<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Dimenticare la bimba in auto | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

Dimenticare la bimba in auto

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
@rickyjungle
Hai detto tutto. Mi ritrovo al 100% con quello che hai scritto.

Io ho due figli di 6 e 9 anni, piuttosto monelli, e una vita abbastanza complicata. Lavoriamo in due e una nonna non può essere molto presente e l'altra è lontana. Ogni giorno si trova il modo per "gestire" i figli ed è un caos: tra vai tu a portare il piccolo, l'altro il grande, la baby sitter a riprendere il piccolo e la nonna il grande, quando torna la mamma porta il grande da una parte ed il piccolo dall'altra parte e quando torno io vai a riprendere uno mentre all'altro ci pensa la mamma che nel frattempo è andata a fare la spesa mentre io avvio la cucina e nel frattempo faccio fare la doccia a...quale bimbo ho in casa? Già non lo ricordo!
Ecco il giorno dopo stessi casini ma con combinazioni diverse e il giorno dopo ancora, nuova girandola si situazioni. Il tutto con il lavoro da seguire, cento telefonate e problemi da risolvere.
Non ci siamo mai dimenticati nessuno, mai hanno corso pericoli per nostre dimenticanze ecc. ecc. eppure ci sentiamo molto vulnerabili nonostante facciamo parte di quelli che sono attenti, anche troppo.

Quando sentiamo notizie del genere ci si stringe il cuore e qualche lacrima scende a ricordarci in che mondo frenetico viviamo e quanto siamo in balia della corrente.

Ciao.
 
Guarda, io posso solo dire che l'uomo non è infallibile, tu puoi farti 1000 pensieri, avere 1000 attenzioni, ma è innegabile che essendo umano la "cazzata" è dietro l'angolo.

Ho due figli (3 e 6) negli ultimi 2 mesi abbiamo preso spesso la bici, fa bello e li porti in giro.

Negli due mesi sono morti quanti cicilisti, famosi e non?
Li guardi che pedalano e ci pensi costantemente, guardi gli incroci, ti mezzi in mezzo alla strada (sulle strisce intendo) che nel caso prendano te piuttosto che uno dei nani (io li chiamo nani).

Tu sei più grande, più visibile, loro sono bassi, magari non arrivano neanche al cofano.

Eppure nonostante tutte le precauzioni, nonostante le mille attenzioni, nulla vieta (e mi sto grattando) che una macchina esca da un parcheggio, uno faccia una manovra imprevista, un vaso cada da un balcone, che il più piccolo distratto da una farfalla devia senza che tu te ne accorga.

Mi spiace dirlo, ma i tuoi discorsi sono tanto belli quanto utopistici.
Valgono solo quando non hai figli, quando li hai ti accorgi che le cose non sono così lineari come scritte su una tastiera.

Anche io controllo 50 volte di avere tutto quando esco, poi con i nani immancabilmente dimentichi qualcosa, perché all'ultimo minuto uno non si mette le scarpe, l'altro non si veste, uno continua giocare, l'altro scappa a nascondersi, uno vuole mettere una maglia gialle, l'altro vuole uscire in bici, uno ha fame, l'altro deve fare la pipì, uno ha fame.. e tutto questo in soli 5 minuti, bada bene...

Quindi a parte scagliare pietre contro i genitori irresponsabili (genitore che non sei, ricordiamolo, quindi non ti conviene sparare a zero) bisogna capire che cosa sia successo nella testa della madre.

Vivrà con un macigno addosso il resto della vita, come i genitori che hai citato delle minimoto (non motocross).

La morte di un figlio è una cosa inimmaginabile, essere tu il responsabile della morte di tuo figlio è cosa fuori dal mondo.

