la produttività è l'effetto della bassa crescita non la causa.
L'anno scorso mi trovavo ad un convegno a Napoli con economisti di scuole diverse tra cui il prof.Brancaccio (ogni tanto lo si vede in TV) e ho avuto la fortuna di parlarne proprio con lui a fine cerimonia.
La bassa produttività italiana dipende sostanzialmente da 2fattori: bassi salari e competitività di prezzo.
Il miglioramento della produttività è un concetto di stampo Liberista cioè andare ad agire sull'offerta di beni migliorando i processi produttivi, peccato però, e non serve essere Keynesiani per arrivarci, andare a migliorare la produttività in un periodo di crisi è da sciocchi per il semplice fatto che non c'è gente che può spendere (periodo attuale).
La globalizzazione, in questo, gioca un ruolo determinante in quanto ha de facto compresso i salari di tutto il mondo occidentale. Aver messo in competizione la manodopera occidentale con quella a basso costo orientale ha prodotto l'abbassamento dei salari della prima e, di conseguenza, il crollo dei salari ha determinato il crollo della domanda che, a sua volta, ha fatto crollare la produttività.
Esempio facile: un barista ha una macchinetta del caffè di 20anni che gli consente di fare 50caffè al dì. Ogni giorno da 20anni vende 30caffè al dì. Per quale motivo il barista dovrebbe investire in una nuova macchinetta che gli consentirebbe di fare 100caffè al dì se continua a venderne solo 30?!
Questo semplice concetto ai Liberisti (supply-side economics) proprio non entra in testa.
spero di esserti stato d'aiuto.
Questo, a larghe tracce, lo ha postato infinite volte anche un povero patacca come il sottoscritto
( senza essere nemmeno maestro, altro che professore )
" chemmmmka di merci produrre, se poi la gente non ha i soldi per comprare gia' quelle sugli scaffali, alias, senza redistribuzione del circolante non ripartono i consumi. "