<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> E se il riscaldamento globale... | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

E se il riscaldamento globale...

Imho è anche una questione di buon esempio.
Se paesi come quelli europei e gli Usa fanno spallucce davanti al problema come si può pretendere anche solo il minimo impegno da parte di paesi che sono ancora in via di sviluppo e quindi hanno molto più da perdere di noi?
 
E non e' un problema da poco....
( proprio per noi )
Visto che l' Europa contribuisce
solo per il 10% al totale
delle emissioni
La questione è complessa, dato che molte aziende delocalizzano la produzione di componenti o prodotti finiti molto lontano dalla UE, ma mantengono i profitti a livello centrale. Per questo la riduzione di effetti va a ricaduta su tutta la filiera produttiva.
 
possediamo tecnologie idonee per guidare la riduzione del climate change

Il problema è che "guidare" per definizione richiede che la controparte sia disposta a lasciarsi guidare, cosa che in questo momento non mi sembra di vedere da parte dei governanti di due terzi della popolazione mondiale.

è anche una questione di buon esempio

...e se del buon esempio l'altro se ne strafrega alla grandissima?

Se paesi come quelli europei e gli Usa fanno spallucce davanti al problema

Fare spallucce? Mi sono perso qualcosa?

come si può pretendere anche solo il minimo impegno da parte di paesi che sono ancora in via di sviluppo e quindi hanno molto più da perdere di noi?

Ad esempio, riducendo per quanto possibile la nostra dipendenza la quei paesi, la cui produzione industriale inquinante è rivolta molto più a noi che a loro stessi. Cosa che stiamo proprio dimostrando di voler fare con la cosiddetta "mobilità green"......
 
Il problema è che "guidare" per definizione richiede che la controparte sia disposta a lasciarsi guidare,
Dato che molta produzione extra ue e usa dei paesi in via di sviluppo sono su commessa di multinazionali o comunque prodotti per essere importati in gran parte nei paesi ricchi, va da sé che per prendere una via, bisogna incominciare ad impostare il navigatore. Come detto, abbiamo contratto un debito enorme in un secolo abbondante.
 
Come è stato scritto qui sopra di fatto noi condanniamo il loro modo di vivere e produrre però quando ci torna comodo ne usufruiamo.
Concordo in pieno sul fatto che bisognerebbe ridurre la dipendenza che abbiamo dal loro sistema produttivo che abbatte i costi ma crea un impatto ambientale enorme.
 
La questione è complessa, dato che molte aziende delocalizzano la produzione di componenti o prodotti finiti molto lontano dalla UE, ma mantengono i profitti a livello centrale. Per questo la riduzione di effetti va a ricaduta su tutta la filiera produttiva.


Sicuramente.
Ma, rispetto l' Europa, le differenze e il trend, sono cosi abissali che anche prendendocene noi una quotaparte del loro valore, causa prodotti nostri ma cola' delocalizzati....

https://ilbolive.unipd.it/it/news/25-mega-citta-producono-52-emissioni-gas-serra
 
Ultima modifica:
Qui a parlare di nucleare, saltano tutti subito su...le solite crociate....sneza pensare che negli ultimi 30 anni la ricerca ha fatto passi avanti enormi.

Nel frattempo non sappiamo ancora come caricare tutte le batterie di ste auto elettriche che si vorrebbero vendere.

Non sappiamo neanche dove stoccare le scorie radioattive per decine di migliaia di anni, se é per questo, e dubito che a questo troveremo una soluzione accettabile.
Fra l'altro il combustibile fissile non si trova al mercato dei fiori, e anche per quello si deve dipendere dalle forniture di stati esteri.
L'Italia è un paese ad elevatissimo rischio sismico.
Non mi piace poi veder definire a priori "crociate" considerazioni molto razionali (su un tema sul quale il popolo italiano, fra l'altro, si è espresso per ben due volte con referendum, se ancora questa espressione di volontà popolare conta qualcosa).
Io ero molto pro nucleare anni fa, poi mi sono documentato bene, e ho cambiato opinione, mi piacerebbe che in generale fosse rispettata e nessuno mi desse del "crociato" se la penso diversamente, come sarebbe giusto rispettare qualsiasi opinione, soprattutto se si basa su considerazioni non emotive o campate in aria.
 

La Francia è un paese che ha incentrato dal dopoguerra tutta la sua politica, energetica e di potenza atlantica, sul nucleare. E' uno dei paesi dove la presenza nucleare è più massiccia. Il nucleare è la prima fonte energetica, hanno la bomba atomica, e portaerei nucleari. Perché dovrebbero cambiare rotta?

Se prendi ad esempio la Germania, invece, l'imperativo è dismissione.
 
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Dato che molta produzione extra ue e usa dei paesi in via di sviluppo sono su commessa di multinazionali o comunque prodotti per essere importati in gran parte nei paesi ricchi, va da sé che per prendere una via, bisogna incominciare ad impostare il navigatore. Come detto, abbiamo contratto un debito enorme in un secolo abbondante.

...ed è esattamente quello che ho scritto, mi pare. Il problema è che, IMHO, o quelle produzioni ce le riportiamo in occidente (e magari è la volta che ritorniamo a comprare qualcosa che non dura quel tanto che lo porti a casa), o continuiamo a tappare gli ormai stracitati spifferi sotto la porta, ma se aspettiamo che qualcuno chiuda la finestra è meglio se ci mettiamo comodi. Io altre vie non ne vedo...
 
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