Anche tu hai frainteso quanto ho scritto ma pazienza.
Vorrà dire che se uno non ha figli non può permettersi di dire che non tutti i genitori controllano 50 volte,il mitico discorso del tu che ne puoi sapere che sei giovane,che ne puoi sapere che non hai figli,che ne puoi sapere che non hai vissuto le difficoltà che abbiamo vissuto noi...
Mi fa piacere sapere che tu sia un genitore che fa tutto quello che può per prevenire gli incidenti,e non ho mai scritto,non so davvero dove lo abbiate letto,che è possibile prevenirli con assoluta certezza.
Ho solo scritto e ribadito che i genitori sono chiamati a un compito che richiede la massima attenzione e non tutti secondo me lo svolgono come dovrebbero.
 
perdonami, io sono padre, e concordo con quanto dici tu, anche a me a casa magari durante un GP mentre è in corso un sorpasso(rari) mi distraggo un attimo e mia figlia è subito ad aprire l'anta con dentro i detersivi, ma la distrazione , che potrebbe essere convengo pericolosa dura 2 secondi, qui parliamo non tanto di una distrazione ma di una serie di cancellazione dalla memoria di un genitore che credo non si possano derubricare solo come semplici dimenticanze che un qualsiasi genitore può avere , probabilmente occorre l'intervento di professionisti della psiche per capire quello che effettivamente succede.

Infatti rispondevo a zinzabr che non essendo padre, la "faceva facile" sulla tastiera, evidenziavo come l'attenzione sia messa a dura prova dagli eventi.

Nel primo mio commento, a inizio discussione, mettevo l'accento, non tanto sugli aggeggi che ti devono ricordare di avere qualcuno a bordo, tanto quanto andrebbe controllata la psiche della madre, perché se in casa il nano si schianta contro un muro perché corre per casa inseguito dal fratello, derubrico tutto a "incidente di gioco", se lo dimentico in auto sotto il sole (ma anche in inverso), il nano non ne può nulla, ma andrebbe controllato lo stato mentale dei genitori.
 
Anche tu hai frainteso quanto ho scritto ma pazienza.
Vorrà dire che se uno non ha figli non può permettersi di dire che non tutti i genitori controllano 50 volte,il mitico discorso del tu che ne puoi sapere che sei giovane,che ne puoi sapere che non hai figli,che ne puoi sapere che non hai vissuto le difficoltà che abbiamo vissuto noi...
Mi fa piacere sapere che tu sia un genitore che fa tutto quello che può per prevenire gli incidenti,e non ho mai scritto,non so davvero dove lo abbiate letto,che è possibile prevenirli con assoluta certezza.
Ho solo scritto e ribadito che i genitori sono chiamati a un compito che richiede la massima attenzione e non tutti secondo me lo svolgono come dovrebbero.


Mi spiace che ti senta "offeso" perché incluso nella sfera, ti cito "...il mitico discorso del tu che ne puoi sapere che sei giovane,che ne puoi sapere che non hai figli..."
Ma è così, se non li hai non apprendi appieno le difficoltà, da figlio non te ne accorgi, la tua sensibilità è diversa, ci passano tutti quelli che passano da essere "solo" figli a essere "genitori".

Ho 37 anni, non ne ho 65, sono giovane anche io.

Ma solo quando ti scassano le parti basse, quanto ti arriva sanguinante perché è caduto in bici, capisci quanto diavolo sono fragili e quanta attenzione ci vuole, attenzione che non potrà mai essere assoluta, e che ti rendi conto non potrai mai dare, perché come descritto bene da chiaro_scuro, avrai mille cacchi e dovrai stargli dietro comunque e non potrai essere in due posti nello stesso momento.

Mi spiace ma ribadisco, se non sei genitore alcune sfumature non sono pienamente comprensibili.
 
io avendo una figlia ancora piccola in parte sono costretto a dividere la giornata, ovviamente mantenendo sempre delle priorità che vedono la lei sopra a tutto, ma credo che ai giorni nostri la distribuzione del tempo sia un arte veramente importante, purtroppo come dicevo prima ci sono agenti, sia esterni che interni a noi che cercano di appropriarsi del nostro tempo, ad esempio io sul forum la sera sono poco presente perchè mi sembra giusto , ma lo trovo anche piacevole ,dedicarmi a mia figlia, allo stesso tempo la sera non accetto intromissioni lavorativi, se non in casi eccezionali , o previa organizzazione della cosa, ovviamente sempre se non è presente la reperibilità.

