<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> i Km percorsi da chi va in elettrico | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

i Km percorsi da chi va in elettrico

Non credo, sai. Intanto gli imprevisti sono trasversali, nel senso che sono indipendenti dall'auto, e ti possono lasciare a piedi con qualsiasi mezzo e in qualsiasi momento; secondo, trovo molto più gestibile l'elettrica su un percorso prevedibile, dove appunto l'imprevisto è UNA variabile, rispetto a un percorso flessibile dove l'imprevisto è UN'ULTERIORE variabile...

Certo però se penso alla mia realtà lavorativa se io mi compro un'elettrica e per qualche motivo mi capita di non riuscire ad essere a lavoro alle 8 mi becco un cazziatone e non vengo pagato.
Se la stessa cosa capita al titolare della ditta ha chi può fare le sue veci e comunque non rischia provvedimenti disciplinari.
Non che si possa fare a meno di lui però se per qualche motivo non è presente l'azienda è organizzata per funzionare anche in sua assenza.
Funziona anche se manca 1 dipendente però il dipendente può essere rimproverato per il fatto di non essersi presentato.
Io sono quasi certo che uno dei miei professori universitari (stimato professionista e fissato con la tecnologia) avrà acquistato un'elettrica.
Sai quante volte abbiamo scoperto alle 8.30 di mattina che non sarebbe stato presente e quindi avremmo potuto dormire 2 ore in più invece di sbatterci a essere in stazione alle 7 a prendere il treno?
Chi è già abituato a non avere orari fissi o comunque a non rispettarli sempre per me si adatta molto meglio a un'auto elettrica per il semplice fatto che è capace di dire "Se per qualche motivo resto a piedi telefono e dico che non vado oppure sposto l'appuntamento".
Chi deve essere in un determinato luogo a una determinata ora pena licenziamento invece non può permettersi di fare un ragionamento simile e quindi non comprerà un'auto elettrica se i suoi spostamenti,per quanto abitudinari,fossero al limite dell'autonomia.
 
se io mi compro un'elettrica e per qualche motivo mi capita di non riuscire ad essere a lavoro alle 8 mi becco un cazziatone e non vengo pagato.

Se compri l'elettrica si presume che tu abbia la possibilità di ricaricarla a casa, e la strategia migliore è sempre la ricarica quotidiana, anche se sei ancora al 60% di carica. Quindi, se dimensioni la batteria sul doppio del consumo quotidiano in teoria sei a posto anche in caso di blackout notturno: parti con mezza carica, al lavoro ci arrivi e il cazziatone è evitato, poi dovrai cercarti una colonnina per portarti a casa in sicurezza, ma è un'eventualità piuttosto remota. Le rimanenti possibili cause di non riuscire a partire al mattino sono comuni anche alle auto endotermiche. Certo che se pensi di ricaricare una volta a settimana, IMHO corri un rischio maggiore.
 
Se compri l'elettrica si presume che tu abbia la possibilità di ricaricarla a casa, e la strategia migliore è sempre la ricarica quotidiana, anche se sei ancora al 60% di carica. Quindi, se dimensioni la batteria sul doppio del consumo quotidiano in teoria sei a posto anche in caso di blackout notturno: parti con mezza carica, al lavoro ci arrivi e il cazziatone è evitato, poi dovrai cercarti una colonnina per portarti a casa in sicurezza, ma è un'eventualità piuttosto remota. Le rimanenti possibili cause di non riuscire a partire al mattino sono comuni anche alle auto endotermiche. Certo che se pensi di ricaricare una volta a settimana, IMHO corri un rischio maggiore.

Però questo ragionamento vale per chiunque.
Sia per chi se arriva tardi o non arriva sul lavoro non rischia alcun provvedimento sia per chi invece ha un contratto in scadenza e quindi sa che anche un solo ritardo gli potrebbe costare il posto.
Imho la condizione lavorativa precaria e la rigidità degli orari sono un fattore determinante che può disincentivare l'acquisto di un'auto elettrica.
Anche per chi ha la possibilità di ricaricare a casa,non ne parliamo per chi dovrebbe fare affidamento sulle colonnine.
Ovviamente a meno che il tragitto quotidiano abituale sia molto inferiore rispetto all'autonomia massima.
Io oggi faccio al massimo 20 km al giorno (2 andate e 2 ritorni) e volendo potrei anche raggiungere il posto di lavoro a piedi o coi mezzi in caso di emergenza.
Con un'elettrica stando attento a ricaricare con regolarità potrei farcela tranquillamente.
Ma se fossi un pendolare e dovessi fare 100 km e rotti al giorno come facevo anni fa non ci penserei nemmeno.
 
Non ci volevo uno studio americano però per dirci che chi compra vetture con autonomia limitata di solito percorre meno km di chi invece punta su modelli tradizionali con 1000 km di autonomia.
Vale anche per le altre alimentazioni di solito.
Chi compra un diesel dovrebbe in teoria fare più km di chi compra un benzina,non che non si possano fare 40000 km all'anno a benzina volendo.
Purtroppo non lo si può dare per scontato. E in ogni caso, studi come questo ci vogliono eccome, poichè certificano in modo strutturato, rigoroso in termini metodologici e quantitativo, sensazioni e "chiacchiere da bar".
 
Purtroppo non lo si può dare per scontato. E in ogni caso, studi come questo ci vogliono eccome, poichè certificano in modo strutturato, rigoroso in termini metodologici e quantitativo, sensazioni e "chiacchiere da bar".

Sarà ma io ci avrei scommesso la casa che mediamente chi compra un'auto elettrica non lo fa perchè è masochista ma perchè sa di avere esigenze compatibili con la scarsa autonomia.
Se io uso la macchina ogni 2 o 3 giorni e ci faccio 10 km per volta mi compro un'elettrica a cuor leggero.
Se uso l'auto tutti i giorni e faccio molti più km (quindi ho esigenze più elevate sia in termini di frequenza di utilizzo,che mal si sposa con la ricarica lenta ad esempio,che di chilometraggio totale,più km = più cicli di ricarica = più tempo con l'auto ferma in carica non utilizzabile) ci penso non 1 ma 100 volte prima di comprarne una.
Un conto sono le chiacchiere da bar un conto è la logica,a me sembra che lo studio non contenga nulla di nuovo.
Tutte cose che si sapevano e che solo i super entusiasti dell'elettrico facevano finta di non sapere.
 
...e quindi? che differenza c'è?

Che per un dipendente con contratto a termine un mezzo di trasporto che aggiunge incertezze e variabili come i tempi di ricarica può voler dire perdere il posto se qualcosa va storto.
Per un libero professionista che invece gestisce in maniera molto più elastica i propri orari è molto meno rischioso azzardare l'acquisto di un'elettrica che potrebbe,non è detto,non essere carica proprio quando ne ha bisogno.

Intendi 100 in tutto, o 100+100?

100+100.
Ma anche fossero 150 km fissi solo per il tragitto casa lavoro con un'autonomia reale più vicina ai 200 che ai 300 km sarebbe un po' azzardato.
Si può fare ma quanti lo fanno?
Imho nessuno.
 
Sarà ma io ci avrei scommesso la casa che mediamente chi compra un'auto elettrica non lo fa perchè è masochista ma perchè sa di avere esigenze compatibili con la scarsa autonomia.
Se io uso la macchina ogni 2 o 3 giorni e ci faccio 10 km per volta mi compro un'elettrica a cuor leggero.
Se uso l'auto tutti i giorni e faccio molti più km (quindi ho esigenze più elevate sia in termini di frequenza di utilizzo,che mal si sposa con la ricarica lenta ad esempio,che di chilometraggio totale,più km = più cicli di ricarica = più tempo con l'auto ferma in carica non utilizzabile) ci penso non 1 ma 100 volte prima di comprarne una.
Un conto sono le chiacchiere da bar un conto è la logica,a me sembra che lo studio non contenga nulla di nuovo.
Tutte cose che si sapevano e che solo i super entusiasti dell'elettrico facevano finta di non sapere.
Forse non mi sono spiegato. A ciò che tu chiami logica, è stato affiancato un metodo, dal quale sono venuti fuori dei numeri.
Dire uso la logica a livello scientifico, di buon senso, vuol dire poco. Anche solo per il fatto che la tua logica, è appunto tua, diversa dalla mia etc etc.
 
per un dipendente con contratto a termine un mezzo di trasporto che aggiunge incertezze e variabili come i tempi di ricarica può voler dire perdere il posto se qualcosa va storto.
Per un libero professionista che invece gestisce in maniera molto più elastica i propri orari è molto meno rischioso azzardare l'acquisto di un'elettrica che potrebbe,non è detto,non essere carica proprio quando ne ha bisogno.

