http://www.adnkronos.com/fatti/cron...ano-neve-arrivata_ogCQ6JNw8zjFcyx13VDSzJ.html
Ma....Dov'e' la satira?
Ma....Dov'e' la satira?
Pienamente d'accordo.Credo che la cosa migliore che si possa fare con questi pseudo-qualsiasi-cosa-siano , sia ignorarli.... Punto
Magari c'è e siamo noi a non capirla (come potrebbe succedere a un francese che si trovasse a sfogliare il Vernacoliere).
La chiave è tutta qui: la satira che non si capisce non è satira, così come le barzellette che bisogna spiegare non fanno ridere. E se non la capisci tu, che sei una persona intelligente, a maggior ragione non è satira, bensì idiozia.non li capisco,
Magari c'è e siamo noi a non capirla (come potrebbe succedere a un francese che si trovasse a sfogliare il Vernacoliere).
Però, a naso, come per l'altra volta dubito che il bersaglio dei loro strali siano le vittime direttamente coinvolte nella sciagura.
Nel dubbio, faccio quello che facevo prima che li attaccasse l'ISIS portandoli in cima alla ribalta mondiale: li ignoro. E non per ripicca o vendetta, ma semplicemente perché non li capisco, ed è inutile discutere di qualcosa che non si capisce...
Non sono d'accordo.La chiave è tutta qui: la satira che non si capisce non è satira, così come le barzellette che bisogna spiegare non fanno ridere. E se non la capisci tu, che sei una persona intelligente, a maggior ragione non è satira, bensì idiozia.
Il gusto (ottimo, buono, cattivo o pessimo) è un altro capitolo a parte. Ulteriore rispetto alla comprensione. E parlando di satira bisogna sempre ricordare che va misurato col SUO (della satira) metro, non con quello che adoperiamo tutti i giorni. La satira vuol far ridere, certo, ma le risate devono essere amare, scatenare una riflessione, una reazione, altrimenti non è più satira ma comicità. E a quel punto il confine tra buono e cattivo gusto si fa liquido, cangiante, evanescente...Beh....
( IMO ) quella loro, celebre su Maometto era di pessimo gusto in tutti sensi....
Non sono d'accordo.
Un sacco di gente non capisce lo humor inglese, altri mal digeriscono gli "stand-up comedians" americani, altri ancora restano indifferenti di fronte alle battute di certi artisti francesi, spagnoli, est-europei. Tutti stupidi gli spettatori? Tutti idioti gli artisti? Non credo. Credo invece che nella maggior parte dei casi manchino semplicemente i mezzi: la necessaria apertura mentale, l'indispensabile respiro internazionale, un pizzico di umiltà e una buona dose di curiosità, tanto per dire i primi che mi vengono in mente.
Io Charlie Hebdo non lo conoscevo prima e non lo conosco adesso. Non fa parte della mia cultura. Non tratta dei temi a me vicini. Non ho la necessaria conoscenza e consapevolezza della SUA realtà storica, geografica, culturale, per poterlo comprendere e quindi poi poterlo anche giudicare. Non ho i mezzi. E la colpa non è né sua né mia. Quella vignetta a me non dice niente, come non diceva nulla quella del "menu dei terremotati" e come non dicono nulla tutte le altre da loro pubblicate che non trattano dell'Italia o degli italiani, tranne forse alcune in cui sono riusciti LORO a rendersi maggiormente comprensibili o in cui il tema per sua natura lo era abbastanza (comprensibile) anche per me, ma questo non mi autorizza a pensare che siano degli idioti.
Bisognerebbe chiedere a un francese, uno che quel giornale lo legge regolarmente, cosa ne pensi lui di quella vignetta, e magari potremmo pure scoprire che è meno idiota di quello che pensiamo...
Il gusto (ottimo, buono, cattivo o pessimo) è un altro capitolo a parte. Ulteriore rispetto alla comprensione. E parlando di satira bisogna sempre ricordare che va misurato col SUO (della satira) metro, non con quello che adoperiamo tutti i giorni. La satira vuol far ridere, certo, ma le risate devono essere amare, scatenare una riflessione, una reazione, altrimenti non è più satira ma comicità. E a quel punto il confine tra buono e cattivo gusto si fa liquido, cangiante, evanescente...
1. Non vedo santi, a parte il sottoscritto (solo di nome, però...)" Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi "
Non è questione di antichità, ma di apertura mentale. Grazie a Dio però non è obbligatorio né scherzarci né sorbirsi lo scherzo.Forse, per Te....Saro' antico, ma io la vedo cosi'.
Nella satira la volgarità non è lo scopo, il fine, ma uno dei vettori usati per raggiungerlo. Lo scopo vero non è nemmeno la risata, ma la reazione emotiva, e la riflessione da essa provocata.Con le volgarita', ( all' inizio ) fan ridere tutti....
Neanche a me, ma credo che se sotto quella slavina ci fosse stato un mio parente mi farebbe girare parecchio le balle.Quella vignetta a me non dice niente
beh, questi ci mettono troppo aglio.La bravura dell'artista sta nel dosare bene, come un cuoco, gli ingredienti per far risultare il piatto apprezzabile ai più, facendo passare alla fine il messaggio che si era prefisso.
Gae1955 - 1 ora fa
Carloantonio70 - 1 giorno fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa