<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Imparare un "MESTIERE" a 36 anni: è fattibile o fuori discussione? | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Imparare un "MESTIERE" a 36 anni: è fattibile o fuori discussione?

Certo il mondo del lavoro è intriso di ipocrisia, e le cose non sono mai chiare.
Vero.
In certe aziende mie clienti, ho sempre avuto l' impressione che tutti fossero spinti a dare il peggio di se stessi, nei rapporti tra colleghi, non che i vertici lo imponessero direttamente, ma era quello che si respirava nell'aria, e di certo era uno strumento di "governo". Un "divide ed impera" in versione postmoderna.
 
Concordo in toto sulla tua riflessione, nel azienda per cui ora lavora ad esempio si chiarisce subito le aspettative che ogni neo assunto ripone ed il grado di impegno che può devolvere alla carriera, dato che occorrono sia figure che dedicano la maggior parte della giornata al lavoro e figure più standard per cui il lavoro si esplicita nelle 8 ore contrattuali e una volta effettuate queste esiste la vita privata, si dice chiaramente a quale delle due categorie si vuole essere impiegati e la scelta viene rispettata, probabilmente una società giusta dovrebbe dare la possibilità ad ognuno di effettuare una scelta del genere garantendo comunque al minimo le possibilità per una vita dignitosa in tutta tranquillità. Però temo che oltre ad essere il sistema economico che impone di adeguare la nostra vita alla carriera siamo un poco tutti noi che, forse senza rendercene conto, desideriamo un consumismo che necessita di questo. Ti faccio l'esempio più banale ma forse più chiaro, l'apertura dei negozi la domenica, io ho poco più di 40 anni e ricordo quando anni fa in quel giorno erà tutto chiuso, mi sembra che si campava lo stesso, anzi era credo un giorno di rottura con la normale quotidianità, ora sembra che se non si ha a disposizione il supermercato o il centro commerciale per tutti i giorni della settimana si rischia di morire di fame, questo credo che sia da una parte un imposizione del sistema economico ma che viene anche motivato e spinto dal volere della società.
Infatti... io sono totalmente contrario alle aperture dei centri commerciali h24 7x7, santo Stefano e pasquetta compresi. Non dico di non esserci mai andato di sabato o domenica ma cerco di limitare. Anche io sono della generazione degli alimentari chiusi il mercoledì e i negozi in genere chiusi il sabato pomeriggio...
 
Forse servirebbe assumere altre persone da impiegare per le aperture degli esercizi commerciali a di fuori degli orari che vengono considerati normali. Del resto non è che i pompieri non lavorano a Pasqua, o gli ospedali o gli aeroporti o i treni ecc ecc. Giustamente ci sono dei turni e degli extra che vengono pagati per lavorare nei giorni festivi, prefestivi e notturni.
 
Del resto non è che i pompieri non lavorano a Pasqua, o gli ospedali o gli aeroporti o i treni ecc ecc.
Questo è vero, ma stiamo parlando di servizi "essenziali": un incendio, una emergenza medica, la necessità di spostarsi non possono per definizione seguire un orario lunedi-venerdi 8.30÷12.30 e 13.30÷17.30.
Discorso diverso per quei servizi ed attività che possono essere programmati o che comunque non rivestono carattere di emergenza.
Noto però che una certa mentalità al "tutto e subito", al "serve per ieri" et similia, legata un po' al carattere italico ma soprattutto ai modi del mondo economico di oggi, sempre in fibrillazione, si è estesa dai settori produttivi classici (in cui potrebbe anche avere un senso) a quelli commerciali.
Forse si tratta di un mutuo effetto: i lavoratori (almeno quelli che hanno la fortuna di averlo, un lavoro) hanno meno tempo a disposizione, in famiglia lavorano entrambi, gli orari e i tempi di trasferimento sono lunghi e allora, per fare la spesa, ecco che l'apertura domenicale del supermercato salva la dispensa.
Non che questa sia la giustificazione, ma credo che il nostro mondo sia un sistema complesso, e le interazioni innumerevoli.
Modificarne un aspetto una potrebbe essere ormai impossibile senza creare una reazione o trovare una resistenza in altri.
 