Scrivo un ultimo commento perchè a quanto pare chi non ha figli non ha diritto di dire la sua,e il fatto di essere stato un figlio e aver visto il modo di vigilare dei propri genitori confrontato con quello di altri non conta nulla.
Credo che un concetto abbastanza sconosciuto a molti sia quello di dare ai bambini la precedenza sul resto.
Io conosco un padre che ha due figli,non molto piccoli ma nemmeno indipendenti ancora.
Lavora durante la settimana e quando non lavora coltiva diversi interessi,alcuni particolarmente lodevoli perchè legati alla cultura,altri più ludici tipo la partita di calcetto 3 volte a settimana.
Conduce quindi un'esistenza piuttosto frenetica e lamenta spesso la mancanza di tempo,io non mi sono mai permesso di criticarlo ma se fossi al posto dei suoi parenti credo che non sarei contento del fatto che dovendo scegliere cosa tagliare abbia deciso di sacrificare il tempo da passare con la famiglia per preservare quello dedicato agli interessi.
Ha una concezione moderna dell'essere uomo che non si riassume solo nell'ambito lavorativo e familiare,e allo stesso tempo una concezione molto arcaica dell'essere padre che si riassume nell'andare a lavorare e ogni tanto dare qualche sculacciata ai pargoli.
I figli sono abituati a essere messi in secondo piano dal padre e sono molto più legati alla madre,che lavora e provvede a tutte le incombenze che comporta essere una mamma sacrificando ogni altra forma di svago per mancanza di tempo.
Non mi sono mai sognato di andare a dirgli che non condivido il suo modo di concepire le priorità,ma se dovesse capitare un'emergenza e la sua famiglia non potesse contare su di lui non penso che riuscirei a dirgli che non deve avere rimorsi.
Perchè un conto è esserci e fare il possibile,e se poi capita una disgrazia amen non potevi fare di più,ben altro conto è essere assenti e tirarsi addosso da soli il macigno rappresentato dal rimorso di non aver fatto o non aver previsto qualcosa che si poteva evitare.
 
Scrivo un ultimo commento perchè a quanto pare chi non ha figli non ha diritto di dire la sua,e il fatto di essere stato un figlio e aver visto il modo di vigilare dei propri genitori confrontato con quello di altri non conta nulla.
Credo che un concetto abbastanza sconosciuto a molti sia quello di dare ai bambini la precedenza sul resto.
Io conosco un padre che ha due figli,non molto piccoli ma nemmeno indipendenti ancora.
Lavora durante la settimana e quando non lavora coltiva diversi interessi,alcuni particolarmente lodevoli perchè legati alla cultura,altri più ludici tipo la partita di calcetto 3 volte a settimana.
Conduce quindi un'esistenza piuttosto frenetica e lamenta spesso la mancanza di tempo,io non mi sono mai permesso di criticarlo ma se fossi al posto dei suoi parenti credo che non sarei contento del fatto che dovendo scegliere cosa tagliare abbia deciso di sacrificare il tempo da passare con la famiglia per preservare quello dedicato agli interessi.
Ha una concezione moderna dell'essere uomo che non si riassume solo nell'ambito lavorativo e familiare,e allo stesso tempo una concezione molto arcaica dell'essere padre che si riassume nell'andare a lavorare e ogni tanto dare qualche sculacciata ai pargoli.
I figli sono abituati a essere messi in secondo piano dal padre e sono molto più legati alla madre,che lavora e provvede a tutte le incombenze che comporta essere una mamma sacrificando ogni altra forma di svago per mancanza di tempo.
Non mi sono mai sognato di andare a dirgli che non condivido il suo modo di concepire le priorità,ma se dovesse capitare un'emergenza e la sua famiglia non potesse contare su di lui non penso che riuscirei a dirgli che non deve avere rimorsi.
Perchè un conto è esserci e fare il possibile,e se poi capita una disgrazia amen non potevi fare di più,ben altro conto è essere assenti e tirarsi addosso da soli il macigno rappresentato dal rimorso di non aver fatto o non aver previsto qualcosa che si poteva evitare.

