<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> E se il riscaldamento globale... | Page 8 | Il Forum di Quattroruote

E se il riscaldamento globale...

...ed è esattamente quello che ho scritto, mi pare. Il problema è che, IMHO, o quelle produzioni ce le riportiamo in occidente (e magari è la volta che ritorniamo a comprare qualcosa che non dura quel tanto che lo porti a casa), o continuiamo a tappare gli ormai stracitati spifferi sotto la porta, ma se aspettiamo che qualcuno chiuda la finestra è meglio se ci mettiamo comodi. Io altre vie non ne vedo...
Se leggessi attentamente ciò che scrivo, anche se a te inviso, è riportato che come committenti o clienti possiamo imporre la modalità produttiva, pagandone il costo, ecocompatibile.
 
Non fosse di origine antropica al 95%, come dicono i nuovi ecologisti? Secondo il prof. Prodi, scienziato e metereologo di fama mondiale, le colpe dell'uomo indicate dai seguaci di Greta ,sarebbero minimali e l' innegabile cambiamento climatico con annesso aumento, altrettanto innegabile, delle temperature sarebbe dovuto ad altre cause da indagare, come le variazioni dell' attività solare e le macchie solari. In questo modo il mondo si sta concentrando su un falso probleman , provocando , con fatiche di Sisifo simili allo svuotare il mare con un secchio ,crisi economiche di proporzioni gigantesche per adeguare le emissioni ad esigenze pignole di riduzioni precise della temperatura terrestre (sic) , come se si potesse utilizzare il termostato del climatizzatore dell'albergo a 5 stelle per raffreddare la terra :) e , sempre secondo il prof. Prodi ,cosa ancora peggiore si trascura rincorrendo l'impalpabile co2 , l'inquinamento quello vero , la nocività delle fabbriche , raffinerie e zone limitrofe , l'invasione della plastica , la pollution dei mezzi pesanti , lo spargimento scriteriato delle scorie industriali ed energetiche ecc.u=https://www.huffingtonpost.it/entry/con-greta-siamo-di-fronte-a-un-abbaglio-mondiale-intervista-a-franco-prodi_it_5d99aaf5e4b03b475f9aad19&h=AT1hzOVM8h_uuyO2MyzcMLdKQkrUiosEMijpMY5LzxW0HcaMe-xeCGXJJMZDtVOfENiAhh7qN3jsUu_WuqtYUaQhVUlno8LRvFFj12fvSs5tHj2IDt7RbvwumZNaPiD6

La scienza, specie nel caso di fenomeni così complessi e difficili da modellare e comprendere pienamente nella loro interezza, non può dare risposte e soluzioni globali o definitive, come se fossero il verbo o un dogma. Penso che sia normale che ci siano voci diverse, oltre ad un'evoluzione delle conoscenze che amplierà ed affinerà la visione del problema.
Però credo che c'è una cosa che dovrebbe guidarci: il principio di precauzione. Mai come oggi così importante, vista la posta in gioco.
 
Se lo fanno loro va bene, se ne parliamo noi no?

Primo, perché il nostro territorio è molto più esposto al sisma, e questo cambia molte cose.
Ma, a parte questo, loro hanno un apparato nucleare civile e militare enorme, che non puoi dismettere e bonificare da un giorno a un altro, non siamo a una festa di compleanno dove se un bambino ha un giocattolo diverso allora lo vuole anche l'altro... sono sessant'anni che hanno un programma nucleare molto intenso con tutta un'industria strategica collegata ed investimenti enormi, non è che da un momento all'altro puoi mettere in una soffitta ideale centrali, siti di ritrattamento, materiale fissile, programma militare e ordigni atomici... anche perché la radioattività non dura due anni ma decine di migliaia di anni... guarda il nostro esempio, due centrali, quanto ci sono costate e quanto ci costano ancora per la dismissione... E poi penso che tu non abbia ben chiari i costi dell'insediamento di un'industria nucleare, e il costo reale del kWh se vai veramente a considerare tutti i costi veri, dalla costruzione alla dismissione allo stoccaggio "ad aeternum" delle scorie...in più in un paese che già per il fatto della sismicità imporrebbe costi di progettazione e costruzione delle centrali ben più impegnativi, e in uno dei paesi più costosi e corrotti in ambito grandi opere pubbliche... guarda per esempio il costo al km delle autostrade in Italia, e le vicende giudiziare che accompagnano TUTTE le grandi opere...e poi tutti i costi di dismissione e di sorveglianza... in Italia... dove non funzionano neanche le municipalizzate della raccolta rifiuti...

Il nucleare in Francia nasce da una volontà politica forte e ben precisa del dopoguerra, da paese vincitore, con DE GAULLE ed il suo programma di grandeur, di far diventare la Francia grande potenza nucleare atlantica - scelte politico economiche che si fanno ad ogni costo, visto che sono la struttura strategica stessa di una nazione - ma che c'entra la Francia, la sua realtà, la storia ormai lunga del suo ambizioso programma nucleare, con la nostra situazione e la nostra storia?

https://www.ina.fr/ina-eclaire-actu/de-gaulle-et-le-nucleaire-civil-un-enjeu-politique
 
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penso che tu non abbia ben chiari i costi dell'insediamento di un'industria nucleare,

Proprio per questo non voglio essere coinvolto in un referendum, ma vorrei che invece se ne discutesse tra esperti sulla base di dati concreti e non di pregiudizi ideologici

uno dei paesi più costosi e corrotti in ambito grandi opere pubbliche...

Probabilmente è vero, ma se partiamo dal presupposto che qualsiasi decisione si prenda va a marciapiedi perchè c'è la corruzione abbiamo perso la guerra senza neanche sparare un colpo.
 
Proprio per questo non voglio essere coinvolto in un referendum, ma vorrei che invece se ne discutesse tra esperti sulla base di dati concreti e non di pregiudizi ideologici

Gli esperti non sono mai neutrali in questo caso, perché in genere sostengono gli interessi delle lobby e dei centri di interesse per i quali lavorano. Eviterei di andare a cercare filmati di un famoso "esperto" e lobbista italiano dagli occhialini rotondi che fece una figura barbina in diretta, mentre stava declamando "il nucleare è sicurissimo!" con le immagini di Fukushima che esplodeva sullo sfondo...
Scegliere una fonte energetica non è una scienza esatta, perché non c'è una soluzione unica ed universale, è prima di tutto una decisione POLITICA.
E quella nucleare è una politica forte, come quella che fu di De Gaulle per esempio. Che non puoi fare, se l'opinione pubblica non è convinta e favorevole alle scelte che riguardano una tale politica.
 
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Magari prendendo ad esempio Fukushima? ...

In realtà il Giappone ha un piano di dismissione di 79 centrali nucleari su 89

https://www.ans.org/news/article-30...ns-decommissioning-program-for-rd-facilities/

https://energiaoltre.it/nucleare-21/

grazie per le informazioni.
Però qui: https://energiaoltre.it/nucleare-21/
dice che la ricerca continua con nuovi reattori nucleari.
Del resto anche noi abbiamo ben poche alternative, alla fine saremo costretti a scegliere il nucleare.
 
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