Se ne lamentava gia' Don Luigi Sturzo (fondatore del Partito Popolare Italiano) pensate un po' nel 1955, che affermava:Sono decenni che lo stato "mantiene fiat" che come ringraziamento se ne andata all'estero.
Vedi bomber, io vedo le cose con gli occhi tedeschi e da operaio universale.la "cassa" viene erogata dall'Inps ma ovviamente anche il lavoratore ha delle trattenute in busta paga. Il problema é che questo sistema andava bene finché le crisi erano passeggere...ora che la crisi non accenna a diminuire le ora di cassa sono aumentate a dismisura ( cassa normale, cassa straordinaria, cassa in deroga, mobilitá) é a carico della fiscalitá generale.
O pensi che un lavoratore che sta in cassa per 5 anni ( Pomigliano) versi cosí tanto da prendere lo stipendio ( 80%) un periodo cosí lungo.
Va da sé che dire che fiat non ha chiesto soldi allo stato é un errore.
Sono decenni che lo stato "mantiene fiat" che come ringraziamento se ne andata all'estero.
Questo come sempre é un modo di pensare all italiana,di cio che non é tuo e con ció che non é tuo vuoi fare regali credendo davvero di fare bene a tanti altri .Tutto cambia nello stesso momento che, cio che prima era degli altri e volevi regalre se questo divenda tuo e ti dicono di regalare.....Se ne lamentava gia' Don Luigi Sturzo (fondatore del Partito Popolare Italiano) pensate un po' nel 1955, che affermava:
".... domanda a bruciapelo se sia possibile il fallimento della Fiat. Io escludo l'ipotesi, non perché la Fiat non sia come tutte le cose umane, che possono andare bene o male, ma (a parte la solidità di quella impresa, che vorrei più contenuta e senza tante filiazioni), perché escludo che si debba a priori ipotizzare il caso di un salvataggio statale di un'impresa in fallimento. Fatta la ipotesi, viene creata di botto la psicologia del pubblico che lo Stato è obbligato a garantire tutte le imprese industriali che andranno male. Non ne resterà una in piedi. Se la Fiat, nonostante tutti gli aiuti e le protezioni avute, come ogni altra impresa industriale, andasse male, e io fossi qualcosa nel governo italiano (supposizione ieri irrealizzata e oggi irrealizzabile), sequestrerei tutti i beni degli azionisti della Fiat e di tutte le società alle quali partecipa la Fiat per fare fronte al disastro, manderei in galera tutti i responsabili del fallimento e metterei l'impresa in mano ad abili liquidatori. La nuova Fiat verrebbe su sana e valida, senza debiti e senza creditori. Quegli operai licenziati dovrebbero essere messi alla pari dei disoccupati, per i quali lo Stato provvede nei limiti delle sue possibilità, curando che nessuno muoia di fame, ma chiarendo che nessuno possa avanzare diritti contro lo Stato".
L' anedottica racconta del motto dell' avv.:
" Quel che e' bene per la FIAT e' bene per l' Italia...."
Se non abbiamo ferrovie....
tanto per dirne una, l' origine e' quella
Che vuoi farci ,abbiamo molto mare nei laterali facile da attreversare mentre al centro ci sono molte montagne e valcarli , molto difficile.
Pero' stranamente le autostrade su cui per puro caso potevano circolare vetture e camion fiat, quelle si' non hanno conosciuto ostacoli naturali.Che vuoi farci ,abbiamo molto mare nei laterali facile da attreversare mentre al centro ci sono molte montagne e valcarli , molto difficile.
Dai Ari per cortesia, non siamo al bar di Giacomo, cio che dici tu succede in tutto il mondo non é un problema italiano soltanto.Hai voglia se, anni e anni di Cassa, nelle sue varie forme,
siano coperti dai versamenti del dipendente.
Paghiamo tutti, pure io ( coi vari mega balzelli bancari ), gia' licenziato di mio
Mi sa che stiamo un po stravasando.La storia dice che le autostrade italiane sono nate da pochi soldi statali e soldi privati, non per niente credo ancora oggi da Napoli in giu il tragitto non si paga e questo la dice lunga.Non vedo il collegamento Fiat.....Pero' stranamente le autostrade su cui per puro caso potevano circolare vetture e camion fiat, quelle si' non hanno conosciuto ostacoli naturali.
In ogni caso la rete ferroviaria per un trasporto a velocita' normale di merci c'e' ma non si e' mai voluto affrontarlo seriamente e soprattutto in modo concorrenziale al trasporto su gomma.
Vero anche che l'estrema diffusione territoriale del sistema produttivo italiano basato su l'artigianato e la piccola-media industria per sua natura e' difficile da collegare e servire capillarmente con la ferrovia, al contrario della grossa industria che puo' permettersi questi collegamenti.
GuidoP - 32 minuti fa
freddy85 - 12 ore fa
quicktake - 2 anni fa
Suby01 - 9 mesi fa