Ma tu stai confondendo le cose: non è una persona che dedica poco tempo ai figli/famiglia per dedicarsi ad altri interessi avrà più possibilità di dimenticarsi il figlio in auto, anzi magari potrebbe pure essere il contrario.
Sono due cose completamente diverse, per quanto ne sappiamo la madre a cui è successa questa cosa era il genitore più apprensivo, amorevole e che dedicava le maggiori cure possibili ai bimbi.
Il fatto è che se ti si resetta il cervello di punto in bianco succede punto e basta. Il cervello è una macchina magnifica in grado di fare cose in automatico senza accorgersene, quante volte hai fatto un tragitto magari lavoro casa e quando arrivi se ci ripensi non ti viene in mente di aver passato una rotonda, se quel dato semaforo fosse verde o rosso... eppure l'hai fatto ma non significa che se una macchina ti fosse spuntata all'improvviso non avresti frenato perchè eri distratto o pensavi ad altro, o se fosse scattato il rosso non ti saresti fermato.
Certi automatismi sono come dice la parola stessa fatti senza pensarci....
 
"Io sono sempre stato convinto che avere dei figli sia la responsabilità più grande che una persona possa assumersi"

Si l'ho fatta proprio facile.
Secondo me la fanno più facile quelle persone che pensano di poter tenere d'occhio i figli mentre si dedicano a mille altre cose.
Mentre i genitori migliori sono proprio quelli consapevoli di quanto sia difficile il loro compito che ce la mettono tutta per non sbagliare.
Comunque io non ho figli quindi non posso sapere nulla di come si fa il genitore,mentre chi ha figli lo sa molto meglio di me.
Eppure di bambini trascurati o maltrattati ce ne sono parecchi quindi secondo me diventare genitori non rende automaticamente degli esperti,e non avere figli non significa per forza non sapere di cosa si parla.
 
Scrivo un ultimo commento perchè a quanto pare chi non ha figli non ha diritto di dire la sua,e il fatto di essere stato un figlio e aver visto il modo di vigilare dei propri genitori confrontato con quello di altri non conta nulla.

ma no figurati, tutti hanno diritto ad esprimere la propria opinione e anzi, secondo me, chi non ha figli può vedere la cosa da un ottica differente che non necessariamente porta a conclusioni sbagliate.
Io poi sono dell'idea che chi ha figli non è detto che poi abbia voglia di accudirli, nelle aziende in cui ho lavorato ne ho incontrati di papa e di mamme che per me,faticando meno in ufficio che a casa con i figli ,si inventavano le peggiori scuse per restare al lavoro.
 
"Sono due cose completamente diverse, per quanto ne sappiamo la madre a cui è successa questa cosa era il genitore più apprensivo, amorevole e che dedicava le maggiori cure possibili ai bimbi."

Non lo sappiamo,voi date per scontato che sia stato un evento accidentale e imponderabile,io invece penso che quando avviene una cosa del genere probabilmente c'è qualcosa che non va e rende i genitori poco lucidi,e potrebbe essere qualcosa di serio come una difficile situazione familiare o economica,oppure qualcosa di molto meno serio.

Non confondo le cose il commento che hai citato era in risposta ad Algepa che ha descritto il modo in cui si comporta da genitore,io ho riportato un esempio di una padre che si comporta diversamente e che secondo me ha maggiori probabilità che le sue mancanze causino ai figli dei problemi.
Per te non è così ma io ribadisco il mio punto di vista secondo il quale potrà anche capitare a chiunque ma a seconda che si parli di un genitore che svolge il suo compito come dovrebbe,o di un genitore che trascura alcuni suoi doveri,la probabilità cambia molto.

