, è combattere il sistema
ma per te cos'è il sistema? secondo me il sistema non si identifica con una cricca di persone che detengono il potere e lo esercitano, nel caso della globalizzazione e della relativa localizzazione stiamo parlando di forze della storia a cui è inutile combattere. L'esempio secondo me attinente è quello che accadde alle allora città stato che con lo sviluppo dei mezzi di trasporto e di commercio erano entitàa che non andavano più bene per le rivoluzione che c'era in corsa, ed infatti nacque il concetto di nazione stato come lo intendiamo ora.La nazione-stato era un entità che assecondava lo sviluppo che c'era allora, opporsi a questo sviluppo trincerandosi nel concetto di città-stato fu inutile e chi ci provo soccombette .
concetti arrendevolissimi, senza offesa (e molto americani, poi se vuoi ti spiego perchè). Il sistema E' una cricca di persone che esercitano il potere. La globalizzazione non è un effetto naturale del mondo ma un preciso progetto indotto.
Se prendiamo per buono il tuo esempio delle città-stato allora, oggi, tanto vale annullare i confini di ogni Stato-Nazione e vivere felicemente negli United States of World.
arrendevolissimi
L'articolo, forse, non sottolina a sufficienza il concetto più rilevante: la produttività rimane ferma.
Rimane ferma da 20 anni in Italia, ed è per colpa di questo fenomeno che continuiamo a perdere terreno verso gli altri paesi europei.
La globalizzazione c'entra poco, è più che altro un capro espiatorio: la stagnazione italiana della produttività non ha affatto eguali negli altri paesi avanzati.
Che, pur con i loro problemi e le loro contraddizioni, crescono ben di più, e non stanno creando una generazione di giovani poveri.
Parliamo del primo millennio AC?quello che accadde alle allora città stato che con lo sviluppo dei mezzi di trasporto e di commercio erano entitàa che non andavano più bene
L'articolo, forse, non sottolina a sufficienza il concetto più rilevante: la produttività rimane ferma.
Rimane ferma da 20 anni in Italia, ed è per colpa di questo fenomeno che continuiamo a perdere terreno verso gli altri paesi europei.
La globalizzazione c'entra poco, è più che altro un capro espiatorio: la stagnazione italiana della produttività non ha affatto eguali negli altri paesi avanzati.
Che, pur con i loro problemi e le loro contraddizioni, crescono ben di più, e non stanno creando una generazione di giovani poveri.
Parliamo del primo millennio AC?
non è arrendersi ,è prendere atto di un mutamento che c'è stato, credo che quello che tu sollevi sono le stesse perplessità che avevano gli abitanti delle città stato di allora che vedevano il concetto di stato nazionale come un modello lontano dal loro pensiero. Non credo che serva un modello mondiale ma temo che le struttura che abbiamo in Europa con lo stato nazionale sia superata,e che pero proprio il volerlo ancora difendere ci porta ad avere solo gli aspetti negativi della globalizzazione. Inoltre sempre a mio modo di vedere la storia alla fine ti costringe ad adeguarsi ad essa ma se nn lo fai in una forma pacifica ci arrivi x mezzo di forme violente quindi le guerre.
Aggiungo a fronte di quel paragrafo che hai postato che i poteri economici a cui si fa riferimento secondo me non sono la causa ma sono degli attori di un cambiamento,che sono sempre stati presenti nella storia,x tornare alla città stato erano i grandi mercanti che reclamavano allora la scomparsa di quel entità che a loro provocava solo disagi e complicazioni. Ovviamente non vuol dire che devi creare una struttura che faccia comodo a loro,ma una struttura che riesca a mediare le esigenze di tutti non ostacolando i cambiamenti in atto. Il tutto a mio modesto avviso come srmpre
non è arrendersi ,è prendere atto di un mutamento che c'è stato, credo che quello che tu sollevi sono le stesse perplessità che avevano gli abitanti delle città stato di allora che vedevano il concetto di stato nazionale come un modello lontano dal loro pensiero. Non credo che serva un modello mondiale ma temo che le struttura che abbiamo in Europa con lo stato nazionale sia superata,e che pero proprio il volerlo ancora difendere ci porta ad avere solo gli aspetti negativi della globalizzazione. Inoltre sempre a mio modo di vedere la storia alla fine ti costringe ad adeguarsi ad essa ma se nn lo fai in una forma pacifica ci arrivi x mezzo di forme violente quindi le
guerre.
Aggiungo a fronte di quel paragrafo che hai postato che i poteri economici a cui si fa riferimento secondo me non sono la causa ma sono
degli attori di un cambiamento,che sono sempre stati presenti nella storia,x tornare alla città stato erano i grandi mercanti che reclamavano
allora la scomparsa di quel entità che a loro provocava solo disagi e complicazioni. Ovviamente non vuol dire che devi creare una struttura chefaccia comodo a loro,ma una struttura che riesca a mediare le esigenze di tutti non ostacolando i cambiamenti in atto. Il tutto a mio modesto avviso come srmpre
la produttività è l'effetto della bassa crescita non la causa.
L'anno scorso mi trovavo ad un convegno a Napoli con economisti di scuole diverse tra cui il prof.Brancaccio (ogni tanto lo si vede in TV) e ho avuto la fortuna di parlarne proprio con lui a fine cerimonia.
La bassa produttività italiana dipende sostanzialmente da 2fattori: bassi salari e competitività di prezzo.
..
spero di esserti stato d'aiuto.
Esempio facile: un barista ha una macchinetta del caffè di 20anni che gli consente di fare 50caffè al dì. Ogni giorno da 20anni vende 30caffè al dì. Per quale motivo il barista dovrebbe investire in una nuova macchinetta che gli consentirebbe di fare 100caffè al dì se continua a venderne solo 30?!
Questo semplice concetto ai Liberisti (supply-side economics) proprio non entra in testa.
Gae1955 - 2 ore fa
Carloantonio70 - 1 giorno fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa