<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Comprare Italiano | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Comprare Italiano

Premetto che non sono un esperto della materia, ma non penso che la scelta dei singoli consumatori di una sola nazione possa far ripartire l' economia di quella nazione. Certo, non nuoce, ma in un sistema globale, il problema è che i consumi stanno rallentando dappertutto, e noi subiamo le ripercussioni anche dei consumi in altre parti del mondo. Purtroppo, nel sistema in cui viviamo, se la gente non spende, cioè non compra prodotti o servizi, le aziende non possono pagare i dipendenti, che quindi non possono comprare.
La scelta di comprare italiano è nobile, ma secondo me è naif pensare che possa fare la differenza, sia perché per alcune categorie di prodotti è impossibile, sia perché non è solo la salute delle aziende a influire sull' economia, ma ad esempio il debito pubblico, l' evasione fiscale, le politiche industriali e (eresia) demografiche.
Tra l' altro, questo modo di pensare isolazionista funzionerebbe solo se gli altri non lo adottassero. Nel momento in cui tutti agiscono in questa direzione, non so nemmeno io cosa possa succedere, ma so che il sistema attuale non reggerebbe, quindi andrebbe cambiato.
Si delinea uno scenario molto complesso, che richiede risposte complesse. Io penso che comprare italiano possa aiutare, ma presentarlo (non dico fosse tua intenzione domi) come una soluzione al problema, per me è demagogico.

La tua a mio modestissimo parere è l’analisi più condivisibile tra quelle proposte.

Comprare solo “italiano” può sembrare una cosa nobile ma può rivelarsi un boomerang, mero “populismo”.

In un mercato globalizzato, una Nazione sotto il profilo industriale (sotto quello agricolo/turistico siamo indubbiamente forti) è veramente forte se ha un’elevata capacità tecnologica, una produzione non solo al passo con i tempi, ma possibilmente “avanti”, all’avanguardia, di grande appeal. Altri lo fanno e dobbiamo farlo anche noi, se no “ci mangiano”.

Ciò consente di vendere non solo nel proprio Paese, ma anche fuori, in tutto il mondo. L’Italia ha bisogno di esportare, e tanto, solo così gli stabilimenti (di qualsiasi natura) possono lavorare “a regime”.

Sotto il profilo automobilistico comunque dal 2013 al 2018 si è portata la produzione di autoveicoli in Italia da 350.000 a 1.000.000. Poi è iniziato un calo, che prosegue oggi, ma si vedono timidi segnali di possibile risalita (500 elettrica, Compass per ora). Ecco, la 500 elettrica sembra un buon prodotto, e come alcuni hanno detto qui, e come ho ribadito in questo post, la qualità di quello che si produce è fondamentale.

Quindi io dico si, quando questa guerra contro il Mostro Covid finirà, dobbiamo dare fiducia al prodotto italiano, ma il prodotto italiano, nella fattispecie il prodotto “automotive”, dovrà essere innanzitutto presente in modo adeguato (se c’è poco da comprare cosa compri?) e di altissima qualità. Un esempio per tutti? La Brembo.

Siamo rinati altre volte alla grande, rinasceremo ancora. Forza Italia.

PS: scusate se sono stato prolisso.
 
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Nazionalità di FCA a parte, è proprio l'offerta di prodotto che manca, quanti comprerebbero una nuova Punto ma.non c'è
la Punto non c'è ma una Fiesta muove altrettanta economia in Italia, un pò meno della Punto ma non tanto di meno. Ci sono porti e centri di stokkaggio degli importatori, ci sono le concessionarie, le reti di assistenza e le piccole officine private, i ricambisti, il carburante fino al demolitore che chiude l'anello. Contante quanta gente ci vuole a progettare e produrre una macchina e quanta ne lavora dal momento che questa varca il cancello della fabbrica, penso che non c'è confronto, ma se il "mercato" non ha soldi (il mercato è il cliente) questi discorsi sono tutti inutili. Semmai una cosa da cercare di risolvere anche in parte sono i trasporti, le spedizioni, si dovrebbe cercare di produrre in loco quanto più possibile e far diminuire quel ridicolo traffico di navi container che di riduce al corriere che ti recapita a casa l'orologio da 2 euro acquistato su Wish (uno dei tantissimi esempi), ecco secondo me questo è un enorme problema sia economico che ecologico ma probabilmente tanto ma tanto politico.
 