Infine vorrei aggiungere che anche se non ho figli non sono esattamente un ragazzino che vive nella bambagia,anzi a causa di vicissitudini economiche e gravi problemi di salute di alcuni membri della mia famiglia da adolescente sono stato costretto a svegliarmi piuttosto bruscamente,e da quando avevo vent'anni so cosa significa prendersi cura giorno e notte di una persona non autosufficiente,anche se adulta.
Il che comprende somministrare farmaci,curare l'alimentazione,provvedere all'igiene della persona e tanti altri compiti che svolgono anche i genitori.
Ho visto altre persone al mio posto somministrare farmaci sbagliati o trascurare le persone che dovevano assistere sia dal punto di vista medico che alimentare,quindi mi permetto di dire che so cosa significa prendersi cura in ogni momento di qualcuno che è a rischio e non è in grado,ne fisicamente ne mentalmente,di badare a se stesso.
 
@rickyjungle
Hai detto tutto. Mi ritrovo al 100% con quello che hai scritto.

Io ho due figli di 6 e 9 anni, piuttosto monelli, e una vita abbastanza complicata. Lavoriamo in due e una nonna non può essere molto presente e l'altra è lontana. Ogni giorno si trova il modo per "gestire" i figli ed è un caos: tra vai tu a portare il piccolo, l'altro il grande, la baby sitter a riprendere il piccolo e la nonna il grande, quando torna la mamma porta il grande da una parte ed il piccolo dall'altra parte e quando torno io vai a riprendere uno mentre all'altro ci pensa la mamma che nel frattempo è andata a fare la spesa mentre io avvio la cucina e nel frattempo faccio fare la doccia a...quale bimbo ho in casa? Già non lo ricordo!
Ecco il giorno dopo stessi casini ma con combinazioni diverse e il giorno dopo ancora, nuova girandola si situazioni. Il tutto con il lavoro da seguire, cento telefonate e problemi da risolvere.
Non ci siamo mai dimenticati nessuno, mai hanno corso pericoli per nostre dimenticanze ecc. ecc. eppure ci sentiamo molto vulnerabili nonostante facciamo parte di quelli che sono attenti, anche troppo.

Quando sentiamo notizie del genere ci si stringe il cuore e qualche lacrima scende a ricordarci in che mondo frenetico viviamo e quanto siamo in balia della corrente.

Ciao.

Infatti, il discorso mio familiare è più o meno come il tuo.
Ma se uno non ha figli, questi "casini" non li ha e soprattutto non li può capire.

E' riduttivo, lo so, ma credo sia così.

Da figlio non avevo sicuramente i pensieri che ho oggi da padre, casa, lavoro, bollette, commissioni, questioni, problemi tuoi e di qualcun'altro, non erano "affar" mio.

Oggi lo sono, con in più la responsabilità di due nani che crescono e devono crescere.

Poi ripeto, la madre e il padre si porteranno tutta la vita il peso di quello che è successo, ma la causa va ricercata nella mente della mamma, bisogna capire cosa le è successo.
 
"Sono due cose completamente diverse, per quanto ne sappiamo la madre a cui è successa questa cosa era il genitore più apprensivo, amorevole e che dedicava le maggiori cure possibili ai bimbi."

Non lo sappiamo,voi date per scontato che sia stato un evento accidentale e imponderabile,io invece penso che quando avviene una cosa del genere probabilmente c'è qualcosa che non va e rende i genitori poco lucidi,e potrebbe essere qualcosa di serio come una difficile situazione familiare o economica,oppure qualcosa di molto meno serio.

Non confondo le cose il commento che hai citato era in risposta ad Algepa che ha descritto il modo in cui si comporta da genitore,io ho riportato un esempio di una padre che si comporta diversamente e che secondo me ha maggiori probabilità che le sue mancanze causino ai figli dei problemi.
Per te non è così ma io ribadisco il mio punto di vista secondo il quale potrà anche capitare a chiunque ma a seconda che si parli di un genitore che svolge il suo compito come dovrebbe,o di un genitore che trascura alcuni suoi doveri,la probabilità cambia molto.