Forse servirebbe assumere altre persone da impiegare per le aperture degli esercizi commerciali a di fuori degli orari che vengono considerati normali. Del resto non è che i pompieri non lavorano a Pasqua, o gli ospedali o gli aeroporti o i treni ecc ecc. Giustamente ci sono dei turni e degli extra che vengono pagati per lavorare nei giorni festivi, prefestivi e notturni.
Beh certo, se venissero assunte o venissero pagate il giusto.. probabilmente sarebbero contenti anche i dipendenti. Invece da quello che mi hanno detto le condizioni sono abbastanza da sfruttamento (poi ci saranno posti anche dove pagano bene probabilmente)
 
Beh certo, se venissero assunte o venissero pagate il giusto.. probabilmente sarebbero contenti anche i dipendenti. Invece da quello che mi hanno detto le condizioni sono abbastanza da sfruttamento (poi ci saranno posti anche dove pagano bene probabilmente)
Condizioni da sfruttamento? basta non accettare e costringere il datore di lavoro di venire a più miti consigli. Se questo non accade e qualcuno accetta di essere sottopagato, significa che il lavoro non esiste, che quello non è lavoro. Credi che Fazio che tra parentesi fa un non lavoro, avrebbe accettato di lavorare a 5 euro l'ora? Ricordatevi di Steve Jobs, siate affamati, siate folli,... chiedete perlomeno solo un centesimo di Fazio.
 
Condizioni da sfruttamento? basta non accettare e costringere il datore di lavoro di venire a più miti consigli. Se questo non accade e qualcuno accetta di essere sottopagato, significa che il lavoro non esiste, che quello non è lavoro.
Sottoscrivo al 100%.
La forza di certi "datori di lavoro" sta tutta nella debolezza di chi accetta queste condizioni.
Che poi non è neanche debolezza, è la paura della povertà, non ci sono alternative per tanti.
 
Io insegno tali tematiche alla Sorbona, Non si puo' e non si deve accettare una paga infame o le situazioni in cui la remuneratività è legata solo al raggiungimento di obiettivi. In tal caso non c'è più il rischio imprenditoriale ma quello del lavoratore. Imparate a giudicarvi e non accettate condizioni capestro. E' vergognoso. E' molto più dignitoso chiedere l'elemosina.
 
In tal caso non c'è più il rischio imprenditoriale ma quello del lavoratore.
Sul quale ricadono pure spesso i rischi legati alla salute e sicurezza del lavoro, i cui costi legati alla prevenzione spesso (meglio quasi sempre) risultano "indigesti" ai datori di lavoro.
Quindi sfruttati, spremuti come limoni, e a rischio di infortuni e malattie professionali.
Lo vedo tutti i giorni, purtroppo.
 
Io insegno tali tematiche alla Sorbona, Non si puo' e non si deve accettare una paga infame o le situazioni in cui la remuneratività è legata solo al raggiungimento di obiettivi. In tal caso non c'è più il rischio imprenditoriale ma quello del lavoratore. Imparate a giudicarvi e non accettate condizioni capestro. E' vergognoso. E' molto più dignitoso chiedere l'elemosina.

Io ti quoto, anche perché credo che quello che è successo negli ultimi anni è stato proprio lo spostare il rischio imprenditoriale dal imprenditore ai lavoratori, ma temo che il sacrosanto diritto di non accettare lavori capestri se lo può permettere attualmente chi ha un profilo professionale qualificato, chi non lo ha temo che abbia poco forza individuale verso i datori di lavori, per questo esistevano i sindacati, che però in parte per errori loro in parte per un italica volontà nostrana dei più deboli tirarsela hanno perso quel ruolo o è stato travisato.
Io prima di fare l'informatica ero nelle forze del ordine, è vero che li non esistono sabati e domenica, ma le turnazioni e come vengono gestite, ed anche il contratto, prevedono questo, una cassiera di un supermercato che è inquadrata spesso temo in cooperativa, e non so quante alternative abbia a questo, lavora i sabati e le domeniche in realtà senza che questo venga riconosciuto.
Per il resto quoto l'amico Amineo61, si vuole tutto e subito, e lo dico da informatico che spesso cerca di far capire agli utenti, anche con le cattive, che il mondo informatico non è Facebook e che probabilmente servirebbe per una settimana far tornare indietro gli uffici di 50 anni, così ci si rende conto di cosa voleva dire lavorare sulla carta.
 
Condizioni da sfruttamento? basta non accettare e costringere il datore di lavoro di venire a più miti consigli. Se questo non accade e qualcuno accetta di essere sottopagato, significa che il lavoro non esiste, che quello non è lavoro. Credi che Fazio che tra parentesi fa un non lavoro, avrebbe accettato di lavorare a 5 euro l'ora? Ricordatevi di Steve Jobs, siate affamati, siate folli,... chiedete perlomeno solo un centesimo di Fazio.
Al giorno d'oggi se non accetti vi sono centinaia di altre.persone pronte a prendere il tuo posto per una pipa di tabacco. Extracomunitari compresi.... ed è lì che se ne approfittano
 

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