<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> E se il riscaldamento globale... | Page 9 | Il Forum di Quattroruote

E se il riscaldamento globale...

Perché paragoni i correttivi ue agli spifferi, mentre per gli altri sarebbe una finestra spalancata...

Certo che li paragono, e mi sembra che i grafici che tu maneggi molto meglio di me non mi smentiscano. O mi è sfuggito qualcosa?

è il vecchio adagio della pagliuzza e della trave.

No, non è la metafora giusta. La pagliuzza e la trave narrate da Matteo riguardavano la sfera morale (non giudicare per non essere giudicato), ma la pagliuzza nell'occhio di mio fratello non causa danni a me, come la trave nel mio non danneggia lui. Qui parliamo di travi che ci arrivano nella schiena, il discorso è molto diverso.
 
Sì, che la produzione di inquinanti è decentralizzata fuori ue et al, ma gestita da ue et al

Mi è sfuggito quel tanto che nel post che hai quotato c'erano queste parole:

quei paesi, la cui produzione industriale inquinante è rivolta molto più a noi che a loro stessi.​

Che quelle produzioni siano anche commissionate e gestite dall'occidente mi sembra abbastanza noto da non doverlo specificare ogni volta.
 
Certo che la ricerca rimane, ma la dismissione pianificata è di grandi proporzioni. Che saremo costretti è la tua opinione, rispettabile ma un'opinione rimane.
Le dismissioni pianificate spesso sono il naturale epilogo del ciclo produttivo. Diverso il discorso se sia previsto un turnover. Che il nucleare abbia il problema scorie è indubbio, sopratutto a lunga vita media, idem per la produzione di transuranici utilizzabili a scopo bellico come il pu239, infine la sicurezza, gestita, ma sempre sul precario filo di lama del k=1. Per questo sostengo sia perseguibile la via dei reattori a thorio sottocritici o del Rubbiatron, comandati da un iniettore ad acceleratore lineare. Oppure interessanti sviluppi a costi competitivi arrivano dalla Cina sulla fusione. Aspetto ed osservo. Come tutti siamo tenuti a fare
 
Direi che è una teoria ormai ampiamente dibattuta.

Che non si parli del resto dell'inquinamento anche no. Anzi chi è contro le energie rinnovabili si lamentano proprio che inquinano, ad esempio le pale eoliche rilasciano micro plastiche nel mare.
In effetti meglio continuare con le super petroliere che quando affondano .... pochi danni producono. E quando esplode un pozzo .... com'era andata nel golfo del Messico?
E che dire del fracking?

L'energia ci vuole. In un modo od in un altro. E sempre di più ... senza correttivi ne viene chiesta.

Il tuo discorso quindi sarebbe: siccome non ho la certezza matematica (anche se un po' di calcoli ormai ci sono da decenni ma se lo dice Prodi...) delle dimensioni della falla, tanto vale non faticare a vuotare tutti l'acqua ed alleggerire la barca perché tanto s'affonda. Meglio farlo continuando a ballare ... godendocela finché dura?

Alla fine è una teoria abbastanza di moda ultimamente: meglio un giorno da leone che cento da pecora ... dicevano una volta.

Sulla base del fatto che sconvolgimenti climatici la terra ne ha conosciuti e anche tanti, ancora prima che l'uomo la trasformasse in pattumiera. Qualcuno dice, si vero, ma è successo nell'arco di svariate centinaia o migliaia di anni. Qui adesso succede repentinamente. Ok il senso è che prima o poi sarebbe arrivato e speriamo che arriva quando già non ci siamo più noi qui presenti.? Non dico che sia giusto un punto di vista piuttosto che un altro. Dico che sarebbe diligenza di tutti, scienziati compresi, fare squadra e capire realmente il da farsi. O la questione è più politica che ambientale.? È solo una mia riflessione.
 
Certo che li paragono, e mi sembra che i grafici che tu maneggi molto meglio di me non mi smentiscano. O mi è sfuggito qualcosa?



No, non è la metafora giusta. La pagliuzza e la trave narrate da Matteo riguardavano la sfera morale (non giudicare per non essere giudicato), ma la pagliuzza nell'occhio di mio fratello non causa danni a me, come la trave nel mio non danneggia lui. Qui parliamo di travi che ci arrivano nella schiena, il discorso è molto diverso.
Ed invece calza, perché noi stiamo inquinando da casa loro, per necessità nostre, e poi diciamo che spalancano le finestre mentre noi abbiamo gli spifferi. Troppo comodo...
 
Non ci crederai ma ce ne sono di avulsi dalle lobby multinazionali che lavorano per organismi di ricerca noprofit.

Certo che credo, ma le scelte energetiche di un paese non sono determinate dagli scenziati, ma sono scelte politiche. Non a caso si chiama politica energetica.
E quella nucleare è un'industria, che comporta ingenti investimenti che hanno anche carattere strategico e sconfinano, fra l'altro, nell'ambito militare. Quindi sono processi decisionali complessi che investono gli interessi strategici di uno stato. Non c'è niente di male, ma è così e basta saperlo. Per me, per esempio la politica francese sul nucleare è coerente, perché si basa su motivazioni forti che sono alla base stessa della sua storia contemporanea. Ma una soluzione che va bene ed è consolidata in un paese, non è detto che lo sia in un altro. Proprio perché, ritorniamo al punto di partenza, non si tratta solo di una scelta scientifica o tecnologica, ma anche eminentemente politica.
 
Che quelle produzioni siano anche commissionate e gestite dall'occidente mi sembra abbastanza noto da non doverlo specificare ogni volta.

Per il semplice motivo che in determinate aree è concesso inquinare liberamente e ne consegue un costo inferiore a parità di produzione rispetto aree dove i balzelli sono infiniti e le multe salate :emoji_thinking:
 
Per il semplice motivo che in determinate aree è concesso inquinare liberamente e ne consegue un costo inferiore a parità di produzione rispetto aree dove i balzelli sono infiniti e le multe salate :emoji_thinking:

...e se ci aggiungi il costo del lavoro e il rispetto dei diritti dei lavoratori, hai il risultato della delocalizzazione / globalizzazione. Comunque, i danni ormai purtroppo sono fatti e bisogna cercare di metterci una pezza prima di subito. Il tema, IMHO, è: cosa possiamo CONCRETAMENTE fare per "convincere" i cinque maggiori inquinatori del pianeta a mettere in atto i nostri buoni propositi?
Costringerli la vedo dura. Pagarli, in qualche modo, per inquinare di meno? potrebbe essere un'idea, ma con quale potere contrattuale? Cercare progressivamente di affrancarci dalla dipendenza da queste produzioni potrebbe funzionare? Io mi pongo queste domande, proprio perchè non ho, e non pretendo di avere la soluzione in tasca.
 
Cercare progressivamente di affrancarci dalla dipendenza da queste produzioni potrebbe funzionare?

Non lo so ma va fatto.
Se non per salvare il pianeta almeno per salvarci le chiappe a livello economico perchè oggi siamo qui a chiederci come fare a obbligarli ma intanto giorno per giorno li stiamo finanziando e rendendo sempre più forti di noi.
 
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