Infine vorrei aggiungere che anche se non ho figli non sono esattamente un ragazzino che vive nella bambagia,anzi a causa di vicissitudini economiche e gravi problemi di salute di alcuni membri della mia famiglia da adolescente sono stato costretto a svegliarmi piuttosto bruscamente,e da quando avevo vent'anni so cosa significa prendersi cura giorno e notte di una persona non autosufficiente,anche se adulta.
Il che comprende somministrare farmaci,curare l'alimentazione,provvedere all'igiene della persona e tanti altri compiti che svolgono anche i genitori.
Ho visto altre persone al mio posto somministrare farmaci sbagliati o trascurare le persone che dovevano assistere sia dal punto di vista medico che alimentare,quindi mi permetto di dire che so cosa significa prendersi cura in ogni momento di qualcuno che è a rischio e non è in grado,ne fisicamente ne mentalmente,di badare a se stesso.

Ok, abbiamo capito, sei la perfezione.
Rimane il fatto che quelli di cui ti sei preso cura NON SONO FIGLI TUOI, non hai quella cosa-che-non-so-come-chiamare, per il quale guardi la creatura e pensi: "l'ho fatto io, è un mini me, se gli capita qualcosa di brutto muoio, se deve capitargli qualcosa preferisco capiti a me, se devo scegliere do via un braccio piuttosto che vederlo soffrire".

Poi chiudo che sto diventando ripetitivo
 
ma no figurati, tutti hanno diritto ad esprimere la propria opinione e anzi, secondo me, chi non ha figli può vedere la cosa da un ottica differente che non necessariamente porta a conclusioni sbagliate.
Io poi sono dell'idea che chi ha figli non è detto che poi abbia voglia di accudirli, nelle aziende in cui ho lavorato ne ho incontrati di papa e di mamme che per me,faticando meno in ufficio che a casa con i figli ,si inventavano le peggiori scuse per restare al lavoro.

Sicuramente è così per il forum,di solito parliamo di auto ma non è richiesto avere la patente per commentare.
Ma a quanto pare su questo argomento ci sono degli utenti che ritengono che solo chi ha un'esperienza diretta possa parlare.
Personalmente frasi tipo : non ti conviene,non sai di cosa parli,non puoi capire etc...mi sembrano assolutamente fuori luogo,anche perchè nessuno di noi conosce il bagaglio di esperienza degli altri,io ho scritto di non avere figli e altri hanno scritto di averne,e ognuno prende per buone queste poche informazioni.
Ma da questo dedurre se una persona ha titolo o meno per dire la propria mi sembra che significhi prendersi una libertà eccessiva.
 
"Sono due cose completamente diverse, per quanto ne sappiamo la madre a cui è successa questa cosa era il genitore più apprensivo, amorevole e che dedicava le maggiori cure possibili ai bimbi."

Non lo sappiamo,voi date per scontato che sia stato un evento accidentale e imponderabile,io invece penso che quando avviene una cosa del genere probabilmente c'è qualcosa che non va e rende i genitori poco lucidi,e potrebbe essere qualcosa di serio come una difficile situazione familiare o economica,oppure qualcosa di molto meno serio.

Non confondo le cose il commento che hai citato era in risposta ad Algepa che ha descritto il modo in cui si comporta da genitore,io ho riportato un esempio di una padre che si comporta diversamente e che secondo me ha maggiori probabilità che le sue mancanze causino ai figli dei problemi.
Per te non è così ma io ribadisco il mio punto di vista secondo il quale potrà anche capitare a chiunque ma a seconda che si parli di un genitore che svolge il suo compito come dovrebbe,o di un genitore che trascura alcuni suoi doveri,la probabilità cambia molto.

