<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Charlie Hebdo, ci mancava | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Charlie Hebdo, ci mancava

1. Non vedo santi, a parte il sottoscritto (solo di nome, però...)
2. Anche se ve ne fossero, proibire "tout court" di scherzarci sopra è già quello uno scherzo. Di pessimo gusto.


Non è questione di antichità, ma di apertura mentale. Grazie a Dio però non è obbligatorio né scherzarci né sorbirsi lo scherzo.





Nella satira la volgarità non è lo scopo, il fine, ma uno dei vettori usati per raggiungerlo. Lo scopo vero non è nemmeno la risata, ma la reazione emotiva, e la riflessione da essa provocata.
La bravura dell'artista sta nel dosare bene, come un cuoco, gli ingredienti per far risultare il piatto apprezzabile ai più, facendo passare alla fine il messaggio che si era prefisso.
Al momento, ribadisco, personalmente non sono in grado di dire se sono loro a cucinare male o sono io a non avere un palato abbastanza raffinato. Al massimo posso parlare delle stoviglie o delle posate, e mi sembra un pò troppo poco...

L' apertura mentale non significa giustificare tutto
Detto questo....
Non puoi nemmeno immaginare l' apetura mentale che ho io.
Ma sentire che a noi ( incomprendenti )
manca il respiro intrernazionale
un pizzico di umilta'
la curiosita'....mah
 
Ultima modifica:
L' apertura mentale non significa giustificare tutto....
Ripeto: per giustificare, e quindi per giudicare, bisogna prima capire, ed essere ragionevolmente sicuri di aver capito bene. Tu lo sei?

Se sì, vorresti per favore spiegarla anche a me, che invece non la riesco a capire? Vorresti gentilmente dirmi cosa intendeva realmente dire l'artista, a chi si rivolge, qual'è il bersaglio della frecciata?

Se no, invece, mi spieghi cos'è che dovremmo giustificare? La pessima qualità del disegno, la rivista in sé o che altro? Magari la scelta editoriale di fare una battuta sull'Italia? Perché non ricordo simili inarcamenti sopraccigliari quando le vignette dello stesso giornale riguardavano altri popoli e altre disgrazie...
 
Non ho assolutamnte detto questo
Rileggimi al primo post:
" dov'e' la satira ?"
Io non la vedo,
( e sono
umile,
curioso
e anche a respiro, magari solo nazionale, non vado male )
diversamente da quelle su Maometto, che capisco anche se....Tutto qua.
E Tu?

Con questo chiudo:
gia' ci facemmo 3 pagine in una precedente occasione....
 
Non ho assolutamnte detto questo
Lo hai detto eccome:
"quella loro, celebre su Maometto era di pessimo gusto in tutti sensi...."
"Questa mi sembra una barzelletta che non fa ridere. Il peggio dell' insulsaggine insomma."
"Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi"
"Con le volgarita', ( all' inizio ) fan ridere tutti...."
"L' apertura mentale non significa giustificare tutto"


e da qui sembra che tu stia dando un giudizio abbastanza netto.

Rileggimi al primo post:
" dov'e' la satira ?"
Io non la vedo
( ... )
E Tu?
Io nemmeno. Ma non ne do la colpa a loro come fai tu (e molti altri).
 
Un sacco di gente non capisce lo humor inglese, altri mal digeriscono gli "stand-up comedians" americani, altri ancora restano indifferenti di fronte alle battute di certi artisti francesi, spagnoli, est-europei. Tutti stupidi gli spettatori? Tutti idioti gli artisti? Non credo. Credo invece che nella maggior parte dei casi manchino semplicemente i mezzi: la necessaria apertura mentale, l'indispensabile respiro internazionale, un pizzico di umiltà e una buona dose di curiosità, tanto per dire i primi che mi vengono in mente.