Non direi. Il libero professionista ha bisogno di un mezzo affidabile tanto quanto e anche più di un dipendente, per lui una defaillance dell'auto può significare un contratto perso e decine di migliaia di euro in fumo. Io non vedo particolarmente limitante la possibilità di trovare l'auto scarica, se tutto è gestito a dovere. Se poi ti prendi l'auto con autonomia al pelo e non hai la wall box in grado di rabboccare la carica ogni notte, hai sbagliato qualcosa (anzi, tutto)

Che per un dipendente con contratto a termine un mezzo di trasporto che aggiunge incertezze e variabili come i tempi di ricarica può voler dire perdere il posto se qualcosa va storto.
Per un libero professionista che invece gestisce in maniera molto più elastica i propri orari è molto meno rischioso azzardare l'acquisto di un'elettrica che potrebbe,non è detto,non essere carica proprio quando ne ha bisogno.



100+100.
Ma anche fossero 150 km fissi solo per il tragitto casa lavoro con un'autonomia reale più vicina ai 200 che ai 300 km sarebbe un po' azzardato.
Si può fare ma quanti lo fanno?
Imho nessuno.

Se sai in partenza che devi farti 200 km al giorno, devi prevedere assolutamente una batteria da almeno 60 kWh e un contratto da almeno 6 kW, altrimenti lascia perdere.
 
Forse non mi sono spiegato. A ciò che tu chiami logica, è stato affiancato un metodo, dal quale sono venuti fuori dei numeri.
Dire uso la logica a livello scientifico, di buon senso, vuol dire poco. Anche solo per il fatto che la tua logica, è appunto tua, diversa dalla mia etc etc.

A me onestamente questo studio non dice nulla di nuovo.
Oltretutto il metodo con cui sono state calcolate le percorrenze mi sembra impreciso oltre che complicato.
Hanno analizzato i consumi dei contatori domestici,i più usati per ricaricare,e poi sottratto i consumi delle ricariche fuori casa (azzardo probabilmente avranno fatto una stima quindi non saranno stati precisi) e dedotto il chilometraggio medio dei possessori di auto elettriche.
Senza tenere conto ad esempio del loro stile di guida perchè un conto è dire hai prelevato dalla rete elettrica 50 kw un altro è stabilire quanta strada ci ha percorso.
Se hai guidato con l'uovo sotto al pedale magari ci hai fatto il doppio dei km rispetto a chi guida in modalità drag race costante.

Non bastava rilevare il chilometraggio delle auto elettriche e confrontarlo con la media di percorrenza delle vetture tradizionali per accorgersi che mediamente le elettriche fanno molti meno km all'anno?

Il fatto che abbiano usato un metodo (per giunta discutibile se è come l'ho inteso io) per arrivare a delle deduzioni che erano facilmente intuibili imho non è un merito.
Qualcuno potrebbe anche dire che hanno sprecato risorse per effettuare uno studio che non ha rivelato risultati sorprendenti ma anzi ha ampiamente confermato quella che era una realtà evidente.
Se poi vogliamo dire che un conto è sapere che 2x2 fa 4 e un altro è dimostrarlo ok,ma dire che ci fosse bisogno di studi simili secondo me è un po' esagerato.
 
Il libero professionista ha bisogno di un mezzo affidabile tanto quanto e anche più di un dipendente

Continuo a pensarla diversamente.
Un libero professionista,che magari ha 2 o 3 mestieri,ha uno stile di vita meno prevedibile ma ha anche orari più flessibili e in certi casi ridotti che gli lasciano più tempo per programmare le ricariche ad esempio.
Per me ha meno problemi l'avvocato che tiene anche 2 o 3 lezioni a settimana in università e può benissimo spostare o annullare parte dei propri impegni o farsi sostituire (i miei professori universitari lo facevano regolarmente) rispetto a una persona che ha 1 solo lavoro da cui dipende la sua intera vita.
Magari il professionista se da buca a un cliente perde 10000 euro in un colpo solo ma non fa affidamento su quell'unico cliente o su quell'unica professione.
Certo se non gli da buca è meglio.
Un dipendente se fa male i conti e qualche mattina non riesce a essere sul lavoro in orario rischia di rimanere senza stipendio,in termini meramente monetari rischia di meno ma rischia tutto.

Ovviamente alla base del mio ragionamento ci sono anche considerazioni economiche e non solo pratiche che rendono più improbabile secondo me che sia un dipendente a mettersi in garage un'elettrica.
 
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