Premetto che forse la mia opinione è viziata dal fatto di essere un cultore dell'auto italiana (sono anche socio del Registro Fiat Italiano).
Comunque l'era Marchionne presenta più ombre che luci. Certo, quando è arrivato la Fiat era sull'orlo del fallimento, ma oggi, nel 2017, FCA è fondamentalmente, un gruppo americano con una filiale europea: cosa ottima probabilmente per gli eredi Agnelli, che rusciranno così a fare la bella vita, molto meno per il paese Italia, che non ha più un player globale nel settorte auto, e neppure è riuscita, come invece il Regno Unito, a ricreare un'industria.automobilistica locale. Marchionne si porta il peccato originale di non essere un uomo di prodotto ma bensì di finanza, quindi bilanci a posto (per ora) ma grosse lacune nel prodotto per un player che vuole essere globale: in Europa è assente nel segmento B (dove sono presenti diverse tra le top ten: Polo, Clio, Fiesta, Corsa) mentra la riconquista di un ruolo nel settore premium è ancora i salita. Non basta avere un ottimo prodotto, per ritagliarsi un posto dove ormai si sono installate MB, Audi, BMW e Volvo con un lavoro che ha richiesto decenni. Forse ha scelto di uscire di scena nel 2018 perchè in quel'anno i nodi verranno al pettine: temo che gli investimenti per Giulia e Stelvio non verranno ripagati ed allora i bilanci ricominceranno a piangere. Ma intanto Marchionne potrà godersi, magari in qualche paradiso fiscale, la sontuosa liquidazione