Però, vedi.... tu puoi anche raccontarmi una barzelletta che farebbe capottare sotto il tavolo dalle risate uno studioso di letteratura sanscrita, ma a me, che sono un agronomo, non farebbe nè caldo nè freddo. Però se non la capisco, al massimo alzo le spalle e finisce lì, mentre, indipendentemente dalla cultura, capisco benissimo se la storiella fa dell'ironia su un disastro in cui sono morti dei miei familiari. E allora non rido, ma mi incazzo come un serpente con un ascesso sotto un canino. Oppure, per tornare alla metafora culinaria, se sei un bravo cuoco, non conoscendo i miei gusti e la mia cultura gastronomica, devi sapermi preparare un piatto che, anche se non mi piace, io possa finire il piatto senza vomitare. Se però mi fai una carbonara con le uova marce o le tartine con le pètole di capra al posto del caviale, allora non è questione di cultura gastronomica, ma di avere stomaco. Questi fanno parte della seconda specie, IMHO.
 
indipendentemente dalla cultura, capisco benissimo se la storiella fa dell'ironia su un disastro in cui sono morti dei miei familiari. E allora non rido, ma mi incazzo come un serpente con un ascesso sotto un canino.
Il fatto è che non è ironia, ma satira, non è sui tuoi o miei familiari/connazionali, ma tramite loro, e non vuole fare ridere, ma colpire, schiaffeggiare, shockare.
E non dimentichiamoci che c'è lo humor, poi lo humor nero, poi ci sono loro. Che sono pure francesi. E si rivolgono principalmente a una certa parte dell'"intellighenzia" loro affine per cultura, storia, geografia, politica, non a tutti i francesi. Men che meno a tutto il mondo.
E che se l'ISIS non ce li avesse sbattuti in prima pagina, continueremmo bellamente a ignorarne perfino l'esistenza, come abbiamo fatto TUTTI fino alla mattina del 7 gennaio 2015, invece di stare qui a discuterne e a dargli un'importanza e un peso che secondo me neanche meritano...
 
La satira secondo noi:
"È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene."
Niente popodimendo che sentenza n. 9246/2006 prima sezione penale della Corte di Cassazione.
Forse quei satiri "francesi" farebbero bene a studiarsela.
Altroche' noi qui a sminuirci intellettualmente perche' non cogliamo il messaggio di quella vignetta. Non esiste.
Sulle disgrazie non c'e' proprio niente da ridere, solo eventualmente da pensare come evitarle.
 
Altroche' noi qui a sminuirci intellettualmente perche' non cogliamo il messaggio di quella vignetta. Non esiste.
Mi rifiuto di crederlo.

Mi rifiuto di credere che l'altra mattina quei disegnatori si siano messi al lavoro con l'unico scopo di prendere per il culo delle persone morte sotto una slavina.

Mi rifiuto di credere che l'unico sentimento che li ha animati sia stato una specie di "tifo" nazionalistico come se si stesse parlando di calcio, o di vino.

Mi rifiuto di credere che ogni mattina quella gente si rechi al proprio tavolo, consapevole di rischiare la pelle, per un mero gusto di dileggio del prossimo.

Mi rifiuto di immaginarli sghignazzanti a scegliere il miglior soggetto, la battuta più salace, per colpire più a fondo i sentimenti di chi ha perso tanto, o tanti, in un disastro naturale, e sta ancora col fiato sospeso in attesa di notizie.

Non è logico. Non è nemmeno ragionevole.

Preferisco concludere che sono io a non capire il senso, a non vedere il messaggio. Proprio per non sminuirmi intellettualmente, come farei invece adagiandomi sulla soluzione più "comoda".
 
Non è logico. Non è nemmeno ragionevole.

Preferisco concludere che sono io a non capire il senso, a non vedere il messaggio. Proprio per non sminuirmi intellettualmente, come farei invece adagiandomi sulla soluzione più "comoda".
Beato te che cerchi ancora la logica o la ragionevolezza (soprattutto quella) nei comportamenti umani.
Dimmi poi che senso ha "codificare" un messaggio in una vignetta, e poi trasmetterlo: o ci si preoccupa che chi lo riceve possa "decodificarlo" altrimenti che senso ha?
Saro' presuntuoso ma tutte le volte che non ho capito qualcosa era perche' era malposta.
E' spesso risulta piu' "comodo" il non farsi capire proprio per chi alla fine non ha niente da dire.
E' un classico metodo, sai quanti lo praticano in tutti i settori e a tutti i livelli.
 
Beato te che cerchi ancora la logica o la ragionevolezza (soprattutto quella) nei comportamenti umani.
Alla faccia del pessimismo cosmico... Quindi siamo solo un branco di pazzi erratici? Essù...