Infine vorrei aggiungere che anche se non ho figli non sono esattamente un ragazzino che vive nella bambagia,anzi a causa di vicissitudini economiche e gravi problemi di salute di alcuni membri della mia famiglia da adolescente sono stato costretto a svegliarmi piuttosto bruscamente,e da quando avevo vent'anni so cosa significa prendersi cura giorno e notte di una persona non autosufficiente,anche se adulta.
Il che comprende somministrare farmaci,curare l'alimentazione,provvedere all'igiene della persona e tanti altri compiti che svolgono anche i genitori.
Ho visto altre persone al mio posto somministrare farmaci sbagliati o trascurare le persone che dovevano assistere sia dal punto di vista medico che alimentare,quindi mi permetto di dire che so cosa significa prendersi cura in ogni momento di qualcuno che è a rischio e non è in grado,ne fisicamente ne mentalmente,di badare a se stesso.
Scusa ma ieri scrivevi così "Io agli stress e ai parenti malati credo poco,parlo per quello che vedo cioè tanti genitori che svolgono il proprio compito di amorevoli guardiani molto superficialmente" e adesso mi dici che credi in una situazione difficile? Non era quello che scrivevo io ieri e cioè che non sapendo cosa passasse nella testa della donna è meglio astenersi da giudizi e concentrarsi su cosa fare per evitare che risucceda?
 
Ultima modifica:
Ok, abbiamo capito, sei la perfezione.
Rimane il fatto che quelli di cui ti sei preso cura NON SONO FIGLI TUOI, non hai quella cosa-che-non-so-come-chiamare, per il quale guardi la creatura e pensi: "l'ho fatto io, è un mini me, se gli capita qualcosa di brutto muoio, se deve capitargli qualcosa preferisco capiti a me, se devo scegliere do via un braccio piuttosto che vederlo soffrire".

Poi chiudo che sto diventando ripetitivo

Ripetitivo no,offensivo si.
Gradirei che la smettessi,mi state dando del presuntuoso che si crede perfetto ma secondo me non avete afferrato molto di quanto ho scritto,una persona che si crede perfetta non invoca prudenza.
Non saranno stati figli miei ma erano mia madre e mio padre,scusa se secondo te non è la stessa cosa accudire una persona e temere che possa morire se non si tratta di un figlio ma è "solo" di un padre,una madre o un fratello.
 
Scusa ma ieri scrivevi così "Io agli stress e ai parenti malati credo poco,parlo per quello che vedo cioè tanti genitori che svolgono il proprio compito di amorevoli guardiani molto superficialmente" e adesso mi dici che credi in una situazione difficile? Non era quello che scrivevo io ieri e cioè che non sapendo cosa passasse nella testa della donna è meglio astenersi da giudizi e concentrarsi su cosa fare per evitare che risucceda?

Ho scritto potrebbe,significa che non escludo che all'origine di quella dimenticanza possa esserci una situazione grave,ma allo stesso tempo sono consapevole perchè l'ho visto coi miei occhi che simili dimenticanze possono capitare anche quando a occupare i pensieri di una persona ci sono cose molto meno serie quindi non do per scontato che si sia trattato di una fatalità.
Ripeto voi date per scontato che ci sia un buon motivo,nel dubbio preferite essere indulgenti,io nel dubbio preferisco rimanere scettico perchè non sempre ci sono delle giustificazioni valide e mi sembra che a cercarne ci pensino molto bene gli altri quindi lascio a loro questo compito.
Ricordiamoci che si tratta comunque di un fatto gravissimo che anche in presenza di circostanze attenuanti rimane una tragedia che si poteva evitare.
E poi continuate a dire a me che non ho titolo per giudicare ma voi state facendo lo stesso,con indulgenza nei confronti della madre in questione,con molta supponenza invece nei miei confronti.
Io sono fatto così,se capita qualcosa la prima cosa a cui penso è "chi avrebbe potuto prevenirla e non lo ha fatto?" Me compreso.
Altri pensano "Come sarà potuto succedere?" oppure "chi se lo poteva immaginare" e automaticamente assolvono se stessi e gli altri.
Possiamo andare avanti all'infinito ma penso che nessuno di noi la vedrà diversamente alla fine.
 
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