...
Dobbiamo aspettare il piano industriale e anno dopo anno giudicare.
 
Back
Alto