Be non è proprio cosi, la frazione di economia che si muove su un bene importato e minima rispetto al movimento che genera uno realizzato nel paese...

Ma le automobili sono globalizzate anche a livello di componentistica...
Gli stabilimenti di solito producono il "grosso", scocca e motori, ma quasi tutto il resto proviene da produttori esterni e viene assemblato, e gli stessi grandi produttori di componentistica, (Bosch, Denso, Magna, Dana, ZF, Continental, Faurecia, ZF, Aisin, Borg Warner, Lear, etc etc) poi, sono multinazionali con stabilimenti disseminati in tutto il globo.... Generalmente, per quanto riguarda la produzione vera e propria, possiamo dividerla - anche per la componentistica- in grandi aree continentali, difficilmente in un solo paese o stato
 
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Perdonatemi, siamo su un forum automobilistico è vero, ma ridurre la questione "comprare italiano" solo al mercato delle auto è riduttivo.

Stiamo affrontando una crisi planetaria che potrebbe rivoluzionare il nostro stile di vita; avere un auto per potersi spostare e divertire potrebbe, se non troviamo rapidamente una soluzione per contrastare il covid (sperando che non arrivi qualcosa di peggio ...), potrebbe essere l'ultima delle preoccupazioni dei nostri discendenti.
 
L'ottimismo é il profumo della vita :D

Potrebbe non sembrare ma sono un inguaribile ottimista, mi piace vedere sempre il bicchiere mezzo pieno.
:emoji_blush:

Solo che non si parla di essere ottimisti o pessimisti, bensì realisti

In questo momento abbiamo 2 fronti interni entrambi altamente pericolosi;

Il primo fronte è la tragedia che sta vivendo il settentrione
Il secondo è una bomba sociale innescata e che non si sa se si potrà fermare

http://www.rainews.it/dl/rainews/ar...ati-1707678f-4fe0-47f1-a600-8cebb690cabd.html

Purtroppo il secondo ancora non è stato ancora compreso bene, se non da alcuni (neanche tutti purtroppo) che come me sono abituati ad abitare, lavorare e in buona sostanza vivere nel meridione.
 
Dimenticate che il sistema economico è molto cambiato dagli anni settanta, quando prevaleva il modello industriale fordista nel quale un prodotto veniva realizzato dalla A alla Z in uno stabilimento ben preciso. I prodotti ormai sono tutti di produzione multinazionale, quindi le analisi devono tenere conto di questo presupposto
Vedi però, continui a pensare a tutta la parte concreta tangibile legata alla realizzazione di un prodotto.
E' vero le supply chain sono molto frammentate e polverizzate.
Ma la progettazione, il marketing, gli uffici centrali (acquisti, supply chain, qualità), quelli per le aziende italiane (anche quelle che producono all'estero) hanno come personale per la gran parte nostri concittadini.
 
Premetto che non sono un esperto della materia, ma non penso che la scelta dei singoli consumatori di una sola nazione possa far ripartire l' economia di quella nazione. Certo, non nuoce, ma in un sistema globale, il problema è che i consumi stanno rallentando dappertutto, e noi subiamo le ripercussioni anche dei consumi in altre parti del mondo. Purtroppo, nel sistema in cui viviamo, se la gente non spende, cioè non compra prodotti o servizi, le aziende non possono pagare i dipendenti, che quindi non possono comprare.
La scelta di comprare italiano è nobile, ma secondo me è naif pensare che possa fare la differenza, sia perché per alcune categorie di prodotti è impossibile, sia perché non è solo la salute delle aziende a influire sull' economia, ma ad esempio il debito pubblico, l' evasione fiscale, le politiche industriali e (eresia) demografiche.
Tra l' altro, questo modo di pensare isolazionista funzionerebbe solo se gli altri non lo adottassero. Nel momento in cui tutti agiscono in questa direzione, non so nemmeno io cosa possa succedere, ma so che il sistema attuale non reggerebbe, quindi andrebbe cambiato.
Si delinea uno scenario molto complesso, che richiede risposte complesse. Io penso che comprare italiano possa aiutare, ma presentarlo (non dico fosse tua intenzione domi) come una soluzione al problema, per me è demagogico.
Non è naif. Affatto. Il tuo post, è il simbolo plastico di come il nostro paese non riesca a fare sistema (se non quando gioca la nazionale ai mondiali di calcio). Un discorso del genere, penso che in Francia o in Germania, sia molto più raro da scovare. Eppure qui da noi, sono consapevole del fatto che sia parecchio main strem.
E' fondamentale ritenere che ognuno di noi possa fare la differenza. Perchè è così. Soprattutto in un mondo complesso come quello cin cui viviamo, in cui le aziende lottano per conquistare anche il singolo cliente
 
