AntonioS
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L'all-in sull'elettrico non è stata una mossa solo di Stellantis (a proposito, è ovvio che stava bene a tutto il CdA, non è "colpa di Tavares"); tutte le case l'hanno fatto, tranne BMW e Toyota, con quest'ultima che pensa in primis a Giappone e America. Renault ha addirittura venduto la parte d'azienda che faceva motori termici ai cinesi e ora dipende completamente da loto. Tutti stanno facendo precipitosamente retromarcia, e il vero simbolo di quests disfatta è VW, che ha messo addirittura Porsche a rischio di sopravvivenza.Tornando in generale su Stellantis, vorrei parlare di Alfa Romeo, Maserati e Abarth. Io credo che Tavares, col beneplacito della proprietà, che si fidava ciecamente di lui, con la decisione di rendere solo "elettrici" i marchi Alfa Romeo, Abarth e Maserati (dal 2026 secondo il portoghese dovevano fare tutti e tre solo auto elettriche, che secondo lui avrebbero sfondato, ma dopo il superflop Abarth e l'avvento di Filosa tutto è stato bloccato), di fatto ha determinato che questi tre prestigiosi marchi sportivi e luxury del gruppo siano stati completamente distrutti, annientati, spersonalizzati, umiliati.
Poi si è cercato di mettere una prima pezza su Alfa Romeo, facendo in fretta e furia la Junior anche ibrida (sfruttando la piattaforma condivisa) e rivoluzionando i progetti di Giulia e Stelvio. Queste ultime come sapete dovevano essere solo elettriche, e uscire alla fine del 2025. Ma il cambio di strategia ha causato il fatto di gettare alle ortiche 2 progetti e rifarli di sana pianta (con costi enormi), col risultato che le nuove Giulia e Stelvio non arriveranno prima del 2027, forse nel 2028, e nel frattempo sono "resuscitate" Giulia e Stelvio...
E Maserati? Ricordate? Dovevano essere esclusivamente elettriche le eredi di GranTurismo e GranCabrio. Ci sono le dichiarazioni a testimoniarlo. Poi le fecero anche termiche, montandoci il Nettuno. La Grecale (in attesa di diventare solo BEV) doveva fare i numeri per tenere in vita decentemente il marchio, ma viene percepita più come un'Alfa imbellettata che come una vera Maserati e sostanzialmente è un flop.
E Abarth? Per un anno (tutto il 2025) è stata lasciata veleggiare verso il proprio disgraziato destino, con 2 modelli elettrici, imposti fortemente da Tavares, che nessuno vuole e nessuno aveva mai chiesto. Con assurde, penose pubblicità autoreferenziali che fanno ridere di derisione chi non ama il marchio, e piangere disperatamente chi lo ama e sa che si sta per scrivere il De profundis su un leggendario brand italiano.
Da 25.000 vetture/anno è scesa a poche centinaia, in Europa. Di fatto è scomparsa, non esiste. E Filosa sta pensando di renderla solo un'etichetta e qualche fregio da applicare a un paio di vetture Fiat, forse persino la Grande Panda.
Si era parlato di un ritorno al termico o all'ibrido, ma è chiaro che non si è trovato ancora il "come", il motore adatto, la vettura adatta. Sembra quindi un marchio ormai morto come brand a sè stante. Cosa possono essere poche centinaia di vetture quando prima se ne vendevano 25.000?
D'altronde, se la legge ti dice che da qui a dirci anni non potrai più vendere auto termiche, che senso ha continuare ad investirci? Che senso ha tenere in vita due linee di prodotto che non hanno nulla in comune? Raddoppio dei costi a ricavi costanti, il che è esattamente quello che avverrà con la nuova normativa - ed è per questo che Filosa (e non solo lui) l'ha aspramente criticata.
La realtà è che Tavares o no, questa legge sul green deal - che ha tante madri ma un solo padre, la VW di Diess, altro che EU - ha messo a rischio l'esistenza stessa dell'auto europea. E nel contesto generale, le diatribe su marchi del tutto marginali come le nostre Abarth, Alfa e Maserati fanno quasi tenerezza: ovvio chr I primi a soccombere sono i più deboli