Dimmi poi che senso ha "codificare" un messaggio in una vignetta, e poi trasmetterlo: o ci si preoccupa che chi lo riceve possa "decodificarlo" altrimenti che senso ha?
Tu compri/segui regolarmente le loro pubblicazioni? Sei francese? Hai comunque un background culturale che ti renda affine agli autori di quel giornale e/o alla satira francese in generale? Io non credo, e per questo ti manca il "decodificatore". Mentre invece credo che i 140.000 lettori medi settimanali che comprano la rivista non ne abbiano alcun bisogno. Ora si tratta solo di accettare il fatto che il giornale è a loro che sta inviando il messaggio, non a te o a me.

Saro' presuntuoso ma tutte le volte che non ho capito qualcosa era perche' era malposta.
Nulla vieta che lo sia anche stavolta, per carità: nessuno sta affermando che i Charlies siano infallibili e perfetti. Anzi. Ma ciò non toglie che né io né tu siamo le persone più adatte a giudicare un lavoro molto probabilmente non diretto a noi.

E' spesso risulta piu' "comodo" il non farsi capire proprio per chi alla fine non ha niente da dire.
E' un classico metodo, sai quanti lo praticano in tutti i settori e a tutti i livelli.
Non mi pare questo il caso. Un giornale vive di comunicazione: se non ha nulla da dire, chiude, non viene assaltato in armi per ridurlo al silenzio.


Questo è ciò che dicono di loro, sulla home page del loro sito (attualmente irraggiungibile, ho preso i contenuti dalla copia cache di Google):

Who is charlie Hebdo?

Charlie Hebdo is a punch in the face....

Against those who try to stop us thinking.
Against those who fear imagination.
Against those who don’t like us to laugh.

Charlie Hebdo is an angry magazine, a paper that takes the piss.
It’s a weekly with a wallop, a digest with a dream.
It’s a periodical that argues and a journal that thinks.
It’s a gazette of the grotesque – because that’s what so much of life and politics is.
It’s a rag that has nothing to lose in the afterlife for the laudably simple reason that there is no afterlife.

Charlie Hebdo has no need of God, nor any need of Wall Street. Charlie doesn’t need two cars and three cellphones to be happy.

To be happy, Charlie Hebdo draws, writes, interviews, ponders and laughs at everything on this earth which is ridiculous, giggles at all that is absurd or preposterous in life. Which is to say - very nearly everything.

Because life is so awfully short that it would be a pity to spend it whining in dismay instead of laughing it up a storm.


(per i non anglofoni:
Chi è Charlie Hebdo?

Charlie Hebdo è un pugno in faccia ....

Contro coloro che cercano di impedirci di pensare.
Contro coloro che temono l'immaginazione.
Contro coloro cui non piace che noi ridiamo.

Charlie Hebdo è una rivista arrabbiata, un documento che prende per il culo.
Si tratta di un settimanale con un pugno, un tascabile con un sogno.
Si tratta di un periodico che sostiene e un diario che pensa.
Si tratta di una gazzetta del grottesco - perché questo è quello che sono gran parte della vita e della politica.
E' un giornalaccio che non ha niente da perdere nella vita ultraterrena per la lodevolmente semplice ragione che non c'è vita dopo la morte.

Charlie Hebdo non ha bisogno di Dio, né alcun bisogno di Wall Street. Charlie non ha bisogno di due auto e tre cellulari per essere felice.

Per essere felice, Charlie Hebdo disegna, scrive, intervista, medita e ride di tutto ciò che su questa terra è ridicolo, sghignazza su tutto ciò che è assurdo o stupido nella vita. Il che vale a dire - quasi tutto.

Perché la vita è così terribilmente breve che sarebbe un peccato trascorrerla a piagnucolare sgomenti invece di ridere come pazzi.
)

e questa è la vignetta subito sotto, con lo spiegone della loro idea di satira a fumetti.

Luz-Version-Finale-2.png


ora, si può essere d'accordo oppure no, apprezzare oppure no, comprendere oppure no, ma di certo non si può dire che questi non abbiano nulla da dire e facciano solo ammuina per pagarsi vitto e alloggio alle spalle del prossimo...
 
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