Vedi però, continui a pensare a tutta la parte concreta tangibile legata alla realizzazione di un prodotto.
E' vero le supply chain sono molto frammentate e polverizzate.
Ma la progettazione, il marketing, gli uffici centrali (acquisti, supply chain, qualità), quelli per le aziende italiane (anche quelle che producono all'estero) hanno come personale per la gran parte nostri concittadini.
Sono d’accordo, è esattamente questo il concetto: non esistono più prodotti “nazionali” in senso stretto, salvo il pane o la mozzarella e poco altro. Per questi i discorsi sul “comprare italiano” sono molto relativi e vanno contestualizzati
 
Sono d’accordo, è esattamente questo il concetto: non esistono più prodotti “nazionali” in senso stretto, salvo il pane o la mozzarella e poco altro. Per questi i discorsi sul “comprare italiano” sono molto relativi e vanno contestualizzati
Nemmeno la mozzarella. Se guardi l'etichetta, la cara mozzarella Galbani ad esempio è in realtà francese e appartiene al marchio Lactalis.
O i biscotti Oro Saiwa sono di Mondelez.
Per non parlare di buitoni di Netsle.
O i super pubblicizzati Activia di Danone.
 
Nemmeno la mozzarella. Se guardi l'etichetta, la cara mozzarella Galbani ad esempio è in realtà francese e appartiene al marchio Lactalis.
O i biscotti Oro Saiwa sono di Mondelez.
Per non parlare di buitoni di Netsle.
O i super pubblicizzati Activia di Danone.
e si ritorna alla Panda fabbricata in Italia per FCA olandese, non fa una piega
 
Allargando un pò il discorso su tutto, credo che non sempre sia possibile comprare italiano. Ad esempio non produciamo smartphone, PC, tablet, portatili, televisori e sono tutti prodotti di larghissima diffusione e produzione. Ovvero, li abbiamo anche fabbricati alcuni prodotti, ma non siamo riusciti a tenere il prezzo basso come i prodotti cinesi. Ci sono poi i classici prodotti fatti all'estero che arrivano in Italia, si mette una piccola etichetta, una busta e diventano "Made in Italy". Senza scendere nei particolari, perché non è il forum adatto e perché ammetto di essere ignorante, la globalizzazione ha creato anche problemi a molti lavoratori che hanno perso il posto; se ad esempio la ditta "PincoPallino" produceva in Italia, ora produce in Cina e sappiamo il perché. Forse e dico forse, sarebbe stato meglio una globalizzazione molto meno invasiva. Se ho detto una fesseria, ben venga chi possa spiegarmi meglio le cose.
O.T. La Dr Automobili è da considerarsi italiana o cinese?
 
Allargando un pò il discorso su tutto, credo che non sempre sia possibile comprare italiano. Ad esempio non produciamo smartphone, PC, tablet, portatili, televisori e sono tutti prodotti di larghissima diffusione e produzione. Ovvero, li abbiamo anche fabbricati alcuni prodotti, ma non siamo riusciti a tenere il prezzo basso come i prodotti cinesi. Ci sono poi i classici prodotti fatti all'estero che arrivano in Italia, si mette una piccola etichetta, una busta e diventano "Made in Italy". Senza scendere nei particolari, perché non è il forum adatto e perché ammetto di essere ignorante, la globalizzazione ha creato anche problemi a molti lavoratori che hanno perso il posto; se ad esempio la ditta "PincoPallino" produceva in Italia, ora produce in Cina e sappiamo il perché. Forse e dico forse, sarebbe stato meglio una globalizzazione molto meno invasiva. Se ho detto una fesseria, ben venga chi possa spiegarmi meglio le cose.
O.T. La Dr Automobili è da considerarsi italiana o cinese?
Hai colto il punto: parliamo di comprare italiano su un forum per connetterci al quale usiamo pc e smartphone che di italiano hanno solo la lingua preimpostata...
 
l'azienda DR è italiana ma diciamo che è l'importatore di auto cinesi che ricevono un ultimo trattamento di assemblaggio in Italia, e poi si occupa della distribuzione e della vendita. poco più di un importatore poco meno di un produttore.
 
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